domenica 1 marzo 2015

Mosul ( antica Ninive) e Sestri Ponente (Ge). Ignoranza e vuoto monumentale

Di fronte al video delle statue colossali fatte a pezzi dai fanatici dell’Isis mi sono venute in mente tre cose.
La prima è una forte emozione, provata molti anni fa davanti alle sculture monumentali del tempio di Luxor: quante persone sono rimaste orfane ora di una simile emozione, del sentimento suscitato dal mistero di una bellezza, sopravvissuta più di tremila anni, barbaramente offesa e orridamente devastata.

Mi è venuto poi in mente che i conquistadores spagnoli hanno saputo fare altrettanto con architetture e sculture monumentali appartenenti alle civiltà precolombiane. Non scomoderei infatti le precedenti furie iconoclaste durante le Crociate: più che atti di iconoclastia, assistiamo a  picconate per fare scempio delle vestigia della civiltà allo scopo di distruggere la coscienza di cui ogni civiltà è parte. La storia ci ha sempre fornito prove dell’autodistruzione prodotta da ignoranza e odio a braccetto. Il carattere  mediatico specifico di queste feroci violenze inoltre non è un dettaglio, è sostanza.

Così pure è sostanza della terza cosa che mi è stata richiamata alla mente. Un altro video raccapricciante, di otto minuti, nel quale si possono seguire brutali percosse, botte  pugni calci e sputi, a più riprese nei confronti di una bambina di 12 anni, per opera di due ragazze più grandi, con pubblico sghignazzante di sottofondo.
Anche qui narcisismo mediatico, assenza di senso e deficit di compassione (incapacità di riconoscere l’umanità della vittima ), come ben sa chi ha lavorato in passato alla prevenzione del bullismo.
Attualmente molti progetti sono stati abbandonati, ma non sembra che ce ne sia meno bisogno.

martedì 24 febbraio 2015

L'erogazione del gas a Cassina


   Ritengo interessante per  tutti conoscere il comportamento delle aziende distributrici del gas e di  Italgas, proprietaria degli impianti,  sulle forniture di  gas a Cassina.

   Di  recente a causa  inconvenienti che riscontravamo nel funzionamento di caldaia, che andava in blocco, e dei fornelli della cucina, che si abbassavano spesso, abbiamo  chiamato  due volte in due giorni  il Pronto Intervento gas, Numero Verde 800 900 999 segnalando il malfunzionamento che i tecnici hanno attribuito subito  ad un irregolare funzionamento del contatore.
Il servizio è davvero  efficientissimo, tempo 40 minuti ed  i tecnici erano già sul posto. 
Gli inconvenienti erano dovuti al malfunzionamento di una valvola posta immediatamente a monte del contatore installata per ridurre la pressione del gas, che anni fa veniva fornito al contatore alla pressione di 4,60 atmosfere e doveva essere ridotto a 1,30/1,60 atmosfere, prima di essere fornito in casa. Attualmente  il gas viene fornito, a tutti, alla pressione di 2,40 atmosfere e non occorre che sia ridotto, anzi, le caldaie di nuova generazione funzionano regolarmente facendo consumare meno gas, a quella pressione: pressioni  inferiori possono creare disfunzioni negli apparecchi di casa e causare un minor rendimento e soprattutto maggiori consumi.  Queste informazioni mi sono state date dagli operai stessi che hanno effettuato l’intervento.
L’intervento, durato meno di 5 minuti ed assolutamente gratis, è consistito nell’aprire completamente la valvola e bloccarla: ora è come se non ci fosse alcuna valvola.  Oggi quando installano i nuovi contatori non  si montano  quelle valvole. 
Noi abbiamo constatato che l’acqua ai fornelli bolle in metà tempo, la caldaia non va  più in blocco, ma soprattutto funziona di meno e consuma meno.                                                                    Vedremo le nuove bollette.
   Mi chiedo e chiedo come mai le aziende  distributrici del gas ed Italgas quando hanno sostituito i vecchi contatori con quelli di nuova generazione, che credo abbiamo ormai tutti, non abbiano provveduto a togliere le valvole in questione o, quantomeno , ad aprirle completamente ed a bloccarle e per quale motivo non sia stata fatta alcuna campagna di informazione circa le mutate condizioni dci fornitura del gas.
  Chiediamo noi una verifica dei contatori e delle valvole


La scuola che cambia


Per chi si chiede quali novità conterrà il provvedimento sulla “Buona scuola” che il Consiglio dei ministri varerà il prossimo 27 febbraio, può tornare utile la sintesi di Tuttoscuola degli impegni in materia di istruzione che, insieme a quelli riguardanti la stabilizzazione dei precari sono indicati del documento (in inglese) ‘Riforme strutturali in Italia da settembre 2014’. lLa Commissione UE ha già ricevuto il documento e lo esaminerà il prossimo 27 febbraio insieme alla Legge di Stabilità 2015.
 Eccola (sottolineature mie):

