Da Gaza giungono notizie terrificanti di centinai di morti tra la
popolazione civile. Il conflitto che s’è riaperto tra i palestinesi di Gaza e
Israele pare scoraggiare ogni ulteriore tentativo di fermare il conflitto dopo
le illusioni maturate negli ultimi decenni e puntualmente disattese dalle
parti. Che due paesi e due popoli possano convivere in pace in quella parte di
mondo sembra molto improbabile per un lungo lasso di tempo. Che fare dunque
ora, almeno per ridurre il danno, se la pace è lontana? Operare nelle sedi
internazionali affinché le parti
pratichino un cessate il fuoco e che questi diventi duraturo almeno fino
ad una tregua garantita da soggetti terzi; evitare di partecipare al ‘conflitto
mediatico’ prendendo parte per l’uno o per l’altro ( il che non vuol dire
rinunciare a qualsiasi opinione circa il maggiore o minore grado di
responsabilità, ma evitare ogni ostentazione di partigianeria che potrebbe
danneggiare il necessario clima di distensione in vista di un dialogo);
disinnescare ogni focolaio di antisemitismo, una belva poi difficile da domare,
e d’altra parte rigettare ogni forma di equiparazione tra palestinese e
terrorista. Le distinzioni sono fondamentali in un contesto così complicato. Ma
potrebbe anche non bastare per far deporre le armi. Israele oggi è governato da
gente perennemente con il dito sul grilletto e che si sente legittimata da
regolari e libere elezioni; su Gaza impera un’organizzazione di estremisti
islamici che governa con il pugno di ferro e la cui missione – che l’intera
popolazione è costretta a sobbarcarsi – è l’eliminazione di Israele. Convincere
i pistoleri a desistere e Hamas ad abbandonare assurde pretese, non sarà
facile, ma non si vedono altre strade per evitare un bagno di sangue ancor più
terribile di quelli visti fin’ora da quelle parti ( la cupa contabilità dei
morti a partire dall’invasione sovietica dell’Afghanistan fino alla Siria di oggi
sfiora già la decina di milioni, per non parlare poi dei feriti, dei mutilati,
e delle distruzioni immani provocate da quell’intreccio perverso di ragioni
economiche, di potere, di etnia e di religione). Il guaio per noi è che a quel punto
saremo chiamati di necessità a schierarci, e a farci carico di tensioni che non
siamo più in grado di controllare, in un occidente che ha visto la morte delle ideologie
e delle religioni - che davano risposte illusorie ma funzionali per una determinata
epoca -, e che ancora non ha trovato una bussola (un nuovo umanesimo?) per orientarsi.
Il blog dei democratici di Cassina de' Pecchi. Notizie e opinioni dal piccolo e dal grande mondo.
mercoledì 30 luglio 2014
martedì 22 luglio 2014
Scuola di pulizia
Educare ai valori
ed ai diritti della persona
Non
ha fatto un buon servizio alla scuola di orientamento cattolico la suora Dirigente
dell’istituto Sacro Cuore di Trento che, per ”tutelare la moralità dei nostri (= del Sacro Cuore, ndr ) studenti”, non ha rinnovato il contratto a una valida insegnante essendosi lei
rifiutata di smentire la sua omosessualità.
Nonostante i secoli intercorsi, la motivazione
riecheggia le argomentazioni della sorvegliante della fabbrica dove lavorava
Fantine, tra i personaggi principali de I Miserabili di Victor Ugo, quando
viene allontanata dal lavoro dopo essere stata scoperta e svergognata per
essere una ragazza-madre: avrebbe potuto turbare la moralità delle altre
lavoratrici della fabbrica!
La
scuola, pubblica o paritaria che sia, comunque sostenuta da fondi pubblici,
dovrebbe porre l’educazione al pluralismo, alla convivenza tra destini, culture
e religioni diverse al di sopra dell’educazione all’identità religiosa di
appartenenza.
Ad una scuola
pubblica, statale o paritaria che sia, si richiede che educhi ai valori della
legalità e del rispetto della dignità della persona: questo, unitamente al
merito professionale, dovrebbe essere l’unico discrimine.
