Il blog dei democratici di Cassina de' Pecchi. Notizie e opinioni dal piccolo e dal grande mondo.
giovedì 11 luglio 2013
Il dramma italiano
Commedia
della parti o problemi enormi e angoscianti quelli del nostro Paese? Se sono davvero
drammatici come propendo a credere, prevale però il tono leggero da commedia e da melodramma trattati
come sono quei problemi nel "teatrino" di un giornalismo televisivo narciso e ben
pettinato, da sofisticati analisti politici, esasperati e sottili
retroscenisti, belle donne ariose e un po' sventate... L'eterno casino italiano
della chiassosa e confusa politica: siamo davanti alla svolta del rilancio o al
rilancio della svolta signora mia? Gettare acqua sul fuoco o aizzare gli animi?
Ma tutto, forse, non sarà così catastrofico dopotutto se ci si può,
nell'imminenza dell'apocalisse sempre annunciata con toni furiosi, ritagliare
un week end al mare oppure interrompere il dramma televisivo perché "devo
andare in pubblicità" mentre a casa ci si rinfresca con un gelato...
Il peggio del peggio ( non mi assomiglia “penniente”)
Renzi non dice mai cosa
vuole fare ( a parte banalità), ma cosa non dovrebbero fare gli altri.
Anche oggi ne ho avuto
una prova, dopo una scelta sbagliata del Pd,
e quindi una cosa in me è ormai sicura.
Non lo voterò come
segretario del Pd.
Forse voterò Cuperlo (
di gran lunga il migliore) ma purtroppo gli manca il quid
Più probabilmente
voterò Civati
A Cassina ho già fatto
un errore- dieci anni fa - votando un
Renzi (si fa per dire naturalmente, uno vale 0, Renzi è una potenza)
Errare è umano
perseverare è diabolico.
Finalmente (per la
gioia di molti) voterò un candidato perdente.
Così potrò dire anch’io
– dopo – cosa bisognava fare.
Roberto Bertolotti
sabato 29 giugno 2013
Ora ho capito cosa vuole Renzi…
...regole su
misura per lui
Ma non era lui quello
che aveva chiesto a Bersani di fare le primarie perché era errata la norma
dello Statuto del PD che prevedeva che il Segretario fosse anche Candidato Premier?
Le norme le hanno
cambiate
Ora bisogna – secondo
Renzi – cambiarle nuovamente e prevedere che il Segretario sia il Candidato
Premier.
Allora non era la norma
che non andava bene!
Una buona ragione per
cui non lo voterò.
Roberto
Bertolotti
domenica 23 giugno 2013
Festa Democratica di Melzo, noi ci siamo e tu?
Qualche giorno fa è cominciata la
Festa Democratica di Melzo, che si concluderà il 15 Luglio prossimo. Un lungo
mese all’insegna della musica, della buona cucina e dei tanti e assortiti
appuntamenti culturali e politici offerti dai militanti del Partito Democratico
di tutta la zona. E’ strano per me scrivere di una festa che frequento, per la
prima volta quest’anno, come volontario. E’ strano perché è una festa, quella
di Melzo, che non conosco e non conosco i volontari, che come noi del Pd di
Cassina, tutte le sere, con costanza e impegno, si cimentano chi nel cucinare,
chi nel servire ai tavoli, chi nel gestire. Non li conosco, singolarmente, i
compagni e gli amici di Melzo, di Vignate, di Pessano, ecc. Ma lo spirito, che
spinge le centinaia di volontari nelle Feste Democratiche di tutt’Italia,
quello si, lo conosco molto bene. Per me che sono cresciuto in un altro comune, la Festa
Democratica, una volta la Festa dell’Unità, è stata da sempre un appuntamento
fisso dell’estate, irrinunciabile. Un appuntamento che valeva l’intero anno di
lavoro politico nel partito. La festa è sempre stata il momento nel quale il
partito dimostrava la sua forza organizzativa, la sua generosità verso la città,
era l’occasione per condividere insieme agli altri momenti di gioia, di
allegria, ma anche di fatica. Si, fatica. E’ la cosa che ricordo di più delle
Feste Democratiche. La fatica di lavorare fino a tarda ora, dopo una giornata
di studio o di lavoro. La fatica di essere sempre sorridenti, anche nei
confronti di chi si arrabbiava perché aspettava da “troppo” tempo il tavolo. La
fatica di spiegare, con pazienza, che nessuno ti pagava per stare li a
lavorare. E soprattutto, la fatica, ma anche il rammarico di sapere che spesso
tutto l’impegno gravoso del gestire e portare avanti un appuntamento come la
festa, non si traduceva, nell’immediato, in consenso politico, anzi,
tutt’altro. Quante volte l’ho sentita dai vecchi compagni la frase “se tutti
quelli che vengono a mangiare o a ballare alla festa ci votassero, allora forse
si, saremmo maggioranza!”. Proprio così, perché la Festa Democratica piace a
tutti ed è frequentata da tutti. Anche da quelli che non ci votano e che forse
non lo faranno mai. Ma va bene così, perché la Festa Democratica è soprattutto,
per noi, un momento speciale per dire che “ci siamo”, che siamo sul territorio,
pronti a confrontarci e a discutere di problemi, di soluzioni, di visioni
future, anche e soprattutto con quelli che la pensano diversamente da noi. La
Festa Democratica è anche un modo sano e limpido di finanziamento al partito.
Quei pochi soldi (e vi assicuro che sono davvero pochi se
confrontati con la fatica e la maestosità delle strutture) che si raccolgono
con le feste dimostrano che ancora esiste ed è ben presente, almeno da “questa
parte” della barricata, un modo onesto di raccogliere i fondi necessari alle
attività politiche che si svolgono poi durante l’anno. Un segno tangibile che
la politica può essere ancora fatta con il sudore e la passione di chi si
riconosce in un’idea e che al servizio di quell’idea si mette, sacrificando a
volte, anzi spesso gli affetti più cari, quelli personali. E non è poca cosa,
se pensiamo che il momento storico è quello in cui la politica è vista sempre
più spesso come una cosa “sporca” e non sempre a torto.
