Ps.Leggo che i partiti saranno finanziati con il 2 per mille. E' già meglio rispetto ai primi tweet dove si parlava di abolizione e basta.
Il blog dei democratici di Cassina de' Pecchi. Notizie e opinioni dal piccolo e dal grande mondo.
venerdì 13 dicembre 2013
Abolito finanziamento pubblico ai partiti - Non sono d'accordo
Io, che non l'ho mai votato né mai lo voterò la penso ESATTAMENTE come Altero Matteoli che è molto critico: «Il governo Letta la presenta come una conquista, io penso invece che l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti sia un grave errore che inciderà profondamente ed in negativo sulla qualità della nostra democrazia». «Con nonchalance e una forte dose di demagogia Letta, Alfano, Quagliariello e gli altri ministri - aggiunge Matteoli - annunciano questa conquista. Per essere efficace ed al servizio dei cittadini, la politica deve essere organizzata e i partiti sono indispensabili fermo restando un serio controllo sulle loro spese. Con questo provvedimento sbagliato, si obbligano i partiti a cercare i finanziatori che poi li condizioneranno nelle scelte. Siamo di fronte ad un errore drammatico. Auspico che il Parlamento - conclude - rifletta prima di dare il via libera a questo decreto». Bastava disciplinare prima che si fregassero i soldi la normativa sui finanziamenti. In qualsiasi azienda ci sono i costi delle trasferte, dei pasti, degli straordinari ecc ecc. Bastava controllare con acribia e nessuno avrebbe fatto il furbo. Adesso che abbiamo buttato il bambino con l'acqua sporca faranno politica: a) i miliardari ; b) i pensionati; c) gli sbrogliaffaccende perché loro se la sanno cavare in ogni circostanza; d) i forconi e d) le forchette. (di seguito la mappa con segnati in rosso i paesi dove NON vige il finanziamento pubblico ai partiti)
giovedì 12 dicembre 2013
Marcello Novelli, il nostro candidato sindaco
Ho ricevuto in quanto iscritto al Pd la seguente mail di Marcello Novelli. Con essa Marcello annuncia la propria candidatura a Sindaco del nostro comune. Volentieri la pubblico nel nostro blog.
Per avere un posto dove mettere le mie e le nostre idee abbiamo anche aperto un blog dove pubblicheremo tutto il materiale che durante questo percorso costruiremo (marcellonovelli.blogspot.it).
Marcello Novelli
Buongiorno,
mi permetto di scriverti questo messaggio per inoltrarti una mia lettera con la quale ufficialmente mi candido a Sindaco di Cassina de' Pecchi.
Ho voluto scegliere la data dell'11 Dicembre per tre motivi:
- Con le primarie di domenica gli italiani e i cassinesi hanno espresso chiaramente la loro volonta' di cambiamente e hanno detto con forza che sono ancora disposti ad impegnarsi per una politica trasparente, partecipata e capace di dare speranza;
- Lunedi' sera abbiamo concluso la Scuola per Ammistratori Comunali, in cui abbiamo promesso ai tanti cassinesi che hanno partecipato della formazione tecnica su come funziona la macchina comunale.
- L'11 Dicembre del 1946 e' nata l'UNICEF, l'agenzia delle nazioni unite che si occupa di infanzia e l'11 Dicembre 1991 a Maastricht, nasceva l'Unione Europea. Ci e' sembrato un buon giorno per iniziare qualcosa di nuovo.
Nell'intervento ho preferito non parlare di me, della mia storia, ci sara' tempo anche per quello, mi sono concentrato invece su quello che conta: il perche' di questa mia decisione e quello che voglio fare insieme a quanti mi sosterranno per ridare a Cassina de' Pecchi una buona amministrazione.
![]() |
Marcello Novelli |
Continuate a seguirci anche sul sito del Progetto Cassina-Sant'Agata (www.progettocassinasantagata.it).
Ti chiedo un favore, inoltra questa lettera ai tuoi contatti, ai tuoi amici, a quanti hanno voglia di fare insieme a noi un passo avanti. Molti a Cassina de' Pecchi non mi conoscono, se sostieni la mia candidatura, presentami tu a loro.
C'e' bisogno di fare tutti insieme un passo avanti. Facciamolo!
Sono a tua disposizione per qualsiasi chiarimento, domanda o proposta.
Ci vediamo presto.
Una pillola al giorno : “ l’inciucio”
Farò la legge elettorale con chi
ci starà, anche Berlusconi e Grillo se occorre!
Finalmente il grande leader
votato dal 70% dei votanti ha capito che fra il Partito del “dire” e quello “
del fare” c’è di mezzo l’inciucio!!!!!!
Non faremo inciuci! Certo perché
se questa proposta l’avesse fatta D’Alema tutti avrebbero gridato
all’”inciucio”….D’Alema, vuole trovare la sponda in Berlusca – come nella
Bicamerale -, avrebbero scritto in molti.
Infatti è noto a tutti che l’accordo
D’Alema per non essere accusato di inciucio doveva trovarlo con lo Spirito
Santo.
Invece questa genialata l’ha detta il nuovo genio e quindi va bene.
Anche lui si è accorto che per
fare accordi che possono andare bene occorre non farli a maggioranza relativa,
ma almeno coinvolgendo la maggioranza assoluta. Poi per diminuire il numero dei
parlamentari e dividere nettamente le
funzioni della Camera e del Senato occorreranno i 2/3 (inciucissimo!!!!!!)
Inciucio???? No puro buon senso,
ma ripeto perché se lo propone D’Alema è un inciucio, se lo propone Renzi tutti
applaudono?
Capisco scopa nuova scopa bene!
Adesso aspetteremo per la nuova
legge elettorale, il genio vuole farla passare alla Camera, poi però al Senato
non ci sono i numeri ( e non parlo del PD) e quindi potrà gridare : “non mi
fanno lavorare!!!!” come Silvio, poverino
Roberto Bertolotti
p.s. non sono rancoroso, racconto
le cose, anche se da fastidio a molti, come faceva Renzi, ma anche qui “due
pesi due misure?”
