venerdì 10 agosto 2012

Due domande “politiche” al Sindaco

Debbo dire che la cosa che politicamente mi ha colpito di più in negativo nella presentazione del pgt da parte del Sindaco lunedì scorso  è stata  una frase che più o meno diceva così:

“ i miei predecessori hanno lavorato su piani regolatori minimali, io ho voluto dare un’idea di come vorrei che Cassina diventasse ecc.ecc”. Incredibile!!!
 Vuole passare alla storia, secondo me non passerà alla storia e nemmeno alla geografia

Come facilmente verrà dimostrato e come sembra essere convinto anche D’Amico ( “magari sarà realizzato l’ 1%”....) le opere pubbliche presenti nel piano non saranno mai realizzate perché non ci sono le risorse, né a domanda specifica su questo D’Amico ha saputo chiaramente indicarle. 

Mi chiedo a questo punto qual è il ruolo di un Sindaco?

Quello di parlare con onestà e chiarezza ai cittadini chiamandoli a decidere su priorità e forme di finanziamento di opere pubbliche necessarie oppure quello di presentare “ Mirabilandia”?
L’aver frequentato Berlusconi e l’essere un parlamentare della Lega evidentemente lo hanno fortemente influenzato. Se Berlusconi, “cacciando palle” ed i vari Bossi di turno sono stati sulla cresta dell’onda per venti anni parlando di improbabili  “secessioni” della inesistente padania, perché non può provarci lui a rivincere le elezioni presentando un libro dei “ suoi” ( e peraltro solo suoi) sogni?

Probabilmente qualche cittadino ci crederà e quando non si farà nulla D’Amico potrà citare Berlusconi e dire: “avevo grandi idee, ma non mi hanno lasciato lavorare”

La seconda domanda è ancora più “politica”. Fra pochi mesi prenderà finalmente il via la cosidetta “città metropolitana”: Ha quindi senso lavorare su un pgt ed un piano del traffico ( l’ennesimo….) che prescinde dalle realtà dei paesi circostanti?
Ma un politico non dovrebbe anticipare i tempi discutendo con gli altri Sindaci in un’ottica di sinergia e di collaborazione? Che senso ha, per esempio, ipotizzare ( anzi far credere) che a Cassina nascerà un teatro da 500 posti, quando è in fase avanzata di costruzione un teatro da 400 posti a Bussero ed a Gorgonzola ed a Cernusco ne esistono altri due di capienza uguale o maggiore?

Ma è chiaro che  chi parla di padania o colpevolmente sa di prendere in giro la gente oppure veramente non sa di cosa parla!

Abbiamo un compito, demolire le farneticazioni e riportare il dibattito sulle cose realmente da fare.
Roberto

sabato 4 agosto 2012

Il pgt di Cassina de’ Pecchi.


La proposta presentata dalla giunta D’Amico ha un solo merito:mette la parola fine alle balle spaziali circolate in paese ed alimentate anche dal centro destra, relative al cosiddetto consumo di suolo ed alla presunta “cementificazione” avvenute durante le giunte di centro sinistra

·         per realizzare opere pubbliche occorre incassare oneri di urbanizzazione  e quindi costruire ( oppure fare mutui gravando sulla spesa corrente).
·         a Cassina non esistono aree “dismesse” di proprietà pubblica su cui realizzare opere pubbliche, e nemmeno aree private dismesse (tipo quelle presenti a Sesto o a Melzo) quindi il “non consumo di suolo” equivale solo ad uno slogan. In verità di aree dismesse parzialmente  o totalmente, non inserite nel piano regolatore vigente, ce ne sono due ( ex GTE e centro tennis) , che però hanno vincoli o industriale o sportivo e quindi il privato non può fare nulla di diverso, oppure aree inserite nella zona industriale, ma anche qui “vincolate”
·          
Allora cosa si inventa il nostro amato Sindaco?
Abbattiamo la quasi totalità degli edifici pubblici, costruiamoli altrove, magari realizzando dei poli ( sportivo, scolastico ecc. ecc.) e sulle aree a quel punto libere ( e pubbliche) facciamo costruire ai privati, che con gli oneri di urbanizzazione potranno realizzare le opere pubbliche, senza costi per il Comune  ecc. ecc.?
E allora vediamo  di capire questo ecc. ecc., e per rendere più chiaro il discorso “personalizziamolo”.

QUELLA GRAN CULO DI CENERENTOLA (da pretty woman)


Neanche lei ce l’avrebbe fatta a trovare un imprenditore…

… il piano del territorio di Cassina prevede che un operatore privato costruisca un’opera pubblica ( campo di calcio o piscina o bocciodromo o nuovo comune, o plessi scolastici….persino gli orti urbani) e poi una volta completata ( 1, 2, 3 anni) demolisca la vecchia struttura, e poi realizzi abitazioni da vendere ai privati, il tutto senza che il Comune sborsi un euro  tutto a totale rischio del privato. O la contropartita ( costruzioni di case) è enorme o nessuno farà mai un’operazione del genere. Ma poi che senso ha abbattere quello che funziona?
O si sono bevuti il cervello o l’idea è un’altra…..pura propaganda per le elezioni. Le promesse di milioni di posti di lavoro e “tutti ricchi come me” non appartengono solo a Berlusconi.  
Roberto

venerdì 3 agosto 2012

Il Sindaco di Cassina ed il Sindaco di Parma


Appartengono a due forze politiche diverse, non credo si siano mai conosciuti né immagino si conosceranno mai.
Eppure hanno qualcosa in comune: l’innata natura a raccontare balle e fare promesse elettorali che mai si realizzeranno.
Il Sindaco di Cassina ha promesso in campagna elettorale la realizzazione di un  tunnel, il secondo riduzione ( non applicazione) IMU e sospensione lavori di realizzazione di un inceneritore.
Il tunnel non c’è, né ci sarà mai, per l’Imu andate a leggervi le aliquote di Parma, per l’inceneritore….visto che i lavori finiscono entro l’anno ci saremmo aspettati uno “stop” invece no.
È ora che chi si candida a governare dica con onestà cosa è in grado di fare e non racconti balle-
Ed è ora che la gente si ricordi delle balle

Roberto

venerdì 27 luglio 2012

Presidio Jabil

Chissà dov'era il nostro Sindaco mentre i cittadini lottavano per un diritto universale: IL LAVORO!!!!! ....forse stava facendo il plastico del piano regolatore.......



martedì 24 luglio 2012

Distruggere e ricostruire!

