venerdì 8 giugno 2012

Volantino da Cassina

Marelli, GTE, Italtel, Siemens, Nokia, Nokia Siemens Networks, Jabil ... la storia non finisce qui!
Nel bollettino ALAS (Associazione Lavoratori Anziani Siemens) del 1° dicembre 2003, leggiamo:  "E son già più di 40 anni che c'è Cassina. [ ... ] Svettava verso il cielo un'unica ciminiera, la torreche non emetteva i fumi dell'industria manifatturiera tradizionale, ma avrebbe portato lantenne, simbolo delle moderne telecomunicazioni. Qui sono stati vissuti da tecnici e ingegneri, manager e operai 40 anni di evoluzioni tecnologiche molto importanti per il mondo  delle telecomunicazioni (TlC) e non solo nazionale. E la presenza della nostra azienda ha anche influenzato la vita sociale del territorio con l'insorgere di attività indotte stimolate dalla presenza di questo polo importante di cultura scientifica e di tecnica manifatturiera avanzata" .
Dalla Marelli, nacque nel 1964 la GTE telecomunicazioni, con stabilimento a Cassina de' Pecchi. Poi divenne Siemens, poi Italtel, poi ancora Siemens. Infine, dal 2007 la storica sede della ex GTE insieme con la più recente sede del centro direzionale Redilco (Cassina Plaza) sono parte della società Nokia Siemens Networks (NSN, nata dalla fusione del comparto reti di Siemens e di Nokia).
Anche Nokia era già presente sul territorio, ma aveva già ridotto notevolmente la propria presenza prima della fusione con Siemens.
Con NSN è cominciato il vero declino del sito, a cominciare dalla vendita delle attivimanifatturiere a Jabil.
Ora Jabil ha chiuso, ha dichiarato la cessazione delle attivi. Ma la fabbrica è presidiata dagli operai da-luglio. È un esempio di tentativo dei lavoratori di mantenere in vita la propria attivi
Ha un suo perché: tutto intorno, diciamolo, sta avanzando il deserto industriale. Il panorama sarebbe ancora più desolato senza una ripresa delle attività di quel sito, perché ne sarebbe colpito anche l'indotto.
I dipendenti di NSN in Italia sono passati ad oggi da 3000 a 1100, di cui circa 900 a Cassina
Questi ora vengono progressivamente spostati alla sede di Plaza, nell'ottica di chiusura definitiva dell'area storica.
Ma c'è ben di più: dal 4 maggio scorso il 53% del personale NSN in Italia è in esubero. Una grande realtà industriale rischia di scomparire del tutto dal territorio, un luogo di eccellenza per le TLC mondiali addirittura depredato tramite un'operazione spregiudicata che ha visto NSN cedere i brevetti dei prodotti Microwave sviluppati a Cassina e dichiarare esuberi la maggior parte dei lavoratori del settore.
Non possiamo permettere che 50 anni di storia vengano cancellati! La storia non finisce qui!
Chiediamo alla popolazione di questo territorio di sostenere la lotta dei lavoratori NSN per la
difesa dell'occupazione! Cda fare tanto: volantini, scioperi, manifestazioni a Roma ....
RSU NSN Cassina De' Pecchi,  5 giugno 2012



I tecnici dei tecnici

Succede che il governo tecnico in evidente affanno sul fronte dei tagli si affidi ad altri tecnici: Alesina, Bondi e a quel vecchio marpione di Amato, un politico richiamato alla sua antica funzione di  tecnico. Succede che uno di questi tecnici, Alesina, del quale nulla sappiamo circa i risultati del suo recente incarico,  spari a palle incatenate sul "Corriere" del 6 giugno contro il "suo" governo. Succede che il ministro Passera non riesca a varare un provvedimento sulla crescita perché quelli della Ragioneria dello  Stato d'intesa con il  Capo di Gabinetto dell'Economia Fortunato e in sintonia con quella vecchia volpe del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Catricalà, facciano squadra ed esercitino in maniera spietata il loro potere d'interdizione (se loro dicono che non c'è copertura a un provvedimento, e possono dirlo solo loro, e non procedono alla sua  "bollinatura" nessun Governo può decidere alcunché). Succede insomma nella vecchia Italia degli apparati e delle zone grigie che come nella legge di Nenni dove c'è sempre un puro che ti epura, qui c'è sempre un tecnico di ultima istanza che sequestra  e imbavaglia un altro tecnico...
Post-it per quando prenderemo il  potere:  la riforma degli apparati della pubblica amministrazione (Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Ragioneria Generale dello Stato)  sarà necessaria e urgente quanto l'aggressione del debito pubblico... per non far sì che un tecnico soffochi un politico anche quando si presenta in veste di tecnico...

