giovedì 12 dicembre 2013

Una pillola al giorno : “ l’inciucio”

Farò la legge elettorale con chi ci starà, anche Berlusconi e Grillo se occorre!
Finalmente il grande leader votato dal 70% dei votanti ha capito che fra il Partito del “dire” e quello “ del fare” c’è di mezzo l’inciucio!!!!!!
Non faremo inciuci! Certo perché se questa proposta l’avesse fatta D’Alema tutti avrebbero gridato all’”inciucio”….D’Alema, vuole trovare la sponda in Berlusca – come nella Bicamerale -, avrebbero scritto in molti.
Infatti è noto a tutti che l’accordo D’Alema per non essere accusato di inciucio doveva trovarlo con lo Spirito Santo.
Invece questa genialata  l’ha detta il nuovo genio e quindi va bene.
Anche lui si è accorto che per fare accordi che possono andare bene occorre non farli a maggioranza relativa, ma almeno coinvolgendo la maggioranza assoluta. Poi per diminuire il numero dei parlamentari e  dividere nettamente le funzioni della Camera e del Senato occorreranno i 2/3 (inciucissimo!!!!!!)
Inciucio???? No puro buon senso, ma ripeto perché se lo propone D’Alema è un inciucio, se lo propone Renzi tutti applaudono?
Capisco scopa nuova scopa bene!
Adesso aspetteremo per la nuova legge elettorale, il genio vuole farla passare alla Camera, poi però al Senato non ci sono i numeri ( e non parlo del PD) e quindi potrà gridare : “non mi fanno lavorare!!!!” come Silvio, poverino

Roberto Bertolotti

p.s. non sono rancoroso, racconto le cose, anche se da fastidio a molti, come faceva Renzi, ma anche qui “due pesi due misure?”


I M5s al di là di ogni immaginazione

M5s pubblica l'indirizzo di casa Faraone su Facebook. La moglie del deputato: "Ora ho paura per mia figlia"


Riccardo Nuti M5s
"Adesso ho paura per me e la mia bambina di undici anni... Riccardo Nuti chieda scusa". Rosi Pennino, moglie del deputato Pd Davide Faraone, dopo la pubblicazione dell'indirizzo di casa del responsabile Scuola del Pd sul profilo Facebook di Riccardo Nuti (M5S) ha deciso di reagire chiedendo al deputato girllino scuse pubbliche. Un nuovo capitolo nella polemica innescata l'altro giorno tra i grillini e il deputato Pd accusato da M5s di aver avuto rapporti con esponenti mafiosi palermitani. Accuse respinte con forza da Faraone. Pennino in attesa delle scuse ha annunciato ad Huffpost di voler denunciare Nuti. Scelta che Faraone aveva già fatto: "Continuo a sfidarlo - ha detto - ma Nuti è un codardo, ieri in aula è scappato e non mi ha detto che rinuncerà all'immunità in modo che possa portarlo in tribunale. Continuo a invitarlo a ripetere le stesse parole di ieri ma fuori da Montecitorio così lo querelo".
"Gentile signor Nuti - scrive - è tra le righe che trovo il coraggio di rompere il rumore del silenzio, che circonda frastornante queste ultime ore, catapultata, mio malgrado in una violenza pubblica che fa rimbombare il mio nome, la mia data di nascita, la mia targa ed il mio indirizzo della casa in cui vivo con la mia bambina".
HuffingtonPost

Renzi e il 'compagno baffino'

Leggo ancora dopo la vittoria di Renzi alle primarie del Pd alcuni commenti decisamente rancorosi di quelli che dovrebbero essere suoi compagni di partito. Mentre questi si muove con dinamismo e determinazione, la vecchia guardia sonnacchiosa e stordita da un misero 18% muove solo la lingua per lanciare anatemi al novello segretario assimilato ad una versione più giovane del berlusconismo. Per questi eterni sconfitti non vale che il nostro abbia raccolto più di 2/3 dei consensi tra gli elettori del Pd, ciò che li preoccupa è che pare davvero intenzionato ad eliminare dalla scena politica la vecchia guardia, quei professionisti della politica che hanno campato in questi ultimi vent’anni sulle disgrazie del paese, ovviamente a loro insaputa perché mossi dalle migliori intenzioni. S’è visto l’altra sera in Tv un D’Alema che raccoglieva la cacca del cane, un mestiere che ora ben gli si addice. Quando uno non capisce che il suo tempo è finito e che è ora di passare la palla ad altri –che non siano dei cloni, come Cuperlo- si prepara da sé un triste viale del tramonto.    

La buona politica

716 cassinesi hanno votato Domenica 8 Dicembre per le Primarie del Partito Democratico.



Un gran successo. Un risultato che va oltre qualsiasi ottimistica previsione.
In questo pezzo non mi soffermerò però sul commento al voto, voglio usare questo spazio per rendicontare agli elettori e ai nostri lettori, come da nostro impegno preso precedentemente, le spese e gli introiti derivati dal contributo versato di due euro.



Ricapitolando, quindi:

Totale Contributo votanti                                                                                                             1. 510
Spese per riscaldamento uffici comunali                                                                                          186
Contributo solidarietà a onlus di Cassina                                                                                         358
Spese per manifesti volantini                                                                                                            254
Versati a Federazione per “buona politica”                                                                                      550
Per PD Cassina                                                                                                                                162    

Il contributo (50 centesimi ogni 2 euro) è stato versato a favore della Cooperativa Sociale "Il Germoglio" per il progetto "Abito su Misura". 
Un progetto che consiste nel condurre per alcuni weekend i ragazzi con disabilità lontano dalle famiglie per abituarli all'idea della loro esistenza futura.

