mercoledì 30 luglio 2014

Gaza, e dintorni

Da Gaza giungono notizie terrificanti di centinai di morti tra la popolazione civile. Il conflitto che s’è riaperto tra i palestinesi di Gaza e Israele pare scoraggiare ogni ulteriore tentativo di fermare il conflitto dopo le illusioni maturate negli ultimi decenni e puntualmente disattese dalle parti. Che due paesi e due popoli possano convivere in pace in quella parte di mondo sembra molto improbabile per un lungo lasso di tempo. Che fare dunque ora, almeno per ridurre il danno, se la pace è lontana? Operare nelle sedi internazionali affinché le parti  pratichino un cessate il fuoco e che questi diventi duraturo almeno fino ad una tregua garantita da soggetti terzi; evitare di partecipare al ‘conflitto mediatico’ prendendo parte per l’uno o per l’altro ( il che non vuol dire rinunciare a qualsiasi opinione circa il maggiore o minore grado di responsabilità, ma evitare ogni ostentazione di partigianeria che potrebbe danneggiare il necessario clima di distensione in vista di un dialogo); disinnescare ogni focolaio di antisemitismo, una belva poi difficile da domare, e d’altra parte rigettare ogni forma di equiparazione tra palestinese e terrorista. Le distinzioni sono fondamentali in un contesto così complicato. Ma potrebbe anche non bastare per far deporre le armi. Israele oggi è governato da gente perennemente con il dito sul grilletto e che si sente legittimata da regolari e libere elezioni; su Gaza impera un’organizzazione di estremisti islamici che governa con il pugno di ferro e la cui missione – che l’intera popolazione è costretta a sobbarcarsi – è l’eliminazione di Israele. Convincere i pistoleri a desistere e Hamas ad abbandonare assurde pretese, non sarà facile, ma non si vedono altre strade per evitare un bagno di sangue ancor più terribile di quelli visti fin’ora da quelle parti ( la cupa contabilità dei morti a partire dall’invasione sovietica dell’Afghanistan fino alla Siria di oggi sfiora già la decina di milioni, per non parlare poi dei feriti, dei mutilati, e delle distruzioni immani provocate da quell’intreccio perverso di ragioni economiche, di potere, di etnia e di religione). Il guaio per noi è che a quel punto saremo chiamati di necessità a schierarci, e a farci carico di tensioni che non siamo più in grado di controllare, in un occidente che ha visto la morte delle ideologie e delle religioni - che davano risposte illusorie ma funzionali per una determinata epoca -, e che ancora non ha trovato una bussola (un nuovo umanesimo?) per orientarsi.   

martedì 22 luglio 2014

Scuola di pulizia

Educare ai valori ed ai diritti della persona
Non ha fatto un buon servizio alla scuola di orientamento cattolico la suora Dirigente dell’istituto  Sacro Cuore di Trento che,  per ”tutelare la moralità dei nostri (= del Sacro Cuore, ndr ) studenti”,  non  ha rinnovato il contratto a una valida insegnante essendosi lei rifiutata di smentire la sua omosessualità.
Nonostante  i secoli intercorsi, la motivazione riecheggia le argomentazioni della sorvegliante della fabbrica dove lavorava Fantine, tra i personaggi principali de I Miserabili di Victor Ugo, quando viene allontanata dal lavoro dopo essere stata scoperta e svergognata per essere una ragazza-madre: avrebbe potuto turbare la moralità delle altre lavoratrici della fabbrica!

La scuola, pubblica o paritaria che sia, comunque sostenuta da fondi pubblici, dovrebbe porre l’educazione al pluralismo, alla convivenza tra destini, culture e religioni diverse al di sopra dell’educazione all’identità religiosa di appartenenza.
Ad una scuola pubblica, statale o paritaria che sia, si richiede che educhi ai valori della legalità e del rispetto della dignità della persona: questo, unitamente al merito professionale, dovrebbe essere l’unico discrimine.