mercoledì 6 giugno 2012

Le lottizzazioni

È un tema, quello delle lottizzazioni (termine se ricordo bene coniato da Alberto Ronchey) dal quale non se ne esce, ed è uno dei problemi più rilevanti di una democrazia.
 Come assegnare le cariche pubbliche? 
Non riesco tuttora, nonostante i guasti della lottizzazione, che sono davvero innumerevoli, immaginare un'assegnazione di cariche pubbliche svincolate dal potere politico (che in Italia è partitico). Facendo un passo indietro, prima dell'avvento delle ghigliottine e delle democrazie liberali, nell'Ancien Régime,  erano i cortigiani, i nobili e i parenti dei nobili a prendersi tutto.  Ai tempi della Rivoluzione Francese e del periodo napoleonico i "commissari politici" presero il sopravvento e  occuparono tutta la poderosa macchina statale, dalla diplomazia all'esercito, riflettendo gli equilibri dei gruppi in quel momento al potere:  la Convenzione, il Direttorio, il Termidoro, il Consolato e infine Napoleone, che si prese tutto il piatto e se lo distribuì con i parenti stretti.  
Il modello dei  "commissari politici" si è esteso anche all'Italia repubblicana nonostante i criteri di imparzialità della Pubblica Amministrazione e l'accesso attraverso i pubblici concorsi previsto dalla Carta costituzionale.
Interrogarsi sulle lottizzazioni pur deprecandole (e personalmente sono stato testimone di sconcezze senza fine in nome della lottizzazione) significa affrontare l'ultimo tratto della catena amministrativa dello Stato, quello dei Vertici. Chi metterci a capo di queste Strutture, siano esse le Authority, siano la RAI, le Poste, Finemaeccanica, ecc?
Nei fatti la lottizzazione, ormai -  da quando i rapporti di lavoro nel Pubblico impiego sono stati quasi tutti privatizzati (pur restando a carico dell'Erario gli stipendi e i costi) e sono stati aboliti, di fatto, i concorsi pubblici -, riguarda tutti gli Organigrammi del cosiddetto Settore Pubblico Allargato, insomma tutta la macchina della Pubblica Amministrazione, dall'uscire al Direttore Generale.
Affrontare il tema della lottizzazione e dell'accesso al Pubblico Impiego in termini di funzionalità del sistema e di riconoscimento del merito è dunque uno dei principali e più urgenti compiti di un partito riformista.
Occorre progettare una società che sappia selezionare autonomamente un'élite legittima (concorsi, Alte Scuole, selezioni feroci) perché è  impensabile che le nomine le faccia una specie di Sinedrio che non si sa poi a chi risponderà,  oppure ancora il Parlamento, come accade adesso, con tutte le logiche spartitorie che non finiscono di indignare.  Ipotizzare una società  nei vertici sempre più svincolata  dai "commissari politici" e alla base sempre più concorsualizzata, come d'altra parte prevede la Costituzione. Altrimenti non si capisce come  si possa far largo al merito, quel merito che secondo Shakespeare, nel monologo di Amleto, è definito "paziente",  ma anche quello che prende calci in bocca.

martedì 5 giugno 2012

Lettere di Silvio. Un cittadino cassinese scrive al Sindaco leghista di Cassina de' Pecchi


Cassina de' Pecchi
7 maggio 2012
Al Signor Sindaco del Comune di Cassina de' Pecchi.

Egregio signor Sindaco,
l'avere volutamente definito un'istituzione democratica, "Dal nuovo governo romano "il governo Monti, evidenzia quanto sia povera la sua cultura politica, non all'altezza di un rappresentante della NAZIONE come recita l'art.67 della  Costituzione; affermare che il governo Monti non è stato votato è un maldestro tentativo di nascondere la propria immondizia sotto lo zerbino.
Il  governo Monti esercita responsabilità nazionale, voluto dal presidente della Repubblica, accettato dal premier Berlusconi ancora in carica, responsabilmente sostenuto  dal PDL, dall’ UDC e dal PD impegnati a dipanare una matassa aggrovigliatasi nell'interminabile transizione, in cui l'ultimo governo Berlusconi-Lega Nord non è esente da serie responsabilità.
L'esito positivo di tale impegno, dipende soprattutto, dall'unione di sinergie che, in momenti cruciali determinano svolte positive al nostro Paese: certamente la sua  irrispettosa definizione dell'unico governo italiano, diretto da Monti, porta solo  acqua al mulino qualunquista, foriero di pericolose avventure per l'Italia.
Eppure i dipendenti comunali in un momento di grande difficoltà, per l'infedeltà di  una dirigente, hanno dato il massimo della loro capacità e professionalità che co. me ha scritto il segretario Tiziana Della Monica, "di fatto ha limitato i i danni: l'attività del Comune, infatti non si è fermata".
Tale esemplare atteggiamento la chiamo coscienza responsabile nazionale: Lei?
OSSEQUI
S.  Loconsolo

La Parrocchia di Camporicco di Cassina de' Pecchi
citata nella  2^ lettera di Silvio
  ^^^^^^^^^^
Riflettendo sulla data del 25 aprile 1945.

Signor Sindaco,
sarebbe stato bello che accanto alla ricorrenza del 430mo della chiesa di Sant'Agata si fosse ricordato anche la storica data di 67 anni fa: il 25 aprile 1945.
So molto bene che il Comune l'ha ricordata con un pubblico manifesto, ma è altra cosa ricordarla sul "Nostro Paese"; a qualche giovane o ragazzo poteva sollecitare una qualche curiosità La diffusione mediatica agevola la conoscenza, crea cultura popolare sulla vera storia e contributo del nord nel 1943-1944 per la democrazia.
Magari qualche nonno poteva ricordare al nipote che il parroco di Camporicco  don Ambrogio Verderio, a suo modo ha partecipato alla Resistenza, nascondendo  nella sua chiesa ebrei e antifascisti; qualche familiare potrebbe parlare del cattolico Giampiero Zanchetta, cultore della vita milanese (deceduto di recente), che era  partigiano a Milano. Con la testimonianza di Mons.Bruno Magnani, voglio ricordare due cassinesi che si sono schierati per la democrazia.
   S. Loconsolo