Vision on education has changed”, la visione sull’istruzione è cambiata, annuncia il Governo all’inizio del capitolo sul tema. E in effetti sembra che si cambi sul serio. Formazione in servizio obbligatoria e valutata per tutti i docenti, legata anche allo sviluppo della carriera (“Improvement of teachers’ skills also with permanent formation linked to career enhancement: teachers' careers will be based on merit instead of age”); per l’assunzione dei docenti si terrà conto di tre criteri: formazione, valutazione e carriera, seguendo tre livelli di priorità: nazionale, individuale (basato sulla formazione) e a livello di singola scuola (per la valutazione del sistema nazionale). In particolare la valutazione delle competenze didattiche dei docenti avverrà con vari strumenti, inclusi una “formation card” (un registro dei crediti formativi e professionali?) e questionari sull’aspetto reputazionale compilati dagli studenti e dai genitori; estensione della metodologia CLIL, in inglese, alla quarta e quinta classe di scuola primaria; inserimento di economia e diritto nelle scuole secondarie superiori (citizenship skills’ in secondary schools, related to economic and judicial matters); predisposizione di un indicatore, costruito in collaborazione tra le banche dati del Miur e dell’Inps, che consenta alle scuole di valutare l’efficacia dell’insegnamento impartito in rapporto ai successivi percorsi di studio e di lavoro degli studenti; una maggiore trasparenza nella gestione della scuola con pubblica rendicontazione; incentivi fiscali e procedure amministrative accelerate per favorire gli investimenti privati nelle scuole e nella didattica; introduzione, già dal 2015, di una piattaforma elettronica nella quale tutte le scuole statali e paritarie dovranno inserire informazioni per il sistema nazionale di valutazione; incremento del numero di ispettori ministeriali (del resto meno di quelli attuali voleva dire azzerarli: l’incremento avrà senso se il numero effettivo attuale sarà almeno quadruplicato).
Le riforme del sistema di istruzione fanno parte del pacchetto di riforme strutturali (‘Roadmap’) la cui realizzazione dovrebbe assicurare un aumento del PIL quantificato complessivamente nel 3,6%.
 Il contributo maggiore verrà, secondo queste previsioni, dalle riforme economiche (privatizzazioni, competitività) e del mercato del lavoro (Jobs Act), molto apprezzate, e sollecitate, dall’Ocse nella sua Economic Survey sull’Italia, presentata la scorsa settimana a Roma. Ma un buon contributo è messo in preventivo anche per la riforma della Pubblica Amministrazione (+0,5%) e per le riforme della giustizia e del fisco (+0,2% ciascuna). Per quanto riguarda la scuola l’apporto alla crescita del PIL sarebbe del +0,3%: un dato che non sarebbe comunque da sottovalutare perché la produttività delle riforme scolastiche si misura su tempi medio-lunghi, ben al di là del traguardo del 2020. Entro il 2020, tuttavia, si dovrebbero cogliere i primi risultati delle politiche volte a combattere la dispersione e a migliorare il rapporto scuola-mondo del lavoro, (TuttoscuolaNEWS n.673)

Per circa sei mesi sono stati raccolti suggerimenti e contributi di cittadini, associazioni, gruppi e, perché no, sindacati, nella consultazione per “La Buona Scuola”. Non si capisce quindi perché chi non ha dato il proprio contributo nella consultazione, si lamenti ora di non essere stato consultato. Come appunto tipicamente si accingono a fare ii sindacati che dal 1994 per 10 anni erano spariti senza farsi mai sentire in assenza di qualsiasi contrattazione. Non siamo attualmente di fronte a situazioni affrontabili con procedure tradizionali, trascurate comunque da tempo.
Oggi a fronte della crisi e dei ripetuti tagli all’istruzione, il dato sulla dispersione scolastica è il seguente: negli ultimi 15 anni quasi 3 milioni di ragazzi italiani iscritti alle scuole superiori statali non hanno completato il corso di studi.
Non sembra un dato al quale poter rispondere in modo  tardivo e parziale, semplicemente con qualche tentativo di introduzione di innovazioni tecnologiche, senza mettere in gioco nuove configurazioni organizzative del sistema educativo, senza ridefinire l’innovazione didattica, l’apprendimento attivo, il protagonismo degli studenti, il pensiero critico e la ricerca.

venerdì 20 febbraio 2015

Consultazione popolare del PD lombardo, il 1 Marzo in Piazza Europa

Domenica 1 Marzo il Partito Democratico di Cassina de Pecchi sarà in Piazza Europa dalle ore 9.00 per promuovere una duplice iniziativa. Inizieremo il Tesseramento 2015, attraverso la formula del pre tesseramento e lanceremo la campagna consultiva e di ascolto promossa dal Pd della Lombardia.
La campagna consultiva è aperta a tutti i cittadini e si traduce in un duplice Referendum sulle Autonomie Locali, il riassetto delle Regioni, l'organizzazione dello Stato nei territori. 
Il Referendum è suddiviso in due schede con cinque domande, tratta temi locali e più generali relativi all'assetto istituzionale di Regione Lombardia. 
La prima scheda, di colore bianco, contiene tre quesiti: il primo, chiede il parere sull'abolizione delle Regioni a Statuto Speciale; la seconda domanda chiede il parere sulla riduzione del numero delle Regioni; la terza domanda riguarda l'efficienza dei Servizi attraverso l'istituzione di Enti quali l'Unione dei Comuni.
La seconda scheda, di colore giallo, chiede il parere sulla dislocazione della Città Metropolitana attraverso le zone omogenee, ovvero l'insieme di comuni che per tradizione, storia e specificità vengono accorpati per lo sviluppo comune di politiche territoriali. 
Insomma, una consultazione libera e aperta alla partecipazione di tutti i cittadini, per capire l'orientamento dei lombardi su temi quali l'ottimizzazione delle risorse, il miglioramento dei servizi, la tutela delle identità. 

Chiaro che i due Referendum promossi dal Pd sono conseguenti alla recentissima approvazione in Consiglio Regionale di un altro Referendum, questo istituzionale e che costerà ai lombardi ben 30 milioni di euro, per chiedere ciò che la Costituzione già prevede: cioè il trasferimento di competenze in più alle singole regioni (ART. 116 COMMA 3). Il centrodestra, su spinta della Lega Nord e con la stampella del Movimento 5 Stelle, hanno detto si a un provvedimento che può essere adottato senza il ricorso al costoso Referendum.

A questi due link il dettaglio dell'iniziativa:



Vi aspettiamo Domenica in Piazza Europa.

giovedì 12 febbraio 2015

PIL e pil

Tutti, io credo, sappiamo che il PIL, Prodotto Interno Lordo, è il valore complessivo di beni e servizi prodotti dagli operatori economici residenti in un paese; il pil, prodotto interno lordo anche lui, invece, si riferisce ai bisogni  corporali di persone ed animali e comprende frazione liquida e frazione solida.