Le scelte di comportamento lesive della moralità sono quelle che vanno contro tali principi. I comportamenti strettamente confessionali sono stati spesso usati per imbiancare sepolcri: non dimentichiamo quanto moralismo per decenni ha steso veli bisunti sugli abusi e la pederastia perpetrati sui minori da più parti.

Non si può chiedere a cattolici e non di approvare l’omosessualità. A tutti però, cattolici e non, si deve chiedere di educare i giovani a operare scelte morali secondo coscienza e di pretendere dagli adulti scelte professionali secondo il merito, come in qualunque graduatoria pubblica che si rispetti dove non ti viene richiesto l’orientamento sessuale, il numero di scarpe, dove vai in vacanza e neanche se sei cattolico o buddista, ma solo e unicamente se sai fare al meglio il tuo lavoro di docente e di educatore.

mercoledì 9 luglio 2014

Errani e l'art. 27 della Costituzione

E’ notizia di ieri che il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani è stato condannato in appello a un anno per aver favorito, nell’ambito delle sue funzioni, la Cooperativa Terremerse presieduta dal fratello Giovanni. Lascia un certo sconcerto che in primo grado i giudici l’abbiano assolto. Ci si chiede: Errani è colpevole o è innocente? Se cioè il suo comportamento nella vicenda dei finanziamenti alla Terramare sia rimasto nell’ambito del lecito, come hanno sentenziato i primi giudici, o sia sconfinato nell’illecito come hanno invece concluso i secondi. In attesa che si pronunci la Cassazione, il nostro si è dimesso dalla carica di ‘Governatore’, dimostrandosi galantuomo,  ma mettendo in moto una catena di inviti a rivedere detta decisione provenienti da ogni ambito del suo partito, il Pd. Renzi stesso si è mosso in suo favore per ricordare il dettato costituzionale che ‘si è innocenti fino al terzo grado di giudizio’. Ma la Costituzione non dice affatto così. L’art. 27 recita che ‘l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva’.  C’è una differenza tra ‘innocente’ e ‘non colpevole’. Nel primo caso l’imputato, cioè ‘l’accusato in forza di un provvedimento del giudice che ne dispone il rinvio a giudizio’, secondo i sostenitori dell’equivalenza può tranquillamente continuare la vita di sempre, salvo limitati provvedimenti cautelativi validi per brevi periodi e solitamente inefficaci, e ciò fino a sentenza definitiva, prescrizione o amnistia; nel secondo caso, la ‘non colpevolezza, crea una sorta di stato di sospensione – né colpevole né innocente in attesa della pronuncia definitiva – che lo esclude da determinate funzioni (esempio: paternità, patrimonio, partecipazioni sociali ed economiche, educazione, e così via). E’come se la società nel dubbio si astenga momentaneamente e per motivi puramente tecnici (i giudizi richiedono tempo) dal comminargli sanzioni o dal proscioglierlo definitivamente, ma nel contempo lo costringe a tenere ‘determinate distanze’ dal corpo sociale. Non si capisce bene infatti a che cosa servano le sentenze intermedie, se non hanno effetti sull’imputato. Forse che affidereste le cure di vostro figlio ad un imputato di pedofilia nell’attesa del 3° grado? Affidereste il vostro portafoglio ad un ladro sol perché si è pronunciato solo il giudice di 1° grado? Vi fareste condurre in auto da un autista condannato per ubriachezza al volante in attesa che si pronunci la Cassazione? I pronunciamenti dei giudici possono essere fallaci, contraddittori, e anche dannosi. E ciò accade, ma molto meno spesso di quanto si pensi. Sotto questo aspetto mi trovo a sostenere la ‘responsabilità civile dei giudici’, con molta cautela, s’intende, e a fronte di fatti gravi documentati. Per il resto sto con Errani, che si dimette da governatore per potersi meglio difendere in giudizio, e colgo con fastidio i pronunciamenti di sguaiata solidarietà dei suoi compagni di partito che hanno più il sapore del richiamo alle ragioni di protezione del ‘gruppo’, se non di consorteria, proprio quanto più volte rimproverato fin nel recente passato ad altre forze politiche, che non di un atteggiamento equilibrato e meditato. Così non si cambia ‘verso’, ma si torna all’antico.     