Come sapete, le Primarie sono state occasione anche per distribuire un questionario sul quotidiano vivere a Cassina. Da una prima analisi non dettagliata delle risposte (125) emergono i seguenti giudizi:

Dal questionario, elaborato su 4 domande, emerge un giudizio negativo sull'operato della ex amministrazione di centrodestra. Il 90% delle risposte reputa insufficiente lo stato attuale dei trasporti, della viabilita', della manutenzione del verde e dei parchi pubblici. Insufficiente il giudizio espresso anche sulle politiche giovanili, sull'attenzione per gli anziani e per lo stato della cultura. Un giudizio positivo, che non va oltre la sufficienza però, viene espresso per lo stato della sicurezza e sui servizi al cittadino. Le scelte apprezzate dai cittadini, seppur all'interno di un giudizio pesantemente negativo (la stragrande maggioranza delle risposte dice in sostanza la ex Amministrazione "non ha fatto niente"), sono l'apertura dei locali nei sotterranei del Supermercato di Piazza Europa e l'interessamento verso la vertenza Nokia Siemens.
Le parole "chiave" della futura Amministrazione dovranno essere, secondo le risposte pervenute, in ordine, lavoro, più Servizi Sociali, scelte trasparenti e partecipate.

I questionari sono ancora disponibili, l’iniziativa continua. Sono scaricabili dal sito www.pdcassina.it.


La tua idea è importante, condividila con noi!

mercoledì 11 dicembre 2013

Il nuovo padrone

Leggo sui giornali che il “padrone” forte dall’essere stato votato anche da gente che il PD non lo ha mai votato e probabilmente non lo voterà mai, ha deciso che Massimo D’Alema non sarà candidato alle elezioni europee.
In qualunque paese normale un Partito sarebbe felice di candidare chi ha fatto il premier ed il Ministro degli Esteri, ma evidentemente non siamo un paese normale.
Alle elezioni europee si esprimono preferenze per scegliere gli eletti e quindi perché non lasciare agli elettori (quelli si del PD, senza dubbio) chi mandare al Parlamento europeo?
Se D’Alema è così inviso non sarà votato.
Max, il mio leader, è sicuramente uno dei pochi che conosce ed è conosciuto in Europa, uno che probabilmente una volta eletto (se gli elettori del PD lo vorranno), potrà essere votato (vista la stima che - salvo che da noi - gode in giro per il mondo), per uno degli incarichi più alti in Europa. Forse dopo Frattini non avremmo fatto una brutta figura.
Forse sarebbe stato eletto come “ministro degli esteri in Europa “ visto che ci è andato vicino un paio di anni fa e non è stato eletto perché l’allora Presidente del Consiglio Berlusconi non ha ritenuto di sostenere la sua candidatura.
Quindi perché non consentirci di votare uno che in Europa sa cosa fare.
Ma Matteo Renzi comincia a rivelarsi un padrone (Renzusconi) e nega agli altri quello che ha rivendicato per sé. Il diritto di essere votato.
Lui preferirà mandare in Europa qualche “giovane del dire, del fare, baciare,lettera e testamento ”, che sicuramente (non avendo studiato geografia perché ora non si usa più) quando sentirà parlare di Lorena cercherà fra le neo deputate chi si chiama così e quando sentirà parlare di Alsazia penserà a qualcuno che ha mangiato tanto e bene.
Però sarà sicuramente un suo “yes man”.
Volete mettere che effetto fa e farà sapere che “Renzi non candida D'Alema e Bindi! Un successo soprattutto fra quelli del centro destra che – quando sarà – voteranno per lui (forse si, forse no)
  Ripeto, meno male che non ho votato Renzusconi.

Roberto Bertolotti


martedì 10 dicembre 2013

Grillo, hai stufato

Anche se fossi  stata un sua ammiratrice/elettrice, con un  pò di onestà intellettuale, dovrei riconoscere che non è più sopportabile!
Capisco che deve fare una guerra all'ultimo sangue a tutti e soprattutto al PD, a cui ha tolto e vuole ancora togliere voti, ma chiedo accoratamente a chi vorrebbe ancora votarlo nelle prossime  elezioni (europee e nazionali) che fiducia può dare quest'uomo che, come Berlusconi, cambia idea quasi ogni giorno o afferma anche lui che è stato frainteso.
Ma soprattutto non ha una visione chiara e un progetto costruttivo per il nostro Paese.
L'importante è distruggere e protestare contro qualsiasi cosa o persona che non la pensano come lui.
Esempio squallido, alla Mussolini maniera, distruggere e offendere i giornalisti che si permettono di criticarlo, come l'editorialista dell'Unità.
Ha persino il coraggio di chiedere ai suoi "seguaci" di indicare e identificare i giornalisti "nemici". Ma per me quest'uomo ha bisogno di un controllo medico approfondito non di  poter gestire un Paese!
Ma il clou dell'impazzimento lo sta raggiungendo dopo il responso della Consulta sulla legge elettorale detta Porcellum.
Si è buttato a capofitto sui 150 parlamentari che sarebbero abusivi con questa legge  e non vorrebbe neanche farli entrare a Montecitorio (vuole creare anche lui ronde speciali?) dimenticando, guarda caso, che la Consulta, avendo anche scritto che questo parlamento deve fare al più presto una nuova legge elettorale, lo ha legittimato.
Ma a Mr. urlatore fa comodo dimenticarlo e fingendo di non tener presente che, se questo parlamento fosse illegittimo, sarebbero  abusivi anche i suoi grillini!. Soprattutto vorrei chiedere al grande uomo che vuole tornare alle urne subito, quindi con il porcellum,: se vincessi tu  i tuoi parlamentari  sarebbero  invece legittimi?!? Grillo vuoi tornare ALLE URNE CON IL "PORCELLUM"! Capisci che contorsioni di parole e proclami  fai?!
Per favore chi vuole ancora votarlo ci pensi molto bene, E' vero che c'è molta disistima e delusione nei confronti dei politici ma non state scegliendo proprio il meglio!
Se poi non ha nessun motivo valido di critica, come la vittoria di Renzi nelle nostre primarie, non gli resta che offendere con pesanti parolacce. Grande politico!
Adesso, pur di ottenere quello che si è prefissato, gli va bene anche Berlusconi con la sua "Forza Italia".
La loro battaglia (sua e di Mr. B) è mandare a casa gli altri poi, se avanza tempo, forse penseranno a qualche progettino per noi italiani!