Gli animali, normalmente, espletano le proprie funzioni all’aperto, campi, giardini privati,parchi pubblici, giardini pubblici, aiuole anche in zone centrali, anche davanti al Palazzo Comunale.              Non ci sono problemi per i giardini privati, ove compete al proprietario provvedere alla bisogna, mentre per gli spazi pubblici o aperti al pubblico i padroni degli animali sono tenuti , per legge e regolamento comunale, ad asportare il pil, frazione solida, dei propri animali. 
Non sempre, a Cassina non sempre succede, anzi, capita spesso che gli accompagnatori degli animali lascino il pil dell’amico cane là dove è stato depositato.   
Passi, anche se non è giusto, per prati e grandi parchi pubblici, ove magari non si trova il prodotto finito se il cane è lontano,  ma non è assolutamente tollerabile, ed è da sanzionare, per i piccoli parchi e le aiuole della zona centrale del paese e soprattutto per l’aiuola sita in Piazza Unità d’Italia, lato Via Napoli  e in Via Napoli, molto frequentata da bambini  quando entrano ed escono da scuola: li c’è veramente da guardare dove si mettono i piedi. anche se, in teoria, non si dovrebbero calpestare la aiuole.

Le persone normalmente, espletano le proprie funzioni in luoghi appositamente dedicati, non dappertutto.  A Cassina non sempre; a Cassina esiste almeno una zona del paese in cui ciò, spesso, non si verifica per la frazione liquida , in passato durante l’estate, è accaduto anche per quella solida.  In Via Andromeda, nell’area del parcheggio,  in prossimità della cabina elettrica esiste un’area, ben piantumata, ove non di rado si notano autovetture decelerare ed accostare rapidamente nel parcheggio, uomini scendere in fretta ed  “attaccarsi” al primo albero che trovano  espletare le proprie funzioni corporali e ripartire, qualcuno non si ripara nemmeno dietro un albero.Un paio di persone regolarmente, quando arrivano in Via Andromeda, si rifugiano dietro la cabina elettrica ed espletano tranquillamente la propria funzione.
Occorre provvedere.
Luigi Ubertis Bocca
Cassina de’Pecchi, 11  febbraio 2015   

NB - La presente è scritta non a seguito di un’indagine personale, ma di numerose lamentele  di persone, per lo più di proprietari di cani,  che spesso devono assistere a tali esibizioni.

mercoledì 31 dicembre 2014

BUON 2015!!!


L’anno “vecchio” non sembrava un gran che …
A trionfare spesso non erano  le buone intenzioni
e il merito si consumava ancora nel silenzio,
ci siamo lamentati al solito del presente invece di chiederci
cosa avremmo saputo fare del futuro.

Tante cose che sembravano un rischio
sono a volte diventate realtà.

Qualcuno ha detto: “La speranza è la prima ad ammalarsi …”
È comunque l’ultima a morire.

Per questo ci scambiamo tanti cari,  caldi e coraggiosi auguri
per un 2015 significativo, attraente e appassionante …
anche se per un po’ faremo fatica a scriverlo e ci verrà da scrivere ancora 2014!
                                                                                              Franca, 31 dicembre 2014

mercoledì 5 novembre 2014

Acqua che puzza

Acqua che puzza, acqua prima bevibile  (Ami Acque, Comune Cassina ) poi imbevibile, zone rosse gialle,verdi.
Poi acqua di nuovo non dannosa per la salute e bevibile, ma solo per le zone verdi e gialle.
Poi non si sa altro: in una conferenza stampa si dice che vi sono estreme difficoltà ad individuare la singola sostanza inquinante; non siamo nemmeno in grado di riconoscere il gruppo di sostanze cui la sostanza X appartiene?
Si raccomanda di "sanificare" gli impianti domestici di addolcimento dell'acqua, ma i tecnici interpellati chiedono di conoscere almeno di che cosa si tratta per non effettuare interventi inutili se non dannosi.
Se non si riesce ad individuare un inquinante, un metodo per orientare le ricerche consiste nel rivolgersi alla società che gestisce l'impianto: loro sanno cosa stanno facendo, di lecito o di illecito.   E' stato fatto ciò? Ci si è rivolti alla magistratura? Come mai l'impianto non è stato posto sotto sequestro?
I responsabili sono così tranquilli?
Luigi Ubertis Bocca

giovedì 23 ottobre 2014

Restituisco la Tessera


Ricevo questa mail stasera che pubblico cosi come mi è arrivata

Caro Andrea,

ti scrivo in qualità di coordinatore, tu, del Pd cassinese per dirti con grande tristezza che, in considerazione della vile proposta di Renzi, segretario del Pd nazionale, oltrechè Presidente del Consiglio di pagare in ritardo di 10 giorni  le pensioni ho decviso di restituire la mia tessera del PD.
Altrochè non partecipare allo sciopero!
Continuerò a votare PD, continuerò a partecipare alle vostre riunioni, come tanti altri, ma non è mia intenzione continuare ad essere iscritto.
Mi spiace molto,. ciao. 