I M5s al di là di ogni immaginazione
M5s pubblica l'indirizzo di casa Faraone su Facebook. La moglie del deputato: "Ora ho paura per mia figlia"
![]() |
Riccardo Nuti M5s |
"Gentile signor Nuti - scrive - è tra le righe che trovo il coraggio di rompere il rumore del silenzio, che circonda frastornante queste ultime ore, catapultata, mio malgrado in una violenza pubblica che fa rimbombare il mio nome, la mia data di nascita, la mia targa ed il mio indirizzo della casa in cui vivo con la mia bambina".
HuffingtonPostRenzi e il 'compagno baffino'
Leggo ancora dopo la vittoria di Renzi alle primarie del Pd
alcuni commenti decisamente rancorosi di quelli che dovrebbero essere suoi
compagni di partito. Mentre questi si muove con dinamismo e determinazione, la
vecchia guardia sonnacchiosa e stordita da un misero 18% muove solo la lingua
per lanciare anatemi al novello segretario assimilato ad una versione più
giovane del berlusconismo. Per questi eterni sconfitti non vale che il nostro
abbia raccolto più di 2/3 dei consensi tra gli elettori del Pd, ciò che li
preoccupa è che pare davvero intenzionato ad eliminare dalla scena politica la
vecchia guardia, quei professionisti della politica che hanno campato in questi
ultimi vent’anni sulle disgrazie del paese, ovviamente a loro insaputa perché
mossi dalle migliori intenzioni. S’è visto l’altra sera in Tv un D’Alema che
raccoglieva la cacca del cane, un mestiere che ora ben gli si addice. Quando
uno non capisce che il suo tempo è finito e che è ora di passare la palla ad
altri –che non siano dei cloni, come Cuperlo- si prepara da sé un triste viale
del tramonto.
La buona politica

Un gran successo. Un risultato che va oltre qualsiasi ottimistica previsione.
In questo pezzo non mi soffermerò
però sul commento al voto, voglio usare questo spazio per rendicontare agli
elettori e ai nostri lettori, come da nostro impegno preso precedentemente, le
spese e gli introiti derivati dal contributo versato di due euro.
Ricapitolando, quindi:
Ricapitolando, quindi:
Totale
Contributo votanti
1. 510
Spese per riscaldamento uffici comunali
186
Contributo solidarietà a onlus di Cassina
358
Spese per manifesti volantini
254
Versati a Federazione per “buona politica”
550
Per PD Cassina
162
Il contributo (50 centesimi ogni 2 euro) è stato versato
a favore della Cooperativa Sociale "Il Germoglio" per il progetto
"Abito su Misura".
Un progetto che consiste nel condurre per alcuni weekend
i ragazzi con disabilità lontano dalle famiglie per abituarli all'idea della
loro esistenza futura.
Come sapete, le Primarie sono
state occasione anche per distribuire un questionario sul quotidiano vivere a
Cassina. Da una prima analisi non dettagliata delle risposte (125) emergono i
seguenti giudizi:
Dal questionario, elaborato su 4 domande, emerge un giudizio
negativo sull'operato della ex amministrazione di centrodestra. Il 90% delle
risposte reputa insufficiente lo stato attuale dei trasporti, della viabilita',
della manutenzione del verde e dei parchi pubblici. Insufficiente il giudizio
espresso anche sulle politiche giovanili, sull'attenzione per gli anziani e per
lo stato della cultura. Un giudizio positivo, che non va oltre la sufficienza
però, viene espresso per lo stato della sicurezza e sui servizi al cittadino.
Le scelte apprezzate dai cittadini, seppur all'interno di un giudizio
pesantemente negativo (la stragrande maggioranza delle risposte dice in
sostanza la ex Amministrazione "non ha fatto niente"), sono l'apertura
dei locali nei sotterranei del Supermercato di Piazza Europa e l'interessamento
verso la vertenza Nokia Siemens.
Le parole "chiave" della futura Amministrazione
dovranno essere, secondo le risposte pervenute, in ordine, lavoro, più Servizi
Sociali, scelte trasparenti e partecipate.
I questionari sono ancora disponibili, l’iniziativa continua.
Sono scaricabili dal sito www.pdcassina.it.
La tua idea è importante, condividila con noi!
mercoledì 11 dicembre 2013
Il nuovo padrone
Leggo sui giornali che il
“padrone” forte dall’essere stato votato anche da gente che il PD non lo ha mai
votato e probabilmente non lo voterà mai, ha deciso che Massimo D’Alema non
sarà candidato alle elezioni europee.
In qualunque paese normale un
Partito sarebbe felice di candidare chi ha fatto il premier ed il Ministro
degli Esteri, ma evidentemente non siamo un paese normale.
Alle elezioni europee si
esprimono preferenze per scegliere gli eletti e quindi perché non lasciare agli
elettori (quelli si del PD, senza dubbio) chi mandare al Parlamento europeo?
Se D’Alema è così inviso non sarà
votato.
Max, il mio leader, è sicuramente
uno dei pochi che conosce ed è conosciuto in Europa, uno che probabilmente una
volta eletto (se gli elettori del PD lo vorranno), potrà essere votato (vista
la stima che - salvo che da noi - gode in giro per il mondo), per uno degli
incarichi più alti in Europa. Forse dopo Frattini non avremmo fatto una brutta
figura.
Forse sarebbe stato eletto come
“ministro degli esteri in Europa “ visto che ci è andato vicino un paio di anni
fa e non è stato eletto perché l’allora Presidente del Consiglio Berlusconi non
ha ritenuto di sostenere la sua candidatura.
Quindi perché non consentirci di
votare uno che in Europa sa cosa fare.