Veniamo ora alla presentazione del ricco programma. Per sintesi riporto solo gli appuntamenti principali (tutto il programma è comunque reperibile al sito www.festademocraticamelzo.it). Come dicevo all’inizio, la Festa
Democratica di Melzo, al fianco della buona cucina, offrirà anche serate a tema
con appuntamenti imperdibili. Innanzitutto la musica. Tutte le sere si balla con il liscio, i Giovedi sera invece spazio ai giovani e i Martedi al Tango
Argentino. Da non perdere la serata dedicata alle cover di Vasco Rossi,
Mercoledì 3 Luglio. Il Venerdì è “letterario” con la presentazione di libri. I
prossimi appuntamenti: Venerdì 28 Giungo verrà presentato il libro di Gianni BIONDILLO “Cronaca di un
suicidio” e Venerdì 5 Luglio il libro di Andrea MOLESINI “La primavera del lupo”. Il programma prevede
anche serate speciali, con incontri e dibatti. Il 26 Giungo HAPPY HOUR alle ore
19:30 con prodotti di Libera Terra. Il 29 Giungo “L’Europa nella morsa della
crisi” con la presentazione del libro di Enrico FARINONE e Walter JOFFRAIN.
Sabato 6 Luglio “Quale futuro per i nostri comuni? Gestione associata e unione
dei comuni. Un Obbligo o un’opportunità?”. Lunedì 15 Luglio proiezione dei
cortometraggi vincitori della rassegna International Melzo Film Festival 2013. Infine gli incontri con i leader nazionali. Si incomincia il 30
Giungo con il Segretario Cgil Susanna Camusso, il 10 Luglio ci sara Walter
Veltroni, Laura Puppato il 13 Luglio e infine Pier Luigi Bersani il 14 Luglio.
Buona festa a tutti!
lunedì 17 giugno 2013
NO, la scissione no
Si sentono rumori di sciabole nell'ardito e scomposto esercito del Pd. Davanti all'avanzata, che al momento sembra inarrestabile di Renzi e al grido di "non moriremo democristiani", molti ex Pci, Pds, Ds tenterebbero di ritornare indietro, di riabbracciare vecchi vessilli, i labari di un passato glorioso. Andare dove? Da Vendola? Con Vendola? Per fare cosa? Varare una scissione? La nostalgia in politica non reca buoni frutti. Anch'io dopo un momento lunghissimo di abbattimento personale ho meditato che questo governicchio non può reggere più di tanto. Sarei tentato fortissimamente da un "governo del cambiamento" con pezzi di grillismo pur di chiudere definitivamente la stagione berlusconiana. E attualmente non mi scandalizza questa prospettiva, ma a una condizione: che essa sia di decantazione e che bisogna pensare al dopo, al destino complessivo del Paese nel medio e lungo periodo, cui non si può giungere con governicchi rabberciati alla bell'e meglio. Si porrà dunque, prima o poi, la necessità di una verifica elettorale e a questa scadenza il Pd dovrà giungervi unito, con la leadership che vincerà sul campo.
Renzi? Che Renzi sia. Peppino Caldarola dice che Renzi è "uno yoghurt fresco che andrà mangiato prima della scadenza. Quando la sua visione sarà ben delineata, i contrari potranno contrastarlo con altri argomenti preparandosi a succedergli in caso di fallimento o di esaurimento della sua spinta propulsiva. Ma la scissione no. Se c’è una cosa che il popolo del centro-sinistra non capirebbe è la scissione. State calmi,se potete".
A questa prospettiva di lungo periodo sta peraltro lavorando D'Alema. Ebbene io concordo con questa visione e con questa azione politica..
Renzi? Che Renzi sia. Peppino Caldarola dice che Renzi è "uno yoghurt fresco che andrà mangiato prima della scadenza. Quando la sua visione sarà ben delineata, i contrari potranno contrastarlo con altri argomenti preparandosi a succedergli in caso di fallimento o di esaurimento della sua spinta propulsiva. Ma la scissione no. Se c’è una cosa che il popolo del centro-sinistra non capirebbe è la scissione. State calmi,se potete".
A questa prospettiva di lungo periodo sta peraltro lavorando D'Alema. Ebbene io concordo con questa visione e con questa azione politica..
sabato 15 giugno 2013
Ancora D'Alema?
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| Massimo D'Alema a sostegno del Sindaco di Pioltello Antonello Concas in un comizio elettorale del 2 maggio 2011 |
Finché avrà vita lui farà questo: politica. E questa va giudicata, non le sue presunte intenzioni; occorre insomma caso per caso valutare se le sue proposte sono campate in aria o hanno un portato di razionalità. In quest'ultima sua iniziativa - quella di mediare tra renziani e bersaniani - qualcuno mi deve dire se non è necessaria un'azione politica di questo tipo che salvi il principio di una leadership visibile (a me non piace Renzi, ma questo c'è) e quella di un partito solido. D'Alema ha affrontato questa fase anche dopo un periodo di insulti ed emarginazione personale, andando lui a Palazzo Vecchio, e tessendo la sua tela... Avercene di politici così!