Mail firmata 
(non riporto il nome dell'autore solo per rispetto della privacy)

Devo dire che la notizia, appresa stamani alla radio, mi ha lasciato basito, come credo, abbia lasciato basiti i nostri elettori e i cittadini, tutti. Mi sono chiesto da una parte l'utilità di tale decisione, a fini pratici, e poi, sopratutto mi sono chiesto il perchè proprio in questo momento. Devo dire (per fortuna) che in serata le preoccupazioni sono rientrate. Sembrerebbe che, grazie anche all'intervento delle forze Sindacali, il Governo abbia fatto un passo indietro. Scarsi risparmi (6 milioni di euro l'anno secondo l'INPS) e forte reazione dei pensionati di CGIL, CISL e UIL che hanno giudicato assurda la norma della Legge di Stabilità riguardante lo slittamento del pagamento della pensione al 10 del mese. Il dietrofront dell'Esecutivo si traduce nello slittamento solo per 800000 pensionati, quelli cioè che hanno un doppio assegno INPS - INPDAP, mentre i restanti 15000000 sono "salvi". 
Per ora mi fermo qui. Terremo comunque gli occhi aperti su una manovra assurda, iniqua e inspeiegabile.




martedì 21 ottobre 2014

L’INSEGNANTE, chi era costui?


L’insegnante deve poter essere licenziato se inefficiente (…giuuusto!), l’insegnante è (… questa poi!) troppo sindacalizzato: questo è il problema, secondo il Ministro Giannini, nuova fautrice della scuola-azienda.
E’ davvero questo il problema, quando oggi un insegnante è lasciato solo senza compresenze, senza risorse, con una manciata ridicola di ore di sostegno,  a lavorare in classi numerose, con più di una disabilità nella stessa classe?

L’insegnante: chi era costui? Una figura di onorabile rispettabilità, com’erano il prete e il dottore, o uno sfigato che, per poco denaro e scarsissimo prestigio, suda sangue a cercare di trasmettere a una banda di viziati scansafatiche cose che non interessano più a nessuno?

Insegnare: non un mestiere qualunque, né per tutti.
 Insegnante si diventa, ma un po’ anche si nasce … in ogni caso bisogna volerlo  e saperlo fare con passione, con generosità, con instancabile voglia di imparare sempre e da chiunque.

 La voglia di imparare, detta anche curiosità intellettuale,  è contagiosa e alla lunga l’esempio incute quella giusta soggezione che è parente dell’ascolto, della concentrazione e dell’apprendimento.
Se uno non sa fare il proprio mestiere, se non sa trasformare una classe in una squadra e i suoi componenti in persone, forse  non deve essere punito o licenziato; non deve piuttosto neanche iniziare a farlo quel lavoro: si chiama selezione e controllo, i veri  parenti del merito.

E gli organismi collegiali di gestione della scuola…? Perché nessuno li nomina mai? Mentre per anni le scuole venivano spolpate da finanziarie truccate (male) da riforme, i Consigli d’Istituto e di Circolo si occupavano della carta igienica e delle tapparelle di qualche aula a caso….
Sappiamo che la carta igienica è stata tolta dai servizi perché altrimenti ogni settimana erano otturati per l’uso improprio che ne veniva fatto. Sappiamo anche  che l’acqua minerale nelle bottiglie sigillate venne adottata con delibera dettata da esigenze igieniche in quanto  nelle brocche aperte finiva di tutto…
anche se è sempre stato sostenuto che quello della refezione è un momento educativo.

L’importante comunque è che oggi venga interrotto il catastrofico percorso di declassamento dello studio e dell’istruzione, innescato nella mentalità collettiva degli italiani da un paio di decenni a questa parte. L’importante è che si prendano concretamente le distanze da assiomi a sostegno dei “tagli” come “con la cultura non si mangia” o “la cultura non si mette nei panini” a sostegno della trascuratezza dei beni storico culturali.
 L’importante è che non si mandi avanti,  come un’evidenza, che la cultura non fa diventare ricchi e famosi……. messaggi che parlano alla pancia di molti  quanto quelli filo razzisti e xenofobi.

L’importante, direi essenziale, è che l’attenzione e l’impegno dell’amministrazione locale recuperi la centralità della scuola statale e che l’insegnante competente e capace venga messo in condizione di poter lavorare con  la serenità data da risorse adeguate.
                                                                                                             

sabato 18 ottobre 2014

Perché dico no

Oggi ho detto no allo sciopero della CGIL

Mi è costato molto, ma come ho scritto in un’altra occasione io non ho né giudizi acritici positivi, né pregiudizi nei confronti dell’operato  del governo.
Se debbo analizzare per quello che conosco le proposte presenti nella finanziaria il giudizio è in parte positivo ed in minima parte negativo.
Allora un conto è avanzare controproposte su alcuni punti un conto è bollare negativamente una manovra.
Lo sciopero della CGIL è contro il governo, si pone quindi l’obiettivo ( almeno che non sia una pagliacciata) di far cadere il governo Renzi.
Per chi?, a favore di chi ? 
Si pensa sia meglio un governo di destra, uno 5 stelle, o si auspica una coalizione con leader Landini?????
Al peggio non c’è mai fine.
Per la prima volta nella mia vita non aderirò allo sciopero e forse dopo 37 anni non mi iscriverò, nel 2015,  neanche al PD, ma fra il peggio ed il meglio ( o il meno peggio) so ancora scegliere.


Roberto Bertolotti

sabato 20 settembre 2014

Due gocce d'acqua fanno una goccia più grande

Qualcuno di voi che sta leggendo sa che 15 nostri concittadini vivono grazie a un trapianto di organi?
Chi tra noi poi ha mai sentito parlare degli 800 interventi che mediamente la Croce Bianca fa nei fine settimana?
E ancora, sapevate che esistono artisti cassinesi di fama che si occupano di scultura, pittura, rappresentazioni in genere?

È quanto ho appreso (e non con poco stupore) Mercoledi e Giovedi alla due giorni di forum delle associazioni promessi in campagna elettorale e realizzati a tre mesi dall'insediamento della nuova Amministrazione, ai quali ho partecipato insieme a tanti altri cassinesi. 