Le scelte di
comportamento lesive della moralità sono
quelle che vanno contro tali principi. I comportamenti strettamente
confessionali sono stati spesso usati per imbiancare sepolcri: non
dimentichiamo quanto moralismo per decenni ha steso veli bisunti sugli abusi e
la pederastia perpetrati sui minori da più parti.
Non si può
chiedere a cattolici e non di approvare l’omosessualità. A tutti però,
cattolici e non, si deve chiedere di
educare i giovani a operare scelte morali secondo coscienza e di pretendere
dagli adulti scelte professionali secondo il merito, come in qualunque
graduatoria pubblica che si rispetti dove non ti viene richiesto l’orientamento
sessuale, il numero di scarpe, dove vai in vacanza e neanche se sei cattolico o
buddista, ma solo e unicamente se sai fare al meglio il tuo lavoro di docente e
di educatore.
mercoledì 9 luglio 2014
Errani e l'art. 27 della Costituzione
E’ notizia di ieri che il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco
Errani è stato condannato in appello a un anno per aver favorito, nell’ambito
delle sue funzioni, la Cooperativa Terremerse presieduta dal fratello Giovanni.
Lascia un certo sconcerto che in primo grado i giudici l’abbiano assolto. Ci si
chiede: Errani è colpevole o è innocente? Se cioè il suo comportamento nella
vicenda dei finanziamenti alla Terramare sia rimasto nell’ambito del lecito,
come hanno sentenziato i primi giudici, o sia sconfinato nell’illecito come
hanno invece concluso i secondi. In attesa che si pronunci la Cassazione, il
nostro si è dimesso dalla carica di ‘Governatore’, dimostrandosi
galantuomo, ma mettendo in moto una
catena di inviti a rivedere detta decisione provenienti da ogni ambito del suo
partito, il Pd. Renzi stesso si è mosso in suo favore per ricordare il dettato
costituzionale che ‘si è innocenti fino al terzo grado di giudizio’. Ma la
Costituzione non dice affatto così. L’art. 27 recita che ‘l’imputato non è
considerato colpevole sino alla condanna definitiva’. C’è una differenza tra ‘innocente’ e ‘non
colpevole’. Nel primo caso l’imputato, cioè ‘l’accusato in forza di un
provvedimento del giudice che ne dispone il rinvio a giudizio’, secondo i
sostenitori dell’equivalenza può tranquillamente continuare la vita di sempre,
salvo limitati provvedimenti cautelativi validi per brevi periodi e solitamente
inefficaci, e ciò fino a sentenza definitiva, prescrizione o amnistia; nel
secondo caso, la ‘non colpevolezza, crea una sorta di stato di sospensione – né
colpevole né innocente in attesa della pronuncia definitiva – che lo esclude da
determinate funzioni (esempio: paternità, patrimonio, partecipazioni sociali ed
economiche, educazione, e così via). E’come se la società nel dubbio si astenga
momentaneamente e per motivi puramente tecnici (i giudizi richiedono tempo) dal
comminargli sanzioni o dal proscioglierlo definitivamente, ma nel contempo lo
costringe a tenere ‘determinate distanze’ dal corpo sociale. Non si capisce
bene infatti a che cosa servano le sentenze intermedie, se non hanno effetti
sull’imputato. Forse che affidereste le cure di vostro figlio ad un imputato di
pedofilia nell’attesa del 3° grado? Affidereste il vostro portafoglio ad un
ladro sol perché si è pronunciato solo il giudice di 1° grado? Vi fareste
condurre in auto da un autista condannato per ubriachezza al volante in attesa che
si pronunci la Cassazione? I pronunciamenti dei giudici possono essere fallaci,
contraddittori, e anche dannosi. E ciò accade, ma molto meno spesso di quanto si
pensi. Sotto questo aspetto mi trovo a sostenere la ‘responsabilità civile dei giudici’,
con molta cautela, s’intende, e a fronte di fatti gravi documentati. Per il resto
sto con Errani, che si dimette da governatore per potersi meglio difendere in giudizio,
e colgo con fastidio i pronunciamenti di sguaiata solidarietà dei suoi compagni
di partito che hanno più il sapore del richiamo alle ragioni di protezione del ‘gruppo’,
se non di consorteria, proprio quanto più volte rimproverato fin nel recente passato
ad altre forze politiche, che non di un atteggiamento equilibrato e meditato. Così
non si cambia ‘verso’, ma si torna all’antico.