lunedì 4 giugno 2012

La Germania e l'Italia


Un sistema socio-economico che gira a velocità sostenuta e che non perde energia. Questo è la Germania. Non occorre frequentarla molto, ma basta, nei viaggi che si è fatti, interrogare qualche amico tedesco. Come si chiedono le concessioni edilizie? Come vengono assunti i postini? Qual è il processo di selezione  all’Università, in una grande “Firma” (parola tedesca per indicare Ditta)? Ed è vero che i sindacati sono molto influenti? Sì,  ma alla luce del sole (Mitbestimmung),  mentre da noi stanno dietro le quinte e controllano Banche (Popolare di Milano) e interi comparti della PA (Municipalizzate, Poste, ecc)  in maniera subdola  e piazzando con l’intrigo i loro uomini ai vertici, e quasi sempre non i più bravi, ma solo i più fidati.
Ci sarà una ragione perché la Germania è la Germania e l’Italia è l’Italia? Da noi, dice Piero Ostellino (un liberale della domenica) grazie alla duttilità cattolica (dice lui) abbiamo tollerato il   crimine e l’ evasione fiscale e l’abbiamo sfangata ugualmente.  Piaccia o non piaccia. Un ragionamento a pera, senza dubbio. Che parte dal principio dell’accettazione cinica dell’esistenza ineliminabile di un gran numero di derubati e uno piccolo di ladri, perché se tutti passassimo il tempo a rubarci il portafoglio l’un l’altro non resterebbe nessuno a cui rubare.
Prima che lo scrivesse  Nietzsche era stato Alberto Magno a dire che la felicità di un uomo è “diventare ciò che è”. Ed è così evidentemente che ciascuno raggiunge un proprio posto nella società e nell’economia e il sistema non perde energia. Una continuità evidente nel pensiero tedesco. Ma se da noi, in Italia, siamo tutti un po’ come nella poesia di Montale “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”  come pretendiamo di sfangarla sino alla fine? Toh, ci sono i tedeschi a cui chiedere di pagarci il debito con gli Eurobond.
 Non si riesce a capire perché facciano tanto i difficili. 
Alfio

L’aborto è legge anche nella Milano che ospita il Papa - ATTUALITA

L’aborto è legge anche nella Milano che ospita il Papa - ATTUALITA
(L'articolo di Paolo Madron, tagliente e da me ampiamente condiviso, si inserisce nel dibattito che si è sviluppato in questo blog sui rapporti tra il Vaticano e la vita nazionale)

domenica 3 giugno 2012

Impressione in attesa di smentita...

Ho l’impressione che questo blog sia considerato uno spazio del PD, che  molti rappresentanti della scuola, delle associazioni, giovani e non, a  Cassina coltivino la leggenda di essere apolitici e di conseguenza se ne tengano fuori per non essere “confusi” con gli iscritti al partito. Un partito, il PD, che, dopo l’affondamento della precedente amministrazione di centro sinistra, è stato fatto oggetto di ogni contumelia. In molti quindi si preoccupano di prenderne  le (equi)distanze,  quasi come chi si tiene lontano dagli oratori parrocchiali per timore di essere confuso con il gruppo di ” beghini” che immancabilmente ne fanno parte.
Eviterei di dissertare sui noti complessi meccanismi che regolano il senso di appartenenza e l’identità. Non mi piace neanche tirare in ballo ricordi e rimpianti. Non era male però quando, anche in tempi di contrapposti schieramenti (tipo “guerra fredda”), non ci si vergognava di schierarsi, ben consapevoli come ogni scelta sia una decisione politica. Di conseguenza si aprivano contradditori e contenziosi, ma né chi prendeva posizione né l’avversario aveva per questo da temere di essere fatto oggetto di oltraggio e isolamento. Al tavolo del Consiglio per il Benessere dei Minori ad esempio sedevano tutte le associazioni; non c’era destra o sinistra in sterile polemica, ma solo divergenze di pensiero superabili di fronte all’esigenza di coordinarsi per il bene comune.
Forse quello che è venuto a mancare ora è il rispetto e la fiducia che derivano dalla presunzione di buona fede. Se il confronto degenera immediatamente in polemica o in fuga, si perde di vista che il contrasto è in fondo un problema e, in quanto tale,  alla soluzione si arriva dalla discussione di dati e informazioni.       
                                                                                                                                                                      Franca

sabato 2 giugno 2012

Il nostro "romanzo" italiano


Mi collego al post di Franca (Il piede in più scarpe...), facendo alcune considerazioni generali e prendendola un po' alla larga per poi arrivare al punto.
Alcuni studiosi sostengono che il romanzo nasca da un "manque de vie", da un'assenza di vita nel senso di  un bisogno di vita in un momento di depressione e di stagnazione sociale. Per esempio durante la Grande Rivoluzione il romanzo francese languì: gli spiriti erano occupati dall'effervescenza del reale che non negava nulla all'immaginario: sollevazioni, scene di piazza coi sanculotti armati di picche, esecuzioni di uomini e di re. Sangue dappertutto: che bello! Insomma il romanzo era "per le strade" perché inventarselo? Esplose però subito dopo, durante la Restaurazione (Il Rosso e il nero  nasce in questa dialettica), perché il reale in quel momento  "si negava". Il romanzo diventa perciò ottativo: invoca universi mentali e morali in quel momento inesistenti.
 In Italia il romanzo è mancato per tutto il Settecento e l'Ottocento (escluso I promessi sposi, ma è come immaginarsi una città con una sola chiesa, col solo Duomo!). E ciò per due ragioni principalmente: da un lato perché ci piace cantare piuttosto che scrivere (o leggere, che fatica leggere per un popolo di vitalisti: la lettura è una piccola morte per gli italiani) e il nostro romanzo è stato perciò il Melodramma, l'Opera; dall'altro perché siamo stati sempre molto vivaci e non abbiamo avuto bisogno di inventarci mondi paralleli dove rifugiarci. Da noi perciò il romanzo, quello a trama proliferante, è dunque quasi impossibile, perché il nostro "bisogno di romanzo" si soddisfa nell' immediato piuttosto che nel mediato, nella realtà piuttosto che nelle pagine scritte. Prendete la vicenda del sequestro di Emanuela Orlandi e dell'omicidio di Calvi (nel ponte dei Frati Neri!, neanche un romanziere di appendice avrebbe immaginato un posto simile per impiccare un banchiere), della banda della Magliana, di Reantino De Pedis, dei mafiosi, dei Monsignori, del Papa che finanzia coi soldi dei malviventi (240 miliardi di lire provenienti da spaccio di droga, prostituzione ecc ecc) il sindacato polacco di Solidarnosc, insomma degli intrecci più incredibili e fantasiosi. Inverosimili? In un romanzo! Da noi sono semplicemente veri, nella realtà. Quel poveraccio di untorello di Dan Brown s'è dovuto inventare le trame più incredibili per scrivere "appena" un romanzo. Noi che i romanzi li facciamo, possiamo dirgli: ma chi ti credi di essere?


