domenica 7 aprile 2013

Tutto e il contrario di tutto


Visto che nel post precedente si parla di corrispondenze, vi riporto quanto accadutomi stamani. In questo caso, più che un vostro parere, avrei la necessità di un aiuto, un supporto morale, politico. Ne ho un disperato bisogno.

Questa mattina un caro amico mi ha telefonato e senza troppi giri di parole mi ha detto “Ho fatto bene a non andare a votare e a non votarvi, adesso vi alleate pure con Berlusconi”. Questo amico è sempre stato un nostro elettore, più di un elettore. Un militante convinto, almeno fino a un certo punto. Ha condiviso con me momenti di impegno comune per il partito, alle Feste dell’Unità, nelle iniziative, nelle campagne elettorali. Poi, anche per motivi familiari, ha mollato, fino ad arrivare alla rottura di quest’anno. Nauseato forse da tutto e da tutti, ha optato per “il non voto”. Una scelta, la sua, fatta da molti altri, basta guardare i numeri del Febbraio scorso. Ho passato intere settimane, prima del voto, a contrastare questa sua convinzione. Ho cercato di convincerlo della bontà del nostro programma, ho cercato di spiegargli che il momento del cambiamento era a portata di mano, gli ho parlato e un’infinità di volte gli ho ripetuto che il non voto favoriva il centrodestra. Ma nulla, a quanto pare non sono riuscito a convincerlo. Ora, con tutta la passione di sempre, immutata la mia, e la buona volontà che certo non manca, vorrei porvi una domanda. Come posso convincere il mio amico che l’ipotetica alleanza programmatica (che in soldoni, senza troppi giri di parole, sarà un’alleanza a tutti gli effetti) con la destra berlusconiana è la strada giusta? Come posso spiegargli che c’è qualcuno tra i nostri parlamentari che crede davvero a una opzione del genere? Come farò a giustificare l’inutilità di mesi passati tra primarie e parlamentarie se alla fine andiamo con il Pdl?
Vi chiedo di aiutarmi a capire il perché di certe posizioni. Possiamo mai passare per quelli che dicono tutto e il contrario di tutto? Spiegatemelo, vi prego, perché sta volta, oltre al mio amico, e ai 4 milioni di elettori che abbiamo perso all’ultimo giro, mi demoralizzerei alla grande anch’io (per non usare altri termini impropri).

CORRISPONDENZA TRA PERSONE CHE NON SI CONOSCONO VIA @


Ricevo du un conoscente un inoltro di @ ricevuta da un amico. Mi sembra interessante e ve la posto. Ovviamente ho risposto ed ho ricevuto anche un commento. Ve lo riporto :



Voi come la pensate?.
Ciao a tutti
m

Caro Grillo, perché non si concede talvolta il beneficio del dubbio? Provi l'efficacia di questo piccolo ed umile esercizio! Non sono certamente il primo a dirle che la sua ostinata politica, costellata solo dai no e dal fantasma dell'inciucio dietro ad ogni angolo, sta sprecando una grande opportunità e facendo del male a tanti cittadini. Anche a lei e al suo movimento.
Il suo ultimo articolo è in odore di arroganza e tradisce un certo brivido da potere: penso che lei non possa rendersene conto, così preso dall'urgenza di scomunicare e urlare i suoi veti come un vero papa, Pio Beppe da Genova (la vedrei bene!) Mi pare che lei non stia più combattendo per conquistare qualcosa per la gente comune, ma solo per difendere se stesso e il suo dogma, il Verbo intoccabile. Da qui il suo mal posto senso di coerenza, solo fine a se stessa, sta acciecando la sua azione politica e trascinando tantissimi giovani, che si specchiano totalmente in lei, verso una nuova ideologia autoreferenziale: una china molto pericolosa e molto vecchia, nulla a che fare con il rinnovamento!