martedì 11 giugno 2013
Per l'Italia giusta
Sembra quasi paradossale parlare
oggi di iscrizione a un partito. Eppure sono qua, siamo qua, con lo scopo di
scrivere un pezzo, interessante spero, per la campagna tesseramento 2013 al
Partito Democratico. E allora ci provo, usando le parole e la determinazione di
sempre. Nonostante tutto. Nonostante “le nostre cazzate”, per riprendere le
parole di Roberto. Nonostante il tonfo della credibilità dei partiti. Nonostante
la fine, azzarda qualcuno, dei partiti. Per me, per noi, ha ancora un senso riconoscersi
in una idea e battersi per essa. Ha ancora un senso, per noi, ritrovarci nella
saletta, quella di sempre, quei pochi metri quadrati, lassù al terzo piano
della “Speranza”, a parlare, confrontarci, discutere, produrre. A muoverci è in
fondo una certezza, che nessuno potrà mai toglierci: la politica e la
partecipazione sono davvero il motore per mettere in pratica le cose in cui
credi. Cè ancora bisogno dei partiti, è una affermazione, non una domanda. Cè
ancora bisogno della loro organizzazione, del loro radicamento sul territorio,
della loro capacità di esprimere idee e classe dirigente. Semplicemente, senza
troppi giri di parole. Partecipare a una manifestazione, andare a un banchetto,
organizzare una iniziativa, scrivere su un blog. Questa è in sintesi la nostra
concezione di militanza, che non può prescindere, almeno fino a quando qualcuno
non dimostrerà il contrario, dalla forma partito. I partiti certo, oggi sono in
difficoltà, sono decotti, hanno bisogno di nuova linfa. Penso innanzitutto
perché soffrono di burocrazia e di lentezza. Qualcuno direbbe che i partiti
sono dei bisonti, ormai “vecchi” e inadeguati ai tempi, che inesorabilmente
cambiano, cambiando anche il modo di esprimersi e di esprimere le proprie idee.
E non a caso oggi si moltiplicano le forme aggregative alternative ai partiti,
come le liste civiche o i movimenti, spesso in contrapposizione ad essi. Ma,
correggetemi se sbaglio, l’aggregazione e la mobilitazione che i partiti
riescono a mettere in campo ancora non ce l’ha nessuno. Questa grande forza
propulsiva è nel dna del partito
Democratico, che è rimasto l’unico vero partito di massa e organizzato
presente sulla scena politica italiana. Mentre scrivo è in corso il cantiere
per il prossimo importante appuntamento congressuale che vedrà “scendere in
campo” migliaia di iscritti pronti a disegnare il Pd del futuro (a proposito,
avete mai visto un congresso dalle parti di Berlusconi&C?). Mentre scrivo,
in tutt’Italia, si stanno organizzando centinaia di Feste Democratiche, che
sono il vero, fondamentale appuntamento politico e culturale dell’estate. Mentre
scrivo in Tv dicono che il Pd e il centrosinistra hanno stravinto le amministrative
del 2013. Qui, adesso, in questo momento, ho rinnovato la mia iscrizione, ho
scelto di aderire al Pd di Cassina de Pecchi. E lo faccio con coraggio,
convinzione, speranza, chiedendo a tutti quelli che mi leggono di fare altrettanto.
Un’idea, se è buona, ha bisogno di un sostegno, anche economico. Soprattutto adesso,
in tempi di tagli ai finanziamenti ai partiti e ai rimborsi elettorali. Cè poco
da dire e molto da fare. La politica, quella vera e libera, ha bisogno di un
contributo. Dimostriamo che noi, il popolo del Pd e del centrosinistra, il
popolo delle primarie, dei gazebo, dei circoli, dei militanti in grembiule a
servire alle feste, ha ancora qualcosa da dire. Nonostante le tante cose che
non vanno, che non condividiamo, nonostante le scelte che forse semplicemente non
capiamo. Nonostante tutto, dicevo prima, ci credo, ci crediamo. Ancora una
volta, perchè “l’Italia Giusta” non è rimasta solo un miraggio, ma un obiettivo possibile.
domenica 9 giugno 2013
Responsabilita'
L'Amministrazione Comunale si appresta ad approvare definitivamente un PGT da 400 mila metri cubi di nuove costruzioni, che prevede 75 milioni di Euro di opere pubbliche, la maggior parte delle quali sono la demolizione di edifici pubblici esistenti e la ricostruzione altrove.
Un PGT che, nonostante tutti si siano ormai convertiti al non consumo di suolo, nonostante una crisi dell'edilizia che non accenna ad attenuarsi, prevede di costruire ovunque. Un PGT che non ha senso, inconsistente, folle, pericoloso, assurdo. Un PGT che va fermato.
Il Sindaco D'Amico e i suoi, ormai lo abbiamo capito, non si fermeranno, nonostante le 99 osservazioni al PGT, non si fermeranno e, queste estate, durante il periodo delle vacanze, approveranno, a stretta maggioranza, il PGT.
Di chi e' la responsabilita' di tutto questo? E chi oggi deve assumersi la responsabilita' di contunuare l'opposizione e di costruire l'alternativa?
Un PGT che, nonostante tutti si siano ormai convertiti al non consumo di suolo, nonostante una crisi dell'edilizia che non accenna ad attenuarsi, prevede di costruire ovunque. Un PGT che non ha senso, inconsistente, folle, pericoloso, assurdo. Un PGT che va fermato.
Il Sindaco D'Amico e i suoi, ormai lo abbiamo capito, non si fermeranno, nonostante le 99 osservazioni al PGT, non si fermeranno e, queste estate, durante il periodo delle vacanze, approveranno, a stretta maggioranza, il PGT.
Di chi e' la responsabilita' di tutto questo? E chi oggi deve assumersi la responsabilita' di contunuare l'opposizione e di costruire l'alternativa?
giovedì 6 giugno 2013
venerdì 31 maggio 2013
Domenica 2 Giungo si pedala per dire no al Pgt della destra cassinese
Io
partecipo….e tu?
Per dire no al pgt, una
manifestazione a piedi od in bicicletta non basta, però può aiutare.
· ore 10,00 ritrovo sotto il Comune, indi Via Volta e Via Kennedy
· ore 10.30 piazzale MM2, indi Via
Mazzini
· ore 10.45 zona bocciofila indi Via Donatori del sangue, (attraversamento
padana rispettando i tempi del semaforo), Via C. Ferrari, Via Sirio, Via
Milano, Via Napoli, ( tutta pista ciclabile) arrivo piazzale Unità d’Italia
· ore 11.15 piazza Unità d’Italia indi Via Trieste
· ore 11.30 al Casale, dietro al teatro
· ore 12.15 S. Agata zona monumento ai caduti
· ore 12.30 fine della manifestazione
·
saranno disponibili a prezzo di costo
magliette con la scritta:
CONTRO IL
PGT…..PEDALA!!!!!