Non l' ho votato, e metterò la maglietta “io non l’ho mai votato”

Ma, a differenza di quanto ciascuno possa immaginare non ho alcuna remora a dire che forse è giusto così.
Come ho già scritto mi sono auto rottamato 10 anni fa (ancor giovane per la politica italiana e cassinese).
Siccome questo è un fatto “rivoluzionario” so anche che c’è chi non si rassegna ed ogni volta che a Cassina si “spegne” un lampione dice che è colpa mia.
Me ne sono fatto da tempo una ragione, agli scemi non posso spiegare o dire nulla.
Ho solo rispetto e provo pena per loro.

Quindi, ripeto, ieri ho preso atto con serenità del risultato delle primarie.
Al mio Segretario Nazionale auguro buon lavoro nell’interesse di tutti e dell’Italia in primis.
D’altronde cosa avrei dovuto dire. Tanti amici e persone che stimo iscritte e no al PD hanno votato per LUI.
Non possono essersi sbagliate (la citazione di Gino e Michele sulle mosche è assolutamente non pertinente al tono ed allo scritto).

Ieri sera ho ascoltato con emozione il bellissimo intervento di Renzi, che ha saputo toccare i cuori e dire cose “inascoltate “ nei secoli: “ridurremo il numero dei parlamentari”, “basta bicameralismo perfetto”, “ridurremo di un miliardo i costi della politica”, “aboliremo le provincie”, “non faremo inciuci” “ i proporzionalisti hanno perso” ed altre cose ripeto che su Marte nessuno aveva ancora sentito.
Ma le diceva, come diceva Uma nel film relazioni pericolose: “in un modo che era impossibile dirgli di no”.

Lo stesso tono, la stessa forza del mitico “parolaio rosso” Fausto Bertinotti
A volte basta cambiare il colore - delle parole –naturalmente,

Auguri al mio Segretario Nazionale, dopo 35 anni di militanza passati “dalla parte del torto” come scriveva dopo trent’anni dalla sua fondazione il “Manifesto”..finalmente sarò dalla parte della ragione ed a buon titolo farò anch’io – in parte – parte del Partito “del dire, del fare, lettera e testamento”…baciare no!, non mi chiedete anche questo.

Roberto Bertolotti  
 


lunedì 9 dicembre 2013

Baciare il rospo


Dopo lotte terribili con me stesso  e anche con le persone a me molto vicine,  alla fine ho baciato il rospo e ho votato Renzi.
Diverse motivazioni. Alcune epidermiche: un senso di nausea per le ultime evoluzioni del Pd  (i 101, votare Bersani e ritrovarsi  Letta, le bizze di D’Alema), ma anche la percezione netta che quello di Cuperlo,  verso cui la mia simpatia umana e intellettuale è totale, fosse un tempo scaduto.
Sul piano psicologico ancora c’è stata la voglia di sconfiggere quel senso identitario di una sinistra bella ma sempre perdente, quella voglia masochistica di chiudersi in una ridotta di un  “noi, gli unici ad avere ragione, contro tutti” ecc ecc.
Sul piano politico hanno agito altre ragioni: la situazione di impasse in cui versa il governo Letta e con esso tutto il Paese; le ostinazioni di Napolitano a tenere il quadro politico congelato in larghe intese senza più sbocchi ideali; l’urgenza di dare un segnale forte all’intero Paese di volontà di cambiamento.

Ancora su questo piano  mi ha convinto – e scelgo solo un argomento – l'intenzione di Renzi contro un soggetto politico ormai per certi aspetti  totalmente retrivo come il Sindacato (penso soprattutto alla CISL). La trentennale esperienza lavorativa personale mi ha portato a ritenere vera la proposizione che Renzi ha dichiarato di voler combattere secondo la quale “per fare carriera occorre iscriversi al sindacato”,  e che la parola “merito” non faccia parte del vocabolario della  sinistra. Adesso, in un momento molto aspro della vita lavorativa di tutti, si tratta di vigilare al fine che non si butti anche il bambino dei diritti e delle tutele con l’acqua sporca del parassitismo sindacale sempre più chiuso in logiche di mediazione e conseguenti vantaggi castali dell’apparato sindacale stesso.  E’ un punto verso cui bisogna guardare con apprensione ma anche con speranza di cambiamento.

Si potrebbero aggiungere altre ragioni, evidenziate dallo stesso Renzi nel suo ispirato discorso nella tarda serata di ieri. Che si possa essere  riformisti e non essere noiosi. Che si possa coniugare il buon senso del  padre di famiglia con le grandi idealità e il sogno. Che il  riformismo può avere  la  capacità di scaldare i cuori come l’estremismo più acceso. Che non è la fine della sinistra ma il cambio di un nucleo dirigente.

A me che sono qualcosa di meno di un militante a tempo pieno  ma qualcosa di più di un semplice e inerte iscritto al Pd non resta che vigilare al fine che la scelta operata non si tramuti in un passo falso. Vedremo le prossime mosse del nuovo segretario e lo talloneremo da presso. Altro non c’è da fare per adesso oltre ad augurargli tanta buona fortuna.
 