Ma Matteo Renzi comincia a
rivelarsi un padrone (Renzusconi) e nega agli altri quello che ha rivendicato
per sé. Il diritto di essere votato.
Lui preferirà mandare in Europa
qualche “giovane del dire, del fare, baciare,lettera e testamento ”, che
sicuramente (non avendo studiato geografia perché ora non si usa più) quando
sentirà parlare di Lorena cercherà fra le neo deputate chi si chiama così e
quando sentirà parlare di Alsazia penserà a qualcuno che ha mangiato tanto e
bene.
Però sarà sicuramente un suo “yes
man”.
Volete mettere che effetto fa e
farà sapere che “Renzi non candida D'Alema e Bindi! Un successo soprattutto
fra quelli del centro destra che – quando sarà – voteranno per lui (forse si,
forse no)
Ripeto,
meno male che non ho votato Renzusconi.
Roberto Bertolotti
martedì 10 dicembre 2013
Grillo, hai stufato
Anche se fossi stata un sua ammiratrice/elettrice, con
un pò di onestà intellettuale, dovrei riconoscere che non è più
sopportabile!
Capisco che deve fare una guerra all'ultimo sangue a
tutti e soprattutto al PD, a cui ha tolto e vuole ancora togliere voti,
ma chiedo accoratamente a chi vorrebbe ancora votarlo nelle prossime elezioni
(europee e nazionali) che fiducia può dare quest'uomo che, come Berlusconi,
cambia idea quasi ogni giorno o afferma anche lui che è stato
frainteso.
Ma soprattutto non ha una visione chiara e un progetto
costruttivo per il nostro Paese.
L'importante è distruggere e protestare contro qualsiasi
cosa o persona che non la pensano come lui.
Esempio squallido, alla Mussolini maniera, distruggere
e offendere i giornalisti che si permettono di criticarlo, come
l'editorialista dell'Unità.
Ha persino il coraggio di chiedere ai suoi "seguaci" di
indicare e identificare i giornalisti "nemici". Ma per me quest'uomo ha bisogno
di un controllo medico approfondito non di poter gestire un Paese!
Ma il clou dell'impazzimento lo sta raggiungendo dopo il
responso della Consulta sulla legge elettorale detta Porcellum.
Si è buttato a capofitto sui 150 parlamentari che
sarebbero abusivi con questa legge e non vorrebbe neanche farli entrare a
Montecitorio (vuole creare anche lui ronde speciali?) dimenticando, guarda caso,
che la Consulta, avendo anche scritto che questo parlamento deve fare al più
presto una nuova legge elettorale, lo ha legittimato.
Ma a Mr. urlatore fa comodo dimenticarlo e fingendo di
non tener presente che, se questo parlamento fosse illegittimo, sarebbero
abusivi anche i suoi grillini!. Soprattutto vorrei chiedere al grande uomo che
vuole tornare alle urne subito, quindi con il porcellum,: se vincessi tu i
tuoi parlamentari sarebbero invece legittimi?!? Grillo vuoi tornare ALLE URNE
CON IL "PORCELLUM"! Capisci che contorsioni di parole e
proclami fai?!
Per favore chi vuole ancora votarlo ci pensi molto bene,
E' vero che c'è molta disistima e delusione nei confronti dei politici ma non
state scegliendo proprio il meglio!
Se poi non ha nessun motivo valido di critica, come la
vittoria di Renzi nelle nostre primarie, non gli resta che offendere con pesanti
parolacce. Grande politico!
Adesso, pur di ottenere quello che si è prefissato, gli
va bene anche Berlusconi con la sua "Forza Italia".
La loro battaglia (sua e di Mr. B) è mandare a casa gli
altri poi, se avanza tempo, forse penseranno a qualche progettino per noi
italiani!
Non l' ho votato, e metterò la maglietta “io non l’ho mai votato”
Ma, a differenza di quanto ciascuno possa immaginare non ho
alcuna remora a dire che forse è giusto così.
Come ho già scritto mi sono auto rottamato 10 anni fa (ancor
giovane per la politica italiana e cassinese).
Siccome questo è un fatto “rivoluzionario” so anche che c’è
chi non si rassegna ed ogni volta che a Cassina si “spegne” un lampione dice
che è colpa mia.
Me ne sono fatto da tempo una ragione, agli scemi non posso
spiegare o dire nulla.
Ho solo rispetto e provo pena per loro.
Quindi, ripeto, ieri ho preso atto con serenità del
risultato delle primarie.
Al mio Segretario Nazionale auguro buon lavoro
nell’interesse di tutti e dell’Italia in primis.
D’altronde cosa avrei dovuto dire. Tanti amici e persone che
stimo iscritte e no al PD hanno votato per LUI.
Non possono essersi sbagliate (la citazione di Gino e
Michele sulle mosche è assolutamente non pertinente al tono ed allo scritto).
Ieri sera ho ascoltato con emozione il bellissimo intervento
di Renzi, che ha saputo toccare i cuori e dire cose “inascoltate “ nei secoli: “ridurremo il
numero dei parlamentari”, “basta bicameralismo perfetto”, “ridurremo di un
miliardo i costi della politica”, “aboliremo le provincie”, “non faremo
inciuci” “ i proporzionalisti hanno perso” ed altre cose ripeto che su Marte
nessuno aveva ancora sentito.
Ma le diceva, come diceva Uma nel film relazioni pericolose:
“in un modo che era impossibile dirgli di no”.
Lo stesso tono, la stessa forza del mitico “parolaio rosso” Fausto
Bertinotti
A volte basta cambiare il colore - delle parole
–naturalmente,
Auguri al mio Segretario Nazionale, dopo 35 anni di
militanza passati “dalla parte del torto” come scriveva dopo trent’anni dalla
sua fondazione il “Manifesto”..finalmente sarò dalla parte della ragione ed a
buon titolo farò anch’io – in parte – parte del Partito “del dire, del fare,
lettera e testamento”…baciare no!, non mi chiedete anche questo.