Il signor Bersani, da lei sempre irriso e offeso in modo strumentale ma a cui lei si è ben guardato dal concedere un democratico confronto politico, penso sia una delle persone più oneste e affidabili in circolazione: da lui comprerei volentieri un'auto usata, in piena fiducia. Comprarne una da lei, ora, mi darebbe invece più ansia.
Caro Grillo, il suo dogma si sta trasformando ormai in protervia, opprimendo e disperando tutti coloro che vorrebbero continuare, o cominciare, a crederle: molli il colpo e si fidi un po', proprio come farebbe un corretto educatore. Lei è riuscito a cambiare in modo irreversibile il nostro Paese, facendoci nuovamente apprezzare il concetto di etica, equità e servizio comune. Seppellisca l'ascia di guerra e non svilisca quanto ci ha permesso di riconquistare: l'orgoglio e la dignità di sentirci nuovamente dei liberi e consapevoli cittadini. Per arrivare a questo manca pochissimo, abbassi solo un poco la testa e permetta anche a noi di vivere più felici, popolo senza stelle!

Amen.

La mia precisazione :




Apprezzo molto lo scritto di Mario e condivido in pieno quanto da lui espresso. Aggiungerei di più: la supponenza e l’arroganza dimostrata dagli esponenti Cinque stelle – prima tra tutte la capogruppo alla Camera – dimostra quanto siano lontani dal Paese e dai suoi cittadini.
Intanto la crisi non la sente certo Grillo che si divide tra la casa in montagna ed al mare.
Responsabilità e dignità non fanno parte del loro lessico …!
  

Mi ha riposto una gentile Signora - che non conosco - :


Concordo con le riflessioni di Marco Togni e di Marco Gusti. Credo che ben poco ci sia da aggiungere sull'atteggiamento di irresponsabilità e di mancanza di rispetto, non tanto verso le istituzioni, ma verso tutti gli italiani, da parte di coloro che si sono candidati a promuoverne e difenderne i diritti e gli interessi. Naturalmente non si deve generalizzare, ma purtroppo su chi sembra che abbia il potere di decidere....per tutti.
Saluti
Luciana


Le parole di Luciana credo siano significative !


 

sabato 6 aprile 2013

Lettera aperta al PD, a SEL, ai nostri iscritti, simpatizzanti, votanti.


Leggo sui giornali – di solito diffido molto, ma stavolta mi fido – che Niki Vendola avrebbe detto “bisogna costruire un soggetto unico della Sinistra, Rimescoliamoci!”.
Non ho né l’intelligenza né l’autorevolezza e nemmeno tutto il resto di Niki, ma rispondo, personalmente ( io dalemiano da sempre e per sempre,) ….  si!!!!!!
Io sarei orgoglioso di “rimescolarmi” con Niki, con Laura Boldrini, con Valerio Marchesi di Bussero, con Raffaela Annetta, Massimo Mandelli, Paolo Teghillo e persino con Gennaro Migliore, Franco Navarro  e persino Alessandro Simeone ( con cui 3 volte su 4 litigo).
Sarebbe un “rimescolarsi” tra persone che hanno scelto strade diverse, ad un certo punto divergenti, ma unite da un “ file rouge” indissolubile, perché legato ai bisogni ed al “comune sentire della povera gente” che magari oggi, delusa, vota il Caimano  o il “Gattopardo Grillo – cambiare tutto perché nulla cambi – “
Quella gente che oggi disperata fischia Laura Boldrini e la sua storia e magari applaudirebbe Beppe Grillo (non c’è limite al peggio!)
Mi piacerebbe che loro capissero anche che da persone come ( mi scuso per chi manca)  Alfredo ed Alessandra  Canavero,  Marcello Novelli,  Marco Gusti,  Franca e Gigi  Ubertis  persone che venivano dall’ex Margherita, è venuto un contributo per un passo in avanti, anche questo, come il filo rosso, indissolubile per me.
Chi come Niki e Laura Boldrini è così sensibile ai temi della “mescolanza” sa che tra un eritreo ed un somalo c’è odio o incomprensione non giustificati, assurdi. Ma come pensiamo di essere esempio a chi da 50 anni (arabi ed israeliani) è in guerra, se noi che siamo in “pace” non sappiamo “rimescolarci”?
Che esempio diamo?
Lo scrivo anche ad altri che stimo da sempre ( ne cito pochi – quelli che conosco bene e da tempo- ma sono molti di più) . Maurizio Attanasio, Giorgio Bristot, Giuseppe Moretti, Marino Contardo, Mauro Betti, Alessandro  Bellinato,  Claudio Scotti, Domenico Castrovinci,  ed ( udite, udite ) Enrico Gambarara
Coraggio “ricontaminiamoci”!!!! rimescoliamoci

