Il blog dei democratici di Cassina de' Pecchi. Notizie e opinioni dal piccolo e dal grande mondo.
mercoledì 7 agosto 2013
Repubblica parlamentare o repubblica presidenziale?
Napolitano si sta rivelando uomo più di sostanza che di forma. Il ruolo che ricopre -capo dello Stato- e per le caratteristiche che gli impone la Costituzione, richiederebbe più forma che sostanza, ma egli lo interpreta in modo disinvolto, come è alla moda del resto. Risponde al telefono ad un imputato di gravi reati in corso di processo, poi, quando si viene a sapere, chiede che vengano immediatamente cancellati i nastri delle intercettazioni (quando solo i magistrati possono decidere in tal senso) senza raccontare a noi -inguaribili curiosi- che cosa i due si sono detti, ora riceve Brunetta e Schifani che vanno da lui con il proposito manifesto di trovare un modo per togliere dagli impicci il loro capo dopo la condanna in Cassazione, e che fa il nostro? Invece di spiegare a tutti noi che siamo così curiosi che cosa ha risposto ai due 'legati', se la prende con la stampa che dà 'interpretazioni infondate e commenti intempestivi' e commette 'intrusione' in faccende che non deve. Insomma prima la magistratura che ficca il naso nelle telefonate tra lui e un imputato in corso di processo, ora la stampa che si intromette con interpretazioni infondate e commenti intempestivi, lo stesso fastidio di altri espresso solo in modo più elegante, meno sguaiato e volgare, segno di buoni studi e di buona grammatica, ma la Costituzione in tutto ciò dove sta? Siamo curiosi di saperlo.
lunedì 5 agosto 2013
Perché è meglio il Pd del M5s
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Il leader comico che a più riprese afferma che nel suo movimento "uno vale uno", che nel suo movimento vige "la democrazia della rete", precisa "Non c'è alcuna possibilità PER ME". E' la sua l'opinione di un semplice militante? O è vero piuttosto che quel PER ME nasconde la semplice verità dei fatti, celata ai gonzi e ai credenti della nuova era: che nel suo partito (smettiamola con questa farsa del "moVimento") chi comanda è sempre e solo lui, ovvero lui sotto dettatura del Para-guru Casaleggio & Associati. Una Società, una Ditta a capo di un partito politico non s'è mai vista in tutto il mondo. Altro primato italiano: oltre al partito-azienda, abbiamo il partito-ditta, una dittarella a dire il vero... O tempora o mores!
Nel Pd si litiga come dei turchi, ma non è un partito personale, non vi si pratica una democrazia "patrimoniale", mentre nella Casaleggio- meno-Grillo & Associati si mena per il naso semplicemente il buon senso.
domenica 4 agosto 2013
Una riflessione per tutti (me compreso)
Non
è un bell’agosto per i Sindaci di centro sinistra:
De
Magistris è sotto accusa, (anzi accuse,)
a Napoli.
Doria
è supercontestato a Genova.
Pisapia
ha dei problemi a Milano.
Marino
a Roma comincia ad avere problemi ( discarica)
Per
non parlare di Pizzarotti che sta a Parma realizzando tutto ciò ce aveva
promesso di non fare.
Ma
non è che criticare è facile e governare almeno un po’ più complicato?
Chiedere
ai vari “Bertinotti” che ci sono in giro
Roberto
Bertolotti
venerdì 2 agosto 2013
Le fisse di Travaglio
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Dopo averci spiegato,
sia Travaglio che il Fatto quotidiano, tutti i giorni, che il governo Letta era
nato per favorire l’impunita’ di Berlusconi, e che garante di questa operazione
era nientemeno che il Presidente della Repubblica...oggi ci saremmo aspettati
che almeno avessero fatto autocritica.
Si può pensare, naturalmente, quello che si vuole di questo
governo, si può giudicare giusto ed opportuno o meno che il Pd condivida il
governo con il Pdl il cui leader è stato condannato…ma almeno una parolina per
dire che anche loro qualche volta – per la legge dei grandi numeri e solo per
quella – si sbagliano, ecco quella ce la saremmo aspettata da chi come
Travaglio e soci è capace da una frase di estrapolare una virgola per
costruirci sopra un teorema, sempre e solo contro il Pd…
Evidentemente chiedevamo troppo eppure ci voleva poco.
Chi ha lo stomaco legga i prossimi scritti di Travaglio e
soci, sono sicuro che ci troverà qualcosa di simile a questo: “nonostante il Pd
ed il presidente Napolitano abbiano cercato di condizionare la corte
costituzionale per non far confermare la sentenza di colpevolezza….ecc.ecc.”
Certo che per
Travaglio è un duro colpo…per poter parlare e lucrare sulle vicende di Berlusconi lui e Santoro lo avevano fatto
“resuscitare” in campagna elettorale, ora che farà?
non preoccupatevi c’è il Pd a cui dedicarsi con assiduità…..
Roberto Bertolotti
giovedì 1 agosto 2013
Modesta proposta per contenere le spese delle prossime elezioni, sia politiche che amministrative
1. Svolgere le elezioni in una sola giornata (capitò una sola
volta, ai tempi del buon Prodi); 2. Eliminare tutti i cartelloni elettorali,
sono inutili ai fini della comunicazione che ormai fluisce su altri mezzi,
costano ai comuni (posa in opera, rimozione, magazzino), deturpano l’ambiente
(che orrore quando chiudono le scuole o i parchi pubblici!). Un risparmio
complessivo che si aggira sui 100 milioni di euro. Ho inviato la proposta ai parlamentari: Malpezzi, Quartapelle, Civati e Puppato, che seguo su Facebook e che mi sembrano tra i più 'ricettivi'. Staremo a vedere
Il cantautore d'area De Gregori
Nel nostro tempo e nel nostro Paese in cui l’opinione
di un cantante o di un comico suscitano levate di scudi e lacerazioni più
di un libello di un maître à penser succede che gli
entusiasti e gli scontenti si dividano negli schieramenti e dividano
l’orientamento delle opinioni tra giubilo e riprovazione.
Ma accade soprattutto, quando per tutta una vita hai
strizzato l’occhio ai convertiti e hai lucrato sui dividendi del posizionamento
di area, che non appena rivendichi autonomia di giudizio – quella che
avresti dovuto attestare davanti alle platee ululanti e con gli accendini
accessi – tutto il tuo mondo ti si rivolti contro. Meglio sarebbe stato, forse,
ciò che è intellettualmente più onesto, ossia grattarsi le proprie ulcere
esistenziali o prendere posizione con o contro il proprio tempo, ma da autonomi
cantori in sé e per sé, indipendenti e liberi, rivendicando a ogni piè sospinto
la propria assoluta libertà e rivendicare di essere apprezzati solo per l’arte e non per la
politica. Essere sgradevoli, non assecondare il mainstream dei
luoghi comuni e delle idee ricevute e rifiutarsi di riscaldarsi al calduccio
delle appartenenze.