domenica 6 luglio 2014

Proposte per Cassina

Sul Blog di 'Cittadinanza e Cambiamento', e poi su alcune pagine Facebook è stata pubblicata 'Una proposta per Cassina, all'Amministrazione e ai Cassinesi'. Mi pare un contributo da prendere in considerazione, come altri del resto, come la mia risposta/controproposta che qui vi espongo:

La ‘Proposta per Cassina’ pubblicata il 3 luglio dall’associazione ‘Cittadinanza e Cambiamento’ è uno stimolo per entrare nel merito di punti che il Programma elettorale della lista vincente ‘Cassina Domani’ ha lasciato nel vago. Ora che l’Amministrazione dovrà fare scelte e prendere decisioni in merito, i punti elencati, e altri di cui dirò in seguito, sono ineludibili. Da parte mia ho un’idea diversa circa le soluzioni prospettate, e mi spiego:
1-Trasparenza e partecipazione: penso che le Consulte siano utili se rappresentative delle associazioni che in Cassina operano nella cultura, nel sociale e nello sport, e quindi fatte di persone ‘competenti sul campo’; partecipazioni  a solo titolo di ‘cittadini’ sono dispersive ed inconcludenti, una sorta di ‘democrazia assembleare’ che non ha mai funzionato.
2-Urbanistica e viabilità/1: la strada Padana Superiore è una ferita che il nostro paese è costretto a ubire per l’insensatezza di amministratori del passato e i cui effetti, ora, si possono solo attenuare; probabilmente la nuova Cassanese a Sud alleggerirà il traffico passante per Cassina, potrebbe essere efficace una migliore sincronizzazione dei semafori, così come una pavimentazione ‘rallentatraffico’;  gli incroci sopraelevati sono di difficile attuazione data la necessità di pendenze, svincoli e accessi che mal si conciliano con la ristrettezza degli spazi esistenti; si possono studiare i flussi di traffico post-cassanese ed individuare sistemi di rotatorie e vie di convogliamento.
3- Urbanistica e viabilità/2: pensare ad uno scambio di aree Centro tennis-ex Scuola Elementare di piazza De Gasperi data la situazione economica-finanziaria, soprattutto nel settore delle costruzioni, non lo ritengo fattibile, almeno entro tempi ragionevoli; penso invece che sull’area dismessa della ex Scuola Elementare, ex palazzina dei vigili e villetta comunale si possa pensare ad un intervento di demolizione e di ricostruzione parziale con alloggi destinati all’housing sociale, penso anche al Cohousing di Cernusco con alloggi messi a disposizione a rotazione per giovani. Per il finanziamento ci sono fondi statali e regionali, nonché bandi europei, la differenza verrebbe coperta con mutui da pagare con i proventi dell’affitto.
4-Urbanistica/3, Cascina Bindellera: l’idea di una forma di azionariato pubblico in vista di un intervento di recupero (ma a che scopo, per contenere che cosa?) della Cascina Bindellera può essere percorso; da parte mia trovo più agevole la cessione dell’area a fondazioni, università, enti di ricerca e vari, con convenzioni a costo simbolico e progetti di utilizzo innovativi, aperti al territorio e orientati alle attività agricole.
5-Politiche sociali e giovanili: concordo sulla revisione dell’accordo quadro con la Parrocchia, ma non sul Tavolo di Osservazione, anche qui come nella ‘consulta dei cittadini’, questi tavoli non funzionano più, funzionano invece le Consulte ‘per competenza’ e l’approccio di ascolto che vorranno dare gli assessori alla partita.
6-Piccolo Teatro della Martesana: dopo la fallimentare esperienza del bando propongo di sperimentare per due anni la gestione diretta comunale mediante un Direttore artistico qualificato cui si affidi il compito di rendere autosufficiente la struttura nell’arco di due anni. Non escluderei inoltre utilizzi ,ora assurdamente esclusi, tipo convegni politici, sindacali, religiosi, aziendali, condominiali,alla sola condizione che non siano contrari alla legge.
7-Scuole: Occorre mettere mano al consolidamento ed adeguamento statico previsto dalla normativa antisismica, e alle opere di miglioramento funzionale resesi necessarie dall’obsolescenza.
8-Diritti: come a Milano e in altri comuni, introdurre il Registro delle coppie di fatto e il Registro del Testamento biologico; prevedere una ‘sala del commiato’ per i funerali civili.
Ovviamente si tratta di proposte non esaustive e tutte ancora da approfondire, un semplice contributo da ‘cittadino partecipe’ della vita di Cassina da oltre trent’anni a questa parte. In generale, mi aspetto da questa nuova giunta – data sempre la situazione esistente delle risorse pubbliche – una buona ordinaria amministrazione e qualche guizzo o idea brillante sui temi che ho elencato.