Invitiamo i
partecipanti a non portare bandiere e
simboli di associazione o Partiti. Tutti sono liberi di pubblicizzare
l’iniziativa sui vari siti e pagine facebook:
i cittadini che vorranno farlo saranno i promotori della manifestazione
e potranno brevemente esprimere il loro pensiero nei luoghi interessati dagli
interventi del pgt.
mercoledì 29 maggio 2013
Oggi è un buon giorno per… sperare
“Ci hanno votato! Hanno capito che dietro tutte le nostre
cazzate c’era qualcosa di buono. E ci hanno votato. Non chiedetemi come hanno
fatto sono troppo commosso per tentare una risposta”.
Non è mia…è la vignetta di Staino su l’Unità di oggi
Mi sembra che la conclusione sia esplicita.
La gente capisce che noi siamo un Partito vero, non di
plastica o etero diretto, dove i militanti “osano” anche criticare i propri
vertici.
Ma credo sia il caso di dire: “ adesso basta cazzate” a tutto
c’è un limite.
Mi sono re -iscritto,
prima del voto, al PD, perché vorrei continuare ad essere un militante
pensante.
Roberto Bertolotti
domenica 26 maggio 2013
Se fossi stato a Bologna
Scrivo queste riflessioni praticamente un’ora prima che si
chiudano i seggi.
Io credo di essere laico, se dovessi decidere ora e lascerò
questa comunicazione a coloro che
saranno vivi quando io sarò morto, non vorrei andare in chiesa. Anzi
vorrei che la mia morte fosse “sommessamente “ comunicata dopo la cremazione.
Insomma vorrei andarmene come sono venuto al mondo: nell’assoluta indifferenza
di tutti tranne i miei parenti
Chi mi frequenta sa che non ho mai bestemmiato né ho mai
attribuito a Dio o a chiunque altro ( se fossi navajo direi Manitou) le colpe
o le fortune di ciò che succede.
Ho sempre viva la famosa frase di Benigni “muori, scopri che
non c’è Dio, ma Manitou…cosa gli dici: ho sempre letto Tex Willer!”, che nel
mio caso è vero.
Ma tornando a Bologna ed ancora “veleggiando” credo che il
famoso spot per il 5 permille “chiedilo a loro” sia bellissimo e vero. Tanto
vero che io ho preferito destinarlo al Germoglio…che praticano giornalmente il
“ chiedilo a loro”.
Essere laico però vuol dire anche essere laico dai
pregiudizi (sto leggendo per la terza volta ) “ Orgoglio e Pregiudizio". E allora perché non ammettere che nella chiesa ci sono i Don Ciotti i Don Gallo i
Don Puglisi.
La Chiesa deve pagare l’Imu, come la Cooperativa La Speranza
di cui sono Presidente pro tempore e non ci sono cazzi!, deve pagarla sulle
attività non ecclesiali. Ma come non comprendere che non può essere una guerra
di religione?
A Bologna avrei votato B, come Prodi.
Roberto Bertolotti
venerdì 24 maggio 2013
... è con viva e vibrante soddisfazione che il PD aderisce alla biciclettata!
Io
partecipo….e tu?
Per dire no al pgt, una
manifestazione a piedi o in bicicletta non basta, però può aiutare.
ti aspettiamo!!!
Domenica 2 giugno
Domenica 2 giugno
·
ore 10,00 ritrovo sotto il Comune, indi Via Volta e Via
Kennedy
·
ore 10.30 piazzale MM2,
indi Via Mazzini
·
ore 10.45 zona bocciofila indi Via Donatori del sangue,
(attraversamento padana rispettando i tempi del semaforo), Via C. Ferrari, Via
Sirio, Via Milano, Via Napoli, ( tutta pista ciclabile) arrivo piazzale Unità
d’Italia
·
ore 11.15 piazza Unità d’Italia indi Via Trieste
·
ore 11.30 al Casale, dietro al teatro
·
ore 12.15 S. Agata zona monumento ai caduti
·
ore 12.30 fine della manifestazione
·
saranno disponibili a prezzo di costo
magliette con la scritta:
CONTRO IL
PGT…..PEDALA!!!!!
Invitiamo i
partecipanti a non portare bandiere e
simboli di associazione o Partiti. Tutti sono liberi di pubblicizzare
l’iniziativa sui vari siti e pagine facebook:
i cittadini che vorranno farlo saranno i promotori della manifestazione
e potranno brevemente esprimere il loro pensiero nei luoghi interessati dagli
interventi del pgt.
Ineleggibilità sì/no
Masimo
Mucchetti, neosenatore del PD e persona concreta, nell’intervista di oggi a ‘Repubblica’
fa un ragionamento interessante sulla questione ‘ineleggibilità di Berlusconi’,
che verrà portata prossimamente alla Giunta per le Elezioni. Con riferimento alla
legge del 1957, che recita ‘è ineleggibile il titolare di concessioni pubbliche’, ricorda
come le frequenze televisive siano beni
pubblici dati in concessione dallo Stato, ma come da questa formulazione non ne derivi automaticamente
l’ineleggibilità di Berlusconi in quanto egli è, assieme ad altri membri della
sua famiglia, solo un azionista, per quanto importante, di una società,
Mediaset, concessionaria di alcune frequenze televisive, e non già il titolare.