Roberto Bertolotti

News dal Parlamento Informati su ciò che accade a Roma con Paolo Cova

Nokia, il Ministero dello Sviluppo sveli i suoi piani
Nella mia prima interrogazione a risposta scritta ho chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di rivelare quali sono le iniziative che intende mettere in atto per intervenire a favore del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de´ Pecchi e per la ripresa delle sue attività imprenditoriali. Come prima azione da parlamentare della Repubblica italiana (segnalo che ha firmato la richiesta anche la collega Simona Malpezzi) ho deciso di sollecitare il Governo proprio su un tema sensibile come quello di Cassina de´ Pecchi.
Nel documento ricordo che “il 29 giugno 2012 il Ministero dello Sviluppo economico, Regione Lombardia, Provincia di Milano e il Comune di Cassina hanno sottoscritto un Protocollo istituzionale d´impresa per Iniziative a tutela della vocazione del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de´ Pecchi”.
Nell’interrogazione aggiungo inoltre che “l’area industriale Nokia Siemens rappresenta una significativa risorsa per la competitività e l´occupazione della Lombardia e del Paese”. Inoltre rendo noto che al punto 2 del protocollo si dice che i sottoscrittori “condividono che la dimensione della crisi economica in corso e dei soggetti coinvolti nello sviluppo dell´area rendono necessario un pieno e responsabile coinvolgimento e coordinamento del Ministero dello Sviluppo economico e delle strutture di suo riferimento, per lo sviluppo di azioni tese ad attrarre aziende che partecipino allo sviluppo del polo industriale interessato”. In conclusione, credo fermamente che ora per Cassina de’ Pecchi servano azioni concrete e immediate perché rinviare le decisioni può essere dannoso per l’attività del sito.

I “disegni” che mi piacciono
Dopo attente valutazioni ho deciso di aderire a diversi disegni di legge che ritengo importanti e che investono vari campi, dall’ambiente al sociale, dal rispetto per gli esseri umani tutti al commercio. Per far capire meglio di cosa si tratta, eccone un breve elenco: “Norme per la promozione della soggettività femminile e per il contrasto al femminicidio”; “Misure per favorire lo sblocco dei pagamenti alle imprese negli enti locali”; “Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti”; “Norme per il contenimento dell’uso di suolo e la rigenerazione urbana”;“Disposizioni concernenti la ricognizione e la demolizione degli immobili costruiti abusivamente, le sanzioni penali e i procedimenti di sanatoria, nonché disciplina dell’attività dell’Osservatorio nazionale sull’abusiv ismo edilizio”; “Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ferroviario in abbandono e la realizzazione di una rete della mobilità dolce”; “Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale”; “Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità, nonché modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228”; “Modifica dell’articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico mafioso”.

