venerdì 27 luglio 2012

Presidio Jabil

Chissà dov'era il nostro Sindaco mentre i cittadini lottavano per un diritto universale: IL LAVORO!!!!! ....forse stava facendo il plastico del piano regolatore.......



martedì 24 luglio 2012

Distruggere e ricostruire!

Ieri sera è stato presentato alla Commissione Urbanistica il Piano di Governo del Territorio di D'Amico e della sua giunta di centrodestra: opere pubbliche per CENTOMILIONIDIEURO e 3.500 residenti in più. La maggior parte degli edifici pubblici verranno abbattuti e trasformati in abitazioni. Molte aree agricole saranno trasformate. Ma i conti non tornano.

Leggi l'articolo sul sito del Progetto Cassina-Sant'Agata

Mi sa che nei prossimi mesi ci aspetta un grande lavoro, anzi tutti i cittadini di Cassina dovranno mettersi al lavoro per evitare che il loro paese venga cambiato per sempre.

sabato 21 luglio 2012

Impariamo!!!


La pupa e il secchione


Il suggeritore di Santanchè

È Rondolino, ex spin doctor di D'Alema.

di Marianna Venturini

C’è un filo sottile che unisce Massimo D’Alema a Daniela Santanché. E quel collegamento porta il nome di Fabrizio Rondolino.
L’ex responsabile della comunicazione del lider Maximo ai tempi di Palazzo Chigi è diventato uno dei consulenti della signora del Popolo della libertà (Pdl) e segue passo passo le sue scelte.
Quando ancora nel Pdl si pensava alla primarie e alle successive elezioni politiche, la signora Garnero non aveva perso tempo. E aveva scelto per sé e la sua comunicazione proprio Rondolino.
L’ex dalemiano ora editorialista delGiornale non è nuovo ai cambi di rotta improvvisi e il sodalizio con Santanché è solo l’ultimo di una lunga serie di riposizionamenti.
UNO DEI LOTHAR DI D’ALEMA. Il giornalista era uno dei mitologici «Lothar dalemiani», un gruppo composto da Marco Minniti, Nicola Rossi, Claudio Velardi, Nicola Latorre e, appunto, Rondolino, accomunati dalla vicinanza politica al leader dei Dermocratici di sinistra.
Cronista dell’Unità e della Stampa e portavoce e ghost writer del D’Alema ai tempi in cui era il presidente del Consiglio, nel 2006 non si è fatto mancare anche una sua candidatura nelle liste dei Radicali, in una posizione riempitiva che non gli avrebbe mai garantito l’elezione.
Come ultima svolta è diventato il consulente della pasionaria berlusconiana per eccellenza. […]
 Cos'altro aggiungere? Che Rondolino non può andare lontano dal format che ha inventato per la TV: "la pupa e il secchione". Dicevano gli impressionisti che solo  dopo i loro quadri il cielo della Provenza ha cominciato a prendere quelle coloriture. Che, insomma, era l'arte a imitare la vita e non viceversa. E così Rondolino, dopo aver inventato un genere lo copia, mima  nella vita ciò che si era immaginato, con molti presagi evidentemente. È proprio vero che si è destinati a  diventare  ciò che si è.

venerdì 20 luglio 2012

Il Capo dei Capi

Insomma, avevamo il Grande Vecchio davanti a noi tutti i giorni e non lo vedevamo, ma è Lui il Capo dei Capi: Giorgio Napolitano! Vero Di Pietro-Padellaro-Travaglio? Io ho letteralmente paura dei puri e duri, so di quali scelleratezze sono capaci coloro che occupano manu militari il concetto, l'idea e il partito del Bene, coloro che vogliono suggerire al Papa non solo come si fa il Papa ma anche come si interpreta il cattolicesimo.