Due giorni di lavoro intenso per dar vita a due Consulte, quella Culturale e quella del Terzo Settore. 
Ci siamo riusciti, grazie alla disponibilità e all'impegno di tanti cittadini che partecipano in maniera attiva alla vita delle associazioni cassinesi. Ci siamo riusciti nonostante le difficoltà anche di incontro e di scambio tra realtà diverse che poco si conoscevano o addirittura non si conoscevano affatto. 
Questo è il punto che più ha caratterizzato il Forum del 17 e 18 Settembre: mettere insieme competenze e particolarità, proprie di ogni soggetto singolo o associato, in un nuovo contesto con la finalità di dare risposte più forti e soprattutto comuni a problemi comuni. 

La Consulta, del resto, si pone proprio l'obiettivo di cogliere opportunità interne ed esterne per metterle a disposizione della comunità, con la finalità di supportare e condividere possibili progetti e azioni concrete con chi è stato delegato dai cittadini a dare risposte ai bisogni, alle necessità, che oggi, in modo particolare nell'ambito dei Servizi Sociali, sono in vertiginoso aumento. 

Al focus group del Terzo Settore, quello che ho seguito da vicino, hanno partecipato associazioni quali Il Germoglio, il Borsellino, la Cooperativa La Speranza, la Banca del Tempo, la Croce Bianca, l'Avis, l'Aido e associazioni meno note come "Oltre Confine" o il Masd. Tante idee, tante prospettive che cercheremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane di sintetizzare e rendere operative prima della fine dell'anno perché, come detto, i problemi da affrontare sono tanti e articolati. 
Noi ci siamo, cassina e i cassinesi pure. 
Una sinergia indispensabile per liberare benefici per tutti, nessuno escluso. 






venerdì 5 settembre 2014

Il commento che non c’è

Con tutto quello che bolle in pentola nell’universo scuola, forse qualcuno si aspetta che io mi esprima e scriva qualcosa in proposito ….. o anche no, viste le malinconiche “fotografie” scattate da Marino  su un dibattito pubblico moscio, illanguidito o semplicemente assente. (v.post Fine di una storia).
 Il commento non c’è e tutto finisce lì con buona pace di ciascuno.

Quanto alla scuola, va detto però che non è tempo di analisi e giudizi frettolosi: siamo di fronte ad eruzioni vulcaniche dove terminologie importanti (“patto”, “comunità educante”…), sepolte da tempo per la loro carica innovativa, si accostano a purtroppo già tristemente collaudate scopiazzature esterofile (v. le “ tre I” di morattiana memoria).
Di certo non siamo di fronte a qualcosa a cui ormai eravamo abituati: rafferme riforme somministrate in dosi omeopatiche in corso d’anno scolastico, alla chetichella, spesso con decreti contradditori, ma sempre col risultato dell’impoverimento di quanto, come la scuola e i servizi sociosanitari, non veniva considerato una risorsa da riorganizzare e potenziare, ma un costo da ridurre.
Che cosa ci aspetta nei fatti pochi lo intravedono, mentre abbondano gli specialisti del “precommento” o del commento di nonsocosa.
Purtroppo molti ottimi giornalisti, da opinionisti stanchi, rispondono al quadro tracciato da Marino.
 A che cosa porta questo mero fotografare il peggio? Lo si capisce dallo stesso scritto di Contardo Marino da circa metà in poi; scritto che, per stare alla sua logica, rari” sfigati”avranno letto e subito rimosso, senza lasciare fortunatamente traccia nei commenti: gli unici che l’hanno capito…
Niente commento dunque, solo una speranza  malata ma non morta: l’auspicio che si abbandonino le analisi col capo coperto di cenere, simili più ad autoanalisi freudiane che ad esercizi di intelligenza critica costruttiva.

Il primo segnale di vera riforma sarebbe che  si alimentassero approfondimenti e proposte.
 Approfondimenti e proposte possono essere frutto solo di un lavoro collaborante, mosso dalla volontà di risolvere problemi, realizzando la scuola come punto d’incontro tra docenti, alunni e genitori.
Sarebbe la svolta rispetto all’abitudine di limitarsi a essere spettatori dello sfacelo, dando enfasi al negativo che non si fatica mai a trovare.

martedì 2 settembre 2014

Fine di una storia

E' dal luglio scorso che su questo Blog si contano non più di quattro interventi, tra quelli di Franca e i miei. Eppure di fatti da commentare e su cui scambiare opinioni ne sono succeduti. Da mesi il dibattito procede a fatica, tenuto insieme a malapena dai soliti noti. Che sta succedendo? Anche su altri canali, da quelli più moderni (Facebook, per esempio) a quelli più tradizionali (stampa, radio e tv) la discussione a sinistra langue, tra gossip e banalità profusi a piene mani. Un'intera generazione, quella dei 50/60enni, balbetta confusamente senza formulare un pensiero se non originale interessante. L'implacabile pragmatismo renziano ha sepolto definitivamente la capacità critica e riflessiva di una sinistra sempre pronta a a dire la sua su tutto in ogni momento? Per come è calato il silenzio, la reticenza, l'imbarazzo, la debolezza di pensiero, segno di una stanchezza intellettuale senza rimedio, a me pare proprio di sì. Un'epoca si è chiusa, definitivamente, e rispolverare vecchie glorie o vecchie narrazioni consolatorie non servirà a nulla. Gioco forza si dovrà passare ad altro, a meno di non non dover passare il proprio tempo come pugili rintronati al tramonto di una discreta carriera a rimpiangere i vecchi tempi (che sono sempre più belli di quelli presenti solo perché eravamo più giovani). Addio amici.    