domenica 6 luglio 2014
Proposte per Cassina
Sul Blog di 'Cittadinanza e Cambiamento', e poi su alcune pagine Facebook è stata pubblicata 'Una proposta per Cassina, all'Amministrazione e ai Cassinesi'. Mi pare un contributo da prendere in considerazione, come altri del resto, come la mia risposta/controproposta che qui vi espongo:
La
‘Proposta per Cassina’ pubblicata il 3 luglio dall’associazione ‘Cittadinanza e
Cambiamento’ è uno stimolo per entrare nel merito di punti che il Programma
elettorale della lista vincente ‘Cassina Domani’ ha lasciato nel vago. Ora che
l’Amministrazione dovrà fare scelte e prendere decisioni in merito, i punti
elencati, e altri di cui dirò in seguito, sono ineludibili. Da parte mia ho
un’idea diversa circa le soluzioni prospettate, e mi spiego:
1-Trasparenza
e partecipazione: penso che le Consulte siano utili se rappresentative delle
associazioni che in Cassina operano nella cultura, nel sociale e nello sport, e
quindi fatte di persone ‘competenti sul campo’; partecipazioni a solo titolo di ‘cittadini’ sono dispersive
ed inconcludenti, una sorta di ‘democrazia assembleare’ che non ha mai
funzionato.
2-Urbanistica
e viabilità/1: la strada Padana Superiore è una ferita che il nostro paese è
costretto a ubire per l’insensatezza di amministratori del passato e i cui
effetti, ora, si possono solo attenuare; probabilmente la nuova Cassanese a Sud
alleggerirà il traffico passante per Cassina, potrebbe essere efficace una
migliore sincronizzazione dei semafori, così come una pavimentazione
‘rallentatraffico’; gli incroci
sopraelevati sono di difficile attuazione data la necessità di pendenze,
svincoli e accessi che mal si conciliano con la ristrettezza degli spazi
esistenti; si possono studiare i flussi di traffico post-cassanese ed
individuare sistemi di rotatorie e vie di convogliamento.
3-
Urbanistica e viabilità/2: pensare ad uno scambio di aree Centro tennis-ex
Scuola Elementare di piazza De Gasperi data la situazione
economica-finanziaria, soprattutto nel settore delle costruzioni, non lo
ritengo fattibile, almeno entro tempi ragionevoli; penso invece che sull’area
dismessa della ex Scuola Elementare, ex palazzina dei vigili e villetta
comunale si possa pensare ad un intervento di demolizione e di ricostruzione
parziale con alloggi destinati all’housing sociale, penso anche al Cohousing di
Cernusco con alloggi messi a disposizione a rotazione per giovani. Per il
finanziamento ci sono fondi statali e regionali, nonché bandi europei, la
differenza verrebbe coperta con mutui da pagare con i proventi dell’affitto.
4-Urbanistica/3,
Cascina Bindellera: l’idea di una forma di azionariato pubblico in vista di un
intervento di recupero (ma a che scopo, per contenere che cosa?) della Cascina
Bindellera può essere percorso; da parte mia trovo più agevole la cessione
dell’area a fondazioni, università, enti di ricerca e vari, con convenzioni a
costo simbolico e progetti di utilizzo innovativi, aperti al territorio e
orientati alle attività agricole.
5-Politiche
sociali e giovanili: concordo sulla revisione dell’accordo quadro con la
Parrocchia, ma non sul Tavolo di Osservazione, anche qui come nella ‘consulta
dei cittadini’, questi tavoli non funzionano più, funzionano invece le Consulte
‘per competenza’ e l’approccio di ascolto che vorranno dare gli assessori alla partita.