mercoledì 18 luglio 2012

Casini e il clientelismo in Sicilia

Impressionante sentire Casini (oggi al Tg3 delle 19:00) tuonare contro il clientelismo nella Regione Sicilia. Come se per anni non avesse sostenuto Totò vasa-vasa (Cuffaro). Ma in effetti Casini non ha appoggiato per 7 anni Cuffaro, è stato vero piuttosto il contrario perché senza i voti di Cuffaro Casini sarebbe politicamente scomparso. E poi è noto che  Cuffaro, fin da da quando ha iniziato la sua attività politica - quand'era ancora medico al distretto militare e passava i suoi giorni a soppesare gli attributi dei giovani di leva-,  si sosteneva politicamente grazie al favore elettorale di opinionisti neutrali, filologi romanzi, sociologi urbani, filosofi medievali, bizantinisti e altri disinteressati elettori. Disinteressatissimi elettori, per nulla clientes... Ma Casini ci fa o ci è?
Ora, io capisco che la strategia delle alleanze del PD a volte si presenta come una strettoia che avrebbe fatto letteralmente impazzire l'asino di Buridano. Da una parte il mucchietto di fieno della sinistra delirante e immaginaria (cui si è aggiunto il demagogo DI Pietro) e dall'altra la caccia all'elettore moderato, cioè di Casini. Ma Casini, verso cui pure nell'ultimo periodo mi accade di trovarmi sempre più d'accordo, è proprio nel nostro destino elettorale? Ecco quando la politica ti fa perdere il senno, quando sai che la scelta signorile (intesa come autonomia, signoria del volere) ti è negata e devi mangiare mucchi di paglia che vorresti evitare...

lunedì 16 luglio 2012

Non siamo obbligati a farci del bene, ma serve farci del male?

Come prevedevo la sinistra perde il pelo ma non il vizio.
Da anni le varie Concia ecc.ecc. si scontrano con i vari Fioroni ecc.ecc. sulla questione delle coppie di fatto.
Una li vorrebbe prevedendo i matrimoni gay e pure (magari) la possibilità di adozione dei bambini, l’altro non vorrebbe neppure il riconoscimento delle coppie di fatto.

La prima non si rende conto che – ammesso e non concesso – che molti fossero d’accordo con lei, il riconoscimento delle coppie di fatto è il primo passo di una lunga strada, il secondo non si rende conto che ( quasi ) tutti i cattolici che siedono in Parlamento hanno formato coppie di fatto ( qundo la Sacra Rota non ha annullato i matrimoni) ed hanno esteso le tutele per i compagni e le compagne che inizialmente erano riservati solo a mariti e mogli.

Con un po’ di buonsenso si potrebbe trovare un accordo “ sui dati di fatto”, ma si preferisce non trovare un’intesa minima. C’è evidentemente qualcuno che senza uno dei “due estremi” perderebbe consenso….. Lasciassero il consenso e si facessero guidare dal “ buon senso”.

Roberto 

Il Parlamento, la politica e gli italiani


Pubblico un intervento  non proprio da blog. È una lunga meditazione su come viene percepita, o è stata percepita nel passato, l'istituzione parlamentare nel nostro Paese e sul  rapporto che s'è stabilito tra essa e l'opinione comune dei connazionali. Spero che il periodo di ferie estive e il conseguente maggior tempo libero propizi la lettura di questa "articolessa". 

L'istituzione  parlamentare  non ha mai suscitato grandi entusiasmi nel nostro Paese. Cosa mai si può concludere in un luogo dove  si parla? In un Paese  individualista, vitalista, anarchico, in cui  si dice che “le parole sono femmine  e i fatti  sono  maschi”  ̶  e  i numeri delle partite IVA deliziano molto più delle parole scritte  e incartate in quegli involucri sconosciuti ai più che sono i libri  ̶ , il Parlamento inevitabilmente è stato visto come  il luogo in cui  si disputano insensate logomachie (guerra di parole), dove si celebrano incomprensibili rituali e s'attorcigliano bizantinismi procedurali. Che la democrazia  rappresentativa  sia questo: una formalizzazione, una ritualizzazione  e una miniaturizzazione del grande gioco sociale, agli italiani è sembrato per lungo tempo una bizzarria anglosassone, come il pudding o il cricket. Che si potessero rappresentare le lotte sociali e la stessa vita nazionale in un luogo ristretto, in una cavea da teatro greco, con attori deputati disposti a Centro, a Destra e a Sinistra, è sembrato  ai nostri connazionali una stranezza di quei francesi della Convenzione  ancora irretiti dalla teatralità maestosa   del grand  siècle.
Del resto in Italia  il costituzionalismo venne  benevolmente  octroyé, concesso dai, più che strappato ai,  re, e il parlamentarismo si instaurò  come  una tacita prassi, tant'è  che di fronte  alle prime crisi (atmosfera morale e politica dalla quale non sembra siamo mai usciti) si urlò presto Torniamo allo Statuto!,  quella carta costituzionale  che  non prevedeva un controllo  delle  Camere  sugli atti  del Governo.  L'Istituzione subì  in seguito l'assalto mortale  di chi già voleva trasformarla in un bivacco di manipoli e, in seguito, la carica dileggiatrice e devastante del qualunquismo e delle maggioranze silenziose, eventi   che mostravano in chiaro agli italiani  certi  loro oscuri e tenaci  pensieri sulla politica e i politici.