Fratelli d’Italia: ecco come è andata
In questi giorni molte persone si sono chieste perché è stata concessa una deroga alla compagine politica Fratelli d'Italia per costituirsi in gruppo unico all’interno del Parlamento, determinando dei presunti costi aggiuntivi. Per spiegare cosa è successo, faccio sapere che le deroghe vengono date dal Regolamento della Camera se sussiste almeno uno di questi tre motivi: essere almeno 20 componenti; aver partecipato alle elezioni politiche con il proprio simbolo; essere presenti su tutto il territorio nazionale.
Il gruppo Fratelli d'Italia poteva contare su due dei tre motivi di deroga ed era impossibile non concedere quanto chiesto. Inoltre, è corretto dare rappresentanza democratica anche a queste forze. Tutto ciò senza aggravio per le spese legate ai rimborsi elettorali, ma con una spesa aggiuntiva di circa 300mila euro per il personale.
Mi ha stupito però che chi ha chiesto di non dare spazio a questo gruppo – e mi riferisco al Movimento 5 Stelle – ventilando aumenti di costo, ha avuto un eccesso di rappresentanza nell’Ufficio di presidenza, obbligando gli altri partiti a integrare lo stesso Ufficio con costi aggiuntivi, anche in questo caso per il personale.

Economia, approvata la Risoluzione
L’Aula della Camera ha approvato una Risoluzione su Relazione del Governo al Parlamento Europeo che impegna, appunto, il Governo a emanare il decreto legge per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione in favore delle imprese e a “graduare il flusso dei pagamenti accordando priorità a quello che le imprese non hanno ancora ceduto al sistema creditizio”. Il documento è stato firmato da Pd, M5s, Pdl, Lega, Sel, Cd e Sc

venerdì 5 aprile 2013

E ora che fare?

Ai nostri rappresentanti eletti (confesso che ho votato PD nelle recenti elezioni, e perciò accampo la pretesa di dire la mia): smettete di baloccarvi tra governi tecnici, governi del presidente, governi di larghe intese, governi con con i 5Stelle, smettete di credere alla favola dei saggi che in pochi giorni sfornano la ricetta magica, smettete di farvi imboccare da un organismo ferraginoso e pletorico come la Direzione Nazionale, fatto per i tempi lunghi, non c'è più un minuto da sprecare.C'è un governo per l'ordinaria amministrazione (e non solo, visto la vicenda del rimborso dei debiti della PA), c'è un Parlamento insediato che può deliberare, dite al Sig. Bersani che si presenti alle Camere con 4-5 punti fondamentali (legge elettorale, riduzione numero parlamentari, riforma del bicameralismo, taglio dei costi della politica, esodati) e chieda il voto, poi a giugno o a settembre si vota. E poi basta con quelle facce truci da cani bastonati, dovete infondere fierezza, speranza, fiducia, è nei momenti tragici che si misura la vostra capacità di reggere e di trovare soluzioni. Se non siete fatti di questa tempra, beh, lasciate stare e tornate alle vostre occupazioni abituali. Non temete, in politica come in fisica non esiste il vuoto.    

giovedì 4 aprile 2013

Papa Francesco di nuovo “per esempio”

Basta guardarsi in giro nello spazio e nel tempo: una società dove le donne sono tenute in stato di inferiorità è una società che non progredisce, è immobile o addirittura in degrado.
La Chiesa delle origini, con le grandi figure di donne testimoniate nei testi biblici ed evangelici, così come la società medioevale - dove donne gestivano, come castellane o come badesse, responsabilità culturali, politiche ed economico sociali, reggendo ospedali e ispirando l’”amor cortese” - vedono le donne in ruoli complementari e mai subalterni rispetto all’uomo. Donne che non avevano bisogno di rivendicare importanza, libertà, visibilità e “quote rosa”. Sì, perché rivendicare è già porsi in una condizione di inferiorità e le “quote rosa” sono la burocratizzazione da “manuale Cencelli” del diritto all’uguaglianza.


Le affermazioni di Papa Bergoglio sulle donne sono molto più avanti rispetto a questa prospettiva della contabilità di genere. Leggiamole in un brano tratto da un libro scritto in dialogo con il Rabbino Abraham Skorka.  "[La donna] È colei che accoglie la società, colei che contiene, la madre della comunità. La donna ha il dono della maternità, della tenerezza;(…). La presenza femminile nella Chiesa non è stata sottolineata molto perché la tentazione del maschilismo non ha permesso di dare visibilità al ruolo che spetta (…) è stata oggetto di uso, di lucro, di schiavitù, è stata relegata in secondo piano (…) il femminismo, come filosofia unica, non fa alcun favore a chi dice di rappresentare, perché pone le donne su un piano di lotta rivendicativa mentre la donna è molto più di questo. La campagna delle femministe degli anni Venti ha ottenuto ciò che volevano ed è finita lì, ma neanche una filosofia femminista costante dà alla donna la dignità che merita. In modo caricaturale, direi che corre il rischio di trasformarsi in un maschilismo in gonnella”.