Roberto Bertolotti
lunedì 9 dicembre 2013
Baciare il rospo
Dopo lotte terribili con me stesso e anche con le persone a me molto vicine, alla fine ho baciato il rospo e ho votato
Renzi.
Diverse motivazioni. Alcune epidermiche: un senso di
nausea per le ultime evoluzioni del Pd (i
101, votare Bersani e ritrovarsi Letta, le
bizze di D’Alema), ma anche la percezione netta che quello di Cuperlo, verso cui la mia simpatia umana e
intellettuale è totale, fosse un tempo scaduto.
Sul piano psicologico ancora c’è stata la voglia di sconfiggere quel senso identitario di una sinistra bella ma sempre perdente, quella voglia masochistica di chiudersi in una ridotta di un “noi, gli unici ad avere ragione, contro tutti” ecc ecc.
Sul piano politico hanno agito altre ragioni: la
situazione di impasse in cui versa il governo Letta e con esso tutto il Paese; le
ostinazioni di Napolitano a tenere il quadro politico congelato in larghe
intese senza più sbocchi ideali; l’urgenza di dare un segnale forte all’intero
Paese di volontà di cambiamento.
Ancora su questo piano mi ha convinto – e scelgo
solo un argomento – l'intenzione di Renzi contro un soggetto politico ormai
per certi aspetti totalmente retrivo
come il Sindacato (penso soprattutto alla CISL). La trentennale esperienza lavorativa personale mi ha portato a ritenere vera la
proposizione che Renzi ha dichiarato di voler combattere secondo la quale “per
fare carriera occorre iscriversi al sindacato”,
e che la parola “merito” non faccia parte del vocabolario della sinistra. Adesso, in un momento molto aspro della vita lavorativa di
tutti, si tratta di vigilare al fine che non si butti anche il bambino dei
diritti e delle tutele con l’acqua sporca del parassitismo sindacale sempre più
chiuso in logiche di mediazione e conseguenti vantaggi castali dell’apparato
sindacale stesso. E’ un punto verso cui
bisogna guardare con apprensione ma anche con speranza di cambiamento.
Si potrebbero aggiungere altre ragioni, evidenziate
dallo stesso Renzi nel suo ispirato discorso nella tarda serata di ieri. Che si
possa essere riformisti e non essere noiosi.
Che si possa coniugare il buon senso del padre di famiglia con le grandi idealità e il
sogno. Che il riformismo può avere la capacità
di scaldare i cuori come l’estremismo più acceso. Che non è la fine della
sinistra ma il cambio di un nucleo dirigente.
A me che sono qualcosa di meno di un militante a
tempo pieno ma qualcosa di più di un
semplice e inerte iscritto al Pd non resta che vigilare al fine che la scelta operata non si tramuti in un passo
falso. Vedremo le prossime mosse del nuovo segretario e lo
talloneremo da presso. Altro non c’è da fare per adesso oltre ad augurargli
tanta buona fortuna.
Non più un partito di ex
Con la
vittoria di Renzi il PD non è più un partito di ex, ex-comunisti,
ex-democristiani, ed ex-altri. La ‘fusione fredda’ che aveva provato a mettere
insieme le varie anime di provenienza era stato tentativo generoso di alcuni,
come Prodi, che avevano in mente un partito riformista moderno. Ma in barba
alle intenzioni si erano subito formati dei sottopartiti ( le hanno anche
chiamate fondazioni, per darsi un’aura di modernità) in perenne competizione
tra di loro. Le storie passate, vissute in modo così ideologico, l’ossessione
per l’identità come a creare un recinto che separasse dagli altri, più la
vocazioni di molti a vivere di rendite politiche (oltre che di rendite d’altra
natura), senza un minimo sforzo di innovazione e tanto meno di immaginazione,
ci hanno fatto subire il ventennio berlusconiano per il semplice motivo che
questa ‘sinistra’ non era in grado di costituire una vera alternativa. Piagnona,
conservativa, logorroica, questa ‘sinistra’ inconcludente, tirava a campare
riciclando vecchi pezzi di ideologia da museo delle cere all’insegna di un ‘ecumenismo’
flebile ed inefficace e riproponendo i soliti slogan con un linguaggio contorto
e incomprensibile. Con Renzi si apre una nuova stagione. Non la stagione dei
miracoli, ma la stagione del fare dopo le chiacchiere, del prendere decisioni
che non c’è più tempo, del dinamismo che solo una nuova squadra di dirigenti
può imprimere al partito, del parlar chiaro e senza equivoci che non c’è niente
da nascondere, dell’esser conseguenti che questo è il dovere di chi fa ‘politica’.
domenica 8 dicembre 2013
sabato 7 dicembre 2013
Invictus
Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of
circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and
tearsI have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the
gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.
Cioè:
Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei qualunque essi siano
per l’indomabile anima mia.
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei qualunque essi siano
per l’indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
Parole di grande forza quelle della poesia di William
Ernest Henley (1849-1903), predilette da Nelson
Mandela nel lungo periodo del carcere. Parole che, insieme al personaggio
Mandela, continueranno a produrre energia, coraggio e cambiamento.
venerdì 6 dicembre 2013
Perchè un anti, o un non, renziano voterà Renzi
Meno male che sta finendo questa campagna per le primarie perché i messaggi e i post su Facebook dei seguaci dell’uno o dell’altro o dell’altro ancora non si possono più leggere. Per carità, va bene la passione, il tifo, la critica dell’avversario dura anzi durissima, ma alcune missive sono improponibili. Mi riferisco soprattutto a quelle che annunciano sfracelli per la sinistra in caso di vittoria del “duca d’Arno”, come lo definisce un catastrofista seguace di Cuperlo. Il quale Cuperlo, a parte qualche caduta di tono nell’indicare Renzi come un Berlusconi redivivo e minacciare rottura implacabili nel partito, è stato quello che è al naturale, cioè un competitor civile con idee raccontate molto bene che probabilmente non prevarranno.