Marino Contardo

sabato 28 giugno 2014

Il ministro degli Esteri della UE

Come tutti coloro che mi conoscono sanno sono un cosidetto dalemiano, cioè appartengo a quella corrente mai esistita di “seguaci di D’Alema”.
Per questo so che mi spetta “di diritto” una serie di insulti che vi prego di non ripetere perché li conosco già.
Ma non sarei io se non dicessi che l’eventuale nomina del Ministro Mogherini a ministro degli esteri europeo, mi sembra una “cazzata”
Non per un giudizio od un pregiudizio su di lei, che non conosco, ma perché il rischio mi sembra che sia lo stesso che si è corso e verificato quando venne votata a Ministro degli esteri europee l’attuale titolare del posto ( che non mi sforzo nemmeno di sapere come si chiama).
Quando la ministra inglese attuale titolare degli esteri europei venne nominata, tutti ( ma proprio tutti gli opinionisti ) dissero che nominare una persona sicuramente brava ( si dice sempre così) ma con poca esperienza politica estera significava nei fatti riconoscere che la politica estera dell’Europa non esiste ( come è stato ampiamente dimostrato).
Mi sembra si stia ripetendo lo stesso errore…D’Alema in primis, ma anche la Bonino e magari Enrico Letta forse ( e sottolineo il forse) sarebbero più autorevoli.
Ma probabilmente mi sbaglio….giudicherà il tempo che è sempre ( per sua natura) galantuomo.


Roberto Bertolotti

lunedì 23 giugno 2014

A proposito del quotidiano l'Unità

Grillo, in relazione alla liquidazione del quotidiano l’Unità, s’è lasciato andare, come a lui solito, a commenti sprezzanti, senza pensare che dietro il tramonto di questo giornale c’è un passato glorioso, di sostegno, fin dalla nascita,  alle lotte dei lavoratori per un giusto salario e per una degna condizione di lavoro, per la giustizia sociale e per i diritti, per la democrazia e le libertà fin dal nascente fascismo. Tuttavia una riflessione occorre fare, al di là degli insulti e degli anatemi. Oggi l’Unità è un giornale al tramonto, vive solo di sovvenzioni pubbliche, vende giornalmente poco più di 20.000 copie delle 60.000 che stampa ( e 40.000 finiscono regolarmente al macero, record assoluto nella carta stampata con il 65% a fronte di una media del 27%, e ciò in barba a qualsiasi discorso di spreco/risparmio), ed è ridotto ormai a una flebile testimonianza per pochi irriducibili. La domanda che si pone è: è giusto tenere in vita con soldi pubblici una testata sì gloriosa ma ormai irrilevante nel panorama dell’informazione della carta stampata? E’ giusto soddisfare la nostalgia di pochi affezionati lettori con migliaia e migliaia di euro (il dato preciso si può avere sommando i contributi ai giornali di ‘partito’ con quelli alla carta stampata) a spese dello stato? Stesso discorso vale per altri quotidiani finanziati dalle casse statali (Il Foglio, per esempio). Non sarebbe meglio prendere atto che data la situazione ogni accanimento terapeutico sarà vano, e inutilmente costoso, e valutare di trasferire la testata sul Web?