martedì 10 luglio 2012

Cassina De' Pecchi ha il suo Martire

Sfogliando la Gazzetta della Martesana di questa settimana ho compreso che anche Cassina De' Pecchi ha il suo Martire : il Consigliere Patella di Cittadinanza e Cambiamento, grande sostenitore di concetti quali trasparenza e partecipazione. Leggendo però l'articolo mi è sorto un dubbio: forse il Consigliere non ha ben chiaro il significato di trasparenza e partecipazione. La trasparenza è poter vedere attraverso le cose e applicare questa visione nel tessuto sociale con L'APERTURA, LA COMUNICAZIONE, LA RESPONSABILITA'. Tre aspetti che non ho percepito nell'intervento del  Sig. Patella durante l'ultimo Consiglio Comunale. Ho percepito, invece, un continuo rimescolamento di fatti e responsabilità, l'uso articolato di parole che, a mio avviso, favoriscono costantemente il PDL e la Lega.
Vorrei chiedere, come cittadino cassinese,  al Sig. Patella dov'è stato negl'ultimi dieci anni? Non faceva parte di quella giunta che tanto accusa?
Il ruolo di Martire è oramai inflazionato, bisogna Cambiare!




lunedì 2 luglio 2012

Calcio e politica


 In questi giorni si è tentato di paragonare le “vittorie” calcistiche con le “vittorie” politiche.
Da qui l’accostamento dei due famosi Mario ed il loro destino parallelo.
Facevano vincere l’Italia.
Ieri sera è andata come è andata, dimostrando che il pallone è rotondo.
In politica invece la disfida non dura 90 minuti  ed eventuali supplementari.
Le cose serie in politica chiedono e debbono avere tempi lunghi, per questo mi auguro che l’altro Mario, quello più vecchio continui a vincere…e tenga sempre fuori rosa Silvio.

Roberto

Sindrome di Tafazzi

Perché "godiamo" nel farci del male da soli?
Perchè la sinistra radicale non sa  far altro che restare opposizione per tutta la vita e continuare a dire semplici no al posto di difficili sì mediati?
Io, di sinistra, sono stufa di associarmi a partiti che, per motivi di bottega, non riescono a rinnovarsi nè a rendersi conto che, nel periodo difficile e complicato che stiamo vivendo,  le loro semplicistiche proposte non sono sufficienti.
Lo vogliamo capire che con questo atteggiamento si rischia di regalare ancora una volta il nostro Paese a degli incompetenti di destra o a dei populisti? 
Io voglio un Italia sanata e in Europa. Sono stufa dei sermoni culturali di Vendola e delle offese gratuite di Di Pietro spesso nei confronti del PD, un di Pietro che però poi pretende di unirsi al Partito Democratico in un futuro governo.
Entrambi i partiti hanno per ora una situazione di comodo: Sel è fuori dal Parlamento, IDV , in Parlamento, è all'opposizione da dove offende tutto e tutti (soprattutto Il Presidente della Repubblica). Vuole avvicinarsi a Grillo imitandolo? Allora non chieda al PD di cercarlo.
La scelta del Partito democratico è stata difficile e molti elettori non l'hanno capita. Ma dal cittadino me lo posso aspettare in quanto non  tutti sono preparati politicamente e le idee se le fanno guardando soprattutto le loro tasche o dei telegiornali incompleti e di parte.
Ripeto la scelta del PD di pensare prima all'Italia invece che alla  propria vittoria elettorale dovrebbe essere premiata. Invece non viene capita.
In ogni caso se si andava alle elezioni e la "foto di Vasto" veniva applicata forse saremmo già in crisi come governo. Infatti questa è la mia preoccupazione nei confronti di Vendola e Di Pietro.
Mi ricordo ancora Rifondazione che, al Governo con Prodi, scendeva contemporaneamente nelle piazze contro Prodi.
Questo déjà vu non lo vorrei rivedere.
Purtroppo i numeri all'inglese o all'americana il PD non li ha per vincere le elezioni  in solitario.
Fin quando il cittadino continuerà a non capire, votando Grillo e i suoi programmi utopici,  fin quando SEL e IDV continueranno a cercare consensi "di pancia", l'uscita dal guado sarà sempre più difficile, così come la vittoria del centro sinistra.
Ricordiamoci che il programma del Partito Democratico non è quello che sta applicando Monti e, vincendo le elezioni del 2013, le storture di alcune leggi approvate, saranno  modificate, come promesso.
Per chi non fosse informato, le giuste modifiche fatte nelle riforme, le dobbiamo al PD. Ma questo  "piccolo particolare" non viene enfatizzato dai "media".
Quindi  il cittadino che voterà chi urla, chi dice semplici no, o si asterrà, poi non avrà diritto di lamentarsi. 
Antonietta 