Indifferenza per la passione politica?

Edmond e Jules de Goncourt
«Frasi menzognere, parole risonanti, clima arroventato — ecco quel che ci danno gli uomini politici del nostro tempo (...) Nessuna moralità politica. Quando cerco intorno a me un’opinione disinteressata, non riesco a trovarne una sola. Le persone si assumono i rischi e si compromettono in vista di un futuro incarico... A lungo andare si è ridotti al disinganno, al disgusto per tutte le convinzioni, alla tolleranza di qualsiasi potere, e all’indifferenza per la passione politica. Si finisce col comprendere che non si deve morire per nessuna causa, che si deve vivere sotto qualsiasi governo, per quanto ripugnante possa essere — non si deve credere in nulla tranne che nell’arte e professare soltanto la letteratura. Tutto il resto è menzogna e trappola per gonzi». Questa frase, che sono certo troverà particolare risonanza in questo momento nel nostro Paese, è tratta dal "Diario" dei fratelli Goncourt, di oltre 150 anni fa. Vecchia dunque l'antipolitica. Come reagire? La politica è morta? Viva la politica!

venerdì 1 giugno 2012

Il piede in più scarpe (tutte con la zeppa)

Assaliti da profonda inquietudine in molti, credenti e non,  ci chiediamo  con don Paolo Farinelli “(...) perché il Vaticano appoggia sempre i corruttori, i corrotti, i ladri e i manipolatori di coscienze?”.


Un filo unisce i grandi tessitori, notabili, fiduciari, felloni e faccendieri,  abili nell’esercizio  delle “ nascoste mansioni”: chiesa secolare, logge, confraternite,  affari d’alto bordo…Non mi era piaciuto il film di Nanni Moretti Habemus papam, ora sembra profetico. Per avere un’idea di quello che la gerarchia vaticana è oggi, dobbiamo però andare alle “croniche” della chiesa dei principi del 1500 e poi all’Inquisizione della chiesa tridentina  del 1600. Papa Giovanni Paolo II aveva chiesto perdono per questo, ma, si sa, il perdono non cancella l’istinto a peccare di nuovo.
Il dio Po ha dovuto bersene di storie… ma adesso è venuto il tempo del Dio cristiano invocato a proteggere gli affari più loschi, come il nostro celeste Governatore ha abituato i lombardi in rete con il braccio danaroso della Chiesa..


In tempi durissimi nei quali è imprudente anche stare con i piedi per terra, non abbiamo bisogno di provocazioni e slogan miopi, ma di voci tranquillizzanti: non quelle che possono provenire  da un leader carismatico-populista; piuttosto da una leadership influente, in grado di mantenere il controllo, nella consapevolezza che i problemi attuali non si possono affrontare a livello nazionale o meno ancora locale: il tracollo di un paese dell’UE sarebbe un tracollo per tutti. Chi fa da sé oggi, non arriva a dopodomani.
Chi pensa di riscuotere facili consensi con slogan contro  tasse come quella sulla casa, forse non considera che a suo tempo l’abolizione dell’ICI non è stata solo propaganda elettorale, ma è stata un “via libera” alla cementificazione selvaggia per molti comuni che hanno compensato la perdita con gli oneri d’urbanizzazione. Sono stati presi quindi più piccioni con la fava dell’abolizione della tassa sulla casa, come sempre riusciva a fare l’ex premier che teneva il piede in più scarpe (tutte con la zeppa) e non doveva scontentare chi gli dava i voti e quant’altro: elettorato, mafia, chiesa secolare…con in cambio il privilegio di un’ampia elasticità morale.


In piena bufera, i notabili di storie screditate dovrebbero essere giunti ad esaurimento. Invece continuano a decidere, come il Direttore generale della Rai (provenienza Opus dei, se non erro)  che ha rispolverato il degno ex direttore delTg1 in un ruolo di prestigio internazionale! 
 Franca

giovedì 31 maggio 2012

Abbiamo (perso) una banca?!

Di recente è stato irriso in Rete il comportamento, che si è appreso solo ora,  di Romano Prodi,  il quale di fronte alle pressioni congiunte di Tony Blair e dello "squalo" Murdoch convinse gli stessi, qualche lustro fa, a desistere dal comprare Mediaset. Negli anni passati si irrise D'Alema perché definì Fininvest un patrimonio del Paese. Corsero illazioni su inciuci e compromessi al ribasso.
Premesso che non vedo mai le reti Mediaset, e questo molto prima che Berlusconi ci facesse la sua offerta politica, solo perché non mi piaceva la sua offerta estetica televisiva ( il palinsenso delle 4 "C": calcio, cosce, canzoni e cazzate), ritengo che sia Prodi che D'Alema abbiano agito da uomini di Stato: non si cedono gli asset del Paese, anche se appartenenti all'avversario politico.

Il passo falso di Lucia Annunziata

Lucia Annunziata passa come giornalista d'area democratica. Qualche vecchia  foto la ritrae anche in barca con D'Alema, a comprova di una storica amicizia.  (Ma nell'America che lei tanto frequenta difficilmente  si vedrebbe un giornalista  avvinto in stretta amicizia a un politico...)
 Sia come sia, Annunziata non è Sallusti e non viene certo dalla destra giornalistica. La sua prestigiosa carriera è dovuta certamente  a bravura e competenza. Eppure, forse, non   sarebbe mai arrivata alla Presidenza Rai da semplice "capace e meritevole" (art.34 C).
Come giornalista prestigiosa, adesso approdata ad "Aspen Institute" e a "La Stampa", sente un gran bisogno di distinguersi, di precisare, di puntualizzare soprattutto verso il PD. Per obiettività? Per imparzialità? Per terzietà? Perché in America i giornalisti fanno così?  Per tutto questo certamente ma anche, forse, per qualcosa di inconfessabile: per quel  sentimento controverso che  Nietzsche descrive in questi termini in  Così parlò Zarathustra: «L'esser troppo obbligati verso qualcuno non stimola la riconoscenza, anzi rende vendicativi: e quando il piccolo beneficio non viene dimenticato, ne nasce a poco a poco un verme roditore». 


mercoledì 30 maggio 2012

Una piccola storia


Una Balena disperata perché le è stata tolta la poca acqua che poteva garantirle una fontana che, malgrado tanti problemi ha comunque funzionato per più di 20 anni, si è spiaggiata nel parchetto antistante la metropolitana di Cassina de' Pecchi.