Moravia in una vecchia intervista (“Intervista sullo
scrittore scomodo” a cura di Nello Aiello, Laterza, 1978) rivendicava per sé il
soddisfacimento artistico delle proprie “metafore ossessive” (il sesso
perlopiù) delegando le “prese di posizione” – contro la bomba atomica per
esempio – ai campi esterni al proprio ambito artistico, convinto che l’unico
impegno dell’artista è quello verso la propria arte. Adesso però, i
disancoramenti e i disinnamoramenti (a fine carriera, dopo lo stacco di
dividendi e riscossioni di cedole e strizzatine d’occhio), lasciano
indifferenti come sempre gli apoti, ma attizzano sospetti e destano
malumori nella truppa dei vecchi credenti. Ma anche costoro hanno i loro
torti: quando hanno apprezzato l’artista per il suo schieramento e
posizionamento e non per la sua arte, quando hanno giudicato secondo principi
esterni all’arte e non l’arte con l’arte (se non l’arte per l’arte),
apprezzata o rifiutata sì, ma solo iuxta propria principia. Sarà
stato meglio allora il lirismo canoro sorgivo e rionale dei cantanti alla Wess
& Dori Ghezzi che non ti hanno voluto spiegare il mondo con un giro di do?
In ogni caso meno pericoli di delusione e disincantamento offre
l’autonoma e indipendente libertà artistica: parlare ed esprimersi solo attraverso
di essa e lasciare fottersi tutto il resto…
Infine: il Pd, la sinistra, il centro sinistra, il PCI, il
PDS, i DS, tutto quello che vuoi, caro De Gregori, hanno le loro
sacrosante responsabilità, ma un intero popolo che si fa ammaliare da un miliardario
insincero e un po’ lubrico, possibile che sia totalmente innocente?
martedì 30 luglio 2013
Comiche di fine luglio
'Repubblcia' pag 3 di oggi: 'La rassegnazione del Cavaliere: vogliono eliminare me e il premier ma io non farò cadere il governo'; pag. 4: 'E tra i Democratici scatta l'allarme: se Silvio viene condannato noi non reggiamo questa alleanza'. Fatemi capire, il primo dice che non ci saranno conseguenze sul governo se anche fosse condannato in via definitiva dalla Cassazione, il secondo dice che l'alleanza di governo diventerà 'insostenibile'. Dunque, o siamo allo scambio giornaliere delle parti - la politica di questi personaggi non ci stupirà mai abbastanza- o siamo al delirio. Il sig. Epifani potrebbe fare una telefonata alla tessera n. 1 del PD, che è dell'editore di Repubblica, e chiarire le sue stupefacenti dichiarazioni ( a proposito, che ne è della proposta di analizzare il sangue dei parlamentari per vedere se contengono sostanze non ammesse?).
domenica 28 luglio 2013
Le correnti del Pd e la lotta per le regole
Vedo molta insofferenza verso i contorcimenti del Pd. Si lamenta il fatto che siano spaccati in correnti, che discutano, che si accapiglino. Spesso ci si dimentica che la storia è stata molto più sottile e confusa. Solo per restare nell'ambito della politica (escludendo la storia del cristianesimo dove ci si accapigliava letteralmente per una virgola o per una congiunzione - il "filioque") rammento che scoppiò pure una rivoluzione (quella francese) all'atto in cui si dovette decidere se votare per ordini o pro capite, e che nella successiva Convenzione c'erano tante correnti quanti erano i delegati: i girondini, i brissotiani, gli arrabbiati, i montagnardi, i giacobini, i foglianti, i lafayettiani, i seguaci di Mirabeau, la Palude ecc ecc Quelli che si lamentano vorrebbero un unanimismo imposto dall'alto, uno che decida per tutti. Così fanno attualmente tutti i partiti politici, anche quelli, tutti gli altri, che non si chiamano partito, ma movimento, lega, unione, ecc ecc. La notizia dovrebbe essere pertanto quella: in molte componenti politiche italiane non si discute, perché c'è chi comanda (lo chiamano "carisma"). E' nella natura dell'italiano abbracciare le scorciatoie, e delegare a chi comanda il proprio destino. E' già successo, succederà. (All'interno nostro, di noi "convertiti", giova ricordare che c'è chi si si dimentica quali erano le regole precedenti, che sono state cambiate per lui, il quale ora pretende tornare alle regole precedenti perché a lui fanno comodo ora e non allora...)
sabato 27 luglio 2013
Lettera a Curzio Maltese per il suo articolo di oggi su "Repubblica"
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Curzio Maltese |
Premetto la mia totale stima nei confronti di Curzio Maltese. Scrivo proprio per questo: sono rimasto male.
Sono un iscritto al PD e tale rimarrò anche dopo aver letto il suo articolo dove si "dimentica" una cosa. La norma che prevedeva la sovrapposizione fra segretario e leader è stata sorpassata per richiesta di Renzi. Diceva "lui" un conto è il segretario del Partito, un conto il candidato premier.
Alla scelta del primo possono contribuire iscritti e persone che si dicono "vicine al PD" alla scelta del secondo la platea è più vasta perchè si tratta di scegliere chi governerà l'Italia ( se vinciamo).
Tra l'altro sarebbe irriverente per i futuri alleati decidere ( il PD da solo) chi debba essere il candidato leader. Mi immagino gli articoli contro la nostra prepotenza.....
Comunque per farla breve:
per favore Curzio ( di cui continuerò a leggere gli scritti con immutata stima) mi può indicare un solo posto al mondo dove il segretario, presidente, ecc.ecc di un partito, di una associazione non sono scelti dagli iscritti, ma da chiunque si presenti a votare senza nemmeno chiedere " ma chi sei, chi ti ha mandato, ma sei certa che vuoi me? " ( Dik Dik," mamma mia").
Mi indichi una bocciofila, una associazione di volontariato una cosa leggera ed io sarò li a votare.
Grazie
Roberto Bertolotti
"l'Unità". Fassina spiega il senso del suo intervento

Evasione patologica ed evasione di necessità, dunque.
Che cosa risponde al capogruppo del Pdl Renato Brunetta, che sul tema l’ha paragonata a Silvio Berlusconi?