6-Piccolo
Teatro della Martesana: dopo la fallimentare esperienza del bando propongo di
sperimentare per due anni la gestione diretta comunale mediante un Direttore
artistico qualificato cui si affidi il compito di rendere autosufficiente la
struttura nell’arco di due anni. Non escluderei inoltre utilizzi ,ora
assurdamente esclusi, tipo convegni politici, sindacali, religiosi, aziendali,
condominiali,alla sola condizione che non siano contrari alla legge.
7-Scuole:
Occorre mettere mano al consolidamento ed adeguamento statico previsto dalla
normativa antisismica, e alle opere di miglioramento funzionale resesi necessarie
dall’obsolescenza.
8-Diritti:
come a Milano e in altri comuni, introdurre il Registro delle coppie di fatto e
il Registro del Testamento biologico; prevedere una ‘sala del commiato’ per i
funerali civili.
Ovviamente
si tratta di proposte non esaustive e tutte ancora da approfondire, un semplice
contributo da ‘cittadino partecipe’ della vita di Cassina da oltre trent’anni a
questa parte. In generale, mi aspetto da questa nuova giunta – data sempre la situazione
esistente delle risorse pubbliche – una buona ordinaria amministrazione e qualche
guizzo o idea brillante sui temi che ho elencato.
Marino Contardo
sabato 28 giugno 2014
Il ministro degli Esteri della UE
Come tutti coloro che mi conoscono sanno sono un cosidetto
dalemiano, cioè appartengo a quella corrente mai esistita di “seguaci di
D’Alema”.
Per questo so che mi spetta “di diritto” una serie di
insulti che vi prego di non ripetere perché li conosco già.
Ma non sarei io se non dicessi che l’eventuale nomina del
Ministro Mogherini a ministro degli esteri europeo, mi sembra una “cazzata”
Non per un giudizio od un pregiudizio su di lei, che non
conosco, ma perché il rischio mi sembra che sia lo stesso che si è corso e
verificato quando venne votata a Ministro degli esteri europee l’attuale
titolare del posto ( che non mi sforzo nemmeno di sapere come si chiama).
Quando la ministra inglese attuale titolare degli esteri
europei venne nominata, tutti ( ma proprio tutti gli opinionisti ) dissero che
nominare una persona sicuramente brava ( si dice sempre così) ma con poca
esperienza politica estera significava nei fatti riconoscere che la politica
estera dell’Europa non esiste ( come è stato ampiamente dimostrato).
Mi sembra si stia ripetendo lo stesso errore…D’Alema in
primis, ma anche la Bonino e magari Enrico Letta forse ( e sottolineo il forse)
sarebbero più autorevoli.
Ma probabilmente mi sbaglio….giudicherà il tempo che è sempre
( per sua natura) galantuomo.
Roberto Bertolotti
lunedì 23 giugno 2014
A proposito del quotidiano l'Unità
Grillo, in relazione alla liquidazione del quotidiano l’Unità, s’è
lasciato andare, come a lui solito, a commenti sprezzanti, senza pensare che
dietro il tramonto di questo giornale c’è un passato glorioso, di sostegno, fin
dalla nascita, alle lotte dei lavoratori
per un giusto salario e per una degna condizione di lavoro, per la giustizia
sociale e per i diritti, per la democrazia e le libertà fin dal nascente
fascismo. Tuttavia una riflessione occorre fare, al di là degli insulti e degli
anatemi. Oggi l’Unità è un giornale al tramonto, vive solo di sovvenzioni
pubbliche, vende giornalmente poco più di 20.000 copie delle 60.000 che stampa
( e 40.000 finiscono regolarmente al macero, record assoluto nella carta
stampata con il 65% a fronte di una media del 27%, e ciò in barba a qualsiasi
discorso di spreco/risparmio), ed è ridotto ormai a una flebile testimonianza per
pochi irriducibili. La domanda che si pone è: è giusto tenere in vita con soldi
pubblici una testata sì gloriosa ma ormai irrilevante nel panorama dell’informazione
della carta stampata? E’ giusto soddisfare la nostalgia di pochi affezionati lettori
con migliaia e migliaia di euro (il dato preciso si può avere sommando i contributi ai giornali
di ‘partito’ con quelli alla carta stampata) a spese dello stato? Stesso discorso
vale per altri quotidiani finanziati dalle casse statali (Il Foglio, per esempio).
