domenica 7 aprile 2013

CORRISPONDENZA TRA PERSONE CHE NON SI CONOSCONO VIA @


Ricevo du un conoscente un inoltro di @ ricevuta da un amico. Mi sembra interessante e ve la posto. Ovviamente ho risposto ed ho ricevuto anche un commento. Ve lo riporto :



Voi come la pensate?.
Ciao a tutti
m

Caro Grillo, perché non si concede talvolta il beneficio del dubbio? Provi l'efficacia di questo piccolo ed umile esercizio! Non sono certamente il primo a dirle che la sua ostinata politica, costellata solo dai no e dal fantasma dell'inciucio dietro ad ogni angolo, sta sprecando una grande opportunità e facendo del male a tanti cittadini. Anche a lei e al suo movimento.
Il suo ultimo articolo è in odore di arroganza e tradisce un certo brivido da potere: penso che lei non possa rendersene conto, così preso dall'urgenza di scomunicare e urlare i suoi veti come un vero papa, Pio Beppe da Genova (la vedrei bene!) Mi pare che lei non stia più combattendo per conquistare qualcosa per la gente comune, ma solo per difendere se stesso e il suo dogma, il Verbo intoccabile. Da qui il suo mal posto senso di coerenza, solo fine a se stessa, sta acciecando la sua azione politica e trascinando tantissimi giovani, che si specchiano totalmente in lei, verso una nuova ideologia autoreferenziale: una china molto pericolosa e molto vecchia, nulla a che fare con il rinnovamento!

Il signor Bersani, da lei sempre irriso e offeso in modo strumentale ma a cui lei si è ben guardato dal concedere un democratico confronto politico, penso sia una delle persone più oneste e affidabili in circolazione: da lui comprerei volentieri un'auto usata, in piena fiducia. Comprarne una da lei, ora, mi darebbe invece più ansia.
Caro Grillo, il suo dogma si sta trasformando ormai in protervia, opprimendo e disperando tutti coloro che vorrebbero continuare, o cominciare, a crederle: molli il colpo e si fidi un po', proprio come farebbe un corretto educatore. Lei è riuscito a cambiare in modo irreversibile il nostro Paese, facendoci nuovamente apprezzare il concetto di etica, equità e servizio comune. Seppellisca l'ascia di guerra e non svilisca quanto ci ha permesso di riconquistare: l'orgoglio e la dignità di sentirci nuovamente dei liberi e consapevoli cittadini. Per arrivare a questo manca pochissimo, abbassi solo un poco la testa e permetta anche a noi di vivere più felici, popolo senza stelle!

Amen.

La mia precisazione :




Apprezzo molto lo scritto di Mario e condivido in pieno quanto da lui espresso. Aggiungerei di più: la supponenza e l’arroganza dimostrata dagli esponenti Cinque stelle – prima tra tutte la capogruppo alla Camera – dimostra quanto siano lontani dal Paese e dai suoi cittadini.
Intanto la crisi non la sente certo Grillo che si divide tra la casa in montagna ed al mare.
Responsabilità e dignità non fanno parte del loro lessico …!
  

Mi ha riposto una gentile Signora - che non conosco - :


Concordo con le riflessioni di Marco Togni e di Marco Gusti. Credo che ben poco ci sia da aggiungere sull'atteggiamento di irresponsabilità e di mancanza di rispetto, non tanto verso le istituzioni, ma verso tutti gli italiani, da parte di coloro che si sono candidati a promuoverne e difenderne i diritti e gli interessi. Naturalmente non si deve generalizzare, ma purtroppo su chi sembra che abbia il potere di decidere....per tutti.
Saluti
Luciana


Le parole di Luciana credo siano significative !


 

sabato 6 aprile 2013

Lettera aperta al PD, a SEL, ai nostri iscritti, simpatizzanti, votanti.


Leggo sui giornali – di solito diffido molto, ma stavolta mi fido – che Niki Vendola avrebbe detto “bisogna costruire un soggetto unico della Sinistra, Rimescoliamoci!”.
Non ho né l’intelligenza né l’autorevolezza e nemmeno tutto il resto di Niki, ma rispondo, personalmente ( io dalemiano da sempre e per sempre,) ….  si!!!!!!
Io sarei orgoglioso di “rimescolarmi” con Niki, con Laura Boldrini, con Valerio Marchesi di Bussero, con Raffaela Annetta, Massimo Mandelli, Paolo Teghillo e persino con Gennaro Migliore, Franco Navarro  e persino Alessandro Simeone ( con cui 3 volte su 4 litigo).
Sarebbe un “rimescolarsi” tra persone che hanno scelto strade diverse, ad un certo punto divergenti, ma unite da un “ file rouge” indissolubile, perché legato ai bisogni ed al “comune sentire della povera gente” che magari oggi, delusa, vota il Caimano  o il “Gattopardo Grillo – cambiare tutto perché nulla cambi – “
Quella gente che oggi disperata fischia Laura Boldrini e la sua storia e magari applaudirebbe Beppe Grillo (non c’è limite al peggio!)
Mi piacerebbe che loro capissero anche che da persone come ( mi scuso per chi manca)  Alfredo ed Alessandra  Canavero,  Marcello Novelli,  Marco Gusti,  Franca e Gigi  Ubertis  persone che venivano dall’ex Margherita, è venuto un contributo per un passo in avanti, anche questo, come il filo rosso, indissolubile per me.
Chi come Niki e Laura Boldrini è così sensibile ai temi della “mescolanza” sa che tra un eritreo ed un somalo c’è odio o incomprensione non giustificati, assurdi. Ma come pensiamo di essere esempio a chi da 50 anni (arabi ed israeliani) è in guerra, se noi che siamo in “pace” non sappiamo “rimescolarci”?
Che esempio diamo?
Lo scrivo anche ad altri che stimo da sempre ( ne cito pochi – quelli che conosco bene e da tempo- ma sono molti di più) . Maurizio Attanasio, Giorgio Bristot, Giuseppe Moretti, Marino Contardo, Mauro Betti, Alessandro  Bellinato,  Claudio Scotti, Domenico Castrovinci,  ed ( udite, udite ) Enrico Gambarara
Coraggio “ricontaminiamoci”!!!! rimescoliamoci