«Sono solo strumentalizzazioni senza senso. Berlusconi, Brunetta e Tremonti facevano i condoni per i grandi evasori e gli scudi per gli ingenti capitali portati all’estero. Noi del Pd vogliamo combattere l’evasione fiscale, ma per farlo dobbiamo studiare una serie di strumenti diversi, perchè solo la repressione ci farebbe andare fuori strada».
Quali possono essere gli strumenti adeguati a combattere la cosiddetta evasione di necessità?
In questo senso, allora, possono essere strumenti utili anche le iniziative del governo che sono attualmente in discussione su Iva e Imu.
venerdì 26 luglio 2013
Il compagno Fassina e l''evasione di sopravvivenza'
Ieri il viceministro all'Economia, l'eternamente imbronciato Fassina, ne ha sparata una delle sue: mentre Letta alzava grida di condanna verso l'evasione fiscale (poi vedremo i fatti), il nostro lanciava uno strale a favore degli 'evasori di sopravvivenza', cioè di quelli -artigiani, piccoli imprenditori e professionisti- per i quali pagare le tasse equivale a mettere in pericolo la propria attività. Immediate le reazioni di stima e di giubilo da parte della destra. Ma non è questo che ci interessa. Tito Boeri, che è economista universalmente stimato, fa notare oggi su la Repubblica come l'azienda che evade il fisco fa aumentare il livello di tassazione sulle aziende che invece pagano regolarmente, e inducono una distorsione del mercato nel quale si avvantaggiano gli evasori a spese dei contribuenti fedeli. Evasione contributiva e fiscale sono alla base di appalti pubblici a prezzi ridicoli, tanto nessuno poi va a fondo, e le aziende serie, queste sì sono costrette a chiudere i battenti perché non riescono ad essere concorrenziali avendo costi ovviamente superiori. A meno che non si affidino a qualche padrino politico e in cambio dei favori che sappiamo acquisiscano lavori per affidamento diretto o gare pilotate. Ma queste cose il compagno Fassina le sa? E se non le sa perché non se le fa spiegare da chi ne sa più di lui. E non ci vuole molto, a quanto pare.
lunedì 22 luglio 2013
In morte di Laura Prati
Esprimo profondo cordoglio per la morte di Laura Prati. La
sua vicenda, nella sua tragicità, ci ridà il senso della politica vera, vissuta
come servizio e responsabilità, lontano dalle luci dei media ma vicina ai
problemi dei cittadini.
Come ben sanno i sindaci, gli assessori, i consiglieri comunali di ognuno degli oltre ottomila comuni italiani, il ruolo di amministratori locali ha a che fare con le attese e le esigenze dei cittadini e quindi anche con le loro proteste, con la loro rabbia e, talvolta, con l' assurda follia.
Le parole purtroppo non possono riempire il vuoto che Laura lascia.
Ma il suo esempio ci sia di motivazione per proseguire con coraggio il nostro lavoro.
Condivido in un abbraccio il dolore della famiglia.
Umberto Ambrosoli
... c'è chi dice che la politica costa. Sì è vero: costa la vita talvolta...
domenica 21 luglio 2013
Una disgrazia annunciata
La scorsa settimana una tragedia toccava il nostro territorio, l'investimento a Gorgonzola di una ragazza che tornava a casa in tarda serata e moriva investita da un automobilista che dopo essersi dato alla fuga si è costituito dopo una settimana. Poco importa che sia straniero e musulmano .... Inutile dire che è già agli arresti domiciliari! Il padre della vittima dichiara: è come se l'avessero uccisa un'altra volt. Come dargli torto !
Questo è quanto scrive il Neo Sindaco di Gorgonzola Angelo Stucchi su Facebook :
"Scoperto il volto del l'investitore retorica e semplificazioni ci impediscono di guardare a quanto avvenuto con la necessaria autocritica. Non basta dire mussulmano, islamico, straniero per proiettare su di lui le nostre insicurezze, il nostro non aver fatto. Entrambi, noi è lui, abbiamo perso il senso dei valori assoluti, chi ha preferito di fronte al sangue di una persona di cui era responsabile fuggire e chi ha preferito assecondare logiche mercantile anziché la sicurezza dei cittadini. Chi è responsabile di questo sangue ? Non sono io, io non c'entro, saranno altri non certo io... Oggi nessuno si sente responsabile, abbiamo perso il senso della responsabilità, chi ha ucciso, chi non è in grado di assicurare una giusta pena, chi non ha fatto quello che doveva fare. Beatrice ancora una volta di chiedo perdono per non essere di nuovo capace di assumere pienamente le mie responsabilità di uomo, di cittadino e di primo responsabile di questa città .
E questo è quanto gli ho risposto :
Facendo una considerazione sulla vicenda penso fondamentalmente che si tratti di una disgrazia annunciata. Sono passato anche questa notte dal punto dell'incidente e ammetto di aver rallentato anche se non c'era nessuno. Alcune considerazioni:
1° in ogni caso ci si ferma e si presta soccorso (colpa o non colpa - velocità - ecc.). Personalmente ho soccorso anche un gatto investito da altri anche se inutilmente .... Non c'è storia su questo e non c'è religione. C'è solo umanità. Forse farei meglio a dire "bestialità" : gli animali soccorrono e vegliano i compagni feriti.
2° Responsabilità morali ed amministrative. Tu Stucchi non eri forse neppure in amministrazione quando è stata data la concessione per la costruzione dove viveva la povera ragazza. Ebbene, negli oneri di urbanizzazione era lecito pensare di gestire un attraversamento sicuro. In ogni caso grazie per l'assunzione di responsabilità che vorrei vedere in un impegno per migliorare (prima dell'incidente) la sicurezza.
Mi chiedo però: ma perchèal l'investitore, pur reo confesso, tanta indulgenza?
Questo è quanto scrive il Neo Sindaco di Gorgonzola Angelo Stucchi su Facebook :
"Scoperto il volto del l'investitore retorica e semplificazioni ci impediscono di guardare a quanto avvenuto con la necessaria autocritica. Non basta dire mussulmano, islamico, straniero per proiettare su di lui le nostre insicurezze, il nostro non aver fatto. Entrambi, noi è lui, abbiamo perso il senso dei valori assoluti, chi ha preferito di fronte al sangue di una persona di cui era responsabile fuggire e chi ha preferito assecondare logiche mercantile anziché la sicurezza dei cittadini. Chi è responsabile di questo sangue ? Non sono io, io non c'entro, saranno altri non certo io... Oggi nessuno si sente responsabile, abbiamo perso il senso della responsabilità, chi ha ucciso, chi non è in grado di assicurare una giusta pena, chi non ha fatto quello che doveva fare. Beatrice ancora una volta di chiedo perdono per non essere di nuovo capace di assumere pienamente le mie responsabilità di uomo, di cittadino e di primo responsabile di questa città .