Mucchetti, a cui evidentemente va stretta la logica ricattatoria che dice che
se passa l’ineleggibilità cade il governo, e d’altra parte vuol rifuggire dal
rischio di un’azione propagandistica dagli esiti giuridici incerti, e quindi
inefficace, passa immediatamente alla proposta di una legge che aggiorni la
legge del ’57 e imponga a chi ha posizioni di controllo in società
concessionarie di beni pubblici di scegliere tra disfarsene oppure di
rinunciare alla carica parlamentare. E’ una proposta seria, sensata, motivata
ed efficace. La sosterranno i parlamentari del PD? O asseconderanno la solita
tattica dilatoria di allungarne a dismisura i tempi in commissione se non di
stravolgerla e poi cestinarla, pur di piegarsi al ricatto sul governo? Ma è poi
materia di governo questa? E il Parlamento ha potere legislativo, come dice la
Costituzione, oppure ce l’hanno le Commissioni e i parlamentari sono chiamati
solo a ratificarne gli esiti alzando disciplinatamente le esili manine? Ho i miei dubbi
mercoledì 22 maggio 2013
venerdì 17 maggio 2013
Romano Prodi, la tessera mancante
Insegnante precaria, segretario del circolo bolognese “Joyce Salvadori Lussu” del Pd .
Romano Prodi, la tessera mancante
Sono giorni che come segretaria di uno dei circoli del Pd di Bologna ricevo e-mail, messaggi e militanti che vengono a restituire la tessera o mi comunicano di non volerla rinnovare per il 2013. Così, ieri, quando ho letto l'agenzia che paventava che anche Romano Prodi stava meditando se rinnovare l'adesione al Pd, non mi sono stupita più di tanto.
Anche Romano Prodi è uno degli iscritti del circolo Pd di cui sono segretaria, il circolo Galvani recentemente intitolato a "Joyce Salvadori Lussu" di via Orfeo nel centro di Bologna.
Certo, Prodi è un iscritto "eccellente" e la sua adesione o meno al Pd assume un valore simbolico molto forte per tutti i militanti, i simpatizzanti e soprattutto per gli elettori del nostro partito, ma così come comprendo il disagio di molti dei miei iscritti dopo quanto accaduto per la Presidenza della Repubblica, a maggior ragione capisco l'eventuale decisione di Prodi di non rinnovare la tessera del partito che ha contribuito a fondare ma che, già in diverse occasioni, l'ha messo in difficoltà.
Quello che è accaduto durante la votazione per la Presidenza della Repubblica è, infatti a mio avviso, estremamente grave su più livelli.
A livello politico, non votando la candidatura di Romano Prodi, i 101 "franchi tiratori" si sono assunti la responsabilità di cambiare la linea di un intero partito i cui elettori avevano votato un preciso progetto politico denominato "Italia Bene Comune" che prevedeva di chiudere l'era berlusconiana per sempre.
In 101 si sono permessi di ribaltare il voto di milioni di persone che si erano espresse prima attraverso le primarie e poi alle elezioni governative, il tutto con l'aggravante che questo gesto ha portato alla rottura dell'alleanza con Sel. Di tutto questo a noi elettori ( e poi militanti) del PD nessuno ha ancora dato conto nonostante la base del partito lo chieda a gran voce.
Anche a livello simbolico non votare Romano Prodi è stato un gesto molto forte. Qualcuno ha deciso deliberatamente di "silurare" in questo modo uno dei padri fondatori del partito, colui che ha avuto l'intuizione che fosse possibile far convergere in un'unica formazione politica la tradizione cattolica democratica e quella più propriamente di sinistra.
Leggendo tra le righe di questo "non voto" si coglie l'idea che alcune componenti del partito stesso consideravano il Pd un esperimento malriuscito, probabilmente un ingombro, e non si sono fatte scrupoli a portarlo sull'orlo del baratro in barba al lavoro e al percorso difficile e accidentato di questi anni.
Credo che poi, in tutto questo, ci sia anche un livello esistenziale che spesso viene deliberatamente ignorato, come se alla politica potessero essere risparmiate categorie come l'etica, la lealtà, l'onestà intellettuale.
In fondo, tutta questa vicenda dice molto anche di quali sono le dinamiche che governano le relazioni all'interno di gruppi che, in teoria, dovrebbero lavorare per un obiettivo comune più alto del mero interesse di una o dell'altra componente.
Io non so assolutamente come si sia sentito Romano Prodi nel veder fallire in questo modo non tanto la sua elezione ma un progetto politico al quale negli anni aveva dato un importante contributo. So però come mi sono sentita io. E io mi sono sentita "tradita" anche a livello personale e ho scoperto di condividere questa sensazione con molti elettori e militanti che nei giorni immediatamente successivi al disastro mi hanno contattata per esprimere tutto il loro disappunto e non pochi aggiungevano di esprimere tutta la solidarietà possibile al prof. Romano Prodi, facendogli sapere che il circolo a cui era iscritto era profondamente indignato per quanto accaduto.
Ed è stata proprio questa ondata emotiva di solidarietà ed indignazione insieme che mi ha portato in quei giorni a decidere di evitare le dimissioni da segretaria, a cui pure stavo pensando, valutando che fosse più utile, attraverso il piccolo ruolo che ricopro all'interno del partito, dare più voce possibile alla dissidenza, rispetto all'accaduto ed anche rispetto all'attuale governo che ci vede insieme al Pdl, espressa dalla maggioranza della base del Pd.
Purtroppo temo che la tessera di Romano Prodi non sarà l'unica mancante nel circolo "Joyce Lussu" in questo 2013, temo che ne mancheranno molte altre appartenenti a persone senza dubbio meno famose ma altrettanto importanti per l'impegno totalmente gratuito che in questi anni hanno regalato al Pd senza chiedere nulla in cambio, se non un progetto politico che aiutasse l'Italia a risollevarsi da questo brutto ventennio.
In questa fase così confusa una cosa (mi) è chiara: senza Romano Prodi e senza tutte le altre tessere mancanti di questo mosaico il Pd, qualora sopravviva, non potrà che essere un partito peggiore.

mercoledì 15 maggio 2013
Lei, prof è a favore dell’aborto?