Ieri sera è stato presentato alla Commissione Urbanistica il Piano di Governo del Territorio di D'Amico e della sua giunta di centrodestra: opere pubbliche per CENTOMILIONIDIEURO e 3.500 residenti in più. La maggior parte degli edifici pubblici verranno abbattuti e trasformati in abitazioni. Molte aree agricole saranno trasformate. Ma i conti non tornano.

Leggi l'articolo sul sito del Progetto Cassina-Sant'Agata

Mi sa che nei prossimi mesi ci aspetta un grande lavoro, anzi tutti i cittadini di Cassina dovranno mettersi al lavoro per evitare che il loro paese venga cambiato per sempre.

sabato 21 luglio 2012

Impariamo!!!


La pupa e il secchione


Il suggeritore di Santanchè

È Rondolino, ex spin doctor di D'Alema.

di Marianna Venturini

C’è un filo sottile che unisce Massimo D’Alema a Daniela Santanché. E quel collegamento porta il nome di Fabrizio Rondolino.
L’ex responsabile della comunicazione del lider Maximo ai tempi di Palazzo Chigi è diventato uno dei consulenti della signora del Popolo della libertà (Pdl) e segue passo passo le sue scelte.
Quando ancora nel Pdl si pensava alla primarie e alle successive elezioni politiche, la signora Garnero non aveva perso tempo. E aveva scelto per sé e la sua comunicazione proprio Rondolino.
L’ex dalemiano ora editorialista delGiornale non è nuovo ai cambi di rotta improvvisi e il sodalizio con Santanché è solo l’ultimo di una lunga serie di riposizionamenti.
UNO DEI LOTHAR DI D’ALEMA. Il giornalista era uno dei mitologici «Lothar dalemiani», un gruppo composto da Marco Minniti, Nicola Rossi, Claudio Velardi, Nicola Latorre e, appunto, Rondolino, accomunati dalla vicinanza politica al leader dei Dermocratici di sinistra.
Cronista dell’Unità e della Stampa e portavoce e ghost writer del D’Alema ai tempi in cui era il presidente del Consiglio, nel 2006 non si è fatto mancare anche una sua candidatura nelle liste dei Radicali, in una posizione riempitiva che non gli avrebbe mai garantito l’elezione.
Come ultima svolta è diventato il consulente della pasionaria berlusconiana per eccellenza. […]
 Cos'altro aggiungere? Che Rondolino non può andare lontano dal format che ha inventato per la TV: "la pupa e il secchione". Dicevano gli impressionisti che solo  dopo i loro quadri il cielo della Provenza ha cominciato a prendere quelle coloriture. Che, insomma, era l'arte a imitare la vita e non viceversa. E così Rondolino, dopo aver inventato un genere lo copia, mima  nella vita ciò che si era immaginato, con molti presagi evidentemente. È proprio vero che si è destinati a  diventare  ciò che si è.

venerdì 20 luglio 2012

Il Capo dei Capi

Insomma, avevamo il Grande Vecchio davanti a noi tutti i giorni e non lo vedevamo, ma è Lui il Capo dei Capi: Giorgio Napolitano! Vero Di Pietro-Padellaro-Travaglio? Io ho letteralmente paura dei puri e duri, so di quali scelleratezze sono capaci coloro che occupano manu militari il concetto, l'idea e il partito del Bene, coloro che vogliono suggerire al Papa non solo come si fa il Papa ma anche come si interpreta il cattolicesimo.

mercoledì 18 luglio 2012

Casini e il clientelismo in Sicilia

Impressionante sentire Casini (oggi al Tg3 delle 19:00) tuonare contro il clientelismo nella Regione Sicilia. Come se per anni non avesse sostenuto Totò vasa-vasa (Cuffaro). Ma in effetti Casini non ha appoggiato per 7 anni Cuffaro, è stato vero piuttosto il contrario perché senza i voti di Cuffaro Casini sarebbe politicamente scomparso. E poi è noto che  Cuffaro, fin da da quando ha iniziato la sua attività politica - quand'era ancora medico al distretto militare e passava i suoi giorni a soppesare gli attributi dei giovani di leva-,  si sosteneva politicamente grazie al favore elettorale di opinionisti neutrali, filologi romanzi, sociologi urbani, filosofi medievali, bizantinisti e altri disinteressati elettori. Disinteressatissimi elettori, per nulla clientes... Ma Casini ci fa o ci è?
Ora, io capisco che la strategia delle alleanze del PD a volte si presenta come una strettoia che avrebbe fatto letteralmente impazzire l'asino di Buridano. Da una parte il mucchietto di fieno della sinistra delirante e immaginaria (cui si è aggiunto il demagogo DI Pietro) e dall'altra la caccia all'elettore moderato, cioè di Casini. Ma Casini, verso cui pure nell'ultimo periodo mi accade di trovarmi sempre più d'accordo, è proprio nel nostro destino elettorale? Ecco quando la politica ti fa perdere il senno, quando sai che la scelta signorile (intesa come autonomia, signoria del volere) ti è negata e devi mangiare mucchi di paglia che vorresti evitare...

lunedì 16 luglio 2012

Non siamo obbligati a farci del bene, ma serve farci del male?

Come prevedevo la sinistra perde il pelo ma non il vizio.
Da anni le varie Concia ecc.ecc. si scontrano con i vari Fioroni ecc.ecc. sulla questione delle coppie di fatto.
Una li vorrebbe prevedendo i matrimoni gay e pure (magari) la possibilità di adozione dei bambini, l’altro non vorrebbe neppure il riconoscimento delle coppie di fatto.

La prima non si rende conto che – ammesso e non concesso – che molti fossero d’accordo con lei, il riconoscimento delle coppie di fatto è il primo passo di una lunga strada, il secondo non si rende conto che ( quasi ) tutti i cattolici che siedono in Parlamento hanno formato coppie di fatto ( qundo la Sacra Rota non ha annullato i matrimoni) ed hanno esteso le tutele per i compagni e le compagne che inizialmente erano riservati solo a mariti e mogli.

Con un po’ di buonsenso si potrebbe trovare un accordo “ sui dati di fatto”, ma si preferisce non trovare un’intesa minima. C’è evidentemente qualcuno che senza uno dei “due estremi” perderebbe consenso….. Lasciassero il consenso e si facessero guidare dal “ buon senso”.

Roberto 

Il Parlamento, la politica e gli italiani


Pubblico un intervento  non proprio da blog. È una lunga meditazione su come viene percepita, o è stata percepita nel passato, l'istituzione parlamentare nel nostro Paese e sul  rapporto che s'è stabilito tra essa e l'opinione comune dei connazionali. Spero che il periodo di ferie estive e il conseguente maggior tempo libero propizi la lettura di questa "articolessa". 