E questo è quanto gli ho risposto :
Facendo una considerazione sulla vicenda penso fondamentalmente che si tratti di una disgrazia annunciata. Sono passato anche questa notte dal punto dell'incidente e ammetto di aver rallentato anche se non c'era nessuno. Alcune considerazioni:
1° in ogni caso ci si ferma e si presta soccorso (colpa o non colpa - velocità - ecc.). Personalmente ho soccorso anche un gatto investito da altri anche se inutilmente .... Non c'è storia su questo e non c'è religione. C'è solo umanità. Forse farei meglio a dire "bestialità" : gli animali soccorrono e vegliano i compagni feriti.
2° Responsabilità morali ed amministrative. Tu Stucchi non eri forse neppure in amministrazione quando è stata data la concessione per la costruzione dove viveva la povera ragazza. Ebbene, negli oneri di urbanizzazione era lecito pensare di gestire un attraversamento sicuro. In ogni caso grazie per l'assunzione di responsabilità che vorrei vedere in un impegno per migliorare (prima dell'incidente) la sicurezza.
Mi chiedo però: ma perchèal l'investitore, pur reo confesso, tanta indulgenza?
mercoledì 17 luglio 2013
Oggi Matteo Renzi così si è espresso
"Da qualche ora le
redazioni dei giornali sono invase da agenzie di stampa di parlamentari del PDL
e di qualche statista del PD che continuano a spiegare come la mozione di
sfiducia contro Angelino Alfano, presentata da CinqueStelle e Sel in Senato sia
una mossa del perfido Renzi per "pugnalare il Governo Letta", secondo
la linea autorevolmente indicata stamattina dal quotidiano
Il Giornale.
Sono dichiarazioni
fotocopia che potrebbero far ridere se non fossero legate a una vicenda triste.
I fatti sono questi:
la Repubblica italiana ha consentito che la moglie di un dissidente del Kazakistan, insieme alla figlioletta di sei anni, fosse rimpatriata con un blitz compiuto da forze speciali nella massima segretezza.
La Repubblica italiana ha riconosciuto soltanto dopo qualche settimana di aver compiuto un clamoroso errore, tanto da rimangiarsi l'ordine di espulsione.
Se non ci fossero state indagini giornalistiche questa vicenda sarebbe finita nel dimenticatoio mentre è diritto di tutti i cittadini e dovere delle istituzioni sapere come sono andate le cose, chi è responsabile, chi deve pagare.
In Aula è andato il Ministro dell'Interno e ci andrà il Presidente del Consiglio. A loro spetta la responsabilità di illustrare i fatti. Già qualche settimana fa Letta ha chiesto a un ministro di farsi da parte. Sarà lui, che è il primo ministro, a decidere cosa sia più opportuno fare e se le spiegazioni offerte siano convincenti. Su questa partita aspettiamo di cosa dirà Enrico Letta nella sede suprema, che è quella del Parlamento. Personalmente penso che in questi casi dire la verità sia l'arma più potente per un politico. Raccontare come sono andate le cose, assumersi le responsabilità, parlare con il linguaggio della chiarezza è un investimento di credibilità per l'oggi e per il domani. Sono certo che il nostro Presidente del Consiglio non mancherà di parlare chiaramente, qualunque strada decida di percorrere.
Posso solo sperare che alla fine di questa vicenda non paghino solo le forze dell'ordine. Le forze dell'ordine in questo Paese sono composte da persone perbene. Eppure quando ci sono queste vicende pagano spesso solo i pesci piccoli. Spero che non accada stavolta ciò che è accaduto a Genova, al G8. Guidavo il giornale scout "Camminiamo Insieme" e ricordo le testimonianze allucinanti di ciò che accadde in quelle ore. A distanza di anni devo prendere atto che funzionari che semplicemente firmarono verbali sono stati condannati alla interdizione dai pubblici uffici e si sono dovuto trovare altri lavori, mentre i loro capi no. I ministri e i parlamentari che impartivano disposizioni dalle caserme invece hanno continuato a far politica e per anni ci hanno spiegato in tv come andava il mondo. Io sto con le forze dell'ordine. Perché scaricare su servitori dello stato tutte le responsabilità senza che venga mai fuori un responsabile politico è indegno per la politica. E per l'Italia.
Aggiungo che penso a quella bambina e mi vengono i brividi. Ho una ipersensibilità sulla vicenda dei dissidenti. Nella mia città abbiamo preso una vecchia prigione, le Murate, e ne abbiamo fatto una casa in cui vivono per alcuni mesi blogger e attivisti che vengono espulsi o controllati nei rispettivi Paesi, grazie alla collaborazione con la Robert Kennedy Foundation. è un progetto unico in Italia, di cui sono orgoglioso come sindaco e come cittadino. Mi perdonerete, dunque, se su questi temi sono particolarmente suscettibile. Il diritto alla libertà è il presupposto di ogni battaglia politica. Non c'è destra, non c'è sinistra: c'è la libertà. Che è il valore più grande. Quando questo diritto viene messo in discussione in un Paese civile io avverto il bisogno etico di farmi qualche domanda e di darmi qualche risposta. E invece assisto a una indecorosa strumentalizzazione, anche contro di me.
Da cittadino sono umiliato rispetto all'atteggiamento che larga parte della classe dirigente del PDL e del PD ha avuto, cercando di usare questa vicenda per attaccare me. Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il Governo. Ma la realtà dei fatti è che io non ho alcun interesse a far saltare il Governo Letta. E il bello è che lo sanno tutti! C'è una ragione ideale, per me: faccio il tifo per il mio Paese, non spero nel disastro. Sempre. Ma se non credete agli ideali, credete alla convenienza, perché c'è una ragione persino utilitaristica, per cui non ho alcun interesse a far cadere il Governo, specie adesso. Lasciate stare quello che vi dicono nell'ipocrisia dei comunicati stampa: nei palazzi romani non c'è proprio nessuno che voglia tornare alle elezioni, nemmeno tra i parlamentari delle minoranze. Insomma se cade Letta, non si vota. E se anche si formasse un nuovo Governo non sarei io candidabile avendo più volte detto che se andrò a Palazzo Chigi un giorno, ci andrò forte del consenso popolare non di manovre di Palazzo. Dunque, di che cosa stiamo parlando?
Nulla. Devono continuare a giocare sulle armi di distrazione di massa. Anziché entrare nel merito della questione, tutta la partita è incentrata sul complottismo: è colpa di Renzi! Neanche fossi il maggiordomo di un romanzo giallo. Lo dicono tutti, ma perché?