P.S. Sarebbe interessante sentire le voci anche di altri che non siano Alfio, Franca e Anonimo, c’è ancora troppa reticenza su questo blog su certi argomenti, come ad attendere ancora ‘posizioni ufficiali’: beh, queste non verranno più, a rassicurare come un tempo.

martedì 17 giugno 2014

I "salti" dei grillini


Sono lontani i tempi in cui Beppe Grillo tuonava «Pdl e Pdmenoelle pari sono. Non c'è alcuna possibilità per me di allearmi né con uno, né con l'altro». È anche vero che allora il dibattito era sulla fiducia. Ma sembra passato un secolo (e invece era solo il 20 febbraio scorso) anche da quando sul blog del comico ligure comparve il post «Fuoco amico» in cui si mettevano all’indice i quattro senatori, poi espulsi, Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Luis Alberto Orellana colpevoli di aver manifestato «perplessità circa il metodo usato da Grillo nel corso del confronto in streaming con un certo Renzi».
L'APERTURA AL «CARO PRESIDENTE». Oggi, invece, il film è cambiato. Il M5s prima incontra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e poi chiede un confronto al premier Matteo Renzi sulla legge elettorale. Per non parlare dei toni soft che stanno soppiantando le urla e l’uso più moderato delle parole. E così il segretario dem da «ebetino» è diventato «caro presidente».
Ce n’è abbastanza per parlare di un cambio di linea politica e comunicativa. Rimane da capire cosa si nasconda dietro questo nuovo corso. Il politologo Gianfranco Pasquino non si scompone: «È semplice», dice a Lettera43.it, «nel Movimento stanno diventando realisti. D’altra parte su molte questioni i grillini dicevano cose sbagliate. La loro era un’operazione propagandistica urlata, senza alcuna possibilità di diventare realtà». (continua) 

mercoledì 4 giugno 2014

Gli schiavi del XXI Secolo. Succede a Cassina de' Pecchi

A pochi giorni dalla mia elezione, in qualità di Consigliere Comunale eletto, insieme alla collega Doriana Marangoni, mi sono recato in visita al presidio dei lavoratori della “Dielle” di Via Galilei. Il presidio, allestito da una decina di giorni, è la risposta che i 74 operai hanno dato alla proprietà per ottenere maggiori diritti e più sicurezza sul lavoro. Durante la visita, pensata per portare la nostra solidarietà ai lavoratori in lotta, abbiamo ascoltato storie agghiaccianti di ordinaria ingiustizia. Paghe da fame, contratti non applicati, pessime condizioni lavorative, norme di sicurezza non rispettate. E poi, stipendi al di sotto del minimo contrattuale, lavoratori sfruttati, alle dipendenze di Cooperative dislocate nei posti più remoti d’Italia, che chiudono e riaprono in continuazione, lavoratori che vivono giorno per giorno in condizioni igieniche e di sicurezza inesistenti: basti pensare che cè un solo bagno per 74 persone e non esistono gli spogliatoi. Strumenti di protezione, come tute o scarpe anti infortunistiche, sono solo un miraggio per i lavoratori della Dielle: gli infortuni si sprecano, tanto che proprio qualche tempo fa, raccontano, un lavoratore ha perso un piede in un macchinario. Abbiamo visto con i nostri occhi le bruciature e le cicatrici da acido su mani e braccia di alcuni operai “perchè l’azienda fornisce solo tre paia di guanti, se li rovini, te li devi comprare”.