La sua campagna è stata frenata non dalle cose che gli diranno domenica sera: che non ha avuto immagine, che è stato poco combattivo. Cuperlo ha avuto una bella immagine., seria, competente, generosa. E ha combattuto. Aveva alle spalle e sulle spalle le sconfitte del suo (e mio) mondo. Tutto qui. Non una storia solo di sconfitte, perché come ricorda D’Alema, alcune volte si è vinto, ma porta con sè sconfitta storica di una sinistra senza quid, che ha inseguito tutte le mode e che alla fine della parabola si è scoperta lavorista, anti-blairiana, sindacalista, cultrice di un passato di cui si era liberata con leggerezza. Cuperlo ha portato su di sé con onore questa bisaccia, non senza una sua personale responsabilità non avendo negli anni trascorsi mai pronunciato quelle parole di critica che oggi adopera con grade libertà. Il mondo che lo appoggia non è esente da colpe. Ci sono trasformisti anche nel campo di Renzi, e ce ne sono troppi. Ma quelli che apppogiano Cuperlo sono stati al potere della sinistra per tutto un ventennio che non a caso chiamiamo berlusconiano per indicare la subalternità della sinistra in un’epoca culturalmente e politicamente dominata dall’avversario storico.
E’ un gran vizio della sinistra annunciare guai in caso di sconfitta. C’è l’idea che dopo di noi ci sarà il diluvio. Non è così, non è mai stato così. La sinistra ha rivinto quando è cambiata radicalmente nelle idee e nelle personalità che la dirigevano. Con uomini e donne nuovi. In Italia la ricostruzione è più difficile. La demonizzazione della tradizione socialista è stata il grande insulto fatto alla storia del movimento operaio. La cancellazione della tradizione democratica del comunismo italiano assieme all’esaltazione dei suoi difetti e al silenzio sulle sue colpe più gravi, fra cui aver tenuto bloccato il paese per le mancate scelte anti-sovietiche, sono responsabilità irrimediabili. Prendete il caso di Craxi descritto come un ladrone fino a qualche giorno fa quando, d’ improvviso, uno dei suoi inseguitori e accusatori, Gerardo D’Ambrosio, ha dovuto riconoscere che il leader del Psi non si è mai personalmente arricchito nella sua lunga vita politica. Il socialismo italiano è stato sepolto nella questione morale invece di essere criticato nelle sue scelte, molte delle quali più lungimiranti di quelle del Pci, basta pensare a tutte le riforme modernizzatrici, dalla scuola al divorzio alla Statuto, che dobbiamo solo all’iniziativa del Psi e dei suoi esponenti. Persino l’attuale dibattito sulle riforme delle istituzioni deve molto di più a Craxi che al Pci.
Oggi invece si riscopre che non si vuole morire democristiani perchè nel partito nato prevalentemente dalla fusione fra ex Pci e ex Dc sta prevalendo un giovane uomo che viene dalla tradizione cattolica dopo che per anni abbiamo implorato un grande manager cattolico e, quello si, democristiano di prendere le redini della sinistra non avendo noi candidati in grado di vincere le elezioni.
Se vince Renzi non si scioglierà la sinistra, inizierà semplicemente una nuova storia. Ci sarà un leader che spero faccia le cose che dice e che un anti-renziano come me criticherà ogni volta che si mostrerà al di sotto del suo programma e delle sue promesse. I civatiani sono entusiasti delle performance tv del loro giovane leader. Lui è l’anti-Vendola, l’uomo che può pulire gli angolini del sinistrismo politicamente corretto. E’ un bene se avrà molti voti. Ma sarebbe un male se prevalesse perchè nella sua proposta politica c’è persino meno di quello che promette Nichi.
Ho scritto di me che sono anti-renziano volendo sottolineare che l’ho criticato con durezza, che non sono salito sul suo carro ma che ne riconsosco le qualità di combattente e le ragioni modernizzatrici. Del resto questa discussione fra liberisti e anti-liberisti che si sta svolgendo dopo il 2008 sta diventando un po’ comica. Se è chiaro il danno che è venuto al mondo dalle ricette liberiste, la loro sconfitta non ha prodotto il keynesismo del XXI secolo. Non c’è una cultura che prevale, non c’è una ricetta salva-mondo. “Bisogna zercar”, come ha intitolato un suo delizioso libretto Gianni Cuperlo. Ed è per “zercar” che io mi auguro che vinca Renzi.
giovedì 5 dicembre 2013
La Sentenza della Consulta sul "Porcellum"
Vedo che continuano a circolare letture imprecise sulla sentenza della Corte. Dal momento che la sentenza è valida "ex nunc", cioè da ora in avanti, nessun parlamentare, nessun presidente e nessun giudice costituzionale diventa illegittimo. Ma proprio perché la sentenza sarà valida da ora in avanti, dopo che sarà stata pubblicata le elezioni dei parlamentari in quel momento non ancora convalidate non potranno più essere confermate, e dunque A) circa 200 deputati rischiano di decadere e il governo Letta rischia di perdere la maggioranza alla Camera (il Senato ha già convalidato quasi per intero le elezioni dei suoi membri). Come dicevo ieri, il vero scontro avverrà nella Giunta delle elezioni di Montecitorio, presieduta da un grillino.
Quanto agli effetti politici, dal momento che si torna alla proporzionale e non basterà più (salvo una riforma) la maggioranza relativa per conquistare il Parlamento, è prevedibile che Grillo la pianti di invocare lo scioglimento delle Camere. Ma non Berlusconi, al quale un nuovo governo di larghe intese andrebbe benissimo.