domenica 1 luglio 2012

Il congresso della Lega


Tra i cartelli ce n'è uno che dice "ITALIA DI MERDA  SECESSIONE".
I lavori del congresso, presieduto oggi dal governatore del Veneto Luca Zaia,  si sono aperti con la votazione del nuovo statuto del Carroccio, che è stato approvato a grandissima maggioranza per alzata di mano. All'articolo 1 lo statuto della Lega ribadisce che l'obiettivo del movimento è l'indipendenza della Padania - Nasce la Lega di Roberto Maroni. L'era Bossi, anche se il senatur resta presidente a vita, finisce per sempre… tra le lacrime coccodrillesche.  Dopo 10 anni (l'ultimo congresso federale è del 2002) al forum di Assago,  630 delegati hanno votato il nuovo segretario  Roberto Maroni, ufficialmente candidato unico alla segreteriafederale.                                                                                                                               
 Nella mente di chi assiste, come si potrebbe assistere a un remake di un vecchio film di fantascienza sugli omini verdi,  si fanno strada alcuni commenti. Nell’ordine:


  •          Roberto Maroni è passato, senza nessun imbarazzo, dal brandire la ramazza allo stendere lo stuoino…
  •       Sapevamo che l’autostima del leghista medio era stata scossa, se non demolita, colpita nel cuore della Panzania (da Padania + Tanzania per chi non avesse dimestichezza col termine…) .  Gridare “ Italia di merda”  proprio alla vigilia della finale di calcio contro la Spagna, nonostante la patetica battuta di Borghezio,  non sembra però il massimo dello slogan popolare!
  •       Caso mai qualcuno pensasse che fossero morti e sepolti i tempi del “dito medio” e degli insulti alla  bandiera, Bossi ha ribadito in quella sede che chi sventola il tricolore è un imbecille.
Il premier Mario Monti ha affermato dopo lo storico vertice europeo:”(…) la credibilità è la prima pietra su cui costruire. Si tocca con mano che la credibilità non dà lustro solo a chi la illustra pro tempore, ma serve al paese per ottenere risultati”. Appunto…!
Per non essere confusi con chi fa del fanatismo, dell’ignoranza e dell’ottusità politica la propria  bandiera verde,  anche dopo che se ne sono viste di tutti i colori, credo che chi amministra con una maggioranza di centro destra leghista dovrebbe dissociarsi pubblicamente e ufficialmente da simili striscioni, se intende salvaguardare un minimo di credibilità.


Franca

venerdì 29 giugno 2012

Se D’Alema sfidasse Renzi...

... ci sarebbero 2 possibili risultati:

vittoria di D’Alema se a votare fossero gli elettori del PD, vittoria di Renzi se a votare andassero  liberamente tutti quelli che non vanno a votare per fare vincere Renzi, ma per far perdere D’Alema.

A Parma e Comacchio è successa la stessa cosa: Il candidato del PD aveva il doppio dei voti dei grillini al primo turno, al secondo turno ha confermato tutti i suoi voti ma…ha perso.
Parma e Comacchio, l’astensionismo al secondo turno non c’è stato! 

Roberto

Le api di Cassina de' Pecchi- Storia di un etimo


Escluso che i Pecchi siano dei nobili -  se così fosse  Cassina dovrebbe essere  la cascina di un  casato o del  feudo di questi "Pecchi"-, l’etimo più accreditato viene dal milanese “Pecc” con pronuncia affricata palatale (come in “ciuccio”). Secondo il dizionario Milanese di Francesco Cherubini   (vol. III, 1841) il Pècc sarebbe il petto o le mammelle delle mucche, che egli chiama mamme, infatti:   « L’aggregato delle mamme nelle bestie lattifere e specialmente nella vacca, cioè a dire il sacco contenente il latte che traesi poi dai varj capezzoli (titt o tetitt) che ne pendono. Il Pis de la vache dei francesi. Questo nostro Pecc deriva o dall’italiano Peccia o dallo spagnolo  Los Pechos (le mamme). Mett  el pecc…. Di vitella diventar manza; far latte. ».
Nei vecchi dizionari etimologici il toscano pèccia  sarebbe  l’alterazione di pancia, oggi rimasto solo nel contado (Siena).
Dunque Cassina de’ Pecchi doveva e essere un luogo in cui le cascine si distinguevano per le  belle mucche da latte.
Io propongo invece una diversa interpretazione  dell’etimo del nostro paese, con qualche ragione.
Chiamo a testimonianza  quella bella poesia di Umberto Saba A mia moglie.  In questo bel componimento poetico Saba paragona la moglie a diversi animali domestici, alla pollastra, alla gravida giovenca, alla cagna (che sempre tanta/dolcezza ha negli occhi), alla coniglia, ecc. Ma ecco che nella strofa finale c’è un termine che torna al caso nostro.
Rileggiamo questa strofa:

Umberto Saba (1883- 1957)
Tu sei come la provvida
formica. Di lei, quando
escono alla campagna,
parla al bimbo la nonna
che l'accompagna.
E così nella pecchia
ti ritrovo, ed in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio;
e in nessun'altra donna.

Cos’è questa  pecchia di Saba? Il nostro dizionario etimologico dice: “ Pécchia da apic’la  o apec’la  per la caduta dell’U atono, dal lat apicula (diminutivo di apis, ape) ond’anche  lo sp. abeja,  il prov. o port. abelha, il fr. abeille, frodata l’A iniziale.  L’insetto volatile che raccoglie il miele, detto più correttamente Ape.
Pecchia è dunque ape; e pecchie o pecchi dovrebbero essere le api. E quale insetto  reca il nostro gonfalone? Ma delle api! Solo una coincidenza?

giovedì 28 giugno 2012

Il principio di Peter

Laurence J. Peter (1919-1990)
 Psicologo canadese,
studioso delle organizzazioni
complesse ed
 enunciatore
 del celebre principio
 che porta il suo nome

Negli studi delle Organizzazioni complesse (che cos'è infatti un Comune, un Parlamento, una Nazione?) spesso fa capolino il "principio di Peter", che recita: "Ognuno aspira a far carriera fino a raggiungere il proprio livello massimo di incompetenza". Al "principio di Peter" sembrano ispirarsi gli italiani degli ultimi anni. Singolare la pretesa dei nostri connazionali di pretendere solo politici non professionisti e forse anche non professionali. Un popolo che non mangia neanche un panzerotto se non è di quel bar centrale che dice lui, che pretende il "trequartista che sappia coprire le fasce" come dice lui, che non ascolta neanche una canzone che non sia cantata come dice lui e che abbia superato feroci Xfactor, il politico però lo vuole incompetente, uno che se gli presentano lo statuto del Comune possa dire: "No grazie, sa io improvviso", oppure "Mi hanno eletto perché devo imparare come si fa".

martedì 26 giugno 2012

Quando un congedo si fa testimonianza

Il discorso-testimonianza di Emma Squillaci al CC del 25 giugno 2012 credo che meriti una diffusione più ampia  e un’attenzione più profonda di quelle dovute ad un semplice congedo personale.
Le sue parole sono infatti portatrici di valori che vanno oltre l’opera da Lei prestata nel e per il nostro Comune:  si  pongono come un messaggio alto di cittadinanza, in grado di dare senso all’azione politica del Progetto e in generale alla politica agita con passione e lealtà, dopo che gli anni ci hanno assuefatto a considerare politica solo quella che pratica la convenienza più indecente, l’interesse più personale e settario,  la furbizia più stupida, o l’insulto programmato e sistematico ai partiti di provenienza, come nella migliore tradizione del populismo personalistico nostrano.
Si  tratta di parole dunque che meritano qualche osservazione.
Innanzi tutto sono del tutto trasparenti e scevre da qualsiasi riferimento ostile o polemico contro  chi c’era e verso chi c’è.
Rispetto, riconoscenza, appartenenza ne sono le parole forti.

Appartenenza non ad una parte politica, ma ad una comunità locale tutta, permeabile alla cultura e alle culture.
Riconoscenza come espressione di un onesto rapporto col passato, sostenuto da una memoria di ciò che è stato ricevuto e da chi.
Rispetto verso chiunque lo meriti per il proprio impegno, la serietà e la coerenza con cui lavora.
Infine sono parole di speranza per chi vorrà esserci  e di incoraggiamento per chi ci sarà, non generiche, ma riferite a precise capacità di operare scelte propositive.
Con l’augurio di un futuro ricco di soddisfazioni


Franca

Cambiamento?.. Solo una parola su una lista!