Il racconto sarebbe ancora lungo, dettagliato e drammatico. Mi fermo qui. In questo momento tutto è nelle meni del sindacato, che ha portato il caso davanti alla Prefettura di Milano, nel tentativo di chiudere una vertenza difficile. Mentre ascoltavo basito le parole di quei ragazzi che ho conosciuto Venerdi scorso in Via Galilei, un brivido mi ha attraversato la schiena: ho pensato a quante storie simili ancora possono essere raccontate, a quanti schiavi del ventunesimo secolo esistono ancora a nostra insaputa. Ripartire dal lavoro, come noi diciamo, significa anche spezzare questo sistema ingiusto e spietato, significa portare a galla situazioni, denunciarle, spendersi per provare a fare qualcosa.


Le angoscianti storie ascoltate non moriranno nel dimenticatoio della politica, su questo mi spendo in prima persona. Terremmo gli occhi aperti e vigileremo, intervenendo, per quanto ci sarà possibile. Nella consapevolezza che quei lavoratori, come altri, a Cassina de’ Pecchi, non saranno mai lasciati soli. Non da noi.

giovedì 29 maggio 2014

Ripartire con la scuola

Molto è cambiato nella scuola come nella società,  nell’educazione e nelle intelligenze dei bambini dall’istituzione della scuola media unica ( Legge 31 dicembre 1962, n. 1859), cioè dall’ultima importante  riforma che ha interessato il mondo della scuola nei suoi attori protagonisti. Successivamente alunni, insegnanti, genitori, personale non docente sono diventati  in grado di far sentire la loro voce negli organismi collegiali di gestione degli istituti scolastici con i cosiddetti provvedimenti delegati, emanati tra il 1973 e il 1974, che hanno istituito gli organi collegiali della scuola, oltre ai distretti scolastici, all’Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione e all'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica. Sono stati garantiti allora il diritto di assemblea, la libertà di insegnamento e  le libertà sindacali per tutto il personale della scuola.


Moltissime cose sono  cambiate eppure le idee di riferimento, sono ancora quelle, valide allora come ora:

Ø  la concezione dell’educazione come diritto-dovere della famiglia di impegnarsi, insieme agli insegnanti, perché libertà e responsabilità siano alla base della crescita della persona;

Ø   la volontà di operare per il rispetto e la valorizzazione  del prestigio sociale e dell’orgoglio professionale di docenti preparati e aggiornati;

Ø  la disponibilità a  partecipare per favorire un ambiente scolastico aperto e inclusivo, il più possibile simile alla realtà sociale, in grado di far maturare e rendere gradualmente autonome e adulte le personalità di bambini, preadolescenti e adolescenti;

Ø   infine il coraggio di concepire e difendere  una scuola che non abbia timore di essere valutata, che regga il confronto e abbia qualcosa da insegnare nel consesso internazionale.


La politica scolastica non può oggi essere utilizzata come terreno di scontro tra destra e sinistra o venire cavalcata per fini di parte. Sarebbe anacronistico,  non tanto perché destra e sinistra si dice siano termini ormai svuotati di significato, ma perché tutti hanno contribuito al degrado attuale attivamente o per distrazione e disinteresse.


 La politica scolastica, intesa come scelte e orientamenti in grado di influire sui destini della scuola, deve però tornare ad occupare con forza ed efficacia  il dibattito pubblico interno ed esterno alle scuole. Solo così si può pensare di superare la demotivazione, il “tiriamo a campare” che decenni di retromarcia sotto i colpi dei tagli sull’istruzione hanno prodotto, distruggendo  quanto era stato faticosamente costruito.