L'istituzione  parlamentare  non ha mai suscitato grandi entusiasmi nel nostro Paese. Cosa mai si può concludere in un luogo dove  si parla? In un Paese  individualista, vitalista, anarchico, in cui  si dice che “le parole sono femmine  e i fatti  sono  maschi”  ̶  e  i numeri delle partite IVA deliziano molto più delle parole scritte  e incartate in quegli involucri sconosciuti ai più che sono i libri  ̶ , il Parlamento inevitabilmente è stato visto come  il luogo in cui  si disputano insensate logomachie (guerra di parole), dove si celebrano incomprensibili rituali e s'attorcigliano bizantinismi procedurali. Che la democrazia  rappresentativa  sia questo: una formalizzazione, una ritualizzazione  e una miniaturizzazione del grande gioco sociale, agli italiani è sembrato per lungo tempo una bizzarria anglosassone, come il pudding o il cricket. Che si potessero rappresentare le lotte sociali e la stessa vita nazionale in un luogo ristretto, in una cavea da teatro greco, con attori deputati disposti a Centro, a Destra e a Sinistra, è sembrato  ai nostri connazionali una stranezza di quei francesi della Convenzione  ancora irretiti dalla teatralità maestosa   del grand  siècle.
Del resto in Italia  il costituzionalismo venne  benevolmente  octroyé, concesso dai, più che strappato ai,  re, e il parlamentarismo si instaurò  come  una tacita prassi, tant'è  che di fronte  alle prime crisi (atmosfera morale e politica dalla quale non sembra siamo mai usciti) si urlò presto Torniamo allo Statuto!,  quella carta costituzionale  che  non prevedeva un controllo  delle  Camere  sugli atti  del Governo.  L'Istituzione subì  in seguito l'assalto mortale  di chi già voleva trasformarla in un bivacco di manipoli e, in seguito, la carica dileggiatrice e devastante del qualunquismo e delle maggioranze silenziose, eventi   che mostravano in chiaro agli italiani  certi  loro oscuri e tenaci  pensieri sulla politica e i politici.

martedì 10 luglio 2012

Cassina De' Pecchi ha il suo Martire

Sfogliando la Gazzetta della Martesana di questa settimana ho compreso che anche Cassina De' Pecchi ha il suo Martire : il Consigliere Patella di Cittadinanza e Cambiamento, grande sostenitore di concetti quali trasparenza e partecipazione. Leggendo però l'articolo mi è sorto un dubbio: forse il Consigliere non ha ben chiaro il significato di trasparenza e partecipazione. La trasparenza è poter vedere attraverso le cose e applicare questa visione nel tessuto sociale con L'APERTURA, LA COMUNICAZIONE, LA RESPONSABILITA'. Tre aspetti che non ho percepito nell'intervento del  Sig. Patella durante l'ultimo Consiglio Comunale. Ho percepito, invece, un continuo rimescolamento di fatti e responsabilità, l'uso articolato di parole che, a mio avviso, favoriscono costantemente il PDL e la Lega.
Vorrei chiedere, come cittadino cassinese,  al Sig. Patella dov'è stato negl'ultimi dieci anni? Non faceva parte di quella giunta che tanto accusa?
Il ruolo di Martire è oramai inflazionato, bisogna Cambiare!




lunedì 2 luglio 2012

Calcio e politica


 In questi giorni si è tentato di paragonare le “vittorie” calcistiche con le “vittorie” politiche.
Da qui l’accostamento dei due famosi Mario ed il loro destino parallelo.
Facevano vincere l’Italia.
Ieri sera è andata come è andata, dimostrando che il pallone è rotondo.
In politica invece la disfida non dura 90 minuti  ed eventuali supplementari.
Le cose serie in politica chiedono e debbono avere tempi lunghi, per questo mi auguro che l’altro Mario, quello più vecchio continui a vincere…e tenga sempre fuori rosa Silvio.

Roberto

Sindrome di Tafazzi

Perché "godiamo" nel farci del male da soli?
Perchè la sinistra radicale non sa  far altro che restare opposizione per tutta la vita e continuare a dire semplici no al posto di difficili sì mediati?
Io, di sinistra, sono stufa di associarmi a partiti che, per motivi di bottega, non riescono a rinnovarsi nè a rendersi conto che, nel periodo difficile e complicato che stiamo vivendo,  le loro semplicistiche proposte non sono sufficienti.
Lo vogliamo capire che con questo atteggiamento si rischia di regalare ancora una volta il nostro Paese a degli incompetenti di destra o a dei populisti? 
Io voglio un Italia sanata e in Europa. Sono stufa dei sermoni culturali di Vendola e delle offese gratuite di Di Pietro spesso nei confronti del PD, un di Pietro che però poi pretende di unirsi al Partito Democratico in un futuro governo.
Entrambi i partiti hanno per ora una situazione di comodo: Sel è fuori dal Parlamento, IDV , in Parlamento, è all'opposizione da dove offende tutto e tutti (soprattutto Il Presidente della Repubblica). Vuole avvicinarsi a Grillo imitandolo? Allora non chieda al PD di cercarlo.
La scelta del Partito democratico è stata difficile e molti elettori non l'hanno capita. Ma dal cittadino me lo posso aspettare in quanto non  tutti sono preparati politicamente e le idee se le fanno guardando soprattutto le loro tasche o dei telegiornali incompleti e di parte.
Ripeto la scelta del PD di pensare prima all'Italia invece che alla  propria vittoria elettorale dovrebbe essere premiata. Invece non viene capita.
In ogni caso se si andava alle elezioni e la "foto di Vasto" veniva applicata forse saremmo già in crisi come governo. Infatti questa è la mia preoccupazione nei confronti di Vendola e Di Pietro.
Mi ricordo ancora Rifondazione che, al Governo con Prodi, scendeva contemporaneamente nelle piazze contro Prodi.
Questo déjà vu non lo vorrei rivedere.
Purtroppo i numeri all'inglese o all'americana il PD non li ha per vincere le elezioni  in solitario.
Fin quando il cittadino continuerà a non capire, votando Grillo e i suoi programmi utopici,  fin quando SEL e IDV continueranno a cercare consensi "di pancia", l'uscita dal guado sarà sempre più difficile, così come la vittoria del centro sinistra.
Ricordiamoci che il programma del Partito Democratico non è quello che sta applicando Monti e, vincendo le elezioni del 2013, le storture di alcune leggi approvate, saranno  modificate, come promesso.
Per chi non fosse informato, le giuste modifiche fatte nelle riforme, le dobbiamo al PD. Ma questo  "piccolo particolare" non viene enfatizzato dai "media".
Quindi  il cittadino che voterà chi urla, chi dice semplici no, o si asterrà, poi non avrà diritto di lamentarsi. 
Antonietta 