Non più un partito di ex

Con la vittoria di Renzi il PD non è più un partito di ex, ex-comunisti, ex-democristiani, ed ex-altri. La ‘fusione fredda’ che aveva provato a mettere insieme le varie anime di provenienza era stato tentativo generoso di alcuni, come Prodi, che avevano in mente un partito riformista moderno. Ma in barba alle intenzioni si erano subito formati dei sottopartiti ( le hanno anche chiamate fondazioni, per darsi un’aura di modernità) in perenne competizione tra di loro. Le storie passate, vissute in modo così ideologico, l’ossessione per l’identità come a creare un recinto che separasse dagli altri, più la vocazioni di molti a vivere di rendite politiche (oltre che di rendite d’altra natura), senza un minimo sforzo di innovazione e tanto meno di immaginazione, ci hanno fatto subire il ventennio berlusconiano per il semplice motivo che questa ‘sinistra’ non era in grado di costituire una vera alternativa. Piagnona, conservativa, logorroica, questa ‘sinistra’ inconcludente, tirava a campare riciclando vecchi pezzi di ideologia da museo delle cere all’insegna di un ‘ecumenismo’ flebile ed inefficace e riproponendo i soliti slogan con un linguaggio contorto e incomprensibile. Con Renzi si apre una nuova stagione. Non la stagione dei miracoli, ma la stagione del fare dopo le chiacchiere, del prendere decisioni che non c’è più tempo, del dinamismo che solo una nuova squadra di dirigenti può imprimere al partito, del parlar chiaro e senza equivoci che non c’è niente da nascondere, dell’esser conseguenti che questo è il dovere di chi fa ‘politica’.    

domenica 8 dicembre 2013

Risultati primarie a Cassina


Votanti                                       716
Bianche                                      6
Matteo Renzi                             512
Gianni Cuperlo                           73
Giuseppe Civati                         125  

sabato 7 dicembre 2013

Invictus



Out of the night that covers me,                             
Black as the pit from pole to pole,

I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.


In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.


It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

Cioè:

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei qualunque essi siano
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

Parole di grande forza quelle della poesia di William Ernest Henley (1849-1903), predilette da Nelson Mandela nel lungo periodo del carcere. Parole che, insieme al personaggio Mandela, continueranno a produrre energia, coraggio e cambiamento.

venerdì 6 dicembre 2013

Perchè un anti, o un non, renziano voterà Renzi

Meno male che sta finendo questa campagna per le primarie perché i messaggi e i post su Facebook dei seguaci dell’uno o dell’altro o dell’altro ancora non si possono più leggere. Per carità, va bene la passione, il tifo, la critica dell’avversario dura anzi durissima, ma alcune missive sono improponibili. Mi riferisco soprattutto a quelle che annunciano sfracelli per la sinistra in caso di vittoria del “duca d’Arno”, come lo definisce un catastrofista seguace di Cuperlo. Il quale Cuperlo, a parte qualche caduta di tono nell’indicare Renzi come un Berlusconi redivivo e minacciare rottura implacabili nel partito, è stato quello che è al naturale, cioè un competitor civile con idee raccontate molto bene che probabilmente non prevarranno.
La sua campagna è stata frenata non dalle cose che gli diranno domenica sera: che non ha avuto immagine, che è stato poco combattivo. Cuperlo ha avuto una bella immagine., seria, competente, generosa. E ha combattuto. Aveva alle spalle e sulle spalle le sconfitte del suo (e mio) mondo. Tutto qui. Non una storia solo di sconfitte, perché come ricorda D’Alema, alcune volte si è vinto, ma porta con sè sconfitta storica di una sinistra senza quid, che ha inseguito tutte le mode e che alla fine della parabola si è scoperta lavorista, anti-blairiana, sindacalista, cultrice di un passato di cui si era liberata con leggerezza. Cuperlo ha portato su di sé con onore questa bisaccia, non senza una sua personale responsabilità non avendo negli anni trascorsi mai pronunciato quelle parole di critica che oggi adopera con grade libertà. Il mondo che lo appoggia non è esente da colpe. Ci sono trasformisti anche nel campo di Renzi, e ce ne sono troppi. Ma quelli che apppogiano Cuperlo sono stati al potere della sinistra per tutto un ventennio che non a caso chiamiamo berlusconiano per indicare la subalternità della sinistra in un’epoca culturalmente e politicamente dominata dall’avversario storico.
E’ un gran vizio della sinistra annunciare guai in caso di sconfitta. C’è l’idea che dopo di noi ci sarà il diluvio. Non è così, non è mai stato così. La sinistra ha rivinto quando è cambiata radicalmente nelle idee e nelle personalità che la dirigevano. Con uomini e donne nuovi. In Italia la ricostruzione è più difficile. La demonizzazione della tradizione socialista è stata il grande insulto fatto alla storia del movimento operaio. La cancellazione della tradizione democratica del comunismo italiano assieme all’esaltazione dei suoi difetti e al silenzio sulle sue colpe più gravi, fra cui aver tenuto bloccato il paese per le mancate scelte anti-sovietiche, sono responsabilità irrimediabili. Prendete il caso di Craxi descritto come un ladrone fino a qualche giorno fa quando, d’ improvviso, uno dei suoi inseguitori e  accusatori, Gerardo D’Ambrosio, ha dovuto riconoscere che il leader del Psi non si è mai personalmente arricchito nella sua lunga vita politica. Il socialismo italiano è stato sepolto nella questione morale invece di essere criticato nelle sue scelte, molte delle quali più lungimiranti di quelle del Pci, basta pensare a tutte le riforme modernizzatrici, dalla scuola al divorzio alla Statuto, che dobbiamo solo all’iniziativa del Psi e dei suoi esponenti. Persino l’attuale dibattito sulle riforme delle istituzioni deve molto di più a Craxi che al Pci.
Oggi invece si riscopre che non si vuole morire democristiani perchè nel partito nato prevalentemente dalla fusione fra ex Pci e ex Dc sta prevalendo un giovane uomo che viene dalla tradizione cattolica dopo che per anni abbiamo implorato un grande manager cattolico e, quello si, democristiano di prendere le redini della sinistra non avendo noi candidati in grado di vincere le elezioni.
Se vince Renzi non si scioglierà la sinistra, inizierà semplicemente una nuova storia. Ci sarà un leader che spero faccia le cose che dice e che un anti-renziano come me criticherà ogni volta che si mostrerà al di sotto del suo programma e delle sue promesse. I civatiani sono entusiasti delle performance tv del loro giovane leader. Lui è l’anti-Vendola, l’uomo che può pulire gli angolini del sinistrismo politicamente corretto. E’ un bene se avrà molti voti. Ma sarebbe un male se prevalesse perchè nella sua proposta politica c’è persino meno di quello che promette Nichi.
Ho scritto di me che sono anti-renziano volendo sottolineare che l’ho criticato con durezza, che non sono salito sul suo carro ma che ne riconsosco le qualità di combattente e le ragioni modernizzatrici. Del resto questa discussione fra liberisti e anti-liberisti che si sta svolgendo dopo il 2008 sta diventando un po’ comica. Se è chiaro il danno che è venuto al mondo dalle ricette liberiste, la loro sconfitta non ha prodotto il keynesismo del XXI secolo. Non c’è una cultura che prevale, non c’è una ricetta salva-mondo. “Bisogna zercar”, come ha intitolato un suo delizioso libretto Gianni Cuperlo. Ed è per “zercar” che io mi auguro che vinca Renzi.