Roberto Bertolotti

News dal Parlamento Informati su ciò che accade a Roma con Paolo Cova

Nokia, il Ministero dello Sviluppo sveli i suoi piani
Nella mia prima interrogazione a risposta scritta ho chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di rivelare quali sono le iniziative che intende mettere in atto per intervenire a favore del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de´ Pecchi e per la ripresa delle sue attività imprenditoriali. Come prima azione da parlamentare della Repubblica italiana (segnalo che ha firmato la richiesta anche la collega Simona Malpezzi) ho deciso di sollecitare il Governo proprio su un tema sensibile come quello di Cassina de´ Pecchi.
Nel documento ricordo che “il 29 giugno 2012 il Ministero dello Sviluppo economico, Regione Lombardia, Provincia di Milano e il Comune di Cassina hanno sottoscritto un Protocollo istituzionale d´impresa per Iniziative a tutela della vocazione del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de´ Pecchi”.
Nell’interrogazione aggiungo inoltre che “l’area industriale Nokia Siemens rappresenta una significativa risorsa per la competitività e l´occupazione della Lombardia e del Paese”. Inoltre rendo noto che al punto 2 del protocollo si dice che i sottoscrittori “condividono che la dimensione della crisi economica in corso e dei soggetti coinvolti nello sviluppo dell´area rendono necessario un pieno e responsabile coinvolgimento e coordinamento del Ministero dello Sviluppo economico e delle strutture di suo riferimento, per lo sviluppo di azioni tese ad attrarre aziende che partecipino allo sviluppo del polo industriale interessato”. In conclusione, credo fermamente che ora per Cassina de’ Pecchi servano azioni concrete e immediate perché rinviare le decisioni può essere dannoso per l’attività del sito.

I “disegni” che mi piacciono
Dopo attente valutazioni ho deciso di aderire a diversi disegni di legge che ritengo importanti e che investono vari campi, dall’ambiente al sociale, dal rispetto per gli esseri umani tutti al commercio. Per far capire meglio di cosa si tratta, eccone un breve elenco: “Norme per la promozione della soggettività femminile e per il contrasto al femminicidio”; “Misure per favorire lo sblocco dei pagamenti alle imprese negli enti locali”; “Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti”; “Norme per il contenimento dell’uso di suolo e la rigenerazione urbana”;“Disposizioni concernenti la ricognizione e la demolizione degli immobili costruiti abusivamente, le sanzioni penali e i procedimenti di sanatoria, nonché disciplina dell’attività dell’Osservatorio nazionale sull’abusiv ismo edilizio”; “Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ferroviario in abbandono e la realizzazione di una rete della mobilità dolce”; “Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale”; “Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità, nonché modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228”; “Modifica dell’articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico mafioso”.

Fratelli d’Italia: ecco come è andata
In questi giorni molte persone si sono chieste perché è stata concessa una deroga alla compagine politica Fratelli d'Italia per costituirsi in gruppo unico all’interno del Parlamento, determinando dei presunti costi aggiuntivi. Per spiegare cosa è successo, faccio sapere che le deroghe vengono date dal Regolamento della Camera se sussiste almeno uno di questi tre motivi: essere almeno 20 componenti; aver partecipato alle elezioni politiche con il proprio simbolo; essere presenti su tutto il territorio nazionale.
Il gruppo Fratelli d'Italia poteva contare su due dei tre motivi di deroga ed era impossibile non concedere quanto chiesto. Inoltre, è corretto dare rappresentanza democratica anche a queste forze. Tutto ciò senza aggravio per le spese legate ai rimborsi elettorali, ma con una spesa aggiuntiva di circa 300mila euro per il personale.
Mi ha stupito però che chi ha chiesto di non dare spazio a questo gruppo – e mi riferisco al Movimento 5 Stelle – ventilando aumenti di costo, ha avuto un eccesso di rappresentanza nell’Ufficio di presidenza, obbligando gli altri partiti a integrare lo stesso Ufficio con costi aggiuntivi, anche in questo caso per il personale.

Economia, approvata la Risoluzione
L’Aula della Camera ha approvato una Risoluzione su Relazione del Governo al Parlamento Europeo che impegna, appunto, il Governo a emanare il decreto legge per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione in favore delle imprese e a “graduare il flusso dei pagamenti accordando priorità a quello che le imprese non hanno ancora ceduto al sistema creditizio”. Il documento è stato firmato da Pd, M5s, Pdl, Lega, Sel, Cd e Sc

venerdì 5 aprile 2013

E ora che fare?

Ai nostri rappresentanti eletti (confesso che ho votato PD nelle recenti elezioni, e perciò accampo la pretesa di dire la mia): smettete di baloccarvi tra governi tecnici, governi del presidente, governi di larghe intese, governi con con i 5Stelle, smettete di credere alla favola dei saggi che in pochi giorni sfornano la ricetta magica, smettete di farvi imboccare da un organismo ferraginoso e pletorico come la Direzione Nazionale, fatto per i tempi lunghi, non c'è più un minuto da sprecare.C'è un governo per l'ordinaria amministrazione (e non solo, visto la vicenda del rimborso dei debiti della PA), c'è un Parlamento insediato che può deliberare, dite al Sig. Bersani che si presenti alle Camere con 4-5 punti fondamentali (legge elettorale, riduzione numero parlamentari, riforma del bicameralismo, taglio dei costi della politica, esodati) e chieda il voto, poi a giugno o a settembre si vota. E poi basta con quelle facce truci da cani bastonati, dovete infondere fierezza, speranza, fiducia, è nei momenti tragici che si misura la vostra capacità di reggere e di trovare soluzioni. Se non siete fatti di questa tempra, beh, lasciate stare e tornate alle vostre occupazioni abituali. Non temete, in politica come in fisica non esiste il vuoto.    