Grazie ad alcuni insegnanti e a molti ragazzi ci sono ancora delle oasi felici. E’ venuto forse il momento di raccogliere questi stimoli e  tornare  a fare della scuola il laboratorio della cultura e il cantiere  della società in grado di aprire orizzonti, di ridare speranze e preparare un domani migliore ai giovani portatori di futuro.
                                                                                                    
29 maggio 2014, Franca Marchesi

lunedì 26 maggio 2014

Elezioni comunali 2014 - Risultati

Massimo Mandelli
 il nuovo sindaco di Cassina de' Pecchi


AFFLUENZA PROVINCIA DI MILANO: 71,54%   Percentuale votanti: 71,62




MANDELLI MASSIMO IVAN

44,78%
Partiton° voti% votiseggi

LISTA CIVICA - CASSINA DOMANI

3.18044,7811

MAGGIO ANDREA

27,24%
Partiton° voti% votiseggi

CEN-DES(CONTR.UFF.) - FI-NCD-L.NORD-BASTA €-CIVICA

1.93527,243

ATTANASIO MAURIZIO

19,12%
Partiton° voti% votiseggi

LISTA CIVICA - CASSINA-S.AGATA

1.35819,122

PAGANI PAOLO DANILO VINCENZO MARIA

8,84%
Partiton° voti% votiseggi

LISTA CIVICA - CASSINA IN COMUNE

6288,84-

Elezioni europee

Urlare non sempre rende. La gente è scappata a gambe levate. Ha saltato come un grillo... e ha votato per una democrazia decidente. Forza Pd! 








AFFLUENZA 58,69% | SCRUTINO 61592 ENTI SU 61592





PARTITO DEMOCRATICO (S&D)
11.172.861
40,81
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT (-)
5.792.865
21,16
FORZA ITALIA (PPE)
4.605.331
16,82
LEGA NORD-DIE FREIHEITLICHEN-BASTA €URO(EFD)
1.686.556
6,16
NUOVO CENTRO DESTRA - UDC (PPE)
1.199.703
4,38
L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS (EUL/NGL)
1.103.203
4,03
FRATELLI D'ITALIA - ALLEANZA NAZIONALE (-)
1.004.037
3,66
VERDI EUROPEI-GREEN ITALIA (GREENS/EFA)
245.443
0,89
SCELTA EUROPEA (ALDE)
196.157
0,71
ITALIA DEI VALORI (ALDE)
179.693
0,65
SVP (PPE)
137.448
0,5
IO CAMBIO - MAIE (EFD)
48.450
0,17

sabato 24 maggio 2014

Corse clandestine europee

Si è corsa ieri all’Ippodromo di Loreal una delle ultime corse clandestine di preparazione al Grand Prix d’Europa di domenica prossima. I vostri inviati sono riusciti, con fatica, ad accedere direttamente alla tribuna stampa e hanno potuto assistere alla gara da un’ottima posizione, grazie anche all’ausilio degli splendidi monitor hi-def in dotazione all’ippodromo.
Lo stadio, va detto subito, era riempito solo per metà: dei 100.000 posti a disposizione nel prestigioso impianto solo 55.000 erano occupati. E tra questi spettatori ben 14.000 sono entrati all’ippodromo senza sapere bene per chi tifare.
La corsa si è fatta, giro dopo giro, sempre più avvincente con due sfide a polarizzare i commenti del dopogara: quella in testa tra Fan Idòle e Igor Brick e quella per il quarto posto tra Groom de Bootz e Ipson de Scipiòn.
Andiamo con la cronaca. Fan Idòle è magistralmente guidato dal brillante Fan Faròn e, nonostante qualche problemino sul finale, chiude al primo posto: il suo tempo di 32,9” è buono ma è di quasi due secondi inferiore a quello di sette giorni fa. È comunque sufficiente per rintuzzare l’ultimo assalto di Igor Brick che compie un ultimo giro da record e finisce il miglio in 28,2” (+2″ rispetto alla scorsa settimana). Gli allenatori di Fan Idòle iniziano ad essere preoccupati. Sono tre i fattori che hanno messo in allarme la società di Place de le Nazaren: le piste che ospitano gli allenamenti del loro fantino sono pericolosamente semi-vuote, il cavallo pare in leggero calo fisico e i tifosi non si sono affezionati al successore di Pier le Smacchiateur. Il rischio flop, insomma, è dietro l’angolo.
Situazione opposta rispetto a quella di Igor Brick che corre sull’entusiasmo dei tifosi e si dimostra capace di creare il vuoto alle sue spalle. L’anziano Varenne perde ancora terreno e chiude con uno scialbo 17,6”. A Château de Boscòn il fantino Burlesque cerca di incoraggiare il suo cavallo, ma la parabola discendente sembra ormai inevitabile.
Il quarto posto finisce al nordico Groom de Bootz che in un ultimo giro al cardiopalma riesce a superare il filo governativo Ipson de Scipiòn. Il cavallo in paraocchi verdi chiude in 6″ netti, un solo decimo in più del centralissimo purosangue siciliano.
Fuori dal riparto dei sacchi di biada ci sono Frerès Tricolòr (3,6”) e General de Etomatpoulòs(3,1”), mentre arriva al traguardo a impianto ormai chiuso il simpatico belga alla guida diPetit Jean/Ipson de Boccòn (1,5”).