Lo dicono quelli del PDL, perché sanno che in caso di elezioni, una candidatura forte li manderebbe a casa, per cinque anni. E loro - miracolati dal capolavoro di Pierluigi Bersani - preferiscono stare al Governo delle larghe intese anziché all'opposizione. Diciamo la verità, quelli del PDL fanno il loro gioco. Nessuno può dire niente. Poi, certo, stupisce vedere Giovanardi che mi insulta con le stesse parole di alcuni miei compagni di partito. Ma è un problema loro, non mio.
Lo dicono alcuni dirigenti del PD, il cui obiettivo è giocare la sfida congressuale. E questo è un po' meno serio. Se molti dirigenti del PD non vogliono che mi candidi, va bene. Se vogliono tenersi il partito, va bene. Se preferiscono perdere le elezioni pur di mantenere una poltrona, va bene. Ma ci facciano la cortesia di non strumentalizzare una vicenda di cui come italiano mi vergogno. Una bambina di sei anni è stata prelevata da quaranta agenti, messa su un aereo e adesso vive con la mamma agli arresti domiciliari in un Paese non libero: questa non è l'Italia che vogliamo costruire.
Se scelgono questa vicenda per regolare i conti tra le correnti del PD, mi vergogno per il PD.
La mia ambizione non è cambiare la maggioranza, ma cambiare il Paese. Se Letta lo fa, bene. Se non riesce a farlo, mi dispiace, per lui, per me, per l'Italia. Ma non si cerchino alibi. L'Italia cambierà quando finalmente abitueremo le nuove generazioni ad assumersi le proprie responsabilità."
Non trovo commenti adeguati, ma se qualcuno vuol cimentarsi si accomodi.
domenica 14 luglio 2013
Grandi donne alla Festa Democratica di Melzo !
Una serata particolare ieri alla Festa Democratica di Melzo
che si sta avviando alla conclusione. Una serata in cui allo Spazio eventi come
ospite abbiamo avuto una donna – e che donna ! – che ha saputo rispondere in
maniera concreta pacata (ma determinata) e snocciolando i fatti alle domande
dei presenti: Laura Puppato eletta nelle file del PD al Senato, ma conosciuta
da tutti per aver sfidato alle primarie i pezzi forti del Pd quali Bersani e
Renzi . Insieme a lei sul palco un’altra Parlamentare eletta nella nostra zona,
Simona Malpezzi che ha già dimostrato nei lavori parlamentari assiduità,
partecipazione attiva, amore e capacità ….
Inutile dire che alle primarie non ho votato lei - e
scherzosamente salutandola gliel’ho anche detto - anche se mi sono reso
contro di aver fatto male. Concretezza dicevo prima, concretezza di una donna che
ha fatto per anni il Sindaco, viene dalla vita dei problemi di tutti i giorni e sa
parlare alla gente come parla la gente.
Non si è sottratta alle domande che sono state poste fin da
subito. Come mai con il Pdl al governo? Cosa ne pensi di un governo con i 5
stelle? Chi sono stati nel Pd i 101 che
non hanno votato Prodi quale Presidente della Repubblica? Cosa faremo se Berlusconi viene condannato?
Insomma domande che scaturiscono naturali da una base del Pd che non è contenta
della situazione che ci vede al Governo con chi abbiamo combattuto vent’anni.
Mi ha colpito una sua frase: “quando si sta con pregiudicato
bisogna stare attenti al portafoglio”.
Si riferiva a Berlusconi ovviamente. Sarebbe importante dire che è ineleggibile. Facile dirlo quando il Governo è attaccato al filo delle sue vicende. Meno facile (per molti) realizzarlo! Si parla anche di grazia in caso di condanna. Assurdo ....
Particolarmente importante il suo attaccamento al territorio ed all'ambiente Donna che ha anche una grande visione europea. Ha ricordato come i tempi ambientali importanti passeranno alla gestione europea senza che i delegati ( a volte calati dall'alto) abbiamo reale conocenza dei territori. Insomma, serata piacevole in cui mi sono reso conto ancor di più che se affidassimo il nostro futuro alle donne potremmo vivere meglio. Grazie Laura, grazie Simona, 2 grandi donne !!
sabato 13 luglio 2013
Lia Quartapelle. Cosa stiamo facendo in Parlamento
nonostante la confusione di questi giorni vorrei informarmi su alcune posizioni che come parlamentari milanesi stiamo tenendo relativamente ad emendamenti al decreto FARE. Due in particolare, sui molti emendamenti presentati, credo possano essere meritevoli di attenzione e interessarvi particolarmente:
- il primo emendamento riguarda la linea MM2, linea verde, e la TEM. In sede di Accordo di Programma per la realizzazione della Tangenziale Est Esterna i comuni interessati da questa opera avevano sottoscritto un Accordo a fronte della realizzazioni di alcuni interventi di compensazione. In particolare l’abbattimento delle “Barriere Architettoniche” sulla tratta della metropolitana MM2 dalle stazioni di Gobba a Gessate. Questo per consentire di accedere alle stazioni della MM2 anche a persone con disabilità, anziani e con difficoltà motorie. L'emendamento presentato vincola la realizzazione dell'opera a quella della realizzazione delle opere della MM2
- il secondo riguarda la modifica della disciplina riguardante le spese per gli uffici giudiziari. Oggi infatti i Comuni sono obbligati a concorrere alle spese relative al servizio dei locali e dei mobili degli uffici giudiziari in virtù di un vecchissimo regio decreto. In concreto, accade di frequente che il contributo dello Stato a tali comuni sia pari solo a una parte della spesa effettivamente sostenuta, anche perché, a fronte di oneri crescenti, per il computo del contributo è presa a riferimento la spesa dell'anno precedente: talvolta sono erogati soltanto gli acconti e, con molto ritardo rispetto ai periodi di spesa, i saldi. Occorre inoltre considerare che tali spese, anche se rimborsate, in parte, dallo Stato sono comunque ricomprese nel computo dei saldi sottoposti ai vincoli del patto di stabilità interno per gli enti locali. Questo crea non pochi problemi alle amministrazioni comunali, in particolare per la parte di spese sostenute per gli uffici giudiziari attraverso mezzi propri, perché alle esigenze di reperimento delle necessarie risorse finanziarie si aggiunge la necessità di rispettare gli stringenti vincoli imposti dal patto di stabilità interno.