La femmina (i latini distinguevano lo spregiativo femina dal termine domina, signora e padrona della domus),   la femmina-immagine, la femmina- bambola- gonfiabile, la donna “sono come tu mi vuoi cioè non sono” la donna usa e getta, è stato uno degli aspetti retrivi del marketing televisivo e commerciale degli ultimi due decenni.

Così si è andati indietro  non solo per la crisi economica, per l’erosione delle istituzioni e della legalità…si è andati anche indietro per le politiche dei tagli, tagli sull’integrazione scolastica dei diversi, tagli sul recupero delle difficoltà di apprendimento, sul welfare… si è andati indietro nell’educazione alla cittadinanza e di pari passo sono aumentati episodi di bullismo e ancor più  violenze sulle donne e sui diversi.
Un’inversione di tendenza può solo partire, più che da doverose “quote rosa”, da investimenti nell’istruzione, in progetti di educazione al rispetto della persona, da attenzioni politiche che consentano alla donna di realizzarsi nel lavoro come nella famiglia. Una donna come Laura Boldrini,  neopresidente della Camera, proprio come Papa Francesco, si è insediata portando immediatamente il suo esempio, la trasparenza, le competenze e la correttezza legate al suo curricolo, al suo modo di essere, al suo modo di lavorare e di porsi in modo costruttivo in cui rigore e mediazione non si escludono: non è una questione di quota di genere né di provenienza da qualche partito.

D’Alema e Bersani due che occupano le poltrone?????


Tutti leggiamo i giornali ed a tutti coloro che non sono volutamente disinformati risulta chiaro che:
1.    Se Bersani accettasse di fare un governo di “larghe intese” con il PDL, i Berluscones non farebbero mancare il loro sostegno
2.    In questa intesa entrerebbe sicuramente anche la nomina di D’Alema al colle, che come titola malignamente la Repubblica “ è il candidato di Berlusconi”
Su quest’ultimo punto mi permetto di chiedere “ma quando mai”?
Anche 7 anni fa sembrava che D’Alema fosse il prescelto per il colle (venne scritto anche un libro sull’argomento…” il colle fatale”) poi naturalmente il PDL si guardò bene da eleggerlo unitariamente….
Comunque è chiaro che Bersani sta rifiutando di fare una coalizione con il centro destra e di conseguenza sia lui che Max non saranno eletti.
Ma come? Noi non siamo quelli disposti a tutto per una poltrona?
Siamo cretini, abbiamo la possibilità di eleggere il Capo del Governo ed il Capo dello Stato e rinunciamo? Ma quando mai si è visto un “gran rifiuto così “ facciamolo sapere anche a Grillo ed ai grillini (così ci possono insultare ancora di più!)
Siamo matti o coerenti con quello che abbiamo detto in campagna elettorale?

Roberto Bertolotti
   

mercoledì 3 aprile 2013

Qui non ci sono intellettuali


- Nell’incontro con l’ambasciatore americano Thorne “abbiamo sottolineato che nel nostro Movimento non ci sono intellettuali”. Lo ha raccontato Massimo Baroni, deputato M5S, parlando con i giornalisti alla Camera a proposito dell’incontro che si è svolto oggi tra la delegazione grillina e l’ambasciata Usa. “Quando loro hanno fatto il nome di Dario Fo – ha proseguito – abbiamo fatto notare che lui ha scritto ‘Mistero Buffo’ dove da’ voce alla gente comune. Anche perché gli intellettuali ultimamente si sono chiusi in un recinto come la classe politica”. (AGI) –