mercoledì 30 luglio 2014

Gaza, e dintorni

Da Gaza giungono notizie terrificanti di centinai di morti tra la popolazione civile. Il conflitto che s’è riaperto tra i palestinesi di Gaza e Israele pare scoraggiare ogni ulteriore tentativo di fermare il conflitto dopo le illusioni maturate negli ultimi decenni e puntualmente disattese dalle parti. Che due paesi e due popoli possano convivere in pace in quella parte di mondo sembra molto improbabile per un lungo lasso di tempo. Che fare dunque ora, almeno per ridurre il danno, se la pace è lontana? Operare nelle sedi internazionali affinché le parti  pratichino un cessate il fuoco e che questi diventi duraturo almeno fino ad una tregua garantita da soggetti terzi; evitare di partecipare al ‘conflitto mediatico’ prendendo parte per l’uno o per l’altro ( il che non vuol dire rinunciare a qualsiasi opinione circa il maggiore o minore grado di responsabilità, ma evitare ogni ostentazione di partigianeria che potrebbe danneggiare il necessario clima di distensione in vista di un dialogo); disinnescare ogni focolaio di antisemitismo, una belva poi difficile da domare, e d’altra parte rigettare ogni forma di equiparazione tra palestinese e terrorista. Le distinzioni sono fondamentali in un contesto così complicato. Ma potrebbe anche non bastare per far deporre le armi. Israele oggi è governato da gente perennemente con il dito sul grilletto e che si sente legittimata da regolari e libere elezioni; su Gaza impera un’organizzazione di estremisti islamici che governa con il pugno di ferro e la cui missione – che l’intera popolazione è costretta a sobbarcarsi – è l’eliminazione di Israele. Convincere i pistoleri a desistere e Hamas ad abbandonare assurde pretese, non sarà facile, ma non si vedono altre strade per evitare un bagno di sangue ancor più terribile di quelli visti fin’ora da quelle parti ( la cupa contabilità dei morti a partire dall’invasione sovietica dell’Afghanistan fino alla Siria di oggi sfiora già la decina di milioni, per non parlare poi dei feriti, dei mutilati, e delle distruzioni immani provocate da quell’intreccio perverso di ragioni economiche, di potere, di etnia e di religione). Il guaio per noi è che a quel punto saremo chiamati di necessità a schierarci, e a farci carico di tensioni che non siamo più in grado di controllare, in un occidente che ha visto la morte delle ideologie e delle religioni - che davano risposte illusorie ma funzionali per una determinata epoca -, e che ancora non ha trovato una bussola (un nuovo umanesimo?) per orientarsi.   

martedì 22 luglio 2014

Scuola di pulizia

Educare ai valori ed ai diritti della persona
Non ha fatto un buon servizio alla scuola di orientamento cattolico la suora Dirigente dell’istituto  Sacro Cuore di Trento che,  per ”tutelare la moralità dei nostri (= del Sacro Cuore, ndr ) studenti”,  non  ha rinnovato il contratto a una valida insegnante essendosi lei rifiutata di smentire la sua omosessualità.
Nonostante  i secoli intercorsi, la motivazione riecheggia le argomentazioni della sorvegliante della fabbrica dove lavorava Fantine, tra i personaggi principali de I Miserabili di Victor Ugo, quando viene allontanata dal lavoro dopo essere stata scoperta e svergognata per essere una ragazza-madre: avrebbe potuto turbare la moralità delle altre lavoratrici della fabbrica!

La scuola, pubblica o paritaria che sia, comunque sostenuta da fondi pubblici, dovrebbe porre l’educazione al pluralismo, alla convivenza tra destini, culture e religioni diverse al di sopra dell’educazione all’identità religiosa di appartenenza.
Ad una scuola pubblica, statale o paritaria che sia, si richiede che educhi ai valori della legalità e del rispetto della dignità della persona: questo, unitamente al merito professionale, dovrebbe essere l’unico discrimine.

Le scelte di comportamento lesive della moralità sono quelle che vanno contro tali principi. I comportamenti strettamente confessionali sono stati spesso usati per imbiancare sepolcri: non dimentichiamo quanto moralismo per decenni ha steso veli bisunti sugli abusi e la pederastia perpetrati sui minori da più parti.

Non si può chiedere a cattolici e non di approvare l’omosessualità. A tutti però, cattolici e non, si deve chiedere di educare i giovani a operare scelte morali secondo coscienza e di pretendere dagli adulti scelte professionali secondo il merito, come in qualunque graduatoria pubblica che si rispetti dove non ti viene richiesto l’orientamento sessuale, il numero di scarpe, dove vai in vacanza e neanche se sei cattolico o buddista, ma solo e unicamente se sai fare al meglio il tuo lavoro di docente e di educatore.