giovedì 4 aprile 2013

Papa Francesco di nuovo “per esempio”

Basta guardarsi in giro nello spazio e nel tempo: una società dove le donne sono tenute in stato di inferiorità è una società che non progredisce, è immobile o addirittura in degrado.
La Chiesa delle origini, con le grandi figure di donne testimoniate nei testi biblici ed evangelici, così come la società medioevale - dove donne gestivano, come castellane o come badesse, responsabilità culturali, politiche ed economico sociali, reggendo ospedali e ispirando l’”amor cortese” - vedono le donne in ruoli complementari e mai subalterni rispetto all’uomo. Donne che non avevano bisogno di rivendicare importanza, libertà, visibilità e “quote rosa”. Sì, perché rivendicare è già porsi in una condizione di inferiorità e le “quote rosa” sono la burocratizzazione da “manuale Cencelli” del diritto all’uguaglianza.


Le affermazioni di Papa Bergoglio sulle donne sono molto più avanti rispetto a questa prospettiva della contabilità di genere. Leggiamole in un brano tratto da un libro scritto in dialogo con il Rabbino Abraham Skorka.  "[La donna] È colei che accoglie la società, colei che contiene, la madre della comunità. La donna ha il dono della maternità, della tenerezza;(…). La presenza femminile nella Chiesa non è stata sottolineata molto perché la tentazione del maschilismo non ha permesso di dare visibilità al ruolo che spetta (…) è stata oggetto di uso, di lucro, di schiavitù, è stata relegata in secondo piano (…) il femminismo, come filosofia unica, non fa alcun favore a chi dice di rappresentare, perché pone le donne su un piano di lotta rivendicativa mentre la donna è molto più di questo. La campagna delle femministe degli anni Venti ha ottenuto ciò che volevano ed è finita lì, ma neanche una filosofia femminista costante dà alla donna la dignità che merita. In modo caricaturale, direi che corre il rischio di trasformarsi in un maschilismo in gonnella”.


La femmina (i latini distinguevano lo spregiativo femina dal termine domina, signora e padrona della domus),   la femmina-immagine, la femmina- bambola- gonfiabile, la donna “sono come tu mi vuoi cioè non sono” la donna usa e getta, è stato uno degli aspetti retrivi del marketing televisivo e commerciale degli ultimi due decenni.

Così si è andati indietro  non solo per la crisi economica, per l’erosione delle istituzioni e della legalità…si è andati anche indietro per le politiche dei tagli, tagli sull’integrazione scolastica dei diversi, tagli sul recupero delle difficoltà di apprendimento, sul welfare… si è andati indietro nell’educazione alla cittadinanza e di pari passo sono aumentati episodi di bullismo e ancor più  violenze sulle donne e sui diversi.
Un’inversione di tendenza può solo partire, più che da doverose “quote rosa”, da investimenti nell’istruzione, in progetti di educazione al rispetto della persona, da attenzioni politiche che consentano alla donna di realizzarsi nel lavoro come nella famiglia. Una donna come Laura Boldrini,  neopresidente della Camera, proprio come Papa Francesco, si è insediata portando immediatamente il suo esempio, la trasparenza, le competenze e la correttezza legate al suo curricolo, al suo modo di essere, al suo modo di lavorare e di porsi in modo costruttivo in cui rigore e mediazione non si escludono: non è una questione di quota di genere né di provenienza da qualche partito.

D’Alema e Bersani due che occupano le poltrone?????


Tutti leggiamo i giornali ed a tutti coloro che non sono volutamente disinformati risulta chiaro che:
1.    Se Bersani accettasse di fare un governo di “larghe intese” con il PDL, i Berluscones non farebbero mancare il loro sostegno
2.    In questa intesa entrerebbe sicuramente anche la nomina di D’Alema al colle, che come titola malignamente la Repubblica “ è il candidato di Berlusconi”
Su quest’ultimo punto mi permetto di chiedere “ma quando mai”?
Anche 7 anni fa sembrava che D’Alema fosse il prescelto per il colle (venne scritto anche un libro sull’argomento…” il colle fatale”) poi naturalmente il PDL si guardò bene da eleggerlo unitariamente….
Comunque è chiaro che Bersani sta rifiutando di fare una coalizione con il centro destra e di conseguenza sia lui che Max non saranno eletti.
Ma come? Noi non siamo quelli disposti a tutto per una poltrona?
Siamo cretini, abbiamo la possibilità di eleggere il Capo del Governo ed il Capo dello Stato e rinunciamo? Ma quando mai si è visto un “gran rifiuto così “ facciamolo sapere anche a Grillo ed ai grillini (così ci possono insultare ancora di più!)
Siamo matti o coerenti con quello che abbiamo detto in campagna elettorale?

Roberto Bertolotti
   

mercoledì 3 aprile 2013

Qui non ci sono intellettuali


- Nell’incontro con l’ambasciatore americano Thorne “abbiamo sottolineato che nel nostro Movimento non ci sono intellettuali”. Lo ha raccontato Massimo Baroni, deputato M5S, parlando con i giornalisti alla Camera a proposito dell’incontro che si è svolto oggi tra la delegazione grillina e l’ambasciata Usa. “Quando loro hanno fatto il nome di Dario Fo – ha proseguito – abbiamo fatto notare che lui ha scritto ‘Mistero Buffo’ dove da’ voce alla gente comune. Anche perché gli intellettuali ultimamente si sono chiusi in un recinto come la classe politica”. (AGI) –

 Il disprezzo per gli intellettuali è ampiamente diffuso nel nostro Paese e il M5s è nel solco dei Peninsulari. Solo che per un movimento che vuol fare la Rivoluzione francese, senza i Diderot, Voltaire, Rousseau, d'Holbach la vedo dura. Sarà per questo che chiedono soccorso a quel personaggio buffo professore di diritto all'Università di Genova? Neanche Berlusconi che per tutta la vita ha pensato al denaro  si privò  degli intellettuali (Colletti, Vertone, Melograni ecc). E neanche la Lega, che pure era ruspante e "nature" come i polli della Valbrembana, pensò di rinunciarvi. E infatti era corsa a cercare subito il suo Gianfranco Miglio (con cui litigò in seguito, ma è un'altra storia). Questi qui sono orgogliosi di non averne. Intellettuali-free, come i comuni denuclearizzati (che nessuno ha mai capito cosa voglia dire). Questi preferiscono parlare come mangiano. E si vede.