Non sarebbe meglio prendere atto che data la situazione ogni accanimento terapeutico
sarà vano, e inutilmente costoso, e valutare di trasferire la testata sul Web?
P.S. Sarebbe interessante sentire le voci anche di altri che non siano Alfio,
Franca e Anonimo, c’è ancora troppa reticenza su questo blog su certi argomenti,
come ad attendere ancora ‘posizioni ufficiali’: beh, queste non verranno più, a
rassicurare come un tempo.
martedì 17 giugno 2014
I "salti" dei grillini
Sono lontani i tempi in cui Beppe Grillo tuonava «Pdl e Pdmenoelle pari sono. Non c'è alcuna possibilità per me di allearmi né con uno, né con l'altro». È anche vero che allora il dibattito era sulla fiducia. Ma sembra passato un secolo (e invece era solo il 20 febbraio scorso) anche da quando sul blog del comico ligure comparve il post «Fuoco amico» in cui si mettevano all’indice i quattro senatori, poi espulsi, Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Luis Alberto Orellana colpevoli di aver manifestato «perplessità circa il metodo usato da Grillo nel corso del confronto in streaming con un certo Renzi».
L'APERTURA AL «CARO PRESIDENTE». Oggi, invece, il film è cambiato. Il M5s prima incontra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e poi chiede un confronto al premier Matteo Renzi sulla legge elettorale. Per non parlare dei toni soft che stanno soppiantando le urla e l’uso più moderato delle parole. E così il segretario dem da «ebetino» è diventato «caro presidente».
Ce n’è abbastanza per parlare di un cambio di linea politica e comunicativa. Rimane da capire cosa si nasconda dietro questo nuovo corso. Il politologo Gianfranco Pasquino non si scompone: «È semplice», dice a Lettera43.it, «nel Movimento stanno diventando realisti. D’altra parte su molte questioni i grillini dicevano cose sbagliate. La loro era un’operazione propagandistica urlata, senza alcuna possibilità di diventare realtà». (continua)
Ce n’è abbastanza per parlare di un cambio di linea politica e comunicativa. Rimane da capire cosa si nasconda dietro questo nuovo corso. Il politologo Gianfranco Pasquino non si scompone: «È semplice», dice a Lettera43.it, «nel Movimento stanno diventando realisti. D’altra parte su molte questioni i grillini dicevano cose sbagliate. La loro era un’operazione propagandistica urlata, senza alcuna possibilità di diventare realtà». (continua)
mercoledì 4 giugno 2014
Gli schiavi del XXI Secolo. Succede a Cassina de' Pecchi
Il racconto sarebbe ancora lungo, dettagliato e drammatico. Mi fermo qui. In questo momento tutto è nelle meni del sindacato, che ha portato il caso davanti alla Prefettura di Milano, nel tentativo di chiudere una vertenza difficile. Mentre ascoltavo basito le parole di quei ragazzi che ho conosciuto Venerdi scorso in Via Galilei, un brivido mi ha attraversato la schiena: ho pensato a quante storie simili ancora possono essere raccontate, a quanti schiavi del ventunesimo secolo esistono ancora a nostra insaputa. Ripartire dal lavoro, come noi diciamo, significa anche spezzare questo sistema ingiusto e spietato, significa portare a galla situazioni, denunciarle, spendersi per provare a fare qualcosa.