giovedì 5 dicembre 2013

La Sentenza della Consulta sul "Porcellum"

Vedo che continuano a circolare letture imprecise sulla sentenza della Corte. Dal momento che la sentenza è valida "ex nunc", cioè da ora in avanti, nessun parlamentare, nessun presidente e nessun giudice costituzionale diventa illegittimo. Ma proprio perché la sentenza sarà valida da ora in avanti, dopo che sarà stata pubblicata le elezioni dei parlamentari in quel momento non ancora convalidate non potranno più essere confermate, e dunque A) circa 200 deputati rischiano di decadere e  il governo Letta rischia di perdere la maggioranza alla Camera (il Senato ha già convalidato quasi per intero le elezioni dei suoi membri). Come dicevo ieri, il vero scontro avverrà nella Giunta delle elezioni di Montecitorio, presieduta da un grillino. 
Quanto agli effetti politici, dal momento che si torna alla proporzionale e non basterà più (salvo una riforma) la maggioranza relativa per conquistare il Parlamento, è prevedibile che Grillo la pianti di invocare lo scioglimento delle Camere. Ma non Berlusconi, al quale un nuovo governo di larghe intese andrebbe benissimo.

(da facebook del giornalista di "Repubblica" Sebastiano Messina)

mercoledì 4 dicembre 2013

Quel no dei grillini alla legge taglia-poltrone

Cancellerebbe trentadue nomine: ma il Movimento ha depositato contro un migliaio di emendamenti


Messaggio su Twitter del capogruppo grillino nel consiglio regionale del Lazio Davide Barillari: «Il Pd è alla frutta. Mi incrocia Vincenzi e dice: “Tanto la legge la portiamo a casa”. Si, ma ad aprile». La legge che il suo collega democratico Marco Vincenzi vuole portare a casa è quella con cui la giunta di Nicola Zingaretti ha deciso di fondere in una sola le cinque società direttamente controllate da Sviluppo Lazio, tagliando 32 poltrone. Con un risparmio, dicono, di 3 milioni. Operazione che dovrebbe essere seguita da fusioni analoghe nella giungla delle partecipazioni regionali, con il risultato di falcidiare i posti di consiglieri di amministrazione e revisori.
La cosa va avanti da sei mesi, su e giù fra giunta e consiglio.
«Evviva!» si penserebbe che debbano gridare quelli del Movimento 5 Stelle. Tutto il contrario, invece. Perché ora che si è arrivati al dunque, sulla legge all’esame definitivo dell’assemblea regionale si è abbattuta una valanga di 1.300 emendamenti: un migliaio dei grillini, uniti in un’apparentemente surreale alleanza con le truppe dell’ex governatore Francesco Storace, che al proliferare di quella giungla societaria aveva già dato un fattivo contributo. L’ostruzionismo è feroce, sia pure con motivazioni distinte. Il centrodestra si oppone allo smantellamento della sua creatura, i grillini temono che con le fusioni arrivino potentissimi supermanager. E minacciano una guerra di posizione che può durare mesi. Poco importa se le fusioni in sequenza si dovrebbero risolvere in una riduzione di 75 poltrone: da 88 a 13. Poco importa se quelle società, a cominciare dal gruppo di Sviluppo Lazio, siano zeppe di bubboni. Tanto da far pensare che ai consiglieri del Movimento 5 Stelle impegnati a scavare le trincee sia sfuggita la relazione nella quale il procuratore della Corte dei conti Angelo Raffaele De Dominicis sancisce lo stato fallimentare della Regione Lazio, dedicando passaggi ustionanti a certi modi discutibili con cui venivano coperte le perdite delle aziende regionali. Perché le società partecipate di perdite ne avevano eccome. Da quando la nuova giunta è arrivata, otto mesi fa, ha dovuto sborsare 50 milioni per tappare i loro buchi. Le partecipazioni dirette e indirette in società di capitali sono 103, cui si devono aggiungere agenzie ed enti vari. Per un totale, reggetevi forte, di 7.361 dipendenti. Numero più che doppio rispetto a quello del personale in forza alla stessa Regione, pari a 3.613 unità: il rapporto con gli abitanti è superiore del 91% rispetto ai 3.371 impiegati della Lombardia. Come si è arrivati a quelle cifre è presto detto. Basta ricordare il caso di Lazioambiente, società creata nel 2011 con il solo obiettivo di riassumere i 487 dipendenti di un gruppo di società ambientali fallite che facevano capo a una cinquantina di comuni laziali. Spesa secca, 20 milioni.
E poi ci sono le perdite, su cui ha acceso il faro la Corte dei conti. Per esempio i 10,3 milioni di rosso accumulati nel solo 2012 dall’Azienda strade Lazio, cui si sommano i 400 mila di Autostrade per il Lazio. Per esempio, l’emorragia di 71.120 euro al giorno dell’azienda di trasporto Cotral, che a fine 2012 aveva un patrimonio netto negativo per 15 milioni. O la voragine dell’Arsial, l’agenzia agricola regionale, commissariata da mesi con 17 milioni di debiti. Un decimo dei quali sul groppone di un ristorante aperto dalla Regione nel 2003 a via Frattina, nel cuore di Roma, che è riuscito nella missione impossibile di aprire un buco di 1,7 milioni. Anche grazie a centinaia di pasti somministrati gratis a politici e assessori.
Ma la rogna più impellente è ora quella di Sviluppo Lazio. Nella sua pancia ci sono 76 pacchetti azionari, fra cui quello di Banca impresa Lazio (Bil), costituita anni fa per garantire prestiti concessi alle piccole imprese dalle quattro banche che ne sono anche azioniste di minoranza: Intesa, Unicredit, Bnl e Banca di credito cooperativo. Lavoro analogo, praticamente, a quello che dovrebbe svolgere Unionfidi Lazio, anch’essa partecipata da Sviluppo Lazio. Una duplicazione assurda. Nell’estate 2012 gli ispettori di Bankitalia hanno fatto a pezzi la Bil. La spesa media procapite per il personale è doppia rispetto ai concorrenti, dirigenti e quadri sono il 73,6% del totale, ogni pratica costa sei volte il prezzo di mercato, e ciascun dipendente lavora 29 pratiche l’anno contro 120.
Poi c’è la Filas, la finanziaria «di sviluppo». Dove sviluppo significa mettere un po’ di soldi in imprese private prendendo quote di minoranza. Ne ha 47. Ma 3 sono in società pubbliche. Altre 5 sono in liquidazione o concordato preventivo, mentre ben 12 sono fallite. E 7, invece, non hanno nemmeno sede nella Regione o comunque svolgono attività fuori dei confini regionali. Nell’arcipelago dei soci privati della finanziaria non mancano nomi di un certo spessore. Uno su tutti, per l’incarico pubblico ora ricoperto: quello dell’attuale amministratore delegato di Atac Danilo Broggi, titolare del 24% della società di ricerca KA4, di cui la Regione ha il 13%... 
Sergio Rizzo
Corriere.it