Ma chi può essere a
favore dell’aborto?Veniva da rispondere a ragazzini che mancano di qualsiasi
informazione sui temi legati al sesso e alla gravidanza: era molto difficile
spiegare loro che uno può essere personalmente contrario all’interruzione
volontaria della gravidanza e comunque favorevole alla legge sull’aborto…eppure,
era questo il motivo della domanda inusuale a quell’età, capitava che a questi
ragazzini venissero proposti video con immagini raccapriccianti, in modo da
prospettare qualunque donna si sottoponesse ad aborto come un’assassina.
Correvano gli anni ottanta…capita ancora?
E’
avvilente che periodicamente, si ripresenti la polemica sulla legge 194 - Legge
22 maggio 1978, n. 194 (G.U. n. 140 del 22 maggio 1978 Oggetto:
Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria
della gravidanza - detta in modo
mistificatorio la legge a favore
dell’aborto.
La bandiera a sostegno
della Vita sarebbe degna di migliori cause.
Sappiamo infatti che l’attuazione della legge 194 del 1978, che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) ha prodotto una diminuzione degli aborti : nel 2011 sono state effettuate 109.538 interruzioni volontarie di gravidanza , con un decremento del 5,6% rispetto al dato definitivo del 2010 (115.981 casi) e un decremento del 53,3% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'aborto (234.801 casi).
“ I dati evidenziano che nel nostro Paese prosegue la tendenza alla diminuzione del numero di Ivg e quindi del tasso di abortività e che nella grande maggioranza dei casi il ricorso a questo intervento rappresenta l'ultima scelta, essendo stati tentati prima metodi per evitare gravidanze indesiderate". Lo sottolinea il ministro della Salute Renato Balduzzi, nella premessa alla relazione sulla legge 194 sull'aborto inviata il 9 ottobre 2012 a Camera e Senato. Secondo l’ex ministro, "la riduzione percentuale di aborti ripetuti è la più significativa dimostrazione del cambiamento nel tempo del rischio di gravidanze indesiderate, poiché, se tale rischio fosse rimasto costante nel tempo, si sarebbero avute attualmente percentuali doppie rispetto a quelle osservate". La sostanziale riduzione dell'aborto clandestino, spiega Balduzzi, e l'eliminazione della mortalità e morbilità materna ad esso associata "si accompagnano con la riduzione dell'Ivg, ottenuta anche grazie alla promozione di un maggiore e più efficace ricorso a metodi di procreazione consapevole, alternativi all'aborto, secondo gli auspici della legge. La promozione della procreazione responsabile costituisce la modalità più importante per la prevenzione dell'aborto. Per conseguire tale obiettivo - aggiunge il ministro - è importante potenziare la rete dei consultori familiari, che costituiscono i servizi di gran lunga più competenti nell'attivazione di reti di sostegno per la maternità, in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni e con il privato sociale.”.
Sappiamo dunque che questa legge è stata il frutto di un percorso di consapevolezza segnato dall’opera di prevenzione, educando alla all’informazione e alla maternità responsabile.
Sappiamo che l’eliminazione fisica dei consultori (previsti dall’art.5) è seguita ai tagli sulla sanità e sul welfare e ha tolto alle coppie e alle famiglie un grandissimo sostegno.
Non è possibile ripartire da zero associando in modo moralistico e ingannevole la difesa della Vita alla legge 194.
Nessuno e soprattutto nessuna donna è a favore dell’aborto, ma tante donne sono disinformate su temi essenziali che mettono nelle condizioni di fare delle scelte. La legge regola la realtà, nella tutela dei diritti della persona.
La campagna per la Vita viene spesso usata, in certi ambienti cattolici, in modo manipolatorio e poco illuminato, fin dall’educazione dei preadolescenti, come una campagna contro l’aborto, contro la 194, come se su temi sociali di questa gravità fosse lecito stimolare opposte “tifoserie”; così non si informa, si distorcono i termini del problema, senza rispetto per tante donne che hanno vissuto drammi personali e che allo stato attuale sono lasciate sole, senza strutture, a livello locale, che le aiutino nelle scelte riguardanti la maternità e la famiglia
Franca Marchesi
Sappiamo infatti che l’attuazione della legge 194 del 1978, che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) ha prodotto una diminuzione degli aborti : nel 2011 sono state effettuate 109.538 interruzioni volontarie di gravidanza , con un decremento del 5,6% rispetto al dato definitivo del 2010 (115.981 casi) e un decremento del 53,3% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'aborto (234.801 casi).
“ I dati evidenziano che nel nostro Paese prosegue la tendenza alla diminuzione del numero di Ivg e quindi del tasso di abortività e che nella grande maggioranza dei casi il ricorso a questo intervento rappresenta l'ultima scelta, essendo stati tentati prima metodi per evitare gravidanze indesiderate". Lo sottolinea il ministro della Salute Renato Balduzzi, nella premessa alla relazione sulla legge 194 sull'aborto inviata il 9 ottobre 2012 a Camera e Senato. Secondo l’ex ministro, "la riduzione percentuale di aborti ripetuti è la più significativa dimostrazione del cambiamento nel tempo del rischio di gravidanze indesiderate, poiché, se tale rischio fosse rimasto costante nel tempo, si sarebbero avute attualmente percentuali doppie rispetto a quelle osservate". La sostanziale riduzione dell'aborto clandestino, spiega Balduzzi, e l'eliminazione della mortalità e morbilità materna ad esso associata "si accompagnano con la riduzione dell'Ivg, ottenuta anche grazie alla promozione di un maggiore e più efficace ricorso a metodi di procreazione consapevole, alternativi all'aborto, secondo gli auspici della legge. La promozione della procreazione responsabile costituisce la modalità più importante per la prevenzione dell'aborto. Per conseguire tale obiettivo - aggiunge il ministro - è importante potenziare la rete dei consultori familiari, che costituiscono i servizi di gran lunga più competenti nell'attivazione di reti di sostegno per la maternità, in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni e con il privato sociale.”.
Sappiamo dunque che questa legge è stata il frutto di un percorso di consapevolezza segnato dall’opera di prevenzione, educando alla all’informazione e alla maternità responsabile.