(da facebook del giornalista di "Repubblica" Sebastiano Messina)
Quanto agli effetti politici, dal momento che si torna alla proporzionale e non basterà più (salvo una riforma) la maggioranza relativa per conquistare il Parlamento, è prevedibile che Grillo la pianti di invocare lo scioglimento delle Camere. Ma non Berlusconi, al quale un nuovo governo di larghe intese andrebbe benissimo.
(da facebook del giornalista di "Repubblica" Sebastiano Messina)
mercoledì 4 dicembre 2013
Quel no dei grillini alla legge taglia-poltrone
Cancellerebbe trentadue nomine: ma il Movimento ha depositato contro un migliaio di emendamenti

La cosa va avanti da sei mesi, su e giù fra giunta e consiglio.
«Evviva!» si penserebbe che debbano gridare quelli del Movimento 5 Stelle. Tutto il contrario, invece. Perché ora che si è arrivati al dunque, sulla legge all’esame definitivo dell’assemblea regionale si è abbattuta una valanga di 1.300 emendamenti: un migliaio dei grillini, uniti in un’apparentemente surreale alleanza con le truppe dell’ex governatore Francesco Storace, che al proliferare di quella giungla societaria aveva già dato un fattivo contributo. L’ostruzionismo è feroce, sia pure con motivazioni distinte. Il centrodestra si oppone allo smantellamento della sua creatura, i grillini temono che con le fusioni arrivino potentissimi supermanager. E minacciano una guerra di posizione che può durare mesi. Poco importa se le fusioni in sequenza si dovrebbero risolvere in una riduzione di 75 poltrone: da 88 a 13. Poco importa se quelle società, a cominciare dal gruppo di Sviluppo Lazio, siano zeppe di bubboni. Tanto da far pensare che ai consiglieri del Movimento 5 Stelle impegnati a scavare le trincee sia sfuggita la relazione nella quale il procuratore della Corte dei conti Angelo Raffaele De Dominicis sancisce lo stato fallimentare della Regione Lazio, dedicando passaggi ustionanti a certi modi discutibili con cui venivano coperte le perdite delle aziende regionali. Perché le società partecipate di perdite ne avevano eccome. Da quando la nuova giunta è arrivata, otto mesi fa, ha dovuto sborsare 50 milioni per tappare i loro buchi. Le partecipazioni dirette e indirette in società di capitali sono 103, cui si devono aggiungere agenzie ed enti vari. Per un totale, reggetevi forte, di 7.361 dipendenti. Numero più che doppio rispetto a quello del personale in forza alla stessa Regione, pari a 3.613 unità: il rapporto con gli abitanti è superiore del 91% rispetto ai 3.371 impiegati della Lombardia. Come si è arrivati a quelle cifre è presto detto. Basta ricordare il caso di Lazioambiente, società creata nel 2011 con il solo obiettivo di riassumere i 487 dipendenti di un gruppo di società ambientali fallite che facevano capo a una cinquantina di comuni laziali. Spesa secca, 20 milioni.
E poi ci sono le perdite, su cui ha acceso il faro la Corte dei conti. Per esempio i 10,3 milioni di rosso accumulati nel solo 2012 dall’Azienda strade Lazio, cui si sommano i 400 mila di Autostrade per il Lazio. Per esempio, l’emorragia di 71.120 euro al giorno dell’azienda di trasporto Cotral, che a fine 2012 aveva un patrimonio netto negativo per 15 milioni. O la voragine dell’Arsial, l’agenzia agricola regionale, commissariata da mesi con 17 milioni di debiti. Un decimo dei quali sul groppone di un ristorante aperto dalla Regione nel 2003 a via Frattina, nel cuore di Roma, che è riuscito nella missione impossibile di aprire un buco di 1,7 milioni. Anche grazie a centinaia di pasti somministrati gratis a politici e assessori.
Ma la rogna più impellente è ora quella di Sviluppo Lazio. Nella sua pancia ci sono 76 pacchetti azionari, fra cui quello di Banca impresa Lazio (Bil), costituita anni fa per garantire prestiti concessi alle piccole imprese dalle quattro banche che ne sono anche azioniste di minoranza: Intesa, Unicredit, Bnl e Banca di credito cooperativo. Lavoro analogo, praticamente, a quello che dovrebbe svolgere Unionfidi Lazio, anch’essa partecipata da Sviluppo Lazio. Una duplicazione assurda. Nell’estate 2012 gli ispettori di Bankitalia hanno fatto a pezzi la Bil. La spesa media procapite per il personale è doppia rispetto ai concorrenti, dirigenti e quadri sono il 73,6% del totale, ogni pratica costa sei volte il prezzo di mercato, e ciascun dipendente lavora 29 pratiche l’anno contro 120.
Poi c’è la Filas, la finanziaria «di sviluppo». Dove sviluppo significa mettere un po’ di soldi in imprese private prendendo quote di minoranza. Ne ha 47. Ma 3 sono in società pubbliche. Altre 5 sono in liquidazione o concordato preventivo, mentre ben 12 sono fallite. E 7, invece, non hanno nemmeno sede nella Regione o comunque svolgono attività fuori dei confini regionali. Nell’arcipelago dei soci privati della finanziaria non mancano nomi di un certo spessore. Uno su tutti, per l’incarico pubblico ora ricoperto: quello dell’attuale amministratore delegato di Atac Danilo Broggi, titolare del 24% della società di ricerca KA4, di cui la Regione ha il 13%...
Poi c’è la Filas, la finanziaria «di sviluppo». Dove sviluppo significa mettere un po’ di soldi in imprese private prendendo quote di minoranza. Ne ha 47. Ma 3 sono in società pubbliche. Altre 5 sono in liquidazione o concordato preventivo, mentre ben 12 sono fallite. E 7, invece, non hanno nemmeno sede nella Regione o comunque svolgono attività fuori dei confini regionali. Nell’arcipelago dei soci privati della finanziaria non mancano nomi di un certo spessore. Uno su tutti, per l’incarico pubblico ora ricoperto: quello dell’attuale amministratore delegato di Atac Danilo Broggi, titolare del 24% della società di ricerca KA4, di cui la Regione ha il 13%...