Ieri sera durante il Consiglio Comunale di Cassina de'Pecchi si è verificato il solito attacco al femminile, a quel femminile che, attraverso la freschezza, l'accoglienza, l'esperienza e la preparazione,  cerca di portare il vero CAMBIAMENTO e non solo una parola su una lista. Ho trovato vergognoso l'intervento del Consigliere Patella nei confronti di Emma Squillaci e Simona Ginzaglio. Sono sorpresa anche da quelle femmine che lo seguono come Pie donne durante l'estasi. Io, invece, mi sono sentita offesa, offesa intellettualmente e, come donna,  ho provato un senso di disgusto per una politica fatta in questo modo. Porto la mia solidarietà ad Emma e Simona.

lunedì 25 giugno 2012

I progetti elettorali di Berlusconi

Prima le voci su Montezemolo candidato premier. Poi la Santanché con qualche Grillo per la testa. Quindi, l'ipotesi Gerry Scotti. Successivamente Feltri che si erge a simbolo del liberalismo dopo aver votato Lega per vent'anni. Infine il progetto di liste civiche che convergano sul nome di Renzi (uno che sta facendo le primarie per il Pd). Forse sbaglio. Ma tra le idee emerse sul centrodestra del post-berlusconismo, finora "Forza Gnocca" mi è sembrata la migliore.Da Enzo Sara

domenica 24 giugno 2012

Tutti colpevoli, nessun colpevole

"Lusi è colpevole, ma come gli altri. Né di più, né di meno. Lo è, insieme ai partiti, di appropriazione indebita di quasi tre miliardi di euro. A Rebibbia dovrebbero finirci tutti o nessuno." Questa è l'opinione di Beppe Grillo. Stringente, elementare. Si dà il caso che tutti non potranno andarci (perché è già implicito nella premessa maggiore del sillogismo che non si potranno mettere tutti in galera, anche perché le responsabilità sono individuali nel nostro codice penale) ne consegue che nessuno deve andarci. Chapeau!

Aldo Grasso su Grillo & Pizzarotti & Casaleggio e Ass.


Pizzarotti e la placida Parma di un sindaco al rallentatore

Niente giunta a un mese dal trionfo elettorale

L' incertosa di Parma. Pizzarotti ha inventato la politica a km zero, la politica che non si muove. A un mese dal trionfo elettorale, Federico Pizzarotti, il sindaco copertina del Movimento 5 Stelle, il primo grillino a capo di una città capoluogo, non è ancora riuscito a completare la sua giunta. Se la prende con calma, molta calma, come se i problemi di quella città fossero un prosciutto da affettare con voluttuoso abbandono.
Non si capisce infatti se la nuova giunta della città ducale si ispiri volutamente a una filosofia della lentezza - la slow politics, la Decrescita Felice - o mascheri solo nell'incertezza l'incapacità di chiudere la partita. Insomma, Pizzarotti e i 5 Stelle sono dei boy scout incompetenti, come li ha definiti il leghista Maroni, o i nipotini di Maria Luigia e di un nuovo Ducato di Parma?
Tutto è cominciato con il caso Tavolazzi, chiamato in un primo tempo alla carica di direttore generale del Comune. Ma Valentino Tavolazzi non piaceva a Grillo. E sono scoppiate le polemiche: Pizzarotti è un burattino nelle mani di Grillo, Grillo è un burattino nelle mani di Gianroberto Casaleggio, il guru che sta dietro il Movimento, il conte Mosca dei grillini.
Intanto il buco di circa 600 milioni lasciato dall'amministrazione precedente aspetta. L'assessore designato per il Welfare, Fabio Fabbro, esponente del volontariato, ha per ora declinato l'offerta. Parma prende tempo, non ha fretta, c'è sempre un piatto di caplèt che aspetta.
Poi l'ultima grana: l'assessore all'Urbanistica Roberto Bruni è stato costretto a dimettersi a nemmeno 24 ore dalla nomina. Aveva alle spalle un fallimento con strascichi sul territorio: una macchia non tollerabile per chi ha sempre fatto dell'intransigenza le chiavi del successo.
I curriculum non bastano per governare una città, il cui clima sembra ora fondarsi sull'incertezza. Succede quando, nell'attesa del Messia («Cercasi Gesù» è un film di Comencini interpretato da Grillo), ci si accorge che anche il Messia genovese è lì, da una vita, che attende se stesso. 
24 giugno 2012 | 11:08