 La parola stessa che si attorciglia nel cavo orale" intellettuali " è indigesta al nostro amato popolo di parolieri, di cantanti e calciatori.. . In Russia hanno avuto sempre rispetto per la loro classe di pensatori, scrittori, drammaturghi tanto è vero che la parola per indicarli è russa " intelligencija" per non parlare dei francesi che hanno inventato anche la forma tronca: "intellos", in Inghilterra o in Germania nessuno si vanterebbe di non avere intellettuali. Immaginate la Germania senza Hegel che veniva consultato dal Kaiser, o l'Inghileterra con Hume, Locke, Hobbes che venivano letti dai governanti per cercare ispirazioni sulle forme di governo ... da noi il disprezzo verso chi accoppia giudiziosamente aggettivi e sostantivi è suprema! E Mike Bongiorno il punto di riferimento nazional-popolare, che sbagliava a bella posta i congiuntivi per mettere a suo agio il pubblico...

La forza tranquilla


Uno degli slogan più riusciti della seconda campagna elettorale di François Mitterand fu “Une force tranquille”. Glielo scrisse un pubblicitario estroso che si chiamava Jacques Séguéla che in seguito pubblicò anche un libro sull’arte pubblicitaria dal titolo frizzante: “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario perché mi crede pianista in un bordello”.

Io vorrei qui attribuire  a Pierlugi Bersani lo slogan mitterandiano: Una forza tranquilla. C’è in quest’uomo una calma e una forza serena che gli arriva sicuramente dalla frequentazione delle stanze della politica da molti anni, dal pragmatismo di amministratore emiliano, da una tranquillità interiore cui non credo sia estranea la formazione filosofica. In un mondo di lustrini e paillettes, nella società dello spettacolo in cui viviamo, questo modo di porgersi o di apparire è stato visto come un minus. E invece sono le acque che chete che sbrecciano i ponti.

Lo abbiamo visto nei giorni scorsi uscire dal colloquio con Napolitano, dopo aver rendicontato sugli sforzi non coronati da successo per la formazione del governo, con uno sguardo triste e sperduto che ha deliziato i crudeli vignettisti.
Credo  che lo sforzo e la tensione siano stati estremi: le linee del suo volto ne sono state una perfetta sintesi. E questo a conferma che la politica è arte feroce e prassi crudele, un’arte e una prassi che non si improvvisano comunque neanche urlando come ossessi nelle piazze italiane o sul web.

Ma passate le feste pasquali, sequestrato al mondo e consegnato agli affetti familiari per una tonificante  tre giorni, ecco Pierluigi tornare nell’arena romana dove gladiatori feroci e belve fulve si aggirano grintosi: e qui riprendere con perfetta calma il filo della propria tela. 
Comunque la si metta il boccino della politique politicienne di questi giorni e di quelli prossimi è nelle mani del Pd, ossia nelle mani del segretario, di Pierluigi Bersani, e come direbbe lui nel suo linguaggio semplice: “E' da lì che si ricomincia: si riparte da lì”. Non vedo allo stato altre ipotesi. Si procederà all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, e qui i numeri sono tutti dalla parte del Pd, mancano solo una quindicina di voti, una cosa fattibile. E poi, con il nuovo Presidente si darà seguito alla politica dei piccoli passi con chi ci sta per un governo di forte cambiamento, escludendo nella maniera più assoluta l’apporto del Pdl, che già si vede sclerare e in preda a una forte crisi di nervi.
Io mi affido alla forza tranquilla di Pierlugi Bersani.  Si riparte da lì.

martedì 2 aprile 2013

Paolo Cova su Nokia Siemens - Cassina de' Pecchi


COMUNICATO STAMPA

On.le  Paolo Cova- Deputato Pd
On. Cova: “Nokia, Ministero Sviluppo sveli i suoi piani per il rilancio”


Il Ministero dello Sviluppo Economico riveli quali sono le iniziative che intende mettere in atto per intervenire a favore del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de’ Pecchi e per la ripresa delle sue attività imprenditoriali. Lo chiede l’onorevole Paolo Cova, parlamentare del Pd, nella sua prima interrogazione a risposta scritta, presentata oggi, martedì 2 aprile 2013, alla Camera.

Non ha perso tempo Cova, che firma la richiesta assieme alla collega Simona Malpezzi, e, come primo passo da parlamentare della Repubblica italiana, ha deciso di sollecitare il Governo proprio su un tema sensibile come quello di Cassina de’ Pecchi. Cova nel documento ricorda che “il 29 giugno 2012 il Ministero dello Sviluppo economico, Regione Lombardia, Provincia di Milano e il Comune di Cassina hanno sottoscritto un Protocollo istituzionale d’impresa per Iniziative a tutela della vocazione del sito industriale Nokia Siemens di Cassina de’ Pecchi”.
Il parlamentare Pd aggiunge nell’interrogazione che “l’area industriale Nokia Siemens rappresenta una significativa risorsa per la competitività e l’occupazione  della Lombardia e del Paese”. E fa sapere che al punto 2 del protocollo si dice che i sottoscrittori “condividono che la dimensione della crisi economica in corso e dei soggetti coinvolti nello sviluppo dell’area rendono necessario un pieno e responsabile coinvolgimento e coordinamento del Ministero dello Sviluppo economico e delle strutture di suo riferimento, per lo sviluppo di azioni tese ad attrarre aziende che partecipino allo sviluppo del polo industriale interessato”.
Cova conclude sottolineando che “servono ora azioni concrete e immediate perché rinviare le decisioni può essere dannoso per un attività che necessità di avere risposte immediate”.