Un altro buon motivo per esserci l'8 Dicembre

Domenica 8 Dicembre dalle 8.00 alle 20.00 si vota per il Segretario Nazionale del Partito Democratico. Sono tre i candidati alla segreteria, Gianni Cuperlo, Matteo Renzi, Giuseppe Civati. Tre profili diversi, tre leader che si sfidano per la guida del Partito chiedendo a tutti gli elettori, i simpatizzanti, gli iscritti e anche quelli che non hanno mai votato Pd, di dire la loro. Una scelta, quest’ultima, coraggiosa, ambiziosa, sbagliata anche per alcuni. Ma è indubbia la carica innovativa che in essa è racchiusa: scegliere il Segretario del Partito Democratico, e quindi scegliere il probabile futuro candidato alla guida del Paese, è compito di tutti, nessuno escluso.
Ma, al di la delle regole frutto di un lavoro di sintesi interno, Domenica voteremo e decideremo
Per questo importantissimo appuntamento di democrazia e di partecipazione, il Partito Democratico e i suoi militanti, sono al lavoro da mesi. E’ a questi ultimi che va il pensiero di tutti noi: senza il contributo di forze, intelligenza e passione che gli iscritti mettono ogni qual volta il partito chiama, niente sarebbe stato possibile. Lo ricorda anche il Segretario uscente Guglielmo Epifani, che in un videomessaggio riservato a chi ai Seggi presenzierò, ringrazia tutti gli amici che Domenica 8 Dicembre saranno al servizio per la riuscita delle Primarie Nazionali. 9000 Seggi in tutta Italia, tra i quaranta mila e i cinquantamila volontari nell’organizzazione. Si parte dal risultato del 26 Ottobre scorso, quando il voto dei soli iscritti (ben 370000 si recarono a votare ai Congressi di Circolo) premiò Matteo Renzi che si attestò appena sotto il 50% delle preferenze. Nulla però è scontato, tutto ancora può accadere.
Anche a Cassina de’ Pecchi allestiremo due seggi, in Aula Consiliare e nella Ex scuola di Via XXV Aprile.
E’ importante sapere che per evitare le file ai seggi è sufficiente registrarsi online al link https://registrazione.primariepd2013.it/servizi/registrazione.aspx dimezzando la procedura di registrazione e alleggerendo il lavoro di chi sta al Seggio. Questa operazione, semplice e immediata, è obbligatoria per i minori (sono ammessi al voto i sedicenni). Per votare è sufficiente recarsi al Seggio con Carta di Identità e versare un contributo spese di almeno 2 euro. Per tutti quelli che ancora non l’avessero fatto, sul nostro sito www.pdcassina.it e sul nostro blog http://cassinapd.blogspot.it/ sono reperibili tutte le informazioni sui tre candidati, i profili e le linee programmatiche dei medesimi.
In ultimo ricordiamo che, grazie alla precisa volontà politica del partito Democratico Adda Martesana (che raccoglie alcuni circoli tra cui anche il nostro) è stato deciso che una parte delle risorse raccolte con il contributo versato dai cittadini (0,50 centesimi) sarà destinata ad un fondo da devolvere a quelle Associazioni di volontariato che si occupano quotidianamente di povertà, di crisi lavorativa e occupazionale. Un piccolo gesto forse, ma significante, che in se risponde alle tante (troppe) sterili polemiche di chi critica le Primarie del Partito Democratico sui 2 euro.
Ogni Circolo è autonomo nel decidere la destinazione di tali risorse, a Cassina de’ Pecchi certo non faremo mancare la nostra adesione all’iniziativa, e comunicheremo, dopo l’8 Dicembre l’entità della somma raccolta e l’Associazione a cui destineremo il tutto.
Non ci rimane altro che chiedere a tutti i cassinesi di partecipare, di votare, di esprimersi. Più forte sarà il Partito Democratico, più forte sarà la speranza di cambiamento di cui questo paese ha un disperato bisogno.

Buone Primarie a tutti.

martedì 3 dicembre 2013

POVERA ITALIA!