giovedì 22 maggio 2014

Molto bene i parchi, ma ... e la viabilità?

Un'immagine della BreBeMi
Molto bello ed interessante l’articolo di Marcello Novelli intitolato CASSINA DEI PARCHI pubblicato sul sito del Progetto Cassina Sant'Agata ;  molto interessante anche la proposta di realizzare parchi tematici, un progetto a medio termine che potrebbe realizzare  qualcosa di nuovo in un paese di scarse risorse paesaggistiche od artistiche, se si escludono alcune cascine  o fabricati della cultura agricola lombarda lasciati tuttavia andare in rovina dai precedenti proprietari.                                                                                                                                                Ben vengano dunque i parchi tematici.
Tuttavia occorrerà preventivamente provvedere ad una regolare manutenzione dei parchi esistenti;  per quanto concerne le  attrezzature, due esempi: il Parco giochi bimbi in via Andromeda  e quello di Via Milano,  ma soprattutto per quanto riguarda le piante e gli arbusti esistenti ( nei due parchi prospicienti Via  Andromeda  fanno brutta mostra di sé piante morte, rami spezzati a terra da anni o sospesi , appoggiati al tronco morto  che rischiano di cadere ad ogni momento, rami di piante vive cresciuti a dismisura piegati fino a terra ) oltre, naturalmente, a provvedere al periodico taglio dell’erba, regolare però, non random.      Quindi, innanzitutto manutenzione.

Ma  vorrei richiamare l’attenzione dei  futuri amministratori  circa la necessità di studiare, per tempo, il modo di deviare il più possibile il traffico di provenienza  BreBeMi  e TEEM,  che  con l’uscita di  Gessate  scarica il traffico sulla ex SS 11 e  con l’uscita di Pessano  scarica il traffico sulla Provinciale che attraversa  Pessano  e Bussero ,  e convoglieranno  entrambi sulla viabilità ordinaria di Cassina de’Pecchi  volumi di traffico si teme superiori  a quelli attuali.
Per quanto concerne l’uscita di Pessano la situazione dovrà  essere discussa e studiata con le amministrazioni di Bussero  e Pessano; per quanto concerne l’uscita di Gessate il traffico dovrebbe essere indotto  ad immettersi  nella  Cerca, da rinforzare  adeguatamente, per poi immettersi  sulla strada a scorrimento veloce  nuova  Cassanese, realizzando un’opportuna segnaletica sul sovrappasso della ex SS 11 laddove supera la Cerca stessa ed opere stradali per ostacolare l’immissione dei veicoli nella ex SS 11 in direzione Cassina.

Abbiamo combattuto ed abbattuto uno scriteriato PT che pretendeva di realizzare un tunnel irrealizzabile tecnicamente, economicamente ed urbanisticamente, ma occorre impostare, da subito, soluzioni alternative per ovviare al problema di attraversamento del nostro paese in direzione Est-Ovest e Nord-Sud da parte degli autoveicoli.
 Luigi Ubertis Bocca