Perché potesse riconoscere il posto il Comune ha pensato bene di scrivere in modo elegante il proprio nome all'angolo del parco ristrutturato.

Al posto della fontana la balena spiaggiata, al posto della seduta circolare in mattoni intorno alla fontana e delle comode panchine in legno dei rigidi sedili bianchi senza spalliere che quando piove diventano grigi e ancora più tristi.

Anche in queste piccole cose si vedono le differenze delle politiche urbanistiche: inclusiva e socializzante quella che per il centrosinistra ha realizzato una vera amante del territorio come l'assessora Manuela Cuoghi, fredda e antischiamazzi quella del centrodestra e anche scomoda per tutti i cittadini.

Una storia piccola, ma emblematica: con l'elemento acqua questa maggioranza sembra avere problemi: perchè non collocare al posto della fontana la casetta dell'acqua presente in quasi tutti i comuni della zona?

Un piccolo elemento per un futuro programma di governo.

La manipolazione della parola:"Monti ci toglie il calcio"

In questo momento di dolore per la tremenda situazione dovuta al terremoto in Emilia, pur di criticare Monti qualsiasi cosa dica, Sallusti non trova di meglio che mettere in testata  del IL GIORNALE  la frase detta da Monti sul il calcio.
"Per lo sdegno che personalmente provo mi chiedo se non sarebbe meglio chiudere il calcio per 2-3 anni".
Ma il presidente Monti ha fatto notare che il commento era strettamente personale e non del Governo.
Ecco la manipolazione.
Mi chiedo, sta parlando il dipendente di Berlusconi, presidente del Milan o un giornalista?
Credo che sia come dipendente che come giornalista non vale molto.
Io cittadina sono schifata da quanto sta succedendo ormai da tempo nel mondo del calcio. Siamo quasi alla fame ma questo mondo miliardario non si deve toccare.
Più che altro non si toccano i forti interessi  e profitti che ci sono. Già mi sono sempre chiesta che senso ha pagare miliardi a persone che, anche se campioni, dovrebbero solo giocare per qualche mese per uno sport che dovrebbe insegnare lealtà e correttezza. 

Frontiere dell'arte contemporanea

Il sogno degli italiani... dopo una certa cucina...

La coppia artistica Garullo & Ottocento ha installato al Palazzo Ferrajoli, dirimpetto a palazzo Chigi, una statua di Berlusconi post-mortem, chiuso in una teca. Lo stile iperrealista della statua di Berlusconi ricorda le opere di Cattelan, Duchamp, Ron Muek...


Opera ironica, dissacratoria, di un iperrealismo onirico e allucinato... ma non lontana dal vero.

Siamo tristi

Non trova pace questo nostro amato Paese... Siamo straziati dal dolore per le  vittime, i superstiti, per tutti coloro che stanno soffrendo...

martedì 29 maggio 2012

Un marciapiedi lungo 17 anni

Riceviamo e pubblichiamo

Nel secolo scorso, dell'anno 1996, alcuni abitanti della zona di via Don Verderio, raccolgono circa 70 firme e le consegnano all'amministrazione comunale. La richiesta consiste nella realizzazione di una pista ciclo-pedonale o marciapiede, che unirebbe fisicamente via Don Verderio con Via Cardinal Ferrari (statale 11). La richiesta è composta da due ragioni: 1) quella di permettere ai cittadini di percorrere quel tratto a piedi o in bici in sicurezza; 2) quella igienica, ovvero per coprire la roggia e fare una pista ciclo-pedonale o marciapiede. Da quella roggia a cielo aperto fuoriescono anche topi che talvolta, gli abitanti di quella zona, hanno trovato nelle proprie cantine o sui balconi. Non succede niente, nessuna risposta. Nel 2001 inviamo al Comune una lettera di sollecito e riceviamo risposta dopo 1 anno e 2 mesi a firma del Sindaco Giovanni Mele e dall'Assessore ai LL.PP Roberto Bertolotti. Quest'ultima ci assicurava che l'opera doveva essere approvata e realizzata. Ma non se ne è saputo più nulla.
Visualizzazione ingrandita della mappa

Quel dosso a Sant'Agata

C'è un dosso nella strada di  Sant'Agata, tra la trattoria e la chiesa, che anche un automobilista prudente come me attraversa non senza qualche timore e tremore. In effetti è piuttosto rialzato e a superarlo, anche ad  un'andatura di rispetto e cautela, procura non pochi sobbalzi. Non oso pensare a cosa accadrebbe in caso di velocità sostenuta.
La diffusione massiccia dei dossi nei nostri comuni è relativamente recente. È  sicuramente un mezzo "brutale" per scoraggiare l'eccessiva velocità degli automobilisti. Che sono davvero indisciplinati. A estremi mali estremi rimedi, si suole dire. E così è.
Questo dosso mi rammenta la recente lotta "brutale" agli evasori fiscali per la quale forse questo governo sarà ricordato,  e il cui bilancio complessivo, va detto di sfuggita, è piuttosto magro: una riforma pensionistica brutale e qualche scontrino fiscale in più. E i tassisti? (nome collettivo per indicare tutte le corporazioni che salassano questo Paese)... I tassisti, a differenza dei pensionati/pensionandi, si sono dimostrati più forti, più brutali del governo...
Comunque sia, questo dosso mi sembra essere la metafora perfetta del momento che stiamo vivendo come Paese nella sua dialettica tra i governanti e i governati rispetto a qualsiasi decisione drastica assunta. I governati si lamentano dell'asprezza del provvedimento e i governanti rispondono che non c'è alternativa di fronte all'anarchia e alla indisciplina.
La soluzione, difficilissima, che tutti inseguiamo in questo snodo della vita nazionale sarebbe: i cittadini si conformino alle leggi con comportamenti virtuosi, le autorità abbassino i dossi... Chi fa la prima mossa?
Alfio