Che tristezza e senso di impotenza viene nel vedere come le forze della natura distruggono facilmente i nostri territori!
Ma, insieme alla tristezza e al dolore per la perdita di vite umane, c'è una rabbia incontenibile che prende se penso a come è piccolo l'uomo che abita la maggior parte dI questi territori.
Infatti molte distruzioni e morti sono state causate o facilitate da noi.
Il denaro, la criminalità organizzata e il clientelismo politico corrotto hanno reso il nostro Paese più debole e facilmente distruttibile dalle forze della natura.
Come si fa a autorizzare costruzioni sulle rive di fiumi o addirittura su corsi d'acqua, dopo  averli cementificati!
Come riesce a non provare disgusto di se stesso, alla vista di queste distruzioni e morti, chi per denaro e corruzione ha dato agibilità e permessi a costruire in luoghi dove non si poteva!
Ma personalmente penso che non solo questi corrotti e criminali dovrebbero vergognarsi, oltre che finire in galera, ma molti degli stessi cittadini.
Infatti quasi il 70/80% in Italia sono costruzioni abusive. Non mi si dica che chi ci abita o chi li ha acquistate non sa che lo sono.
Un esempio sono Ischia e Procida e altri piccoli comuni limitrofi dove i carabinieri hanno stimato in circa 800 metri quadri l'edilizia abusiva (soprattutto ampliamenti e ristrutturazioni di immobili preesistenti).
Cioè la maggior parte delle costruzioni in questi meravigliosi luoghi andrebbero abbattuti! Mi rifiuto di pensare che gli ischitani non fossero consapevoli di questo "piccolo" particolare, anche se  varie saranno state costruite dalla criminalità organizzata.
Ma elenco di altri comuni sparsi in tutta Italia sarebbe lunghissimo.
Pensando allora agli alluvioni e ai terremoti vorrei che i politici, invece di progettare costruzioni faraoniche.... (il ponte di Messina) avessero provveduto a rimettere in sesto e a modernizzare la maggior parte delle infrastrutture esistenti, ridando alla natura ciò che è della natura (alvei fluviali, spiagge etc) e prevedendo costruzioni antisismiche in un Paese considerato quasi tutto sismico.
Viene un sorriso amaro pensando alla lotta del PDL sull'eliminazione dell'IMU per molti cittadini  che oggi non hanno più neanche una casa!
Cerchiamo  perciò di rendere l'Italia più bella e sicura per poter, di conseguenza, investire su turismo e cultura che permetterebbe di migliorare la nostra economia  e creare anche nuovi posti di lavoro in una Paese che ha percentuali di disoccupazione assurda con picchi insostenibili (per i giovani del 41% e nel sud fino al 51%).
Purtroppo però l'italiano non riesce ad amare il proprio Paese come dovrebbe ma ama ancora molto se stesso.
Per me è soprattutto questo il progetto più importante e difficile da attuare: ricostruire la sensibilità e l'etica umana.
Antonietta

Carenza semantica o doppiezza? Il candidato alle primarie che non voterò

Gianni Cuperlo deve essere a corto di argomenti se ancora non riesce a liberarsi da quella smania, che ha preso tanti della vecchia guardia ex-post-?-comunista, di infierire  sul giovin Matteo Renzi, che fa anche venir rabbia perchè se ne fa bellamente beffe di tanto livore. Ma c’è di più, e a mio avviso di più grave: il nostro deve avere dei problemi con la semantica, quella parte della linguistica che si occupa del ‘significato’. Significato delle parole, significato delle proposizioni, significato del discorso. A pag 11 di Repubblica di oggi infioretta la sua pseudo-intervista con affermazioni che suonano roboanti ma che poi si smontano da sé. Come quando si rivolge a Letta con “sarebbe utile una sua parola per dire al Pd che non si gioca con messaggi un giorno collaborativi e un giorno ultimativi”. Tradotto in italiano dal gergo politichese vuol dire. “Letta intervenga a tirare le orecchie a Renzi” ( e qui si potrebbe aprire un’altra disquisizione sul richiamo all’autorità per tenere a bada una persona non gradita, ma lasciamo perdere). Aggiunge poi “Non ho nessun interesse a partecipare al Congresso postumo della Democrazia Cristiana”, come dire che siccome la partita si gioca ormai tra esponenti Pd di area cattolica, Letta alla guida del governo e Renzi alla guida del partito (ma non è ancora detto), non c’è più posto per la gloriosa sinistra. Ma il Pd non doveva superare questa dicotomia ideologica in nome di un riformismo e progressismo dei fatti più che dei pensieri? Al nostro non passa neanche per l’anticamera del cervello che qualcosa a sinistra non deve aver funzionato a dovere se le uniche volte da vent’anni a questa parte che il centrosinistra ha vinto le lezioni politiche lo ha fatto sotto la guida di Romano Prodi, un cattolicone per quanto ‘adulto’, come ebbe a definirsi quando andò a votare al referendum sulla fecondazione assistita attirandosi le ire dei vescovi. Altra perla offerta con la consueta disinvoltura al pubblico ludibrio com’è d’uso nella sua cerchia, la troviamo in “Dire che non si temono le urne mentre Alfano rischia di finire asfaltato da Forza Italia diventa una sponda per Berlusconi, così non si unisce il Pd ma lo si divide”. Soccorre una traduzione comprensibile: “Renzi insiste che non bisogna temere le urne e così fa un favore a Berlusconi e divide il Pd”. A parte che Civati ancor più di Renzi spinge sul ritorno alle urne, ma non per questo fa un favore a Berlusconi e divide il Pd, l’argomento è capzioso perché non c’è relazione tra ‘non temere le urne’ e ‘favorire Berlusconi’ (a meno che non si voglia dire che non sta bene se gli italiani votano a maggioranza per Berlusconi, il che è troppo banale anche per uno come Gianni, e pertanto lo escludo), ma serve per arrivare diritto all’assunto definitivo, posto come condanna inappellabile, che Renzi favorisce Berlusconi e divide il Pd. Bel modo di rapportarsi con un compagno di partito! Ma … ma il nostro Gianni non è uno sprovveduto, viene da una scuola antica e influente, e conosce bene la semantica, sa bene che sono in gioco non visioni diverse su come far uscire il paese dal disastro, ché  utilizzerebbe termini diversi e modi più discorsivi, ma la sopravvivenza – politica, s’intende - sua e dei suoi sponsor, e perciò alterna toni ultimativi a toni rassicuranti, sempre all’insegna del general-generico  senza mai addentrarsi nei dettagli. Insomma la ‘doppiezza’ di ascendenza togliattiana, quella che ancor oggi rende oscuro e inefficace il linguaggio di tanta ‘sinistra’