Roma, 2 aprile 2013




lunedì 1 aprile 2013

Indovinello

Prendo da un blog di un giornale web ad ampia diffusione questo intervento di un anonimo e pongo la domanda: secondo voi è un uomo di destra o di sinistra quello che scrive?

Sentite un pò, intelligentoni e intelligentone che non siete altro! Oltre a scrivere illuminati commenti, cosa siete disposti a fare concretamente nei fatti (non a chiacchere) da domani mattina? Noi italiani siamo specialisti a dire cosa dovrebbero fare gli altri: "armiamoci e partite!"

Secondo me è di destra. Perché 1) ha disistima degli intellettuali (chiamati intelligentoni) e 2)  mette l'enfasi sui fatti e non sulle chiacchiere.

 E' vero i fatti ci vogliono, eccome,ma il nostro interlocutore ha disprezzo per le idee e i pensieri, dimenticando forse - proprio oggi che è un giorno di festa cristiana -  che le rivoluzioni più grandi nella storia sono state fatte dalle "chiacchiere" ossia da messaggi nuovi e rivoluzionari del tipo: "Ama il prossimo tuo come te stesso"... Sicuramente non un fatto, da qualsiasi profilo lo si riguardi, ma un comando, un precetto, un'idea operativa sul mondo. A volte mi diverto un mondo a indovinare l'orientamento politico dei miei interlocutori. Vi sono dei tic linguistici  che tornano immancabilmente, che li "scoprono"...

Cittadini o sudditi?


Chiunque legga senza pregiudizi il Programma 5Stelle non può non convenire su molti punti, che non riguardano solo la riduzione dei costi della politica ma spaziano dall’economia, all’istruzione, salute, trasporti, informazione, energia. Certo, non sono esaustivi per un’azione di governo ma comunque necessari. Per certi versi sono sovrapponibili a quelli del Partito Democratico, eppure non si riesce a trovare un’intesa. Anzi, quando la ragione direbbe che solo mettendo insieme le due forze si darebbe sostanza al cambiamento che la maggioranza degli italiani ha chiesto con il voto , ecco che ci si mette di mezzo una diffidenza insormontabile, una incomunicabilità che rasenta l’astio, un muro che ben somiglia ad un monumento alla stupidità umana. C’è l’occasione storica per dare un colpo d’ala a quest’Italia depressa da anni di ruberie senza ritegno e di malgoverni alla faccia del popolo beota (che osano chiamare, all’occorrenza, ‘sovrano’), ma pur avendo il mano il biglietto vincente, lo si butta irresponsabilmente via. Ora, il PD ha le sue colpe, scarsa incisività e coraggio nella proposta riformatrice, eccessiva disposizione al compromesso ad ogni costo, ritardi imperdonabili nel percepire e comprendere i cambiamenti, timidezze ed incertezze ad ogni livello  nell’azione politica ed amministrativa, paternalismo –che prende il posto della vecchia egemonia- verso chiunque osi pensare ad un percorso comune, reticenza verso fatti che lo riguardano (vedi Monte Paschi di Siena) alternata a vecchia propaganda, supponenza da primi della classe, e qui potrei continuare. Eppure … eppure, attraverso le primarie una robusta e interessante leva di nuovi/e e giovani parlamentari è entrata in  Parlamento sotto le insegne del PD, mentre a destra le stesse truci facce di sempre s’accampavano sotto le ali di mister B.. E poi, la folata di novità dei 5Stelle, ahimé più che impacciata tra i corridoi dei palazzi, ancora paralizzata da questa - ostentata come fatto nuovo- ma sostanzialmente fasulla ‘democrazia’ del web che si rivela sempre più ‘dittatura’ del web, oppure, secondo la versione più cattiva, sudditanza al capo. C’è bisogno invece di intelligenze vive, attente, anche scapigliate a volte e indisciplinate, ma responsabili, insomma da cittadini –come amano chiamarsi ed essere chiamati i parlamentari 5Stelle- e non da sudditi. Cari amici 5Stelle, questa raffica di niet pronunciati in coro e sull’attenti, sotto la minaccia dell’espulsione, vi impedisce di utilizzare con intelligenza ed efficacia la vostra forza, e vi porterà solo all’irrilevanza e alla marginalità.

Saggi (?)

A proposito dei saggi di Napolitano, tutti maschi e tutti ultrasessantenni, come bene ha fatto ad evidenziare -con disappunto- nell'Amaca di sabato scorso il nostro Michele Serra. Una scelta discutibile, e poco coraggiosa, che va contro tutti i segnali di cambiamento che le ultime elezioni hanno dato, pur nell'esito confuso. Oppure, un'espediente  per prendere tempo non sapendo più che pesci pigliare? Ha ben detto Emma Bonino 'sarà più facile una donna cardinale che al Quirinale'. Ora, veramente, reclamiamo a gran voce una donna alla Presidenza della Repubblica, ne abbiamo molte di gran qualità dalla nostra parte.