domenica 1 luglio 2012

Il congresso della Lega


Tra i cartelli ce n'è uno che dice "ITALIA DI MERDA  SECESSIONE".
I lavori del congresso, presieduto oggi dal governatore del Veneto Luca Zaia,  si sono aperti con la votazione del nuovo statuto del Carroccio, che è stato approvato a grandissima maggioranza per alzata di mano. All'articolo 1 lo statuto della Lega ribadisce che l'obiettivo del movimento è l'indipendenza della Padania - Nasce la Lega di Roberto Maroni. L'era Bossi, anche se il senatur resta presidente a vita, finisce per sempre… tra le lacrime coccodrillesche.  Dopo 10 anni (l'ultimo congresso federale è del 2002) al forum di Assago,  630 delegati hanno votato il nuovo segretario  Roberto Maroni, ufficialmente candidato unico alla segreteriafederale.                                                                                                                               
 Nella mente di chi assiste, come si potrebbe assistere a un remake di un vecchio film di fantascienza sugli omini verdi,  si fanno strada alcuni commenti. Nell’ordine:


  •          Roberto Maroni è passato, senza nessun imbarazzo, dal brandire la ramazza allo stendere lo stuoino…
  •       Sapevamo che l’autostima del leghista medio era stata scossa, se non demolita, colpita nel cuore della Panzania (da Padania + Tanzania per chi non avesse dimestichezza col termine…) .  Gridare “ Italia di merda”  proprio alla vigilia della finale di calcio contro la Spagna, nonostante la patetica battuta di Borghezio,  non sembra però il massimo dello slogan popolare!
  •       Caso mai qualcuno pensasse che fossero morti e sepolti i tempi del “dito medio” e degli insulti alla  bandiera, Bossi ha ribadito in quella sede che chi sventola il tricolore è un imbecille.
Il premier Mario Monti ha affermato dopo lo storico vertice europeo:”(…) la credibilità è la prima pietra su cui costruire. Si tocca con mano che la credibilità non dà lustro solo a chi la illustra pro tempore, ma serve al paese per ottenere risultati”. Appunto…!
Per non essere confusi con chi fa del fanatismo, dell’ignoranza e dell’ottusità politica la propria  bandiera verde,  anche dopo che se ne sono viste di tutti i colori, credo che chi amministra con una maggioranza di centro destra leghista dovrebbe dissociarsi pubblicamente e ufficialmente da simili striscioni, se intende salvaguardare un minimo di credibilità.


Franca

venerdì 29 giugno 2012

Se D’Alema sfidasse Renzi...

... ci sarebbero 2 possibili risultati:

vittoria di D’Alema se a votare fossero gli elettori del PD, vittoria di Renzi se a votare andassero  liberamente tutti quelli che non vanno a votare per fare vincere Renzi, ma per far perdere D’Alema.

A Parma e Comacchio è successa la stessa cosa: Il candidato del PD aveva il doppio dei voti dei grillini al primo turno, al secondo turno ha confermato tutti i suoi voti ma…ha perso.
Parma e Comacchio, l’astensionismo al secondo turno non c’è stato! 

Roberto

Le api di Cassina de' Pecchi- Storia di un etimo


Escluso che i Pecchi siano dei nobili -  se così fosse  Cassina dovrebbe essere  la cascina di un  casato o del  feudo di questi "Pecchi"-, l’etimo più accreditato viene dal milanese “Pecc” con pronuncia affricata palatale (come in “ciuccio”). Secondo il dizionario Milanese di Francesco Cherubini   (vol. III, 1841) il Pècc sarebbe il petto o le mammelle delle mucche, che egli chiama mamme, infatti:   « L’aggregato delle mamme nelle bestie lattifere e specialmente nella vacca, cioè a dire il sacco contenente il latte che traesi poi dai varj capezzoli (titt o tetitt) che ne pendono. Il Pis de la vache dei francesi. Questo nostro Pecc deriva o dall’italiano Peccia o dallo spagnolo  Los Pechos (le mamme). Mett  el pecc…. Di vitella diventar manza; far latte. ».
Nei vecchi dizionari etimologici il toscano pèccia  sarebbe  l’alterazione di pancia, oggi rimasto solo nel contado (Siena).
Dunque Cassina de’ Pecchi doveva e essere un luogo in cui le cascine si distinguevano per le  belle mucche da latte.
Io propongo invece una diversa interpretazione  dell’etimo del nostro paese, con qualche ragione.
Chiamo a testimonianza  quella bella poesia di Umberto Saba A mia moglie.  In questo bel componimento poetico Saba paragona la moglie a diversi animali domestici, alla pollastra, alla gravida giovenca, alla cagna (che sempre tanta/dolcezza ha negli occhi), alla coniglia, ecc. Ma ecco che nella strofa finale c’è un termine che torna al caso nostro.
Rileggiamo questa strofa:

Umberto Saba (1883- 1957)
Tu sei come la provvida
formica. Di lei, quando
escono alla campagna,
parla al bimbo la nonna
che l'accompagna.
E così nella pecchia
ti ritrovo, ed in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio;
e in nessun'altra donna.

Cos’è questa  pecchia di Saba? Il nostro dizionario etimologico dice: “ Pécchia da apic’la  o apec’la  per la caduta dell’U atono, dal lat apicula (diminutivo di apis, ape) ond’anche  lo sp. abeja,  il prov. o port. abelha, il fr. abeille, frodata l’A iniziale.  L’insetto volatile che raccoglie il miele, detto più correttamente Ape.
Pecchia è dunque ape; e pecchie o pecchi dovrebbero essere le api. E quale insetto  reca il nostro gonfalone? Ma delle api! Solo una coincidenza?

giovedì 28 giugno 2012

Il principio di Peter

Laurence J. Peter (1919-1990)
 Psicologo canadese,
studioso delle organizzazioni
complesse ed
 enunciatore
 del celebre principio
 che porta il suo nome

Negli studi delle Organizzazioni complesse (che cos'è infatti un Comune, un Parlamento, una Nazione?) spesso fa capolino il "principio di Peter", che recita: "Ognuno aspira a far carriera fino a raggiungere il proprio livello massimo di incompetenza". Al "principio di Peter" sembrano ispirarsi gli italiani degli ultimi anni. Singolare la pretesa dei nostri connazionali di pretendere solo politici non professionisti e forse anche non professionali. Un popolo che non mangia neanche un panzerotto se non è di quel bar centrale che dice lui, che pretende il "trequartista che sappia coprire le fasce" come dice lui, che non ascolta neanche una canzone che non sia cantata come dice lui e che abbia superato feroci Xfactor, il politico però lo vuole incompetente, uno che se gli presentano lo statuto del Comune possa dire: "No grazie, sa io improvviso", oppure "Mi hanno eletto perché devo imparare come si fa".