Ciò premesso, risulta necessario procedere all’abrogazione del citato Regio Decreto e trasferire gli obblighi di manutenzione degli uffici giudiziari, attualmente in capo ai comuni, ad un organo centrale che possa sostenerne il relativo onere. L'emendamento attribuisce tale competenza all’Agenzia del Demanio. Ciò permetterebbe di ricondurre a un unico centro decisionale ogni attività relativa agli interventi manutentivi su tutti gli immobili dello Stato o di proprietà di terzi destinati all’Amministrazione della giustizia e attualmente gestiti dai Comuni.
giovedì 11 luglio 2013
Lettera agli iscritti di Zanda e Speranza e intervista a Epifani su L'Unita'
Care democratiche, cari democratici,
molte bugie e falsità si stanno diffondendo su ciò che è stato deciso ed è accaduto ieri. E' bene dunque chiarirlo. Dopo l'annuncio della Cassazione che ha fissato il giudizio sul processo Mediaset al 30 luglio, ieri Il Pdl ha chiesto tre giorni di sospensione dei lavori parlamentari. Il Pd si è opposto, perchè questa richiesta era inaccettabile. Cosi come si è opposto alle richieste di sospensioni di due giorni o un giorno dei lavori. A questo punto il Pdl ha richiesto di poter riunire i gruppi parlamentari della Camera e del Senato, nel tardo pomeriggio, dopo il question time del presidente Enrico Letta alla Camera. Analoghe richieste, fatte anche dal Pd e dagli altri gruppi parlamentari, sono sempre state accolte. Se ne è discusso nelle presidenze dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera. E in entrambi i casi, considerati anche i precedenti e la consuetudine, si è acconsentito.
Far passare questa decisione come un piegarsi del Pd alla volontà del Pdl di protestare contro le decisioni della Cassazione è contro la verità. E' una speculazione politica e una provocazione che si lancia in un momento particolarmente difficile della vita del Paese. Lo dimostra anche il fatto incontrovertibile di un Parlamento regolarmente al lavoro.
molte bugie e falsità si stanno diffondendo su ciò che è stato deciso ed è accaduto ieri. E' bene dunque chiarirlo. Dopo l'annuncio della Cassazione che ha fissato il giudizio sul processo Mediaset al 30 luglio, ieri Il Pdl ha chiesto tre giorni di sospensione dei lavori parlamentari. Il Pd si è opposto, perchè questa richiesta era inaccettabile. Cosi come si è opposto alle richieste di sospensioni di due giorni o un giorno dei lavori. A questo punto il Pdl ha richiesto di poter riunire i gruppi parlamentari della Camera e del Senato, nel tardo pomeriggio, dopo il question time del presidente Enrico Letta alla Camera. Analoghe richieste, fatte anche dal Pd e dagli altri gruppi parlamentari, sono sempre state accolte. Se ne è discusso nelle presidenze dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera. E in entrambi i casi, considerati anche i precedenti e la consuetudine, si è acconsentito.
Far passare questa decisione come un piegarsi del Pd alla volontà del Pdl di protestare contro le decisioni della Cassazione è contro la verità. E' una speculazione politica e una provocazione che si lancia in un momento particolarmente difficile della vita del Paese. Lo dimostra anche il fatto incontrovertibile di un Parlamento regolarmente al lavoro.
Il dramma italiano
Commedia
della parti o problemi enormi e angoscianti quelli del nostro Paese? Se sono davvero
drammatici come propendo a credere, prevale però il tono leggero da commedia e da melodramma trattati
come sono quei problemi nel "teatrino" di un giornalismo televisivo narciso e ben
pettinato, da sofisticati analisti politici, esasperati e sottili
retroscenisti, belle donne ariose e un po' sventate... L'eterno casino italiano
della chiassosa e confusa politica: siamo davanti alla svolta del rilancio o al
rilancio della svolta signora mia? Gettare acqua sul fuoco o aizzare gli animi?
Ma tutto, forse, non sarà così catastrofico dopotutto se ci si può,
nell'imminenza dell'apocalisse sempre annunciata con toni furiosi, ritagliare
un week end al mare oppure interrompere il dramma televisivo perché "devo
andare in pubblicità" mentre a casa ci si rinfresca con un gelato...
Il peggio del peggio ( non mi assomiglia “penniente”)
Renzi non dice mai cosa
vuole fare ( a parte banalità), ma cosa non dovrebbero fare gli altri.
Anche oggi ne ho avuto
una prova, dopo una scelta sbagliata del Pd,
e quindi una cosa in me è ormai sicura.
Non lo voterò come
segretario del Pd.
Forse voterò Cuperlo (
di gran lunga il migliore) ma purtroppo gli manca il quid
Più probabilmente
voterò Civati
A Cassina ho già fatto
un errore- dieci anni fa - votando un
Renzi (si fa per dire naturalmente, uno vale 0, Renzi è una potenza)
Errare è umano
perseverare è diabolico.
Finalmente (per la
gioia di molti) voterò un candidato perdente.
Così potrò dire anch’io
– dopo – cosa bisognava fare.
Roberto Bertolotti
sabato 29 giugno 2013
Ora ho capito cosa vuole Renzi…
...regole su
misura per lui
Ma non era lui quello
che aveva chiesto a Bersani di fare le primarie perché era errata la norma
dello Statuto del PD che prevedeva che il Segretario fosse anche Candidato Premier?
Le norme le hanno
cambiate
Ora bisogna – secondo
Renzi – cambiarle nuovamente e prevedere che il Segretario sia il Candidato
Premier.
Allora non era la norma
che non andava bene!
Una buona ragione per
cui non lo voterò.
Roberto
Bertolotti
domenica 23 giugno 2013
Festa Democratica di Melzo, noi ci siamo e tu?