 Il disprezzo per gli intellettuali è ampiamente diffuso nel nostro Paese e il M5s è nel solco dei Peninsulari. Solo che per un movimento che vuol fare la Rivoluzione francese, senza i Diderot, Voltaire, Rousseau, d'Holbach la vedo dura. Sarà per questo che chiedono soccorso a quel personaggio buffo professore di diritto all'Università di Genova? Neanche Berlusconi che per tutta la vita ha pensato al denaro  si privò  degli intellettuali (Colletti, Vertone, Melograni ecc). E neanche la Lega, che pure era ruspante e "nature" come i polli della Valbrembana, pensò di rinunciarvi. E infatti era corsa a cercare subito il suo Gianfranco Miglio (con cui litigò in seguito, ma è un'altra storia). Questi qui sono orgogliosi di non averne. Intellettuali-free, come i comuni denuclearizzati (che nessuno ha mai capito cosa voglia dire). Questi preferiscono parlare come mangiano. E si vede.

 La parola stessa che si attorciglia nel cavo orale" intellettuali " è indigesta al nostro amato popolo di parolieri, di cantanti e calciatori.. . In Russia hanno avuto sempre rispetto per la loro classe di pensatori, scrittori, drammaturghi tanto è vero che la parola per indicarli è russa " intelligencija" per non parlare dei francesi che hanno inventato anche la forma tronca: "intellos", in Inghilterra o in Germania nessuno si vanterebbe di non avere intellettuali. Immaginate la Germania senza Hegel che veniva consultato dal Kaiser, o l'Inghileterra con Hume, Locke, Hobbes che venivano letti dai governanti per cercare ispirazioni sulle forme di governo ... da noi il disprezzo verso chi accoppia giudiziosamente aggettivi e sostantivi è suprema! E Mike Bongiorno il punto di riferimento nazional-popolare, che sbagliava a bella posta i congiuntivi per mettere a suo agio il pubblico...

La forza tranquilla


Uno degli slogan più riusciti della seconda campagna elettorale di François Mitterand fu “Une force tranquille”. Glielo scrisse un pubblicitario estroso che si chiamava Jacques Séguéla che in seguito pubblicò anche un libro sull’arte pubblicitaria dal titolo frizzante: “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario perché mi crede pianista in un bordello”.

Io vorrei qui attribuire  a Pierlugi Bersani lo slogan mitterandiano: Una forza tranquilla. C’è in quest’uomo una calma e una forza serena che gli arriva sicuramente dalla frequentazione delle stanze della politica da molti anni, dal pragmatismo di amministratore emiliano, da una tranquillità interiore cui non credo sia estranea la formazione filosofica. In un mondo di lustrini e paillettes, nella società dello spettacolo in cui viviamo, questo modo di porgersi o di apparire è stato visto come un minus. E invece sono le acque che chete che sbrecciano i ponti.

Lo abbiamo visto nei giorni scorsi uscire dal colloquio con Napolitano, dopo aver rendicontato sugli sforzi non coronati da successo per la formazione del governo, con uno sguardo triste e sperduto che ha deliziato i crudeli vignettisti.
Credo  che lo sforzo e la tensione siano stati estremi: le linee del suo volto ne sono state una perfetta sintesi. E questo a conferma che la politica è arte feroce e prassi crudele, un’arte e una prassi che non si improvvisano comunque neanche urlando come ossessi nelle piazze italiane o sul web.

Ma passate le feste pasquali, sequestrato al mondo e consegnato agli affetti familiari per una tonificante  tre giorni, ecco Pierluigi tornare nell’arena romana dove gladiatori feroci e belve fulve si aggirano grintosi: e qui riprendere con perfetta calma il filo della propria tela. 
Comunque la si metta il boccino della politique politicienne di questi giorni e di quelli prossimi è nelle mani del Pd, ossia nelle mani del segretario, di Pierluigi Bersani, e come direbbe lui nel suo linguaggio semplice: “E' da lì che si ricomincia: si riparte da lì”. Non vedo allo stato altre ipotesi. Si procederà all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, e qui i numeri sono tutti dalla parte del Pd, mancano solo una quindicina di voti, una cosa fattibile. E poi, con il nuovo Presidente si darà seguito alla politica dei piccoli passi con chi ci sta per un governo di forte cambiamento, escludendo nella maniera più assoluta l’apporto del Pdl, che già si vede sclerare e in preda a una forte crisi di nervi.
Io mi affido alla forza tranquilla di Pierlugi Bersani.  Si riparte da lì.