Le angoscianti storie ascoltate non moriranno nel dimenticatoio della politica, su questo mi spendo in prima persona. Terremmo gli occhi aperti e vigileremo, intervenendo, per quanto ci sarà possibile. Nella consapevolezza che quei lavoratori, come altri, a Cassina de’ Pecchi, non saranno mai lasciati soli. Non da noi.
giovedì 29 maggio 2014
Ripartire con la scuola
Molto è cambiato nella
scuola come nella società, nell’educazione e nelle intelligenze dei
bambini dall’istituzione della scuola media unica ( Legge 31 dicembre 1962,
n. 1859), cioè dall’ultima
importante riforma che ha interessato il
mondo della scuola nei suoi attori protagonisti. Successivamente alunni,
insegnanti, genitori, personale non docente sono diventati in grado di far sentire la loro voce negli
organismi collegiali di gestione degli istituti scolastici con i cosiddetti provvedimenti
delegati, emanati tra il 1973 e il 1974, che hanno istituito gli organi collegiali della scuola, oltre
ai distretti scolastici, all’Istituto
nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione e all'Agenzia
nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica. Sono stati garantiti
allora il diritto di assemblea, la libertà di insegnamento e le libertà sindacali per tutto il personale
della scuola.
Moltissime cose
sono cambiate eppure le idee di
riferimento, sono ancora quelle, valide allora come ora:
Ø la concezione dell’educazione come diritto-dovere della famiglia di impegnarsi, insieme agli insegnanti, perché libertà e responsabilità siano alla base della crescita della persona;
Ø la volontà di operare per il rispetto e la valorizzazione del prestigio sociale e dell’orgoglio professionale di docenti preparati e aggiornati;
Ø la disponibilità a partecipare per favorire un ambiente scolastico aperto e inclusivo, il più possibile simile alla realtà sociale, in grado di far maturare e rendere gradualmente autonome e adulte le personalità di bambini, preadolescenti e adolescenti;
Ø infine il coraggio di concepire e difendere una scuola che non abbia timore di essere valutata, che regga il confronto e abbia qualcosa da insegnare nel consesso internazionale.
Grazie ad alcuni insegnanti e a molti ragazzi ci sono ancora delle oasi felici. E’ venuto forse il momento di raccogliere questi stimoli e tornare a fare della scuola il laboratorio della cultura e il cantiere della società in grado di aprire orizzonti, di ridare speranze e preparare un domani migliore ai giovani portatori di futuro.
Ø la concezione dell’educazione come diritto-dovere della famiglia di impegnarsi, insieme agli insegnanti, perché libertà e responsabilità siano alla base della crescita della persona;
Ø la volontà di operare per il rispetto e la valorizzazione del prestigio sociale e dell’orgoglio professionale di docenti preparati e aggiornati;
Ø la disponibilità a partecipare per favorire un ambiente scolastico aperto e inclusivo, il più possibile simile alla realtà sociale, in grado di far maturare e rendere gradualmente autonome e adulte le personalità di bambini, preadolescenti e adolescenti;
Ø infine il coraggio di concepire e difendere una scuola che non abbia timore di essere valutata, che regga il confronto e abbia qualcosa da insegnare nel consesso internazionale.
La politica
scolastica non può oggi essere utilizzata come terreno di scontro tra destra e
sinistra o venire cavalcata per fini di parte. Sarebbe anacronistico, non tanto perché destra e sinistra si dice
siano termini ormai svuotati di significato, ma perché tutti hanno contribuito al degrado attuale
attivamente o per distrazione e disinteresse.
La politica scolastica, intesa come scelte e
orientamenti in grado di influire sui destini della scuola, deve però tornare ad occupare
con forza ed efficacia il dibattito
pubblico interno ed esterno alle scuole. Solo così si può pensare di superare la demotivazione, il “tiriamo
a campare” che decenni di retromarcia sotto i colpi dei tagli sull’istruzione
hanno prodotto, distruggendo quanto era
stato faticosamente costruito.
Grazie ad alcuni insegnanti e a molti ragazzi ci sono ancora delle oasi felici. E’ venuto forse il momento di raccogliere questi stimoli e tornare a fare della scuola il laboratorio della cultura e il cantiere della società in grado di aprire orizzonti, di ridare speranze e preparare un domani migliore ai giovani portatori di futuro.