Qualche giorno fa è cominciata la
Festa Democratica di Melzo, che si concluderà il 15 Luglio prossimo. Un lungo
mese all’insegna della musica, della buona cucina e dei tanti e assortiti
appuntamenti culturali e politici offerti dai militanti del Partito Democratico
di tutta la zona. E’ strano per me scrivere di una festa che frequento, per la
prima volta quest’anno, come volontario. E’ strano perché è una festa, quella
di Melzo, che non conosco e non conosco i volontari, che come noi del Pd di
Cassina, tutte le sere, con costanza e impegno, si cimentano chi nel cucinare,
chi nel servire ai tavoli, chi nel gestire. Non li conosco, singolarmente, i
compagni e gli amici di Melzo, di Vignate, di Pessano, ecc. Ma lo spirito, che
spinge le centinaia di volontari nelle Feste Democratiche di tutt’Italia,
quello si, lo conosco molto bene. Per me che sono cresciuto in un altro comune, la Festa
Democratica, una volta la Festa dell’Unità, è stata da sempre un appuntamento
fisso dell’estate, irrinunciabile. Un appuntamento che valeva l’intero anno di
lavoro politico nel partito. La festa è sempre stata il momento nel quale il
partito dimostrava la sua forza organizzativa, la sua generosità verso la città,
era l’occasione per condividere insieme agli altri momenti di gioia, di
allegria, ma anche di fatica. Si, fatica. E’ la cosa che ricordo di più delle
Feste Democratiche. La fatica di lavorare fino a tarda ora, dopo una giornata
di studio o di lavoro. La fatica di essere sempre sorridenti, anche nei
confronti di chi si arrabbiava perché aspettava da “troppo” tempo il tavolo. La
fatica di spiegare, con pazienza, che nessuno ti pagava per stare li a
lavorare. E soprattutto, la fatica, ma anche il rammarico di sapere che spesso
tutto l’impegno gravoso del gestire e portare avanti un appuntamento come la
festa, non si traduceva, nell’immediato, in consenso politico, anzi,
tutt’altro. Quante volte l’ho sentita dai vecchi compagni la frase “se tutti
quelli che vengono a mangiare o a ballare alla festa ci votassero, allora forse
si, saremmo maggioranza!”. Proprio così, perché la Festa Democratica piace a
tutti ed è frequentata da tutti. Anche da quelli che non ci votano e che forse
non lo faranno mai. Ma va bene così, perché la Festa Democratica è soprattutto,
per noi, un momento speciale per dire che “ci siamo”, che siamo sul territorio,
pronti a confrontarci e a discutere di problemi, di soluzioni, di visioni
future, anche e soprattutto con quelli che la pensano diversamente da noi. La
Festa Democratica è anche un modo sano e limpido di finanziamento al partito.
Quei pochi soldi (e vi assicuro che sono davvero pochi se
confrontati con la fatica e la maestosità delle strutture) che si raccolgono
con le feste dimostrano che ancora esiste ed è ben presente, almeno da “questa
parte” della barricata, un modo onesto di raccogliere i fondi necessari alle
attività politiche che si svolgono poi durante l’anno. Un segno tangibile che
la politica può essere ancora fatta con il sudore e la passione di chi si
riconosce in un’idea e che al servizio di quell’idea si mette, sacrificando a
volte, anzi spesso gli affetti più cari, quelli personali. E non è poca cosa,
se pensiamo che il momento storico è quello in cui la politica è vista sempre
più spesso come una cosa “sporca” e non sempre a torto.
Veniamo ora alla presentazione del ricco programma. Per sintesi riporto solo gli appuntamenti principali (tutto il programma è comunque reperibile al sito www.festademocraticamelzo.it). Come dicevo all’inizio, la Festa
Democratica di Melzo, al fianco della buona cucina, offrirà anche serate a tema
con appuntamenti imperdibili. Innanzitutto la musica. Tutte le sere si balla con il liscio, i Giovedi sera invece spazio ai giovani e i Martedi al Tango
Argentino. Da non perdere la serata dedicata alle cover di Vasco Rossi,
Mercoledì 3 Luglio. Il Venerdì è “letterario” con la presentazione di libri. I
prossimi appuntamenti: Venerdì 28 Giungo verrà presentato il libro di Gianni BIONDILLO “Cronaca di un
suicidio” e Venerdì 5 Luglio il libro di Andrea MOLESINI “La primavera del lupo”. Il programma prevede
anche serate speciali, con incontri e dibatti. Il 26 Giungo HAPPY HOUR alle ore
19:30 con prodotti di Libera Terra. Il 29 Giungo “L’Europa nella morsa della
crisi” con la presentazione del libro di Enrico FARINONE e Walter JOFFRAIN.
Sabato 6 Luglio “Quale futuro per i nostri comuni? Gestione associata e unione
dei comuni. Un Obbligo o un’opportunità?”. Lunedì 15 Luglio proiezione dei
cortometraggi vincitori della rassegna International Melzo Film Festival 2013. Infine gli incontri con i leader nazionali. Si incomincia il 30
Giungo con il Segretario Cgil Susanna Camusso, il 10 Luglio ci sara Walter
Veltroni, Laura Puppato il 13 Luglio e infine Pier Luigi Bersani il 14 Luglio.
Buona festa a tutti!
lunedì 17 giugno 2013
NO, la scissione no
Si sentono rumori di sciabole nell'ardito e scomposto esercito del Pd. Davanti all'avanzata, che al momento sembra inarrestabile di Renzi e al grido di "non moriremo democristiani", molti ex Pci, Pds, Ds tenterebbero di ritornare indietro, di riabbracciare vecchi vessilli, i labari di un passato glorioso. Andare dove? Da Vendola? Con Vendola? Per fare cosa? Varare una scissione? La nostalgia in politica non reca buoni frutti. Anch'io dopo un momento lunghissimo di abbattimento personale ho meditato che questo governicchio non può reggere più di tanto. Sarei tentato fortissimamente da un "governo del cambiamento" con pezzi di grillismo pur di chiudere definitivamente la stagione berlusconiana. E attualmente non mi scandalizza questa prospettiva, ma a una condizione: che essa sia di decantazione e che bisogna pensare al dopo, al destino complessivo del Paese nel medio e lungo periodo, cui non si può giungere con governicchi rabberciati alla bell'e meglio. Si porrà dunque, prima o poi, la necessità di una verifica elettorale e a questa scadenza il Pd dovrà giungervi unito, con la leadership che vincerà sul campo.
Renzi? Che Renzi sia. Peppino Caldarola dice che Renzi è "uno yoghurt fresco che andrà mangiato prima della scadenza. Quando la sua visione sarà ben delineata, i contrari potranno contrastarlo con altri argomenti preparandosi a succedergli in caso di fallimento o di esaurimento della sua spinta propulsiva. Ma la scissione no. Se c’è una cosa che il popolo del centro-sinistra non capirebbe è la scissione. State calmi,se potete".
A questa prospettiva di lungo periodo sta peraltro lavorando D'Alema. Ebbene io concordo con questa visione e con questa azione politica..
Renzi? Che Renzi sia. Peppino Caldarola dice che Renzi è "uno yoghurt fresco che andrà mangiato prima della scadenza. Quando la sua visione sarà ben delineata, i contrari potranno contrastarlo con altri argomenti preparandosi a succedergli in caso di fallimento o di esaurimento della sua spinta propulsiva. Ma la scissione no. Se c’è una cosa che il popolo del centro-sinistra non capirebbe è la scissione. State calmi,se potete".
A questa prospettiva di lungo periodo sta peraltro lavorando D'Alema. Ebbene io concordo con questa visione e con questa azione politica..
sabato 15 giugno 2013
Ancora D'Alema?