Paolo Cova - News n° 34

    
  
 

News dal Parlamento

INFORMATI SU CIO' CHE ACCADE A ROMA DA PAOLO COVA
 
 
eNews
n°34
Dicembre 2013
 
 
 
 

 
 


Io voterò per le primarie

Domenica prossima, l’8 dicembre, si svolgono le primarie per le elezioni del segretario nazionale del Pd e io vado a votare.
Non vi sembri scontato che lo ammetta così apertamente: sono convinto che in questa fase di cambiamento, in cui assistiamo a uno smembramento dei partiti e dei movimenti, è necessario riaffermare l’importanza di avere un partito che tracci la propria linea politica attraverso l’elezione del segretario con il voto di iscritti, elettori e simpatizzanti.
Il ruolo della rappresentanza di percorsi chiari è fondamentale in questo momento nel quale la società e la politica hanno avuto un corto respiro, e indicare un progetto a lungo termine diventa una priorità per tutti gli italiani. Il fatto inoltre che questo non avvenga per autoproclamazione, ma attraverso il protagonismo dei votanti, dà una maggiore garanzia di trasparenza.
 Il mio invito è che anche voi, al di là degli errori commessi dal Pd in questi anni, vi sentiate parte di un progetto non a breve termine, ma che è in continua crescita e costruzione.

 
Decadenza e coerenza

Questa settimana i lavori della Camera sono stati condizionati dalla votazione in Senato sulla decadenza di Berlusconi. Un esempio su tutti per capire come l’episodio di uno ha influenzato la vita dell’intero Paese: tra i provvedimenti particolarmente importanti che non sono arrivati al termine dell'iter parlamentare a causa di questo “intoppo”, c’è quello delle missioni estere, di cui vi ho tenuto regolarmente informati.
 Ma, nella sostanza, cosa è accaduto? Semplicemente che la votazione al Senato ha visto l’applicazione della legge Severino in Parlamento, dopo che era stata attuata anche in altri livelli istituzionali.
 E di cosa parla la legge Severino? Intanto, premetto che la scelta di scrivere una norma come questa era emersa dalla necessità di dare un segnale ai cittadini italiani nella direzione di un recupero di credibilità da parte delle istituzioni. Infatti, la norma garantisce fino al terzo grado di giudizio qualsiasi eletto, ma si dimostra netta e chiara nei confronti di una pena definitiva. Ecco perché ritenere di scavalcare anche questa legge avrebbe provocato un forte segnale di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e in un contesto come questo, nel quale l'assenza di correttezza e onestà prevale, alla politica è richiesto un gesto di maggiore coerenza.


domenica 1 dicembre 2013

Tutti a casa!

Beppe Grillo. " I politici tutti a casa, tutti!". Sì mandiamoli a casa tutti, ma per favore non ci lasciare da soli con tutti gli italiani che truccano, che evadono, che rubano, che uccidono, che ridono alle tue battute, e che trovano in te l'alibi alle loro malefatte. Non sono innocenti, sono i veri responsabili.

giovedì 28 novembre 2013

Un bell’articolo sul “ Fatto quotidiano”

Padellaro & Travaglio
Articolo non firmato, quindi attribuibile al Direttore  Padellaro  o al vice-direttore il   “mitico” giornalista di destra  Marco Travaglio.

“Anche a noi, che di solito centriamo sempre con intelligenza e dovizia di particolari gli argomenti ci tocca un’autocritica.
Siccome siamo giornalisti a tutto tondo e con la schiena diritta “ il che non è poco”, non abbiamo niente in contrario a dire e scrivere “ si, ci eravamo sbagliati”.
Non è vero come abbiamo scritto e riscritto in tutte le salse (e trattandosi di me, Marco Travaglio, come sapete il condimento è piccantello anziché no!) che il governo di larghe intese era nato sotto un ricatto di Mr. B. “ io voto Letta, ma tu PD mi salvi”.
Ad  onor del vero siamo certi che Mr B. lo abbia pensato e forse anche proposto e siccome è abituato con gli “yes men”, se lo dice, si fa. E si fa, senza che tu risponda si o no.
Non è neppure vero come abbiamo sparato a titoli cubitali che “ Napolitano deve la sua nomina e la sua insistenza per la nascita del Governo di cosidette larghe intese ad un patto segreto: “io, Mr.B., ti voto e ti faccio votare dai miei sudditi e tu “re Giorgio” come un sovrano mi concedi la grazia “motu regis, cioè tuo”
Su queste due cose ci siamo sbagliati, ma su tutto il resto abbiamo ragione, compreso il fatto che se non ci fossimo stati noi il Pd avrebbe salvato il Berlusca e Napolitano gli avrebbe concesso “motu proprio” la grazia non solo per le condanne già definitive ma anche per quelle che eventualmente sarebbero venute in seguito. “ grazia a futura memoria”.
Questo articolo “ riassunto nei contenuti “ lo trovate…….non ve lo dico, cercatelo:
Io non l’ho trovato ma volete che due persone come Padellaro /Travaglio non abbiano avuto l’onestà di scriverlo?
Io ci credo, come ho creduto a” Gesù bambino” e quando  mia madre stufa delle mie richieste di regali essendo “povera di soldi e non di spirito “ mi disse . “ ma che Gesù Bambino d’Egitto! Gesù Bambino non esiste” ed io, non ancora iscritto al PD, ma evidentemente “pirla” fin da allora (come direbbero senza insultare Giacomo, Sabino,  anonimo ed altri)  le dissi: “ma la Befana c’è vero?”.
Ora non che Padellaro e Travaglio siano Gesù Bambino.ma credevo che fossero “almeno” Re Magi”


Roberto Bertolotti