29
maggio 2014, Franca Marchesi
lunedì 26 maggio 2014
Elezioni comunali 2014 - Risultati
![]() |
| Massimo Mandelli il nuovo sindaco di Cassina de' Pecchi |
AFFLUENZA PROVINCIA DI MILANO: 71,54% Percentuale votanti: 71,62
MANDELLI MASSIMO IVAN
44,78%| Partito | n° voti | % voti | seggi | |
|---|---|---|---|---|
LISTA CIVICA - CASSINA DOMANI | 3.180 | 44,78 | 11 |
MAGGIO ANDREA
27,24%| Partito | n° voti | % voti | seggi | |
|---|---|---|---|---|
CEN-DES(CONTR.UFF.) - FI-NCD-L.NORD-BASTA €-CIVICA | 1.935 | 27,24 | 3 |
ATTANASIO MAURIZIO
19,12%| Partito | n° voti | % voti | seggi | |
|---|---|---|---|---|
LISTA CIVICA - CASSINA-S.AGATA | 1.358 | 19,12 | 2 |
PAGANI PAOLO DANILO VINCENZO MARIA
8,84%| Partito | n° voti | % voti | seggi | |
|---|---|---|---|---|
LISTA CIVICA - CASSINA IN COMUNE | 628 | 8,84 | - |
Elezioni europee
Urlare non sempre rende. La gente è scappata a gambe levate. Ha saltato come un grillo... e ha votato per una democrazia decidente. Forza Pd!
AFFLUENZA 58,69% | SCRUTINO 61592 ENTI SU 61592
|
|
PARTITO DEMOCRATICO (S&D)
|
11.172.861
|
40,81
|
|
|
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT (-)
|
5.792.865
|
21,16
|
|
|
FORZA ITALIA (PPE)
|
4.605.331
|
16,82
|
|
|
LEGA NORD-DIE FREIHEITLICHEN-BASTA €URO(EFD)
|
1.686.556
|
6,16
|
|
|
NUOVO CENTRO DESTRA - UDC (PPE)
|
1.199.703
|
4,38
|
|
|
L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS (EUL/NGL)
|
1.103.203
|
4,03
|
|
|
FRATELLI D'ITALIA - ALLEANZA NAZIONALE (-)
|
1.004.037
|
3,66
|
|
|
VERDI EUROPEI-GREEN ITALIA (GREENS/EFA)
|
245.443
|
0,89
|
|
|
SCELTA EUROPEA (ALDE)
|
196.157
|
0,71
|
|
|
ITALIA DEI VALORI (ALDE)
|
179.693
|
0,65
|
|
|
SVP (PPE)
|
137.448
|
0,5
|
|
|
IO CAMBIO - MAIE (EFD)
|
48.450
|
0,17
|
sabato 24 maggio 2014
Corse clandestine europee
Si è corsa ieri all’Ippodromo di Loreal una delle ultime corse clandestine di preparazione al Grand Prix d’Europa di domenica prossima. I vostri inviati sono riusciti, con fatica, ad accedere direttamente alla tribuna stampa e hanno potuto assistere alla gara da un’ottima posizione, grazie anche all’ausilio degli splendidi monitor hi-def in dotazione all’ippodromo.
Lo stadio, va detto subito, era riempito solo per metà: dei 100.000 posti a disposizione nel prestigioso impianto solo 55.000 erano occupati. E tra questi spettatori ben 14.000 sono entrati all’ippodromo senza sapere bene per chi tifare.
La corsa si è fatta, giro dopo giro, sempre più avvincente con due sfide a polarizzare i commenti del dopogara: quella in testa tra Fan Idòle e Igor Brick e quella per il quarto posto tra Groom de Bootz e Ipson de Scipiòn.