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Massimo D'Alema a sostegno del Sindaco di Pioltello Antonello Concas in un comizio elettorale del 2 maggio 2011 |
Finché avrà vita lui farà questo: politica. E questa va giudicata, non le sue presunte intenzioni; occorre insomma caso per caso valutare se le sue proposte sono campate in aria o hanno un portato di razionalità. In quest'ultima sua iniziativa - quella di mediare tra renziani e bersaniani - qualcuno mi deve dire se non è necessaria un'azione politica di questo tipo che salvi il principio di una leadership visibile (a me non piace Renzi, ma questo c'è) e quella di un partito solido. D'Alema ha affrontato questa fase anche dopo un periodo di insulti ed emarginazione personale, andando lui a Palazzo Vecchio, e tessendo la sua tela... Avercene di politici così!
martedì 11 giugno 2013
Per l'Italia giusta
Sembra quasi paradossale parlare
oggi di iscrizione a un partito. Eppure sono qua, siamo qua, con lo scopo di
scrivere un pezzo, interessante spero, per la campagna tesseramento 2013 al
Partito Democratico. E allora ci provo, usando le parole e la determinazione di
sempre. Nonostante tutto. Nonostante “le nostre cazzate”, per riprendere le
parole di Roberto. Nonostante il tonfo della credibilità dei partiti. Nonostante
la fine, azzarda qualcuno, dei partiti. Per me, per noi, ha ancora un senso riconoscersi
in una idea e battersi per essa. Ha ancora un senso, per noi, ritrovarci nella
saletta, quella di sempre, quei pochi metri quadrati, lassù al terzo piano
della “Speranza”, a parlare, confrontarci, discutere, produrre. A muoverci è in
fondo una certezza, che nessuno potrà mai toglierci: la politica e la
partecipazione sono davvero il motore per mettere in pratica le cose in cui
credi. Cè ancora bisogno dei partiti, è una affermazione, non una domanda. Cè
ancora bisogno della loro organizzazione, del loro radicamento sul territorio,
della loro capacità di esprimere idee e classe dirigente. Semplicemente, senza
troppi giri di parole. Partecipare a una manifestazione, andare a un banchetto,
organizzare una iniziativa, scrivere su un blog. Questa è in sintesi la nostra
concezione di militanza, che non può prescindere, almeno fino a quando qualcuno
non dimostrerà il contrario, dalla forma partito. I partiti certo, oggi sono in
difficoltà, sono decotti, hanno bisogno di nuova linfa. Penso innanzitutto
perché soffrono di burocrazia e di lentezza. Qualcuno direbbe che i partiti
sono dei bisonti, ormai “vecchi” e inadeguati ai tempi, che inesorabilmente
cambiano, cambiando anche il modo di esprimersi e di esprimere le proprie idee.
E non a caso oggi si moltiplicano le forme aggregative alternative ai partiti,
come le liste civiche o i movimenti, spesso in contrapposizione ad essi. Ma,
correggetemi se sbaglio, l’aggregazione e la mobilitazione che i partiti
riescono a mettere in campo ancora non ce l’ha nessuno. Questa grande forza
propulsiva è nel dna del partito
Democratico, che è rimasto l’unico vero partito di massa e organizzato
presente sulla scena politica italiana. Mentre scrivo è in corso il cantiere
per il prossimo importante appuntamento congressuale che vedrà “scendere in
campo” migliaia di iscritti pronti a disegnare il Pd del futuro (a proposito,
avete mai visto un congresso dalle parti di Berlusconi&C?). Mentre scrivo,
in tutt’Italia, si stanno organizzando centinaia di Feste Democratiche, che
sono il vero, fondamentale appuntamento politico e culturale dell’estate. Mentre
scrivo in Tv dicono che il Pd e il centrosinistra hanno stravinto le amministrative
del 2013. Qui, adesso, in questo momento, ho rinnovato la mia iscrizione, ho
scelto di aderire al Pd di Cassina de Pecchi. E lo faccio con coraggio,
convinzione, speranza, chiedendo a tutti quelli che mi leggono di fare altrettanto.
Un’idea, se è buona, ha bisogno di un sostegno, anche economico. Soprattutto adesso,
in tempi di tagli ai finanziamenti ai partiti e ai rimborsi elettorali. Cè poco
da dire e molto da fare. La politica, quella vera e libera, ha bisogno di un
contributo. Dimostriamo che noi, il popolo del Pd e del centrosinistra, il
popolo delle primarie, dei gazebo, dei circoli, dei militanti in grembiule a
servire alle feste, ha ancora qualcosa da dire. Nonostante le tante cose che
non vanno, che non condividiamo, nonostante le scelte che forse semplicemente non
capiamo. Nonostante tutto, dicevo prima, ci credo, ci crediamo. Ancora una
volta, perchè “l’Italia Giusta” non è rimasta solo un miraggio, ma un obiettivo possibile.
domenica 9 giugno 2013
Responsabilita'
L'Amministrazione Comunale si appresta ad approvare definitivamente un PGT da 400 mila metri cubi di nuove costruzioni, che prevede 75 milioni di Euro di opere pubbliche, la maggior parte delle quali sono la demolizione di edifici pubblici esistenti e la ricostruzione altrove.
Un PGT che, nonostante tutti si siano ormai convertiti al non consumo di suolo, nonostante una crisi dell'edilizia che non accenna ad attenuarsi, prevede di costruire ovunque. Un PGT che non ha senso, inconsistente, folle, pericoloso, assurdo. Un PGT che va fermato.
Il Sindaco D'Amico e i suoi, ormai lo abbiamo capito, non si fermeranno, nonostante le 99 osservazioni al PGT, non si fermeranno e, queste estate, durante il periodo delle vacanze, approveranno, a stretta maggioranza, il PGT.
Di chi e' la responsabilita' di tutto questo? E chi oggi deve assumersi la responsabilita' di contunuare l'opposizione e di costruire l'alternativa?
Un PGT che, nonostante tutti si siano ormai convertiti al non consumo di suolo, nonostante una crisi dell'edilizia che non accenna ad attenuarsi, prevede di costruire ovunque. Un PGT che non ha senso, inconsistente, folle, pericoloso, assurdo. Un PGT che va fermato.
Il Sindaco D'Amico e i suoi, ormai lo abbiamo capito, non si fermeranno, nonostante le 99 osservazioni al PGT, non si fermeranno e, queste estate, durante il periodo delle vacanze, approveranno, a stretta maggioranza, il PGT.
Di chi e' la responsabilita' di tutto questo? E chi oggi deve assumersi la responsabilita' di contunuare l'opposizione e di costruire l'alternativa?
giovedì 6 giugno 2013
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