sabato 30 marzo 2013

Cosa stiamo facendo in Parlamento - da Lia Quartapelle


Cari sindaci, amministratori e segretari di circolo,

nei nostri incontri di queste settimane tutti mi avete fatto ben presente che una delle prima cose di cui deve occuparsi il nuovo Parlamento, pure tra tutte le difficoltà di ordine politico che conosciamo, sono da un lato l'allentamento del patto di stabilità per le spese di investimento dei Comuni virtuosi e dall'altro lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione.
Vi scrivo dunque brevemente per informarvi di quanto stiamo facendo:
- è stata istituita una Commissione speciale che sta lavorando in questi giorni, tra le altre cose, per aggiornare il DEF e permettere quindi lo sblocco di una parte di risorse (20 miliardi di euro nel 2013) necessarie per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Camera e Senato sono convocate martedì 2 aprile per votare l'aggiornamento del DEF;
- come PD stiamo presentando una mozione, che allego, che invita il governo a adottare misure urgenti per consentire ai Comuni di pagare i debiti con le imprese, per adottare la golden rule e per escludere i comuni tra i mille e i 5mila abitanti dall'applicazione delle regole del patto di stabilità interno;
- come PD presenteremo una proposta di legge, promossa dal deputato Baretta, per favorire lo sblocco dei pagamenti alle imprese. La proposta di legge è fatta di un solo articolo che recita "I comuni possono escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto di stabilità interno relativo all’anno 2013, i pagamenti dei residui passivi in conto capitale per un importo corrispondente all’avanzo di cassa risultante dal rendiconto dell’esercizio 2012".
Vi sarei molto grata se riusciste a farmi avere i vostri commenti in merito alle azioni che stiamo mettendo in campo come gruppo parlamentare, critiche e suggerimenti sono ovviamente ben accetti.
Inoltre vi informo che nelle prossime settimane mi piacerebbe incontrare personalmente ognuno di voi per conoscere la vostra realtà locale e discutere le istanze che vorreste fossero portate a Roma.
Probabilmente siete informati già da altri di queste iniziative, ma data l'urgenza e importanza dei provvedimenti, ci tenevo a reiterare il messaggio.
Un abbraccio, buona Pasqua
-- Lia Quartapelle
Camera dei Deputati - XVII Legislatura

giovedì 28 marzo 2013

Lo stato nascente del moVimento

Dal Blog di "Lettera43"

Ammesso e concesso che il moVimento di Grillo sia uno di quei moti sociali studiati dai sociologi nelle loro analisi, i quali più o meno scientificamente traggono dal divenire storico un “modello” – ove dal fluire diacronico degli eventi colgono  l’elemento invariante, sincronico,  di tutti i movimenti–, c’è da chiedersi: il M5s è ancora in evidente stato nascente, in quella condizione pre-liminare in cui un movimento è ancora in incubazione, o è già crisalide? Ed è possibile prevedere quali esisti storici potrà avere questo stato nascente? Secondo l’inventore della formula, Francesco Alberoni, ci sono quattro  possibili modi di esiti ultimi dello stato nascente.

A) Viene represso nel sangue (come gli Albigesi). Questa  è ipotesi da scartare perché non sono più quei  tempi. Benché girino nel mondo sguardi truci come quello di Sallusti e mascelle digrignanti come quella di Belpietro,  non c’è un Villain  all’altezza  che possa pronunciare la terribile frase: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi” rivolta a chi faceva notare al re cattolico assediante  che nella rocca ove si erano rinserrati gli eretici ci potesse essere qualche buon cristiano.
B) Si estingue in quanto la gente non ci crede più e va altrove. È esito possibile questo benché prematuro. Piazza San Giovanni è ancora troppo calda.
C) Il movimento si esaurisce  in una vampata come nel caso dell’orgiastico movimento hippie oppure come il ’68, ossia non si materializza in una istituzione (Partito, Chiesa, Fondazione, Istituto  ecc) però resta la nostalgia del paradiso perduto.
D) Diventa un’istituzione o si integra in una preesistente .  È il caso dei movimenti pauperistici ed evangelici del Medioevo (francescanesimo, domenicanesimo, valdesi, dolciniani) in parte chiusi in un Ordine e in una Regola e incorporati nella Chiesa universale, in parte esclusi e destinati a fondare una loro Chiesa.

Il MoVimento è in una fase di tumultuosa crescita e rifiuta sistematicamente l’opzione realistica e storica: diventare una istituzione o contribuire  a una preesistente (Parlamento). È nella fase, incredula, in cui c’è ma  fa finta o crede sinceramente  di non esserci. Vuole rimanere nello “stato di grazia” del moVimento assoluto, nell’effervescenza perenne dello stato nascente, quello millenarista, profetico (gli insulti di Grillo sono come le invettive di Isaia, di Giovanni il Battista) dove l’ebbrezza del Vaffa scalda i cuori e rinsalda i vincoli della comunità e fa vibrare la Rete. I post dove si insulta e si difende la purezza della comunità dalle tentazioni del Secolo,  sono in assoluto i più commentati nel blog (oltre 18.000 quelli di Bersani morto che cammina, oltre 9000 quelli dei “puttanieri” di regime, su una media di 3-4000 commenti dei post ordinari).

Ma già nel MoVimento c’è qualcuno che sente il fascino della Istituzione, la seduzione della Dignità delle Cariche, già vedi le frequentazioni discrete della Buvette, l’uso cauto della Macchina Blu (definita  con una bugia  linguistica “Auto aziendale”). Sì perché la prima rivoluzione,  sia quando stai nel Movimento che quando approdi nell’Istituzione,  è terminologica – le cose ci sono da sempre, sono i nomi a cambiare-,  è parlare al Secolo  con il proprio linguaggio o accettare quello del Secolo con le vecchie tracce del proprio, con le dovute perifrasi della langue de bois degli  integrati.  Se il movimento sposa le istituzioni può fare le riforme, contribuire alla Renovatio ecclesiae,  facendo confluire lo stato nascente nell’alveo del grande fiume. Occorre che il seme muoia perché la pianta nasca. Oppure restare nella fase millenaristica di rivoluzione permanente che dura finché dura. Diceva Tom Hydin, fondatore del movimento studentesco americano (SDS) poi andato sposo a Jane Fonda: «La differenza tra un riformista  e un rivoluzionario è che il riformista fa la rivoluzione per gli altri, mentre il rivoluzionario la fa per se stesso». Quale sarà perciò l’esito del moVimento? Indovinala Grillo!