Sergio Rizzo
Corriere.it
Un altro buon motivo per esserci l'8 Dicembre
Domenica 8 Dicembre dalle 8.00
alle 20.00 si vota per il Segretario Nazionale del Partito Democratico. Sono
tre i candidati alla segreteria, Gianni Cuperlo, Matteo Renzi, Giuseppe Civati.
Tre profili diversi, tre leader che si sfidano per la guida del Partito
chiedendo a tutti gli elettori, i simpatizzanti, gli iscritti e anche quelli
che non hanno mai votato Pd, di dire la loro. Una scelta, quest’ultima,
coraggiosa, ambiziosa, sbagliata anche per alcuni. Ma è indubbia la carica
innovativa che in essa è racchiusa: scegliere il Segretario del Partito
Democratico, e quindi scegliere il probabile futuro candidato alla guida del
Paese, è compito di tutti, nessuno escluso.
Ma, al di la delle regole frutto
di un lavoro di sintesi interno, Domenica voteremo e decideremo
Per questo importantissimo
appuntamento di democrazia e di partecipazione, il Partito Democratico e i suoi
militanti, sono al lavoro da mesi. E’ a questi ultimi che va il pensiero di
tutti noi: senza il contributo di forze, intelligenza e passione che gli
iscritti mettono ogni qual volta il partito chiama, niente sarebbe stato
possibile. Lo ricorda anche il Segretario uscente Guglielmo Epifani, che in un
videomessaggio riservato a chi ai Seggi presenzierò, ringrazia tutti gli amici
che Domenica 8 Dicembre saranno al servizio per la riuscita delle Primarie
Nazionali. 9000 Seggi in tutta Italia, tra i quaranta mila e i cinquantamila
volontari nell’organizzazione. Si parte dal risultato del 26 Ottobre scorso,
quando il voto dei soli iscritti (ben 370000 si recarono a votare ai Congressi
di Circolo) premiò Matteo Renzi che si attestò appena sotto il 50% delle
preferenze. Nulla però è scontato, tutto ancora può accadere.
Anche a Cassina de’ Pecchi
allestiremo due seggi, in Aula Consiliare e nella Ex scuola di Via XXV Aprile.
E’ importante sapere che per evitare
le file ai seggi è sufficiente registrarsi online al link https://registrazione.primariepd2013.it/servizi/registrazione.aspx
dimezzando la procedura di registrazione e alleggerendo il lavoro di chi sta al
Seggio. Questa operazione, semplice e immediata, è obbligatoria per i minori
(sono ammessi al voto i sedicenni). Per votare è sufficiente recarsi al Seggio
con Carta di Identità e versare un contributo spese di almeno 2 euro. Per tutti
quelli che ancora non l’avessero fatto, sul nostro sito www.pdcassina.it e sul nostro blog http://cassinapd.blogspot.it/ sono reperibili tutte le informazioni sui tre candidati,
i profili e le linee programmatiche dei medesimi.
In ultimo ricordiamo che, grazie
alla precisa volontà politica del partito Democratico Adda Martesana
(che raccoglie alcuni circoli tra cui anche il nostro) è stato deciso che una parte
delle risorse raccolte con il contributo versato dai cittadini (0,50 centesimi)
sarà destinata ad un fondo da devolvere a quelle Associazioni di volontariato
che si occupano quotidianamente di povertà, di crisi lavorativa e occupazionale.
Un piccolo gesto forse, ma significante, che in se risponde alle tante (troppe)
sterili polemiche di chi critica le Primarie del Partito Democratico sui 2
euro.
Ogni Circolo è autonomo nel
decidere la destinazione di tali risorse, a Cassina de’ Pecchi certo non faremo
mancare la nostra adesione all’iniziativa, e comunicheremo, dopo l’8 Dicembre
l’entità della somma raccolta e l’Associazione a cui destineremo il tutto.
Non ci rimane altro che chiedere
a tutti i cassinesi di partecipare, di votare, di esprimersi. Più forte sarà il
Partito Democratico, più forte sarà la speranza di cambiamento di cui questo
paese ha un disperato bisogno.
martedì 3 dicembre 2013
POVERA ITALIA!
Che tristezza e senso di impotenza viene nel vedere come
le forze della natura distruggono facilmente i nostri territori!
Ma, insieme alla tristezza e al dolore per la perdita di
vite umane, c'è una rabbia incontenibile che prende se penso a come è piccolo
l'uomo che abita la maggior parte dI questi territori.
Infatti molte distruzioni e morti sono state causate o
facilitate da noi.
Il denaro, la criminalità organizzata e il clientelismo
politico corrotto hanno reso il nostro Paese più debole e facilmente distruttibile
dalle forze della natura.
Come si fa a autorizzare costruzioni sulle rive di fiumi
o addirittura su corsi d'acqua, dopo averli cementificati!
Come riesce a non provare disgusto di se stesso, alla
vista di queste distruzioni e morti, chi per denaro e corruzione ha dato
agibilità e permessi a costruire in luoghi dove non si poteva!
Ma personalmente penso che non solo questi corrotti e
criminali dovrebbero vergognarsi, oltre che finire in galera, ma molti degli
stessi cittadini.
Infatti quasi il 70/80% in Italia sono costruzioni
abusive. Non mi si dica che chi ci abita o chi li ha acquistate non sa che lo
sono.
Un esempio sono Ischia e Procida e altri piccoli comuni
limitrofi dove i carabinieri hanno stimato in circa 800 metri quadri l'edilizia
abusiva (soprattutto ampliamenti e ristrutturazioni di immobili
preesistenti).