martedì 26 giugno 2012

Quando un congedo si fa testimonianza

Il discorso-testimonianza di Emma Squillaci al CC del 25 giugno 2012 credo che meriti una diffusione più ampia  e un’attenzione più profonda di quelle dovute ad un semplice congedo personale.
Le sue parole sono infatti portatrici di valori che vanno oltre l’opera da Lei prestata nel e per il nostro Comune:  si  pongono come un messaggio alto di cittadinanza, in grado di dare senso all’azione politica del Progetto e in generale alla politica agita con passione e lealtà, dopo che gli anni ci hanno assuefatto a considerare politica solo quella che pratica la convenienza più indecente, l’interesse più personale e settario,  la furbizia più stupida, o l’insulto programmato e sistematico ai partiti di provenienza, come nella migliore tradizione del populismo personalistico nostrano.
Si  tratta di parole dunque che meritano qualche osservazione.
Innanzi tutto sono del tutto trasparenti e scevre da qualsiasi riferimento ostile o polemico contro  chi c’era e verso chi c’è.
Rispetto, riconoscenza, appartenenza ne sono le parole forti.

Appartenenza non ad una parte politica, ma ad una comunità locale tutta, permeabile alla cultura e alle culture.
Riconoscenza come espressione di un onesto rapporto col passato, sostenuto da una memoria di ciò che è stato ricevuto e da chi.
Rispetto verso chiunque lo meriti per il proprio impegno, la serietà e la coerenza con cui lavora.
Infine sono parole di speranza per chi vorrà esserci  e di incoraggiamento per chi ci sarà, non generiche, ma riferite a precise capacità di operare scelte propositive.
Con l’augurio di un futuro ricco di soddisfazioni


Franca

Cambiamento?.. Solo una parola su una lista!


Ieri sera durante il Consiglio Comunale di Cassina de'Pecchi si è verificato il solito attacco al femminile, a quel femminile che, attraverso la freschezza, l'accoglienza, l'esperienza e la preparazione,  cerca di portare il vero CAMBIAMENTO e non solo una parola su una lista. Ho trovato vergognoso l'intervento del Consigliere Patella nei confronti di Emma Squillaci e Simona Ginzaglio. Sono sorpresa anche da quelle femmine che lo seguono come Pie donne durante l'estasi. Io, invece, mi sono sentita offesa, offesa intellettualmente e, come donna,  ho provato un senso di disgusto per una politica fatta in questo modo. Porto la mia solidarietà ad Emma e Simona.

lunedì 25 giugno 2012

I progetti elettorali di Berlusconi

Prima le voci su Montezemolo candidato premier. Poi la Santanché con qualche Grillo per la testa. Quindi, l'ipotesi Gerry Scotti. Successivamente Feltri che si erge a simbolo del liberalismo dopo aver votato Lega per vent'anni. Infine il progetto di liste civiche che convergano sul nome di Renzi (uno che sta facendo le primarie per il Pd). Forse sbaglio. Ma tra le idee emerse sul centrodestra del post-berlusconismo, finora "Forza Gnocca" mi è sembrata la migliore.Da Enzo Sara

domenica 24 giugno 2012

Tutti colpevoli, nessun colpevole

"Lusi è colpevole, ma come gli altri. Né di più, né di meno. Lo è, insieme ai partiti, di appropriazione indebita di quasi tre miliardi di euro. A Rebibbia dovrebbero finirci tutti o nessuno." Questa è l'opinione di Beppe Grillo. Stringente, elementare. Si dà il caso che tutti non potranno andarci (perché è già implicito nella premessa maggiore del sillogismo che non si potranno mettere tutti in galera, anche perché le responsabilità sono individuali nel nostro codice penale) ne consegue che nessuno deve andarci. Chapeau!

Aldo Grasso su Grillo & Pizzarotti & Casaleggio e Ass.


Pizzarotti e la placida Parma di un sindaco al rallentatore

Niente giunta a un mese dal trionfo elettorale

L' incertosa di Parma. Pizzarotti ha inventato la politica a km zero, la politica che non si muove. A un mese dal trionfo elettorale, Federico Pizzarotti, il sindaco copertina del Movimento 5 Stelle, il primo grillino a capo di una città capoluogo, non è ancora riuscito a completare la sua giunta. Se la prende con calma, molta calma, come se i problemi di quella città fossero un prosciutto da affettare con voluttuoso abbandono.
Non si capisce infatti se la nuova giunta della città ducale si ispiri volutamente a una filosofia della lentezza - la slow politics, la Decrescita Felice - o mascheri solo nell'incertezza l'incapacità di chiudere la partita. Insomma, Pizzarotti e i 5 Stelle sono dei boy scout incompetenti, come li ha definiti il leghista Maroni, o i nipotini di Maria Luigia e di un nuovo Ducato di Parma?
Tutto è cominciato con il caso Tavolazzi, chiamato in un primo tempo alla carica di direttore generale del Comune. Ma Valentino Tavolazzi non piaceva a Grillo. E sono scoppiate le polemiche: Pizzarotti è un burattino nelle mani di Grillo, Grillo è un burattino nelle mani di Gianroberto Casaleggio, il guru che sta dietro il Movimento, il conte Mosca dei grillini.
Intanto il buco di circa 600 milioni lasciato dall'amministrazione precedente aspetta. L'assessore designato per il Welfare, Fabio Fabbro, esponente del volontariato, ha per ora declinato l'offerta. Parma prende tempo, non ha fretta, c'è sempre un piatto di caplèt che aspetta.
Poi l'ultima grana: l'assessore all'Urbanistica Roberto Bruni è stato costretto a dimettersi a nemmeno 24 ore dalla nomina. Aveva alle spalle un fallimento con strascichi sul territorio: una macchia non tollerabile per chi ha sempre fatto dell'intransigenza le chiavi del successo.
I curriculum non bastano per governare una città, il cui clima sembra ora fondarsi sull'incertezza. Succede quando, nell'attesa del Messia («Cercasi Gesù» è un film di Comencini interpretato da Grillo), ci si accorge che anche il Messia genovese è lì, da una vita, che attende se stesso. 
24 giugno 2012 | 11:08

sabato 23 giugno 2012

Pisapia un traditore? Pizzarotti pizza(balla?)