martedì 26 marzo 2013

Almeno proviamoci

Che l’ultima tornata elettorale sia stata viziata da una gran voglia di cambiamento, è sotto gli occhi di tutti. Che una grossa fetta di elettorato si sia rivolta a liste e movimenti portatori di un messaggio di novità è un’altrettanta certezza. Il voto del Febbraio scorso ha dato ragione, in sostanza, a quanti in campagna elettorale hanno predicato rinnovamento e rigenerazione. Il rinnovamento, quello vero, oggi, è a portata di mano. Abbiamo il Parlamento più giovane e con il maggiore numero di donne della storia repubblicana. L’età media di deputati e senatori è di 48 anni. C'è ed è quasi palpabile la voglia di voltare pagina, di scrivere una storia nuova e l’entusiasmo con il quale questi propositi si manifestano, sono certamente apprezzabili e devono essere sostenuti, al di là e prima di ogni nostra convinzione politica. Davanti a noi abbiamo un’occasione unica, forse irripetibile, per provare a cambiare davvero le cose e farlo dal di dentro delle istituzioni. Fermare sul nascere questo tentativo, impedire questa necessità vitale per il paese sarebbe un suicidio. Non posso credere che i nuovi giovani parlamentari del Movimento 5 Stelle e del centrosinistra primi di ogni altro, non lo capiscano. Prima delle convinzioni e delle ideologie viene il bene comune, cè la salvezza del paese. Un eletto grillino e un eletto del centrosinistra se si siedono intorno ad una tavolo trovano 10, 100, 1000 cose che li uniscono. Sono pronto a scommetterci. Allora proviamoci, almeno quello.

Il Crimi dormiente

Aveva ironizzato su Naplolitano dicendo che Grillo lo aveva tenuto sveglio. Ma lui che non è proprio sveglio come un grillo non ha resistito alle emozioni della carica e ha ceduto di schianto a un sonnellino ristoratore.... Il nuovo che avanza... zzzzzzzzzzzzzzzz

Il capo gruppo M5s del Senato Vito Crimi in braccio a Morfeo

domenica 24 marzo 2013

Agenda: iniziativa 25 marzo

I miti regressivi della politica - religione

Carl Schmitt (1888 -1985)
Da sempre la politica ha mutuato dalle religioni il linguaggio  e la “visione”.  Gramsci fu fortemente impressionato  dalla religione cattolica, non solo per la sua penetrazione nel territorio con la rete delle parrocchie che in qualche modo il suo partito di massa doveva ricalcare,  ma anche dal  suo irraggiamento  profondo nella  coscienza collettiva, sull’immaginario e l’interiorità delle masse popolari. E anche l’invocazione che egli faceva della cosiddetta “riforma intellettuale e morale”,  mutuata dal teologo spretato Ernest Renan,  aveva risonanze non solo mentali-culturali ma si appellava  a una forma di rinnovamento interiore come quello operato dalla Riforma protestante sulle coscienze. Che la politica sia religione mondanizzata, del resto,  è stato un celebre assunto di  Carl Schmitt da cui è facile  apprendere che essa è pensiero teologico secolarizzato.
Ciò che sorprende oggi  è che dalla caduta delle ideologie ci si poteva attendere, finalmente, un “abbassamento” stilistico dell’immaginario e del frasario politico, un suo definitivo ingresso nella politica tutta cose che agevolmente ci avrebbe introdotti in una stagione riformista, fatta di idee  non più chiuse in quegli involucri totalizzanti che sono le ideologie, ma sciolte e libere, e rese più “operative” dall’unica ideologia accettabile:  quella del  fare .

E invece occorre di corsa riprendere in mano la Teologia politica del pensatore-giurista tedesco e cercare di comprendere che la politica parla ancora quel linguaggio arcaico, pre-logico,  ma l’unico, sembra, ancora capace di trascinare le masse come all’epoca dei profeti o degli apostoli. 

sabato 23 marzo 2013

TRAVAGLIO, HAI STUFATO!

Anche la tua, iniziata come informazione di denuncia, oggi passa solo un'idea di astio e fango.
Essendo il megafono di Grillo non se se tu hai fatto scuola a lui o viceversa.
Una cosa è certa. Se dopo tue accuse pesanti, magari  anche vere, rivolte a qualcuno,  rifiuti però il confronto con l'accusato, questo fa sorgere molti dubbi.
Dopo aver lanciato accuse infamanti al nuovo Presedente del Senato, ex-capo Antimafia Piero Grasso, alla sua richiesta telefonica di un confronto urgente hai fatto sapere che lo accetti solo se avviene a Servizio Pubblico giovedì prossimo. Ma dato che, giustamente, il senatore ha fatto presente che non vuole aspettare una settimana per incontrarti, è stata proposta e accettata sia da Grasso che dalla rete La7, il talk show Piazza Pulita di lunedì.  Ma tu "grande" giornalista hai rifiutato.
E' squallido per due motivi.
Primo: se la tua documentazione e le tue prove sono esatte, non dovrebbe interessare il luogo dove avviene il confronto, va bene persino un bar!
Secondo: Santoro, per puri motivi di audience e scoop, ha concordato con te che il confronto si può fare solo nella sua trasmissione. A te va benissimo, così sei protetto dal  "grande conduttore". D'altronde è  avvenuto in altre serate che Santoro, dopo tue esagerate filippiche, e conseguenti reazioni, è dovuto intervenire a difenderti.
Da solo pensi di non farcela? Peccato! Il pubblico capirà che alla fine non sei quel bravo autonomo giornalista che pensi di essere e... sarebbe anche ora!
Sei come alcuni quotidiani di destra che, spesso, buttano fango sulle persone (vedi Boffo) e, in caso di errore, non chiedono nemmeno scusa.
Il tuo tipo di giornalismo non mi piace perchè non è nè denuncia nè pluralismo d'informazione ma solo astioso monologo.
Infatti sia tu che Grillo buttate il sasso ma poi ritraete la mano evitando il confronto. Troppo comodo e semplice.
Solo per questo il cittadino non dovrebbe credervi/votarvi.
Ripeto o dai notizie vere, accettando il confronto con chi hai denunciato, altrimenti smettila.
Essere il giornale-sponsor di Grillo non ti autorizza, per esempio, a distruggere e deridere tutti i suoi avversari politici. Basta il suo Blog a fare questo lavoro.
Perciò ribadisco: hai ragione? Bene, vai in qualsiasi trasmissione. Il confronto serve proprio a far venire a galla la verità.
Ma soprattutto Santoro! Va bene la visibilità e il tuo forte ego ma, in situazioni delicate come queste, mettiti per una volta da parte e lascia decidere l'interessato!
Così potrei vedere finalmente la personale e libera scelta di Travaglio. Se, come penso, sarà di non  andare in altri talk show, io cittadino ne trarrò le dovute conseguenze.
Soprattutto che non è un bravo giornalista ma un semplice, fazioso e rabbioso scribacchino.
Antonietta