Andiamo con la cronaca. Fan Idòle è magistralmente guidato dal brillante Fan Faròn e, nonostante qualche problemino sul finale, chiude al primo posto: il suo tempo di 32,9” è buono ma è di quasi due secondi inferiore a quello di sette giorni fa. È comunque sufficiente per rintuzzare l’ultimo assalto di Igor Brick che compie un ultimo giro da record e finisce il miglio in 28,2” (+2″ rispetto alla scorsa settimana). Gli allenatori di Fan Idòle iniziano ad essere preoccupati. Sono tre i fattori che hanno messo in allarme la società di Place de le Nazaren: le piste che ospitano gli allenamenti del loro fantino sono pericolosamente semi-vuote, il cavallo pare in leggero calo fisico e i tifosi non si sono affezionati al successore di Pier le Smacchiateur. Il rischio flop, insomma, è dietro l’angolo.
Situazione opposta rispetto a quella di Igor Brick che corre sull’entusiasmo dei tifosi e si dimostra capace di creare il vuoto alle sue spalle. L’anziano Varenne perde ancora terreno e chiude con uno scialbo 17,6”. A Château de Boscòn il fantino Burlesque cerca di incoraggiare il suo cavallo, ma la parabola discendente sembra ormai inevitabile.
Il quarto posto finisce al nordico Groom de Bootz che in un ultimo giro al cardiopalma riesce a superare il filo governativo Ipson de Scipiòn. Il cavallo in paraocchi verdi chiude in 6″ netti, un solo decimo in più del centralissimo purosangue siciliano.
Fuori dal riparto dei sacchi di biada ci sono Frerès Tricolòr (3,6”) e General de Etomatpoulòs(3,1”), mentre arriva al traguardo a impianto ormai chiuso il simpatico belga alla guida diPetit Jean/Ipson de Boccòn (1,5”).
giovedì 22 maggio 2014
Molto bene i parchi, ma ... e la viabilità?
![]() |
| Un'immagine della BreBeMi |
Tuttavia occorrerà preventivamente provvedere ad una regolare manutenzione dei parchi esistenti; per quanto concerne le attrezzature, due esempi: il Parco giochi bimbi in via
Andromeda e quello di Via Milano, ma soprattutto per quanto riguarda le piante e
gli arbusti esistenti ( nei due parchi
prospicienti Via Andromeda fanno brutta mostra di sé piante morte, rami spezzati
a terra da anni o sospesi , appoggiati al tronco morto che rischiano di cadere ad ogni momento, rami
di piante vive cresciuti a dismisura piegati fino a terra ) oltre,
naturalmente, a provvedere al periodico taglio dell’erba, regolare però, non random.
Quindi, innanzitutto
manutenzione.
Ma vorrei richiamare l’attenzione dei futuri amministratori circa la necessità di studiare, per tempo, il
modo di deviare il più possibile il traffico di provenienza BreBeMi
e TEEM, che con l’uscita di Gessate scarica il traffico sulla ex SS 11 e con l’uscita di Pessano scarica il traffico sulla Provinciale che
attraversa Pessano e Bussero , e convoglieranno entrambi sulla viabilità ordinaria di Cassina
de’Pecchi volumi di traffico si teme superiori
a quelli attuali.
Per quanto concerne
l’uscita di Pessano la situazione dovrà essere discussa e studiata con le
amministrazioni di Bussero e Pessano; per quanto concerne l’uscita di Gessate il
traffico dovrebbe essere indotto ad
immettersi nella Cerca, da rinforzare adeguatamente, per poi immettersi sulla strada a scorrimento veloce nuova Cassanese,
realizzando un’opportuna segnaletica sul sovrappasso della ex SS 11 laddove
supera la Cerca stessa ed opere stradali per ostacolare l’immissione dei
veicoli nella ex SS 11 in direzione Cassina.
Abbiamo combattuto ed
abbattuto uno scriteriato PT che pretendeva di realizzare un tunnel
irrealizzabile tecnicamente, economicamente ed urbanisticamente, ma occorre
impostare, da subito, soluzioni alternative per ovviare al problema di
attraversamento del nostro paese in direzione Est-Ovest e Nord-Sud da parte
degli autoveicoli.
Luigi Ubertis Bocca
Iscriviti a:
Post (Atom)