Ci vorrebbe il Bilancio Partecipato

Ieri sera in Consiglio Comunale si e' celebrato il rito del Consiglio Comunale per l'approvazione del Bilancio di Previsione 2012 e delle delibere associate (IMU, Piano Triennale delle Opere, gestione dei rifiuti).
Tutto è stato preparato con cura: pagine e pagine di documentazione, interventi e relazioni, emendamenti e proposte di discussione, e, per l'occasione abbiamo cominciato alle 17.30 per non finire all'alba.
Il rito è stato apparecchiato con cura, abbiamo cercato di fare quello che c'era da fare, la celebrazione è andata bene, abbiamo dibattuto per quasi otto ore, ma nonostante questo qualcosa non ha funzionato.
Inandeguato e obsoleto, non adatto, estraneo alla vita della gente, un'usanza da portare avanti, una tradizione di cui ormai si sono perse le origini, un esercizio di stile senza anima, un rito di cui si fa fatica a capire il significato.
1.634.569 Euro per lo smaltimento rifiuti, 222.115 Euro per l'illuminazione pubblica, 735.823 Euro per la polizia municipale, 170.000 Euro per controllare la ZTL a Sant'Agata, 44.870 Euro per l'area cani al parco di Via Andromeda, 20.000 Euro per l'acquisto di una macchina per i vigili e 12.000 Euro per quella dell'ufficio edilizia, 29.348 Euro per la segretaria personale del sindaco e 55.600 Euro per tutto il piano per il diritto allo studio, centinaia di migliaia di euro in bollette del gas, del telefono e della luce, 96.500 Euro per le indennità degli assessori.
Chi lo sa perché queste cifre e non altre? Perché il comune si finanzia in un certo modo e non in un altro? Perché' i nostri soldi vengono spesi così e non in un modo differente? Può  la Giunta e il Consiglio Comunale decidere per tutti senza che i cittadini siano informati e senza che abbiano la possibilità di controllare l'operato degli amministratori?
Ci vorrebbe il Bilancio Partecipato, sì il bilancio dovrebbe essere trasparente e partecipato, i cittadini dovrebbero avere la possibilità di dire la loro su come le risorse vengono raccolte e come vengono spese e in questo orientare le scelte dell'amministrazione, dopotutto sono i soldi di tutti noi.
Sto sognando? Forse sì,  visto che da quando ci governa il centrodestra non si fa più  neanche l'assemblea pubblica di presentazione del bilancio.
[Collegamento alla pagina dedicata al Bilancio 2012 sul sito del Progetto Cassina-Sant'Agata]

lunedì 28 maggio 2012

Il nostro vicino Comincini - da "Lettera43"



A noi cassinesi grazie a dei sapientoni che si sono dimessi sei mesi prima delle elezioni facendo cadere l'ottima giunta Ginzaglio... è toccato invece un  sindaco leghista...



FAVOLE D'OGGI

Cernusco, il sindaco che difendeva il cedro dal drago

Nel Milanese, la difficile lotta di un moderno Lancillotto per evitare di abbattere un albero di 30 metri.

di Oliviero Pietra
editoriale
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Se fosse una fiaba inizierebbe con «C’era una volta un albero così grande che nessuno lo vide mai, tranne un solo uomo».
Non è una favola, questa. È storia di oggi. Cronaca di un’ordinaria scaramuccia tra chi governa una città e chi governa gli apparati. Resa ancora più attuale dalla vittoria della cosiddetta antipolitica ai ballottaggi.
LA BATTAGLIA DI LANCILLOTTO.Il punto è: il nuovo che avanza può cambiare le regole del castello pubblico senza che il drago gli si rivolti contro? Può un uomo solo, ‘sto Lancillotto armato delle migliori intenzioni, estirpare le centenarie radici della burocrazia?
A Cernusco sul Naviglio, cittadina benestante alle porte di Milano, c’è un albero. Ce ne sono tanti, a dire il vero. Ma questo cedro del Libano è diverso dagli altri. Perché ha mezzo secolo di vita, perché è alto 30 metri, perché sta proprio nel mezzo della nuova strada che verrà. Perché nessuno, disegnando quel tratto di asfalto, s’è voluto accorgere che da cinquantanni lui era li, immobile e maestoso.