Sta succedendo di tutto (da quello che mi si dice) sui vari siti, blog, twitter, ecc.ecc.

Le ragioni economiche dell'expo 2015 sono preponderanti rispetto alle ragioni civili ed umanitarie che spingevano il Comune di Milano a concedere la cittadinanza onoraria al Dalai Lama.
Meno male che questa scelta l'ha fatta Pisapia, non un sindaco del PD, altrimenti apriti cielo.
Se poi l'avesse fatta D'Alema non oso immaginare le conseguenze e gli improperi. Altro che la “comprensione” di Dario Fo ...
Più semplicemente quando si governa, finalmente, si tocca con mano la difficoltà del governare: ne sa qualcosa il “ Pizzarotti” che dopo un mese non ha ancora completato la “sua” giunta. Il neo Assessore all'urbanistica e lavori pubblici si è dimesso (IL GIORNO DOPO LA SUA NOMINA)  per varie questioni URBANISTICHE  che lo hanno riguardato  risalenti a qualche anno fa.
“Non ho ancora nominato gli Assessori  - diceva il Pizza(balla) – perchè non voglio mi si dica che ho nominato parenti ed amici”.

Ad un mese dalla sua elezione “canna” il neo ( ed ultimo) Assessore.
Il suo mandato (del Sindaco) dura cinque anni....“il secolo volge rapidamente al termine”.  A Parma gli ex PDL che lo hanno votato scommettevano che ad ottobre si sarebbe ritornati alle urne.....il Pizza  li sta fregando farà sei mesi di “melina”. Mangerà il panettone!
 Roberto    




giovedì 21 giugno 2012

Matteo Renzi a capo di una lista berlusconiana (a sua insaputa)

Gira in rete un documento "La rosa tricolore. Un progetto per vincere le elezioni del 2013" carpito dall'Espresso (circolava a Montecitorio) e reso pubblico. E' il piano segreto di Berlusconi che intende utilizzare Renzi come capofila di una serie di liste collegate per battere il PD e sottrarre voti a Grillo. Naturalmente Renzi ha smentito ogni collusione o "intesa col nemico". Ora, tutto si può dire a Renzi, tranne che possa cadere in un tranello del genere, oltretutto di un uomo, Berlusconi, ormai chiaramente alla frutta.
Ciò che mi ha incuriosito del documento è un passaggio che conferma una mia vecchia supposizione, che adesso si rivela fondatissima. Berlusconi ha sempre usato l'estrema sinistra per sottrarre voti e consensi al PD. Fu così ai tempi di Bertinotti, sempre lusingato nel suo narcisismo sconfinato  e sempre gradito ospite nei salotti televisivi di Mediaset. Fu così inizialmente anche con Vendola: ricordo un'intervista a "Chi" dove si diceva un gran bene del Governatore della Puglia. Adesso è la volta di Marco Rizzo. Infatti per  togliere voti alla coalizione di Bersani, c'è scritto nel documento,  «potrebbe essere di interesse sostenere la presenza del gruppo di Marco Rizzo affinché si presenti alle elezioni politiche». Quando si dice la doppiezza: Berlusconi anti-comunista nelle piazze, sponsor di Rizzo nelle stanze dei patti elettorali. Ma non c'è nulla di inedito in questo. Berlusconi ha agito sempre così: e l'ha avuta sempre vinta. Prima o poi potrebbe trovare un Rizzo, un Sansonetti, un Diliberto, un "marxista immaginario" che stia (inconsapevolmente) al suo gioco. Sarà anche questa volta così? O l'uomo ha esaurito una volta per tutte le sue risorse? 

mercoledì 20 giugno 2012

Tutta l'intricata questione Nokia Siemens- da "Lettera 43"


LAVORO

Tagli, Nsn chiama Siemens

Nsn Italia: 580 tagli. Sciopero il 21 giugno.

di Antonietta Demurtas
Di essere figli di un dio minore l'hanno capito sin dall'inizio i lavoratori del gruppo di telecomunicazioni e reti Nokia Siemens networks (Nsn). Anche perché dall'anno della nascita (2007) a oggi l'azienda ha perso 6 miliardi di euro e ai due partner della joint venture, Nokia e Siemens, Nsn è subito sembrato un progetto nato sotto una cattiva stella.
Ma dopo l'annuncio di Nsn di 17 mila esuberi a livello mondiale, i 580 (su 1.100 dipendenti) dichiarati il 4 maggio negli stabilimenti italiani della multinazionale sono sembrati davvero troppi.
UN SACRIFICIO DA RIDISTRIBUIRE. «La riduzione del personale in Italia è più del doppio rispetto a quella degli altri Paesi in cui opera il gruppo», hanno denunciato i lavoratori, «con il 53% della forza lavoro che sarà mandata a casa». Un sacrificio che dovrebbe essere meglio distribuito.
«Per questo invitiamo gli azionisti di Nsn a un’assunzione di responsabilità», hanno commentato le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) italiane.
IN GERMANIA LAVORATORI SALVATI. Se infatti Nokia naviga in cattive acque e ha annunciato altri 10 mila esuberi «Siemens gode di buona salute e in Germania non ha abbandonato del tutto i dipendenti del gruppo nei momenti di crisi», spiega a Lettera43.it Marco Bassani, dipendente Nsn e delegato Fiom. «A Monaco di Baviera erano 3 mila gli esuberi, ma dopo la richiesta del governo tedesco Siemens è intervenuta e ha riassorbito alcuni dipendenti. I tagli sono così scesi a 1.200».
MANIFESTAZIONE DAVANTI A SIEMENS ITALIA. Un aiuto che vorrebbero anche i lavoratori italiani. Per questo il 21 giugno hanno deciso di scioperare dalle 9.45 alle 12.45 e manifestare davanti alla sede di Siemens Italia a Milano.
«Vogliamo un incontro con l’amministratore delegato Federico Golla», hanno fatto sapere le Rsu, «Siemens Italia dipende direttamente da Siemens Ag, che, come azionista al 50% di Nsn, non ha nessun valido motivo per sottrarsi a un confronto».