mercoledì 9 luglio 2014

Errani e l'art. 27 della Costituzione

E’ notizia di ieri che il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani è stato condannato in appello a un anno per aver favorito, nell’ambito delle sue funzioni, la Cooperativa Terremerse presieduta dal fratello Giovanni. Lascia un certo sconcerto che in primo grado i giudici l’abbiano assolto. Ci si chiede: Errani è colpevole o è innocente? Se cioè il suo comportamento nella vicenda dei finanziamenti alla Terramare sia rimasto nell’ambito del lecito, come hanno sentenziato i primi giudici, o sia sconfinato nell’illecito come hanno invece concluso i secondi. In attesa che si pronunci la Cassazione, il nostro si è dimesso dalla carica di ‘Governatore’, dimostrandosi galantuomo,  ma mettendo in moto una catena di inviti a rivedere detta decisione provenienti da ogni ambito del suo partito, il Pd. Renzi stesso si è mosso in suo favore per ricordare il dettato costituzionale che ‘si è innocenti fino al terzo grado di giudizio’. Ma la Costituzione non dice affatto così. L’art. 27 recita che ‘l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva’.  C’è una differenza tra ‘innocente’ e ‘non colpevole’. Nel primo caso l’imputato, cioè ‘l’accusato in forza di un provvedimento del giudice che ne dispone il rinvio a giudizio’, secondo i sostenitori dell’equivalenza può tranquillamente continuare la vita di sempre, salvo limitati provvedimenti cautelativi validi per brevi periodi e solitamente inefficaci, e ciò fino a sentenza definitiva, prescrizione o amnistia; nel secondo caso, la ‘non colpevolezza, crea una sorta di stato di sospensione – né colpevole né innocente in attesa della pronuncia definitiva – che lo esclude da determinate funzioni (esempio: paternità, patrimonio, partecipazioni sociali ed economiche, educazione, e così via). E’come se la società nel dubbio si astenga momentaneamente e per motivi puramente tecnici (i giudizi richiedono tempo) dal comminargli sanzioni o dal proscioglierlo definitivamente, ma nel contempo lo costringe a tenere ‘determinate distanze’ dal corpo sociale. Non si capisce bene infatti a che cosa servano le sentenze intermedie, se non hanno effetti sull’imputato. Forse che affidereste le cure di vostro figlio ad un imputato di pedofilia nell’attesa del 3° grado? Affidereste il vostro portafoglio ad un ladro sol perché si è pronunciato solo il giudice di 1° grado? Vi fareste condurre in auto da un autista condannato per ubriachezza al volante in attesa che si pronunci la Cassazione? I pronunciamenti dei giudici possono essere fallaci, contraddittori, e anche dannosi. E ciò accade, ma molto meno spesso di quanto si pensi. Sotto questo aspetto mi trovo a sostenere la ‘responsabilità civile dei giudici’, con molta cautela, s’intende, e a fronte di fatti gravi documentati. Per il resto sto con Errani, che si dimette da governatore per potersi meglio difendere in giudizio, e colgo con fastidio i pronunciamenti di sguaiata solidarietà dei suoi compagni di partito che hanno più il sapore del richiamo alle ragioni di protezione del ‘gruppo’, se non di consorteria, proprio quanto più volte rimproverato fin nel recente passato ad altre forze politiche, che non di un atteggiamento equilibrato e meditato. Così non si cambia ‘verso’, ma si torna all’antico.     

domenica 6 luglio 2014

Proposte per Cassina

Sul Blog di 'Cittadinanza e Cambiamento', e poi su alcune pagine Facebook è stata pubblicata 'Una proposta per Cassina, all'Amministrazione e ai Cassinesi'. Mi pare un contributo da prendere in considerazione, come altri del resto, come la mia risposta/controproposta che qui vi espongo:

La ‘Proposta per Cassina’ pubblicata il 3 luglio dall’associazione ‘Cittadinanza e Cambiamento’ è uno stimolo per entrare nel merito di punti che il Programma elettorale della lista vincente ‘Cassina Domani’ ha lasciato nel vago. Ora che l’Amministrazione dovrà fare scelte e prendere decisioni in merito, i punti elencati, e altri di cui dirò in seguito, sono ineludibili. Da parte mia ho un’idea diversa circa le soluzioni prospettate, e mi spiego:
1-Trasparenza e partecipazione: penso che le Consulte siano utili se rappresentative delle associazioni che in Cassina operano nella cultura, nel sociale e nello sport, e quindi fatte di persone ‘competenti sul campo’; partecipazioni  a solo titolo di ‘cittadini’ sono dispersive ed inconcludenti, una sorta di ‘democrazia assembleare’ che non ha mai funzionato.
2-Urbanistica e viabilità/1: la strada Padana Superiore è una ferita che il nostro paese è costretto a ubire per l’insensatezza di amministratori del passato e i cui effetti, ora, si possono solo attenuare; probabilmente la nuova Cassanese a Sud alleggerirà il traffico passante per Cassina, potrebbe essere efficace una migliore sincronizzazione dei semafori, così come una pavimentazione ‘rallentatraffico’;  gli incroci sopraelevati sono di difficile attuazione data la necessità di pendenze, svincoli e accessi che mal si conciliano con la ristrettezza degli spazi esistenti; si possono studiare i flussi di traffico post-cassanese ed individuare sistemi di rotatorie e vie di convogliamento.
3- Urbanistica e viabilità/2: pensare ad uno scambio di aree Centro tennis-ex Scuola Elementare di piazza De Gasperi data la situazione economica-finanziaria, soprattutto nel settore delle costruzioni, non lo ritengo fattibile, almeno entro tempi ragionevoli; penso invece che sull’area dismessa della ex Scuola Elementare, ex palazzina dei vigili e villetta comunale si possa pensare ad un intervento di demolizione e di ricostruzione parziale con alloggi destinati all’housing sociale, penso anche al Cohousing di Cernusco con alloggi messi a disposizione a rotazione per giovani. Per il finanziamento ci sono fondi statali e regionali, nonché bandi europei, la differenza verrebbe coperta con mutui da pagare con i proventi dell’affitto.
4-Urbanistica/3, Cascina Bindellera: l’idea di una forma di azionariato pubblico in vista di un intervento di recupero (ma a che scopo, per contenere che cosa?) della Cascina Bindellera può essere percorso; da parte mia trovo più agevole la cessione dell’area a fondazioni, università, enti di ricerca e vari, con convenzioni a costo simbolico e progetti di utilizzo innovativi, aperti al territorio e orientati alle attività agricole.
5-Politiche sociali e giovanili: concordo sulla revisione dell’accordo quadro con la Parrocchia, ma non sul Tavolo di Osservazione, anche qui come nella ‘consulta dei cittadini’, questi tavoli non funzionano più, funzionano invece le Consulte ‘per competenza’ e l’approccio di ascolto che vorranno dare gli assessori alla partita.
6-Piccolo Teatro della Martesana: dopo la fallimentare esperienza del bando propongo di sperimentare per due anni la gestione diretta comunale mediante un Direttore artistico qualificato cui si affidi il compito di rendere autosufficiente la struttura nell’arco di due anni. Non escluderei inoltre utilizzi ,ora assurdamente esclusi, tipo convegni politici, sindacali, religiosi, aziendali, condominiali,alla sola condizione che non siano contrari alla legge.
7-Scuole: Occorre mettere mano al consolidamento ed adeguamento statico previsto dalla normativa antisismica, e alle opere di miglioramento funzionale resesi necessarie dall’obsolescenza.
8-Diritti: come a Milano e in altri comuni, introdurre il Registro delle coppie di fatto e il Registro del Testamento biologico; prevedere una ‘sala del commiato’ per i funerali civili.
Ovviamente si tratta di proposte non esaustive e tutte ancora da approfondire, un semplice contributo da ‘cittadino partecipe’ della vita di Cassina da oltre trent’anni a questa parte. In generale, mi aspetto da questa nuova giunta – data sempre la situazione esistente delle risorse pubbliche – una buona ordinaria amministrazione e qualche guizzo o idea brillante sui temi che ho elencato.