domenica 27 maggio 2012

Il monologo di Massimo Cacciari

Cacciari è un intellettuale pressoché illeggibile quando "pensa" o scrive ex cathedra. Naturalmente per colpa mia e nonostante che io sia laureato in filosofia e lo legga (tento di leggerlo in verità) dai tempi del suo primissimo libro Metropolis  edito da Marsilio. Pensa in "tedesco" o in "greco" direttamente. Cime abissali per me. Tuttavia, abbandonato un immaginifico "operaismo" (id est, negli anni '70 erano tutti operaisti e proletari), è rifluito nell'ultimo ventennio su posizioni più terra-terra. Ma con un suo tratto personale: mentre gli estremisti di un tempo si distinguevano nell'avversare sempre e comunque il nemico storico (la sinistra parlamentare che nel frattempo cambiava tre volte nome) lui apriva linee di credito e forme di collaborazione con essa, ma sempre da posizioni eleganti, mai mettendo tutto il suo capitale intellettuale a servizio di essa. Diciamo che ne staccava qualche dividendo di volta in volta (i voti per essere eletto sindaco di Venezia) ma con fare stizzoso e malmostoso sempre e comunque. Se si dovessero allineare tutte le sua analisi dell'ultimo ventennio sulla situazione italiana (oltre alla sua cripto ammirazione per Bossi) non apprenderemmo altro che quello che c'è in atto: una crisi del sistema di rappresentanza in generale (il sistema dei partiti). Naturalmente si potrà dire sempre che la colpa è di chi (la sinistra parlamentare riformista, il PD) non ha saputo interpretare, arginare, proporre scenari diversi. E Cacciari è uno che spesso e volentieri avanza simile interpretazione.  Ma mai si potrà dire che l'evoluzione antropologica degli italiani  (in questo filmato Cacciari cita giustamente  l'opera capitale di Giacomo Leopardi, Discorso sugli italiani che fonda gli studi antropologici sui connazionali ) ha subìto aggravamenti (una involuzione in verità) tali che il riflesso in politica ne è stato esiziale e devastante? No, la colpa è sempre del PD che non ha saputo, non ha voluto proporre una valida alternativa ecc ecc e in questo caso qualcuno avanza anche sospetti di inciucio col nemico e si cita spesso e volentieri D'Alema. 
Invero, giunti al benessere anche grazie al vitalismo selvaggio  del vecchio anarco-individualismo (vedere i film della commedia all'italiana, basta per tutti il film "I mostri" di Dino Risi, 1963!) gli italiani  tutto hanno accettato (nani e ballerine) tranne che di essere regolati e amministrati da una sinistra riformista e responsabile giunta finalmente, dopo decenni di delirio di "marxismo immaginario", a proposte politiche minime e assennate: la spending review di Padoa-Schioppa, il fisco occhiuto di Vincenzo Visco, le lenzuolate liberalizzanti di Bersani, la saggia curatela del "parroco" Romano Prodi... E cosa faceva Cacciari in quegli anni? Amministrava assennatamente (dicono) e continuava a scrivere libri illeggibili come Dallo Steinhof...

sabato 26 maggio 2012

Un altro piano del traffico?


Progetto
Cassina-Sant'Agata
Abbiamo un futuro in comune
Un altro piano del traffico? Basta sprechi inutiliIl traffico a Cassina non è nè di destra, né di sinistra e nemmeno leghistaD'Amico vorrebbe fare il terzo piano del traffico in meno di dodici anni, le criticita' viabilistiche del nostro paese sono noto, sarebbero soldi sprecati. Meglio sarebbe concentrarsi sulle soluzioni realizzabili, condividerle con la cittadinanza e poi passare dalle parole ai fatti.
Ho letto con terrore che l'attuale giunta insieme al PGT vorrebbe (lo ha già fatto?), incaricare un tecnico per preparare un nuovo piano del traffico. Sarebbe il terzo in tre giunte, i due precedenti sono rimasti non attuati. Francamente uno spreco inutile.
La maggior parte dei costi che un piano del traffico comporta sono i cosidetti rilievi o monitoraggi del traffico. Insomma pagheremmo un gruppo di ragazzotti per scoprire che: (leggi >>>)
Roberto

Dacché Daccò cominciò a pagargli le vacanze...


Caso Formigoni, ora Daccò ammette
"Ho pagato io tutte le sue vacanze"

L'imprenditore interrogato sabato scorso: "Il presidente non mi ha mai restituito nulla". La confessione si basa sulle rivelazioni del marinaio che gestiva lo yacht Ad Maiora a disposizione del governatore. I pm portano al faccendiere due fatture, per il resort a sette stelle. Importo: 50mila euro. "Le riconosco, riguardano l'affitto"di DAVIDE CARLUCCI e PIERO COLAPRICO

MILANO - "Da anni, da giugno a settembre lo yacht Ad Maiora è a disposizione di Formigoni... Il presidente è stato mio ospite per tre capodanni ai Caraibi, non mi ha restituito nulla...". Arriva dal carcere di Opera la risposta alla domanda che Repubblica pone da tempo a Roberto Formigoni su chi gli abbia pagato le recenti, lussuose vacanze. Arriva dal verbale rilasciato sabato scorso da Pierangelo Daccò, il lobbista-consulente-faccendiere, detenuto dal 15 novembre.

LA VERITÀ DEL MARINAIO
Non è raro che a bucare le versioni più blindate siano i dettagli. In questo caso è il marinaio responsabile dello yacht dal simbolico nome "Ad Maiora" a permettere ai pubblici ministeri un salto di qualità: "Tutte le estati, da giugno a settembre - questo si legge in sintesi sul verbale - lo yacht era messo nella disponibilità esclusiva del presidente della Regione Lombardia. Daccò usava l'altra barca, riservando "Ad Maiora" a Roberto Formigoni".
Qui i dettagli >>>



venerdì 25 maggio 2012

La nota stonata

Dove contano di più i leader conta meno la democrazia: la lezione del passato avrebbe dovuto insegnarcelo. Abbiamo bisogno di antidoti razionali alla litigiosità volgare che ha caratterizzato la non-politica di tutti i populismi. Raccogliamo dunque la lezione di Bindi e Bersani di segnare una discontinuità rispetto alla superficialità della sbrigativa e sanguigna politica “di pancia”
Quanto sia rivoluzionario il cambiamento strepitato dal Grillo urlante lo si evince da due fatti. 
La crescita degli incazzati, di chi è stato zitto per troppo tempo e adesso grida tramite le corde vocali di un leader assomiglia molto alla crescita della Lega degli esordi, quando tutti i discorsi iniziavano con il grido di battaglia “…è ora di finirla!!!”. Fa tutto schifo quindi, per cambiare, bisogna buttare tutto: la politica viene così ridotta ad un effetto collaterale dell’usa e getta del vituperato consumismo. Politica è invece non buttare, rispettare la dignità dell’avversario, operare scelte per modificare e trasformare nella consapevolezza responsabile delle conseguenze di tali scelte ( es. no euro? cosa succederebbe nei fatti con una decisione di quel tipo?).