Siemens accusata di snobbare la joint venture

L'accusa rivolta a Siemens è di non essersi mai interessata alla joint venture, «il console tedesco ha scritto a Golla a proposito degli esuberi in Nsn. Dobbiamo coinvolgere il board di Siemens», hanno commentato i delegati sindacali.
Ma le speranze di una revisione del piano di esuberi sono sempre più deboli.
IL 21 GIUGNO INCONTRO AL MINISTERO. E non conforta sapere che il 21 giugno a discutere della situazione dell'Italia al ministero dello Sviluppo economico ci sarà Alexander Matuschka, il manager di Nsn addetto alla ristrutturazione, che risponde direttamente a Marco Schröter, direttore finanziario del gruppo e membro dell'executive board.
CHI NON TAGLIA PERDE IL POSTO. «Matuschka è solo un tecnico», hanno riferito i lavoratori, «non ha potere decisionale, deve solo accertarsi che vengano eseguiti i tagli entro il 2012».
E di solito i manager che non eseguono bene quel compito sono i primi a saltare, «come è successo ad Armando Almeida», è stato il commento dei lavoratori dello stabilimento di Cassina de' Pecchi in provincia di Milano, «il manager responsabile delle operazioni per l'Europa e l'Africa che avrebbe pagato il ritardo nell'esecuzione dei tagli». Dei 17 mila esuberi dichiarati a novembre 2011 solo 5 mila sono per ora effettivi.

Solo 80 hanno accettato l'uscita con gli incentivi aziendali

E così a fare i conti con il risultati devastanti di quel piano sono per ora le Rsu dei due siti di Cassina de' Pecchi dove gran parte dei 900 impiegati e ricercatori rischiano di restare senza un lavoro entro dicembre. Data in cui i tagli dovranno essere completati.
NEL 2014 LA SCISSIONE DELLA JOINT VENTURE. Il piano aziendale prevede infatti per il 2013 una fase di consolidamento e per il 2014 la scissione della joint venture. Allora Nokia e Siemens usciranno dal gruppo e nessuno ancora sa cosa resterà in Italia.
Per ora circa 80 lavoratori hanno accettato di andare via e prendere gli incentivi offerti dal gruppo che vanno dalle 11 alle 25 mensilità. Ma sono ancora 500 i dipendenti da tagliare.
«Una percentuale altissima che risulta ancora più incomprensibile alla luce dei dati sul mercato della telefonia mobile in Italia che vedono questo settore tra i primi al mondo per fatturato e per numero di cellulari e smartphone in possesso dei cittadini», hanno sottolineato le Rsu.
TAVOLO PER LE TELECOMUNICAZIONI. Questioni che sarebbero dovute essere al centro di un tavolo per le telecomunicazioni promesso dal ministero dello Sviluppo economico il 23 maggio. Ma per ora non è previsto nessun congelamento della procedura che porta agli esuberi. E quel tavolo rimane ancora solo una dichiarazione di intenti.
Mercoledì, 20 Giugno 2012

martedì 19 giugno 2012

L'ampolla e il Trota

Quella dell'anno scorso ha portato bene...Aspettiamo con ansia l'ampolla di quest'anno...

Renzo Bossi e l'ampolla del 2011

Lottizzazioni #2. La "bambinata" di Bersani, secondo Sartori

Ci risiamo: dai addosso al PD. E' uno sport nazionale, ormai. Insomma, se lottizzi sei uno sporco lottizzatore, se rinunci a nominare chicchessia, sei un ignavo, se indìci una specie di "beauty contest" e fai scegliere alla cosiddetta "società civile" due nomi per il Consiglio di Amministrazione RAI, fai "una bambinata" incomprensibile, secondo il politologo Giovanni Sartori. Premesso che la mia opinione è che il partito avrebbe dovuto indicare al CdA della RAI i propri uomini secondo rigorosi principi di competenza (fino a quando le leggi sono queste)  e fregarsene delle critiche dei criticoni (ci saranno sempre qualsiasi cosa decidi),  soggiungo che non c'è una via di uscita a queste situazioni se non  sferrando una "guerra di liberazione" contro tutte le lottizzazioni e contro  tutte le raccomandazioni. Non è facile, certo, si tratta nientemeno che indicare un nuovo modello di società puntando solo ed esclusivamente sul merito (dopo che si sono soppesati i bisogni e pareggiati gli handicap).  A partire dalla scuola su su fino alle più alte cariche dello Stato. Come? Provando e riprovando. Il riformismo, a differenza delle rivoluzioni, è un copione non scritto una volta per tutte.
En ettendant Godot  l'ultima risposta di Sartori mi trova consenziente:
Io dico che chi ha il potere di fare le nomine deve farle bene, senza perdere di vista gli obiettivi. E in questo caso specifico l'obiettivo è un servizio pubblico non lottizzato.

http://www.lettera43.it/politica/rai-la-bambinata-di-bersani_4367555022.htm

domenica 17 giugno 2012

Aliquota IMU a Cassina

Il  nostro sindaco onorevole (per mancanza di prove) Claudio D'Amico deve essere un leghista dissociato: da un lato aderisce al movimento politico del Trota-diploma- in-Albania che indice nella giornata odierna il "NO IMU DAY" (deve essere una forma raffinata di anglo-lumbard) dall'altra aumenta l'aliquota IMU proposta dal governo dal 4 al 5 %. Come dice il filosofo della notte Marzullo: " Si faccia la domanda e poi si dia anche  la risposta: Io chi sono?".

Aggiornamento POST del 17 novembre 2012. Vedi qui le aliquote IMU definitive del Comune di Cassina de' Pecchi

Il decreto sviluppo di Corrado Passera

«Nessuna scorciatoia, ci sono misure e risorse per ridare fiato al Paese» - Corriere.it
Dei due ministri dell'attuale governo con cui ho avuto la fortuna di lavorare da dipendente,  Rosanna Cancellieri e Corrado Passera, quest'ultimo è sicuramente quello in cui ripongo di più la mia fiducia. E' un uomo molto pratico (per nulla buono come sembra) con idee chiare e senso del fare. La semplificazione e ridicolizzazione del suo provvedimento sullo sviluppo fattane ieri da Alfano ("degli 80 miliardi solo uno è stato veramente stanziato") è il segnale dell'insulsaggine dell'uomo politico del PDL. Perciò si può dire per Passera ciò che il PDL ripeteva come una giaculatoria per Berlusconi: "Lasciamolo lavorare". L'uomo c'è tutto ed ha la mia più ampia stima. Questo a caldo mi sento di dire: a dopo l'analisi dettagliata del suo decreto sullo sviluppo.