Cioè la maggior parte delle costruzioni in questi
meravigliosi luoghi andrebbero abbattuti! Mi rifiuto di pensare che gli
ischitani non fossero consapevoli di questo "piccolo" particolare, anche
se varie saranno state costruite dalla criminalità organizzata.
Ma elenco di altri comuni sparsi in tutta Italia sarebbe lunghissimo.
Pensando allora agli alluvioni e ai terremoti vorrei che i
politici, invece di progettare costruzioni faraoniche.... (il ponte di Messina)
avessero provveduto a rimettere in sesto e a modernizzare la maggior parte
delle infrastrutture esistenti, ridando alla natura ciò che è della natura
(alvei fluviali, spiagge etc) e prevedendo costruzioni antisismiche in un Paese
considerato quasi tutto sismico.
Viene un sorriso amaro pensando alla lotta del PDL sull'eliminazione dell'IMU per molti cittadini che oggi non hanno più neanche una
casa!
Cerchiamo perciò di rendere l'Italia più bella e sicura
per poter, di conseguenza, investire su turismo e cultura che permetterebbe di
migliorare la nostra economia e creare anche nuovi posti di lavoro in una
Paese che ha percentuali di disoccupazione assurda con picchi insostenibili
(per i giovani del 41% e nel sud fino al 51%).
Purtroppo però l'italiano non riesce ad amare il proprio
Paese come dovrebbe ma ama ancora molto se stesso.
Per me è soprattutto questo il progetto più importante e
difficile da attuare: ricostruire la sensibilità e l'etica umana.
Antonietta
Carenza semantica o doppiezza? Il candidato alle primarie che non voterò
Gianni Cuperlo deve essere a corto di argomenti
se ancora non riesce a liberarsi da quella smania, che ha preso tanti della
vecchia guardia ex-post-?-comunista, di infierire sul giovin Matteo Renzi, che fa anche venir rabbia perchè se ne fa
bellamente beffe di tanto livore. Ma c’è di più, e a mio avviso di più grave:
il nostro deve avere dei problemi con la semantica, quella parte della
linguistica che si occupa del ‘significato’. Significato delle parole,
significato delle proposizioni, significato del discorso. A pag 11 di
Repubblica di oggi infioretta la sua pseudo-intervista con affermazioni che
suonano roboanti ma che poi si smontano da sé. Come quando si rivolge a Letta
con “sarebbe utile una sua parola per dire al Pd che non si gioca con messaggi
un giorno collaborativi e un giorno ultimativi”. Tradotto in italiano dal gergo
politichese vuol dire. “Letta intervenga a tirare le orecchie a Renzi” ( e qui
si potrebbe aprire un’altra disquisizione sul richiamo all’autorità per tenere
a bada una persona non gradita, ma lasciamo perdere). Aggiunge poi “Non ho
nessun interesse a partecipare al Congresso postumo della Democrazia Cristiana”,
come dire che siccome la partita si gioca ormai tra esponenti Pd di area cattolica, Letta alla guida del governo e Renzi alla guida del partito (ma non è ancora detto),
non c’è più posto per la gloriosa sinistra. Ma il Pd non doveva superare questa
dicotomia ideologica in nome di un riformismo e progressismo dei fatti più che
dei pensieri? Al nostro non passa neanche per l’anticamera del cervello che qualcosa
a sinistra non deve aver funzionato a dovere se le uniche volte da vent’anni a
questa parte che il centrosinistra ha vinto le lezioni politiche lo ha fatto
sotto la guida di Romano Prodi, un cattolicone per quanto ‘adulto’, come ebbe a
definirsi quando andò a votare al referendum sulla fecondazione assistita
attirandosi le ire dei vescovi. Altra perla offerta con la consueta disinvoltura
al pubblico ludibrio com’è d’uso nella sua cerchia, la troviamo in “Dire che
non si temono le urne mentre Alfano rischia di finire asfaltato da Forza Italia
diventa una sponda per Berlusconi, così non si unisce il Pd ma lo si divide”.
Soccorre una traduzione comprensibile: “Renzi insiste che non bisogna temere le
urne e così fa un favore a Berlusconi e divide il Pd”. A parte che Civati ancor
più di Renzi spinge sul ritorno alle urne, ma non per questo fa un favore a
Berlusconi e divide il Pd, l’argomento è capzioso perché non c’è relazione tra ‘non
temere le urne’ e ‘favorire Berlusconi’ (a meno che non si voglia dire che non
sta bene se gli italiani votano a maggioranza per Berlusconi, il che è troppo
banale anche per uno come Gianni, e pertanto lo escludo), ma serve per arrivare
diritto all’assunto definitivo, posto come condanna inappellabile, che Renzi
favorisce Berlusconi e divide il Pd. Bel modo di rapportarsi con un compagno di
partito! Ma … ma il nostro Gianni non è uno sprovveduto, viene da una scuola
antica e influente, e conosce bene la semantica, sa bene che sono in gioco non
visioni diverse su come far uscire il paese dal disastro, ché utilizzerebbe termini diversi e modi più
discorsivi, ma la sopravvivenza – politica, s’intende - sua e dei suoi sponsor,
e perciò alterna toni ultimativi a toni rassicuranti, sempre all’insegna del general-generico
senza mai addentrarsi nei dettagli.
Insomma la ‘doppiezza’ di ascendenza togliattiana, quella che ancor oggi rende
oscuro e inefficace il linguaggio di tanta ‘sinistra’
Paolo Cova - News n° 34
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domenica 1 dicembre 2013
Tutti a casa!
Beppe Grillo. " I politici tutti a casa, tutti!". Sì mandiamoli a casa tutti, ma per favore non ci lasciare da soli con tutti gli italiani che truccano, che evadono, che rubano, che uccidono, che ridono alle tue battute, e che trovano in te l'alibi alle loro malefatte. Non sono innocenti, sono i veri responsabili.
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