martedì 2 aprile 2013

Paolo Cova su Nokia Siemens - Cassina de' Pecchi


COMUNICATO STAMPA

On.le  Paolo Cova- Deputato Pd
On. Cova: “Nokia, Ministero Sviluppo sveli i suoi piani per il rilancio”


Il Ministero dello Sviluppo Economico riveli quali sono le iniziative che intende mettere in atto per intervenire a favore del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de’ Pecchi e per la ripresa delle sue attività imprenditoriali. Lo chiede l’onorevole Paolo Cova, parlamentare del Pd, nella sua prima interrogazione a risposta scritta, presentata oggi, martedì 2 aprile 2013, alla Camera.

Non ha perso tempo Cova, che firma la richiesta assieme alla collega Simona Malpezzi, e, come primo passo da parlamentare della Repubblica italiana, ha deciso di sollecitare il Governo proprio su un tema sensibile come quello di Cassina de’ Pecchi. Cova nel documento ricorda che “il 29 giugno 2012 il Ministero dello Sviluppo economico, Regione Lombardia, Provincia di Milano e il Comune di Cassina hanno sottoscritto un Protocollo istituzionale d’impresa per Iniziative a tutela della vocazione del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de’ Pecchi”.
Il parlamentare Pd aggiunge nell’interrogazione che “l’area industriale Nokia Siemens rappresenta una significativa risorsa per la competitività e l’occupazione  della Lombardia e del Paese”. E fa sapere che al punto 2 del protocollo si dice che i sottoscrittori “condividono che la dimensione della crisi economica in corso e dei soggetti coinvolti nello sviluppo dell’area rendono necessario un pieno e responsabile coinvolgimento e coordinamento del Ministero dello Sviluppo economico e delle strutture di suo riferimento, per lo sviluppo di azioni tese ad attrarre aziende che partecipino allo sviluppo del polo industriale interessato”.
Cova conclude sottolineando che “servono ora azioni concrete e immediate perché rinviare le decisioni può essere dannoso per un attività che necessità di avere risposte immediate”.

Roma, 2 aprile 2013




lunedì 1 aprile 2013

Indovinello

Prendo da un blog di un giornale web ad ampia diffusione questo intervento di un anonimo e pongo la domanda: secondo voi è un uomo di destra o di sinistra quello che scrive?

Sentite un pò, intelligentoni e intelligentone che non siete altro! Oltre a scrivere illuminati commenti, cosa siete disposti a fare concretamente nei fatti (non a chiacchere) da domani mattina? Noi italiani siamo specialisti a dire cosa dovrebbero fare gli altri: "armiamoci e partite!"

Secondo me è di destra. Perché 1) ha disistima degli intellettuali (chiamati intelligentoni) e 2)  mette l'enfasi sui fatti e non sulle chiacchiere.

 E' vero i fatti ci vogliono, eccome,ma il nostro interlocutore ha disprezzo per le idee e i pensieri, dimenticando forse - proprio oggi che è un giorno di festa cristiana -  che le rivoluzioni più grandi nella storia sono state fatte dalle "chiacchiere" ossia da messaggi nuovi e rivoluzionari del tipo: "Ama il prossimo tuo come te stesso"... Sicuramente non un fatto, da qualsiasi profilo lo si riguardi, ma un comando, un precetto, un'idea operativa sul mondo. A volte mi diverto un mondo a indovinare l'orientamento politico dei miei interlocutori. Vi sono dei tic linguistici  che tornano immancabilmente, che li "scoprono"...