Pensiero politico di Gramsci sui demagoghi

Pensiero di Antonio Gramsci:

 --- Il "demagogo" deteriore pone se stesso come insostituibile, crea il deserto intorno a sé, sistematicamente schiaccia ed elimina i possibili concorrenti, vuole entrare in rapporto con le masse direttamente (plebiscito, grande oratoria, colpi di scena, apparato coreografico fantasmagorico: si tratta di ciò che il Michels ha chiamato << capo carismatico >>) . Il capo dalla grande ambizione, invece, tende a suscitare uno strato intermedio tra sé e la massa, a suscitare possibili "concorrenti" ed uguali, a elevare il livello di capacità delle masse, a creare elementi che possano sostituirlo nella funzione di capo. Egli pensa secondo gli interessi della massa, e questi vogliono che un apparato di conquista e di dominio non si sfasci per la morte o il venir meno del singolo capo, ripiombando la massa nel caos e nell'impotenza primitiva.
Antonio Gramsci

A. Gramsci "Quaderni del carcere" - Quaderno N° 6---

Gramsci sbagliava in questo pezzo solamente ad attribuire a Michels la locuzione di "capo carismatico" perché in effetti era di Max Weber di cui Michels (che visse e morì in Italia) fu allievo. Per il resto si conferma quello strepitoso pensatore politico che fu. In altri luoghi, nei Quaderni, Gramsci, non sapendo cogliere il carattere strutturale dell'analisi dei partiti politici di R.Michels (e il suo approccio scientifico, non ideologico)  lo criticò aspramente. Ma Michels aveva più di lui visto giusto sulla natura (fisiologia e patologia) dei partiti politici. Ma ritornerò sull'argomento, visto che un comico analfabeta sta portando la patria del pensiero politico - l'Italia di Machiavelli, Guicciardini, Mosca, Pareto, Michels e Gramsci - al macello.


Su Robert Michels rinvio al mio pezzo per "Lettera43"


http://brododicoltura.blog.lettera43.it/2013/03/10/perche-il-principio-“uno-vale-uno”-in-politica-e-una-balla-spaziale-2/

Armageddon!

Appena ho visto la foto che il Corriere ha messo a corredo dell'articolo sull'incarico esplorativo dato da Napolitano a Bersani, mi e' venuto in mente il film Armageddon con Bruce Willis, Ben Affleck e la bella Liv Tyler e in particolare la canzone dei Bon Jovi che ne fa da colonna sonora.



Lo sguardo rivolto a terra, concentrato ed impegnato, il saluto augurale dei due corazzieri, anche loro consci del difficile compito che gli aspetta, difficile quanto volare a bordo di due Shuttle, raggiungere un asteroide diretto verso la terra e, facendolo saltare in aria, scongiurare la fine del mondo.



Buona fortuna segretario e grazie per il tuo lavoro.

mercoledì 20 marzo 2013

Strategia di Grillo

La sola possibilità, dati i risultati elettorali, per una formazione di governo (senza PDL!) potrebbe avvenire solo con i parlamentari del M5S.
Ma inutile sperare in un ripensamento dei guru Grillo/Casaleggio.
Infatti qualsiasi proposta innovativa, interessante, costruttiva da parte del PD e anche dai nuovi Presidenti delle Camere viene subito distrutta o rilanciata a modo suo.
Esempio:  la presidente della Camera Boldrini e del Senato Grasso hanno detto che si decurteranno lo stipendio del 30% oltre a tante altre proposte di risparmi istituzionali. Un buon inizio.
Naturalmente cosa si legge oggi sui quotidiani?
Grillo  che dice ai Presidenti: "Non va bene si decurtino lo stipendio della metà".
Avessero proposto il 50% Grillo avrebbe rilanciato  60% e così via.
Sembra con lui di essere ad un asta ma siamo in Parlamento dove si devono fare scelte per noi cittadini. Certamente si può fare di più per gli stipendi. Io per prima lo spero.
Ancora Grillo " I tagli non bastano. I parlamentari devono dimezzarsi lo stipendio e rinunciare ai rimborsi elettorali previsti per questa legislatura come  fa M5S". Premesso che anche loro ricevono lo stipendio parlamentare intero, ne prendono solo 2500 euro ma il rimanente resta in ogni caso in un fondo del Movimento, da usare come vogliono. Ma non ritorna nella "cassaforte" dello Stato.
Infatti questo si potrà fare solo con l'approvazione di una legge e anche il PD ha una proposta simile. Non è quindi il caso di fare i primi della classe e passare informazioni non corrette al cittadino. Ci si deve invece confrontare.
Elettori , ma chi avete mandato in Parlamento?! Li avete votati per protesta ma spero vi stiate rendendo  conto in che situazione, ancora più difficile, rischiano di mettere il nostro Paese.

Votiamo i grillini? Si…ma


Grillini
Visto che vogliono essere votati in quanto grillini, ma non votano altri (che  fanno, come si sa, schifo secondo loro), io proporrei ai nostri Parlamentari di votare i grillini per le varie Vice Presidenze, Questori e Presidenti Commissione in quantità proporzionale al loro peso elettorale ma……..

Non votare i nomi che propongono i grillini stessi.

ANZICHE’ il cittadino grillino A, votiamo un altro cittadino grillino.
Per correttezza istituzionale dobbiamo votare un grillino non” quel” grillino.

Roberto Bertolotti