sabato 16 giugno 2012

Ancora sulla candidatura di Vittorio Feltri

I meridionali non sono che degli italiani esagerati.  Amplificano  sicuramente i difetti, non sempre le virtù, del carattere nazionale.  E i siciliani, a loro volta, non sono che dei meridionali esagerati.  Prendete il siciliano conservatore,  non ideologico (ossia non assistito, qual è il fascista, da una ideologia elaborata intellettualmente ) ma quello che si esprime “spontaneamente” per i partiti di destra o di centro destra, quello che elegge come suo rappresentante un  Cuffaro, uno Schifani o un Alfano.  Partendo dal presupposto che il mondo è irriformabile (“Munnu ha statu e munnu iè”, si dice in dialetto, ossia “Il mondo è stato sempre così e non lo cambi certo tu”), che i princìpi non valgono rispetto ai bisogni, egli si consegna   volentieri all’uomo forte che possa garantirgli protezione e sicurezza. Conformista e cauto, si tiene discosto da pensieri radicali, anzi detesta le idee, che ritiene inutili se non pericolose come fossero delle perversioni, considera gli intellettuali dei poveri  e incomprensibili sprovveduti, crede ossessivamente  ai rapporti di forza, disprezza i deboli, ambisce così a mettersi al riparo dei colpi del destino dalla parte di chi può piuttosto di chi sa.
 Questo elettore moltiplicato per i circa 4 milioni aventi diritto al voto in Sicilia spesso è così centrale nei destini nazionali che nessuna compagine politica può pensare di trascurarlo.  Solo per fare un esempio ricordo che col suo 12 % di voti di corrente (il cui 80 % si formava però in Sicilia grazie a Salvo Lima nella Sicilia occidentale e a Carmelo Drago nella Sicilia orientale) Andreotti  ha tenuto la  scena  politica per decenni.  Questo elettore ha  perciò espresso i governi nazionali della DC e quelli di Berlusconi. E anche nel nostro comune ha espresso i suoi rappresentanti giacché l'isolano di centro-destra è la norma, mentre è l'eccezione quello di centro-sinistra. Egli è quindi il prototipo e  l’ipertipo dell’italiano e dell’elettore medio; per certi versi  una sua esagerazione ma anche una sua precisa anche se esasperata  rappresentazione.
  L’idea pazza che ha avuto Berlusconi di salvare il salvabile del suo PDL candidando, come si vocifera, Vittorio Feltri,  il quale è sicuramente un arcitaliano ma anche un cripto-leghista, significa disorientare questo elettorato che per conto suo diffida anche delle urla di Grillo ritenuto forse troppo "intellettuale". Con Feltri ci si rassegna  al ridotto padano.  Non è sicuramente un segno di forza. In cuor mio spero che il PD capisca il momento e proponendo giuste candidature riesca a riscattare il "cappotto" di 60 seggi su 60 vinti dal PDL alle ultime elezioni in Sicilia.

venerdì 15 giugno 2012

I parlamentari straccioni secondo Vittorio Feltri

Dopo che il suo "Giornale" ha massacrato un giorno sì  e l'altro pure i parlamentari perché guadagnano troppo, giunto al punto di essere anch'egli candidato al parlamento, Vittorio Feltri se n'è uscito dichiarando alla "Zanzara" (trasmissione di Radio24)  che  lui non rinuncia a un reddito certo di 700.000 euro annui. Feltri ha poi definito i parlamentari degli "straccioni" , precisando che lui "non vuole campare ma vivere". Ma allora i parlamentari campano? Sapete qual è il castigo più grande per l'antipolitica? Ma è chiaro:  la politica!

Le undici domande a Grillo che Travaglio non gli ha posto

Dal blog  "il Nichilista
1. Come mai nel Non-Statuto del Movimento c’è scritto che si possono iscrivere solamente cittadini italiani, una limitazione che non hanno nemmeno Lega Nord e La Destra?
2. E’ vero che Pizzarotti ha telefonato a Casaleggio per chiedere approvazione per la nomina di Tavolazzi, come ha scoperto il Fatto Quotidiano?
3. Che cosa ci dice quella telefonata – mai smentita – del reale peso di Casaleggio nelle decisioni del Movimento?
4. Come mai parli di Internet come strumento di dialogo diretto con i cittadini, come rottura rispetto alla comunicazione unidirezionale della televisione, e non rispondi mai a nessuno, né su Twitter, né su Facebook, né sul blog?
5. Perché la tua propaganda online dovrebbe essere meno unidirezionale di quella che Berlusconi fece attraverso la televisione?
6. Tu vuoi abolire i partiti. Ma con cosa vorresti sostituirli? Davvero pensi basti riempire il Parlamento di liste civiche e «movimenti di gente perbene» (dai No Tav ai referendari) per governare il Paese?
7. Hai mai pensato che il tuo ideale di democrazia diretta attraverso la rete possa essere irrealistico, per non dire pericoloso? Come si prendono decisioni impopolari, nel futuro che immagini? E chi decide quali sono i principi non negoziabili?
8. Sapresti farmi un esempio di un Paese delle dimensioni dell’Italia governato dall’«iperdemocrazia», o «vera democrazia» di cui parli tu?
9. Se «ognuno vale uno», chi o cosa ti conferisce il diritto di revocare l’utilizzo del simbolo del M5S a chi non rispetti le regole del Non-Statuto, a loro volta indiscutibili pena allontanamento? E come si impedisce, anche solo dal punto di vista teorico, che tu possa gestire questo potere decisionale in modo ricattatorio?
10. Come ti è venuto in mente di dare un ‘Passaparola’ a uno come Willer Bordon?
11. Perché non hai detto una parola sulle esternazioni dell’attivista del M5S Francesco Perra contro i matrimoni gay? Se non le hai sentite, te le ricordo: «A quel punto potremo anche sposarci in tre o col proprio animale».
Fabio Chiusi

L'aragosta di Ignazio La Russa

Ah fare sacrifici quanto ci costa!
A voi ajo e ojo

a me l'aragosta!
Dal web: 'Gnazio alle prese con il gustoso crostaceo.
Coerente!




Teatro Valle occupato

Ho una vera e propria idiosincrasia nei confronti delle okkupazioni. Vecchi riti della sinistra libertaria che nulla hanno a che vedere con la sinistra riformista che intende stabilire un "ordine nuovo" (Gramsci) non un casino vecchio condito di dadaismo, spontaneismo, e buona dose di illegalità. Non è un gran progresso trasformare un bene pubblico, qual è un teatro, in un bene comune. Ci sento dietro una specie di frode ideologica  ispirata da  quel Toni Negri che ha scritto insieme a Michael Hardt un libro intitolato proprio:  "Comune" Oltre il privato e il pubblico.
Al Teatro Valle okkupato sono andati Salvatore Settis e Stefano Rodotà, e pare che non abbiano avuto nulla da dire o da ridire sull'okkupazione.
Qualcuno mi può spiegare quale significato liberatorio, progressista, riformista  può avere il fatto che  un bene pubblico diventi comune e sia una minoranza organizzata a deciderlo, sottraendolo di fatto all'uso pubblico?