Marino Contardo

sabato 28 giugno 2014

Il ministro degli Esteri della UE

Come tutti coloro che mi conoscono sanno sono un cosidetto dalemiano, cioè appartengo a quella corrente mai esistita di “seguaci di D’Alema”.
Per questo so che mi spetta “di diritto” una serie di insulti che vi prego di non ripetere perché li conosco già.
Ma non sarei io se non dicessi che l’eventuale nomina del Ministro Mogherini a ministro degli esteri europeo, mi sembra una “cazzata”
Non per un giudizio od un pregiudizio su di lei, che non conosco, ma perché il rischio mi sembra che sia lo stesso che si è corso e verificato quando venne votata a Ministro degli esteri europee l’attuale titolare del posto ( che non mi sforzo nemmeno di sapere come si chiama).
Quando la ministra inglese attuale titolare degli esteri europei venne nominata, tutti ( ma proprio tutti gli opinionisti ) dissero che nominare una persona sicuramente brava ( si dice sempre così) ma con poca esperienza politica estera significava nei fatti riconoscere che la politica estera dell’Europa non esiste ( come è stato ampiamente dimostrato).
Mi sembra si stia ripetendo lo stesso errore…D’Alema in primis, ma anche la Bonino e magari Enrico Letta forse ( e sottolineo il forse) sarebbero più autorevoli.
Ma probabilmente mi sbaglio….giudicherà il tempo che è sempre ( per sua natura) galantuomo.


Roberto Bertolotti

lunedì 23 giugno 2014

A proposito del quotidiano l'Unità

Grillo, in relazione alla liquidazione del quotidiano l’Unità, s’è lasciato andare, come a lui solito, a commenti sprezzanti, senza pensare che dietro il tramonto di questo giornale c’è un passato glorioso, di sostegno, fin dalla nascita,  alle lotte dei lavoratori per un giusto salario e per una degna condizione di lavoro, per la giustizia sociale e per i diritti, per la democrazia e le libertà fin dal nascente fascismo. Tuttavia una riflessione occorre fare, al di là degli insulti e degli anatemi. Oggi l’Unità è un giornale al tramonto, vive solo di sovvenzioni pubbliche, vende giornalmente poco più di 20.000 copie delle 60.000 che stampa ( e 40.000 finiscono regolarmente al macero, record assoluto nella carta stampata con il 65% a fronte di una media del 27%, e ciò in barba a qualsiasi discorso di spreco/risparmio), ed è ridotto ormai a una flebile testimonianza per pochi irriducibili. La domanda che si pone è: è giusto tenere in vita con soldi pubblici una testata sì gloriosa ma ormai irrilevante nel panorama dell’informazione della carta stampata? E’ giusto soddisfare la nostalgia di pochi affezionati lettori con migliaia e migliaia di euro (il dato preciso si può avere sommando i contributi ai giornali di ‘partito’ con quelli alla carta stampata) a spese dello stato? Stesso discorso vale per altri quotidiani finanziati dalle casse statali (Il Foglio, per esempio). Non sarebbe meglio prendere atto che data la situazione ogni accanimento terapeutico sarà vano, e inutilmente costoso, e valutare di trasferire la testata sul Web?

P.S. Sarebbe interessante sentire le voci anche di altri che non siano Alfio, Franca e Anonimo, c’è ancora troppa reticenza su questo blog su certi argomenti, come ad attendere ancora ‘posizioni ufficiali’: beh, queste non verranno più, a rassicurare come un tempo.

martedì 17 giugno 2014

I "salti" dei grillini


Sono lontani i tempi in cui Beppe Grillo tuonava «Pdl e Pdmenoelle pari sono. Non c'è alcuna possibilità per me di allearmi né con uno, né con l'altro». È anche vero che allora il dibattito era sulla fiducia. Ma sembra passato un secolo (e invece era solo il 20 febbraio scorso) anche da quando sul blog del comico ligure comparve il post «Fuoco amico» in cui si mettevano all’indice i quattro senatori, poi espulsi, Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Luis Alberto Orellana colpevoli di aver manifestato «perplessità circa il metodo usato da Grillo nel corso del confronto in streaming con un certo Renzi».
L'APERTURA AL «CARO PRESIDENTE». Oggi, invece, il film è cambiato. Il M5s prima incontra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e poi chiede un confronto al premier Matteo Renzi sulla legge elettorale. Per non parlare dei toni soft che stanno soppiantando le urla e l’uso più moderato delle parole. E così il segretario dem da «ebetino» è diventato «caro presidente».
Ce n’è abbastanza per parlare di un cambio di linea politica e comunicativa. Rimane da capire cosa si nasconda dietro questo nuovo corso. Il politologo Gianfranco Pasquino non si scompone: «È semplice», dice a Lettera43.it, «nel Movimento stanno diventando realisti. D’altra parte su molte questioni i grillini dicevano cose sbagliate. La loro era un’operazione propagandistica urlata, senza alcuna possibilità di diventare realtà». (continua