Sappiamo che l’eliminazione fisica dei consultori (previsti dall’art.5) è seguita ai tagli sulla sanità e sul welfare e ha tolto alle coppie e alle famiglie un grandissimo sostegno.
Non è possibile ripartire da zero associando in modo moralistico e ingannevole la difesa della Vita alla legge 194.
Nessuno e soprattutto nessuna donna è a favore dell’aborto, ma tante donne sono disinformate su temi essenziali che mettono nelle condizioni di fare delle scelte. La legge regola la realtà, nella tutela dei diritti della persona.
La campagna per la Vita viene spesso usata, in certi ambienti cattolici, in modo manipolatorio e poco illuminato, fin dall’educazione dei preadolescenti, come una campagna contro l’aborto, contro la 194, come se su temi sociali di questa gravità fosse lecito stimolare opposte “tifoserie”; così non si informa, si distorcono i termini del problema, senza rispetto per tante donne che hanno vissuto drammi personali e che allo stato attuale sono lasciate sole, senza strutture, a livello locale, che le aiutino nelle scelte riguardanti la maternità e la famiglia
Franca Marchesi
sabato 11 maggio 2013
Il Pd che mi piace
Oggi è la giornata dell’Assemblea
Nazionale del Partito Democratico. In una assemblea, in un momento importante
come quello di oggi, di solito uno dice quello che pensa essere giusto per l’organizzazione
di cui fa parte. Mi sarebbe piaciuto partecipare, da iscritto e militante. Mi
sarebbe piaciuto esserci per dire alcune cose importanti, mi accontento di
esprimermi sul nostro blog.
Il Pd, nonostante tutto,
nonostante gli errori, le faide e il governo con Berlusconi è la sola risorsa politica
di cui disponiamo. Il Pd, però, così non funziona. Il Pd esiste, è nato, per
unire non per dividere. Il Pd esiste perché ci sono i suoi iscritti, i suoi
militanti, le sezioni aperte, le feste, i tanti amministratori locali, bravi e
capaci. Il Pd deve rinnovarsi, emanciparsi da una classe dirigente vecchia, legata
a schemi del passato, collusa con “il potere”, che vuole male al Pd stesso. Al
Pd non servono le correnti, le correntine, gli spifferi, ne tanto meno i
padroni delle tessere, i capobastone e gli intrallazzoni. Al Pd servono facce e
idee nuove, all’avanguardia. Il Pd, quello che abbiamo visto dall'elezione del
presidente della Repubblica ad oggi, non è il Pd, ma la sua brutta copia,
qualcos’altro. Il Pd è quello del popolo delle primarie, è quello dei fornelli
alle feste Democratiche, è quello dei giovani e dei meno giovani che occupano
le sezioni e si riuniscono per dire che così non va, che è ora di cambiare. Questo
è il Pd, quello vero, quello che verrà. Questo è il Pd in cui credo, è il Pd
che mi piace.
Divide ed impera !!
Quanto Marino scrive sul fatto che spingere su una candidature serva ad avviare un processo, può essere vero, anche se non mi trova d'ccordo. Vero è anche che buttar lì un nome per primo vuol dire bruciarlo anzitempo. Se poi a questo nome - autorevole, condiviso e sicuramente capace - non si aggiunge un programma è in effetti il modo meno elegante per smorzare le possibilità. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa Massimo sulla possibilità della sua candidatura, attendo quindi anche una sua dichiarazione in merito. Sono convinto che Massimo ha tutte le doti per poter gestire la figura e sono anche sicuro che si potrebbe superare il fatto che sia più espressione della Sinistra (anche di molti del PD) che non dell'area cattolica e moderata. Ma queste cose si superano con la condivisione.
Marino ha ben identificato l'arco temporale della nascita dei problemi all'interno della compaine del Progetto: la fine della gestione del Sindaco Mele che ha svolto 2 consiliature. Cosa è successo poi? Una giunta nuova senza nessuno degli Assessori precedenti e con questo mi riferisco ai nomi storici quali Mele, Canavero, Bertolotti ....... Un distacco quasi totale dalla vecchia Amministrazione e quindi una idenità precisa. Qui poi sono nati i problemi - tra cui l'uscita dalla compagine di 2 Consiglieri che hanno creato un nuovo gruppo (Gruppo Bellinato). Si è poi arrivati all'epilogo quando il Sindaco Ginzaglio non ha voluto avvallare un esposto alla Magistratura dell'allora Assessore Patella sulla costruzione di una piscina all'interno della struttura sanitaria per aziani.
Ora la piscina non è mai stata più fatta, una Giunta è caduta e dell'esposto non c'è più traccia ed i documento probabilmente sono tornati al Comune senza che ci sia un proseguo.
Con ciò si è gettato fango sulle persone e su un Partito - l'attual PD - a cui viene chiesto di sconfessare il passato ed ammetere degli errori di gestione amministrativa che di per se non ci sono .
Sono convinto come Marino che è necessario ripartire per il buon governo del territorio da un'azione unitaria, arrivare però a sconfessare delle persone mi pare proprio fuori luogo. Nel PD cassinese nessuno ha commesso reati!
Daltro canto ribadisco che se c'è bisogno di unità e coesione è necessario anche che chi divide (e vuole imperare per di più ...) non ci sia. Nella vita si può far anche altro oltre che l'Amministratore cassinese!
Ancora con 'il lupo cattivo'?