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-          Il grido di Edvard Munch (1893) esibito a sproposito sulla maglietta, l’urlo becero e insultante  nel megafono appare un modo un po’ sospetto per “lasciare la parola ai cittadini”. Tant’è che il neosindaco di Parma Pizzarotti, come già fece Tosi a Verona con Bossi, ha preso subito le distanze dalla politica litigiosa e urlazzante del capo.  Si è sentito comunque  in dovere di giustificarlo con la bella metafora: lui, il capo,  è l’aratro, deve far rumore, ma loro, che sono stati eletti dai cittadini, devono seminare e coltivare concretamente.
Peccato che…la metafora dell’aratro non giunga nuova a chi ha una certa età: fino a qualche decennio fa, infatti,  la si vedeva campeggiare sui muri di molte case lungo le strade rurali (quasi tutte allora): “ E’ L’ARATRO CHE TRACCIA IL SOLCO MA È LA SPADA CHE LO DIFENDE”, retaggio di un ventennio di politica molto urlata di buona memoria.                                                                
 Franca

Parma, tra Grillo e sindaco è rottura su una nomina - Corriere.it

Parma, tra Grillo e sindaco è rottura su una nomina - Corriere.it

Non è neanche Grillo a comandare nel M5s! Ma il proprietario privato di una azienda di marketing, la "Casaleggio  associati"!. La vicenda della scelta del dg di Parma Valentino Tavolazzi.
Il Pd affonda il coltello: «Se è vero, è grave. Per quale motivo - si chiede Nico Stumpo, responsabile organizzazione - un sindaco deve rendere conto al proprietario di un'azienda privata di marketing? Grillo chiarisca quali sono i rapporti politici e finanziari con la Casaleggio associati». Pizzarotti? Profilo basso. «Il rapporto con Grillo è buonissimo, i media ci hanno messo in bocca parole non nostre» fa sapere in serata, via video, dopo aver dribblato tv e taccuini, sgattaiolando dal retro di un bar."

Aforisma del giorno

Meno male che ci sono i politici da insultare, altrimenti gli italiani sarebbero costretti a guardare dentro di sé e a cominciare a insultare se stessi. Non si arriva al debito pubblico mostruoso che abbiamo se non per effetto del perseguimento di atavici vizi nazionali.  Gli italiani chiedevano (raccomandazioni, esenzioni, deduzioni, elusioni, deroghe, condoni, perdoni, violazione delle regole ecc) e i politici concedevano per avere il loro consenso. E' stato un patto tra complici: la nostra interpretazione perversa della democrazia. Quando si dovrà ricominciare è da qui che si dovrà ricominciare: un nuovo patto tra cittadini e politici, tra società civile e classe politica. Non si scappa.
Ecco l'episodio "L'educazione sentimentale" del film di Dino Risi " I Mostri" (1963) sceneggiato da un comunista: Ettore Scola. C'è tutto il perverso rapporto degli italiani con se stessi, con la collettività e con la politica.

giovedì 24 maggio 2012

Finocchiaro all'Ikea con scorta. No, non ci siamo

Le immagini sono inconfutabili e sommamente imbarazzanti (un agente che spinge il carrello e un altro con  una padella in mano!!!). Le giustificazioni addotte dalla senatrice Finocchiaro via twitter sono state: «Avere la scorta per me non è un piacere. Mi è stata imposta e nonostante ciò provo a fare una vita normale, anche da Ikea».  D'accordissimo. Ma la scorta -  troppi tra l'altro a mio avviso tre agenti , sottratti ai compiti d'istituto (ordine pubblico ad esempio) - doveva essere tenuta discosta da queste incombenze. Angeli custodi sì, famigli no.
Mi spiace per la senatrice Finocchiaro ma nella circostanza ha dimostrato una insensibilità notevole circa il clima morale e  politico che c'è nel Paese.  Tragga le sue conclusioni.
 Certo, "Chi" è il settimanale della Famiglia Berlusconi. Quello che impaginava foto patinatissime del Capo sotto Natale attovagliato con tutta la famiglia concorde e felice. Erano immagini laudatorie e false se solo si pensi alle concomitanti "cene eleganti" del paterno capo famiglia. 
La lotta politica in Italia è feroce, senza esclusione di colpi. Nessuno della parte politica avversa, del PD per esempio, ha i mezzi per stanare le reali occupazioni delle scorte di uomini del PDL. Con questi improvvidi comportamenti la sen. Finocchiaro però s'è dimostrata non in sintonia con il Paese, né ha percepito i pericoli, anche "politici", che la rabbia anarchica e rancorosa genera con questo tipo di foto in circolazione.


Alfio

mercoledì 23 maggio 2012

Per Sabino... Scommetto "100 lire"

Ciao Sabino, va bene il PD fa schifo... e gli altri?
Leggo i commenti sempre puntuali ed acuti di Sabino.
Non so se lui sia la persona che conosco io, io sono Roberto Bertolotti.
Se lui è lui vorrei fare una semplice domanda:

ma se il PD fa così schifo, perchè in queste elezioni Sel e soprattutto il nuovo grillino dell'IDV non hanno preso i voti persi o non guadagnati dal PD?

Forse perchè cercare di imitare Grillo ( come fa Di Pietro) non serve....
Gli elettori preferiscono l'originale.
Poi che l'originale sappia anche governare Parma lo vedremo.

Scommetto “100 lire” anche con te che per i primi 6 mesi la litania sarà:

è colpa degli altri, del buco di bilancio, l'inceneritore? Abbiamo ereditato contratti capestro...Insomma il miglior Berlusconi e la migliore Lega che hanno governato 8 degli ultimi 10 anni, ma che non hanno colpa di nulla.

Sabino, cento lire non sono neanche un caffè, scommettiamo che andrà così.

Roberto Bertolotti