La candidatura di Massimo Mandelli ha avuto il merito di porre la
questione: che fare a Cassina per le prossime elezioni amministrative. Ma è
sbagliata nel metodo, la figura di candidato a Sindaco può solo emergere alla
fine di un percorso che parta dalle idee, dai progetti e poi si affini in
programmi e in una ‘squadra’ coesa e leale. Anche la figura del ‘lupo cattivo’
che ha distrutto il Progetto mi sembra fuorviante e tutta tesa ad accreditare
una versione di comodo di come sono andate effettivamente le cose. Se si vuol
fare una riflessione seria di ciò che è accaduto bisogna prendere in
considerazione tutti gli elementi di crisi che via via affioravano a partire
dalla seconda amministrazione Mele e che hanno portato per accumulo allo
sfaldamento del Progetto, di cui Patella è stato solo l’epilogo inglorioso. Se
la cosa è troppo dolorosa si può scegliere di ignorare il passato –sul quale ci
sono opinioni divergenti e questioni irresolvibili- e di guadare avanti, e
quindi ripartire da zero, tutti allo stesso punto di partenza, non ci sono meriti
né demeriti, né veti reciproci, solo una comune volontà , tutta da verificare.
Propendo per questa seconda ipotesi di lavoro, che ritengo pragmaticamente più
efficace. Purché non rimanga al chiuso delle conventicole politiche, impigliata nelle loro logiche, e il dibattito avvenga alla luce del sole, cioè pubblico e
partecipato.
venerdì 10 maggio 2013
Nella compagine cassinese del centro sinistra via chi è stato elemento di rottura !
Passata la gestione della crisi di Governo, passata la
(ri)elezione del Presidente della Repubblica torniamo alla gestione della
politica locale cassinese.
Sono ormai 4 anni che la Giunta guidata dal Sindaco D’Amico si è
insediata a Cassina de’ Pecchi ed è tempo di pensare anche da noi alle prossime
elezioni. Così presto? Non tanto se consideriamo che in un attimo saremo a alle
vacanze estive, da qui all’autunno e poi nel nuovo anno. Tempo quindi di
considerazioni ed alleanze. Si dice che Cassina ha bisogno di tornare ad una
guida armoniosa che l’ha condotta negli anni di governo di Centro Sinistra ad
avere uno sviluppo equo ma soprattutto solidale orientato verso il sociale,
come nelle Giunte Mele e Ginzaglio. Cosa più vera non esiste. I
numeri delle scorse elezioni danno anche un chiaro segnale che se le forze
riformiste si presentano coese certamente si può tornare ad vere il Sindaco e
governare in un a fase certo non facile del nostro Paese. E' anche vero che in un momento di antipolitica come questo è difficile parlare di numeri ... in ogni caso a Cassina la colaizione di Centro sinistra ha sempre dimostrato di ricevere consensi locali anche da chi guarda a destra.
Inutile dire che già fin d’ora si sta pensando a gestire le
coalizioni della prossima compagine.
Siamo di fronte ad un esempio “nazionale” che potrebbe dare dei
frutti per la legge elettorale, per la ripresa del lavoro e dell’economia. Non
di più però …. Almeno credo!
A Cassina ci si
inizia a muovere per ricompattare il Centro
Sinistra distrutto nella vecchie
elezioni di 4 anni fa da comportamenti operato da un gruppo riconosciuto in
un leader cassinese che ha letteralmente distrutto un partito, una coalizione
ed ha consegnato il nostro paese ad una compagine che come atto principale ha
elaborato un Piano di Governo del Territorio che ha fatto e programmato di tutto tranne che la
salvaguardia del territorio ed il bene dei Cittadini cassinesi.
L’articolo apparso su un settimana locale (Radar) nell’ultima
settimana ha dato il via a queste considerazioni indicando addirittura il
candidato Sindaco del Centro Sinistra e “sfidando” in un certo qual senso il PD
ad esprimersi. Sul piano personale nulla da eccepire sul nome espresso. Conosco
Massimo Mandelli da quando eravamo bambini ed insieme abbiamo percorso il
cammino della scuola fino ad arrivare alle superiori. Nella sua esperienza di
Assessore ha dimostrato competenza e lealtà e ben conosco il suo valore. La sua presenza
nel sociale credo che sia sicuramente ammirevole e la sua competenza può dar
seguito a importanti sviluppi soprattutto ora, in cui è importante orientarsi
più sul welfare che sulle evidenti e faraoniche opere pubbliche.
Dicevo quindi che al PD ora viene chiesto di esprimersi sulla candidatura
o avanzarne altre.
Oltre al metodo su cui ha già risposto Marcello Novelli ….. mi
permetto di sottolineare anche la mancanza dei contenuti di un programma su cui
costruire la figura del Candidato Sindaco e dei futuri Candidati della
compagine.
Da quello che ho capito quando Sinistra per Cassina vuole
ricompattare il vecchio centro sinistra intende aggregare anche il gruppo guidato dal Consigliere Patella. Ricordo
che il Capogruppo di questa compagine continua a tenere un atteggiamento nei nostri
confronti che prevedono ancora attacchi su stampa ed in seno al Consiglio comunale tanto
che l’avversario non sembra essere l’attuale compagine amministrativa ma il
Progetto Cassina S.Agata …..
Mi chiedo come si possa
chiedere di riconsiderare le nostre posizioni e sbugiardare con un atto di
codardia politica gli uomini che hanno governato (Mele – Ginzaglio
– Bertolotti) ed anche molto bene. Mi chiedo soprattutto come si possa chiedere
di seppellire i nostri ideali ed i
nostri propositi di buon governo del territorio.
Il Progetto Cassina S.Agata non è morto e neppure lo vogliamo
seppellire ! Magari si chiamerà
diversamente, ma il suo spirito esiste sempre allargato anche ad altri che si
sono affacciati alla ribalta amministrativa.
In un’epoca in cui i “vecchi” della politica devono essere
rottamati e non si vuole considerare l’esperienza di donne e uomini che hanno votato
parte della loro vita all’Amministrazione cassinese affermo a gran voce che se
vogliamo ricompattare il Centro sinistra è opportuno che chi lo ha affossato
nelle scorse elezioni si faccia veramente da parte. Non solamente gli esponenti
del PD non devono essere ricandidati, mi permetto di sottolineare che anche
altri dovrebbero scomparire dalla scena politica per permettere di abbassare i
toni. Solo così si potrà ripartire con intenti (si
spera) comuni.
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